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ALICE URCIOLO racconta ADORAZIONE

aprile 12, 2021

Per gli Autoracconti d’Autore di Letteratitudine: ALICE URCIOLO racconta il suo romanzo “Adorazione” (66thand2nd), presentato all’edizione 2021 del Premio Strega da Daniele Mencarelli

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di Alice Urciolo

Quando ho iniziato a scrivere Adorazione non sapevo né dove né come sarei arrivata alla fine del percorso, la mia unica guida era un nucleo di temi e di argomenti di cui sentivo l’esigenza di parlare. Adesso, a percorso concluso, la sensazione è quella di aver messo in campo quel nucleo, che i personaggi l’abbiano raccolto, e che poi mi abbiano guidato loro attraverso la scrittura. Insomma, il romanzo ha preso forme diverse sotto i miei occhi e mi ha chiesto di adeguarmi a queste nuove forme.
Ho iniziato a scrivere Adorazione in prima persona: la voce narrante e il punto di vista erano quelli di Diana, una ragazza di sedici anni con una grande voglia a ricoprirle la gamba destra, che lei ha reso il simbolo di tutte le sue insicurezze. Poi, man mano che il mondo attorno a Diana cresceva, che si delineava l’ambientazione – Pontinia, Latina, Sabaudia – e soprattutto acquisivano un profilo definito i personaggi che vi abitavano, il romanzo stesso ha iniziato a cambiare.
Le storie si sono moltiplicate, la coralità si è fatta più forte, sin quando mi è parso di limitarmi e di trascurare troppe voci utilizzando il solo punto di vista di Diana. Così, ho deciso di riscrivere tutto quello che avevo fatto fino ad allora. Adorazione è diventato un romanzo in terza persona, Diana in qualche modo è rimasta la protagonista della storia, ma una protagonista per così dire ai margini, estranea più degli altri alla comunità in cui vive, e proprio per questo più capace di metterne in luce le problematicità e le contraddizioni. Non a caso, è lei che apre e chiude il racconto della comunità di Pontinia, piccola città nel mezzo dell’Agro Pontino, un anno dopo l’uccisione di una ragazza di diciassette anni, Elena, per mano del suo ragazzo, Enrico, poco più grande di lei. Adorazione è solo in parte la storia di Elena ed Enrico, perché è soprattutto la storia di chi resta, di chi un anno dopo deve ancora fare i conti con quella morte e deve ancora capire perché quella morte riguarda tutti, nessuno escluso.
Nel corso di un’estate, gli amici di Elena e i loro genitori compiono ognuno un proprio cammino alla ricerca di un modello sentimentale alternativo a quello ereditato dal loro paese, si scontrano con l’idea lì prevalente di uomo e di donna e con l’eredità culturale che le generazioni precedenti hanno trasmesso loro, si scoprono tutti quanti allo stesso tempo “vittime” e “carnefici”, disarmati e pericolosi, pieni di vuoti troppo grandi.
Questo è il nucleo di temi e di argomenti di cui volevo parlare ed è rimasto sempre lo stesso, dal primo germe di Adorazione fino al romanzo consegnato in redazione.
Durante la scrittura mi hanno aiutato vari libri, mi fa piacere ricordarne alcuni in particolare: La più amata di Teresa Ciabatti; Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli; Troppi paradisi di Walter Siti; Le particelle elementari di Michel Houellebecq; Le ragazze di Emma Cline; le Lettere a Milena di Franz Kafka. E poi c’è una poesia, che infatti è presente anche in Adorazione: Gioia, di Tracy K. Smith, tradotta e pubblicata in Italia da Edizioni Black Coffee in Nuova Poesia Americana. Ne voglio riportare qualche verso qui in conclusione:

Questi ceppi, tagliati così maldestramente
che la loro grana bionda ricorda il pollo stracotto, sono troppo grossi e non si accendono.

Accartoccio giornali per incoraggiare la fiamma, e solo per un attimo tutto è acceso.

Ma i ceppi non si sono accesi,
sembrano solo bruciare senza fiamma e consumarsi con il calore che si fa strada verso il loro cuore.

Arrivare a ciò che voglio
sarà un cammino lento, per lo più fatto di fumo.

(Riproduzione riservata)

© Alice Urciolo

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La scheda del libro: “Adorazione” di Alice Urciolo (66thand2nd)

imageA Pontinia, piccolo centro di fondazione fascista nel mezzo dell’Agro Pontino, la giovane Elena è stata uccisa dal fidanzato. A distanza di un anno, i suoi amici sono ancora divisi tra il dolore di quel trauma e il bisogno di un’adolescenza normale. Nell’arco di un’estate afosa, vissuta fra le architetture metafisiche di Pontinia e di Latina e le sensuali dune di Sabaudia, e con Roma, la grande città, sullo sfondo, si intrecciano i loro destini. C’è Diana, con la sua voglia sulla gamba che la rende tanto insicura, e c’è la sua migliore amica Vera, che sembra invece non aver paura di niente. Ci sono Giorgio, il fratello di Vera, che era innamorato di Elena e non lo ha mai detto a nessuno, e Vanessa, cugina di Giorgio e Vera e migliore amica di Elena. Intorno a loro una comunità ancora regolata nel profondo da valori patriarcali perfettamente interiorizzati, una comunità dove le famiglie sono spesso tenute insieme solo dall’ipocrisia e dal silenzio. Le ragazze e i ragazzi dovranno così crescere, perdersi e ritrovarsi da soli. Faranno i conti con il vuoto e la passione, l’insicurezza e l’ansia, l’accettazione e l’affermazione di sé. La morte di Elena assumerà per ognuno un significato diverso, e per ognuno si sovrapporrà alla propria storia personale, a un’educazione sentimentale e sessuale fatta di estremi, in cui l’amore, la tenerezza e il desiderio si mescolano alla sopraffazione, all’umiliazione e alla vergogna.

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Alice Urciuolo (1994) lavora come sceneggiatrice. È tra le autrici della serie di successo Skam Italia (Netflix, TIMvision e Cross Productions) ed è attualmente impegnata nella scrittura di altri progetti per piattaforme internazionali. È nata in provincia di Latina, vive a Roma. Adorazione è il suo primo romanzo.

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