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Lo scrittore Ahmet Altan è finalmente libero

aprile 15, 2021

imageIl 14 aprile lo scrittore e giornalista Ahmet Altan (pubblicato in Italia dalle Edizioni E/O) è stato liberato dopo oltre quattro anni e mezzo di prigionia, con una sentenza della Corte di Cassazione turca che ha ribaltato la sua precedente condanna

 

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Sandro Ferri, fondatore delle Edizioni E/O, ha dichiarato: “Siamo felici per il rilascio di Ahmet Altan dal carcere, frutto del suo coraggio, della resistenza del popolo turco, donne e giovani in prima linea, e dell’azione delle istituzioni europee a favore dei valori di libertà e democrazia. Altan non è solo un coraggioso giornalista, ma anche uno scrittore tra i migliori al mondo.
imageNei suoi romanzi i lettori trovano, assieme al racconto della Turchia dall’impero ottomano a oggi, la sensualità e l’intelligenza delle sue protagoniste femminili, le contraddizioni, i limiti, la grandezza di quel paese.
I suoi romanzi ci aiutano a capire la continuità e le differenze delle ambizioni “ottomane” in Medio oriente e nel Mediterraneo, ma anche i meccanismi interni della società turca di ieri e di oggi, un potere tentacolare, la spinta modernista e il peso della tradizione religiosa, la questione femminile, quella curda e tante altre facce di una realtà che è insieme affascinante e minacciosa. Nel suo nuovo romanzo scritto in prigione, Signora vita (che uscirà a maggio), Altan porta avanti la sua riflessione raccontando una storia d’amore carica di sensualità in un paese corroso dalla crisi economica e morale e dall’oppressione di un regime autoritario”.

Ahmet Altan era stato incarcerato con l’accusa di aver diffuso “messaggi subliminali” a favore del tentato colpo di stato nel luglio 2016. Nel 2018, alla fine di un processo che ha suscitato in tutto il mondo la preoccupazione e l’indignazione dei sostenitori della libertà di parola e di opinione, era stato condannato all’ergastolo, poi commutato in dieci anni di carcere. Il tribunale d’appello ne aveva disposto la scarcerazione, ma la misura era poi stata ritirata per il ricorso della procura e Altan era tornato in carcere. Il 13 aprile una sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani aveva stabilito che la sua detenzione fosse illegittima e costituisse una violazione dei suoi diritti.

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Ahmet Altan è un giornalista e scrittore turco, nato ad Ankara nel 1950. Ex direttore del quotidiano Taraf, da sempre critico nei confronti del presidente Erdogan. Per la sua liberazione si sono mobilitati scrittori e intellettuali in tutto il mondo. I suoi romanzi e saggi hanno venduto milioni di copie, e sono stati premiati in Turchia e all’estero. Scrittore e assassino (2016, Edizioni E/O) è stato venduto in 7 paesi. La sua memoria difensiva è stata pubblicata in Italia con il titolo Tre manifesti per la libertà (2018, Edizioni E/O). Quartetto ottomano è il titolo della saga di cui le Edizioni E/O hanno pubblicato Come la ferita di una spada (2018) e Amore nei giorni della rivolta (2019). Il suo prossimo romano, Signora vita, uscirà il 26 maggio per le Edizioni E/O.

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“Signora Vita”: Il nuovo libro di Ahmet Altan, in uscita a maggio per le Edizioni E/O (Traduzione: Nicola Verderame)

Da una delle grandi voci della Turchia contemporanea, un romanzo di formazione in cui si mescolano sesso, politica e attualità, in uno straordinario inno alla vita e alla libertà.

Il romanziere turco Ahmet Altan ci presenta un romanzo di formazione in cui sesso, letteratura e politica si intrecciano in un’opera da leggere tutta d’un fiato. Il protagonista Fazıl è un giovane studente di letteratura e proviene da una famiglia borghese che ha subito un tracollo finanziario. Vive in un’ex manifattura insieme a dissidenti, transessuali e altri individui ai margini della società. Trova un piccolo lavoro come comparsa in una trasmissione televisiva dove si esibisce la cantante Hayat Hanım, di molti anni più grande, donna sensuale, misteriosa e indipendente. Tra i due nasce presto una relazione intermittente, in cui le differenze sono molte di più rispetto ai punti in comune. Se infatti Hayat Hanım vive senza pensare al domani, Fazıl è gravato dalla povertà ed è costretto a prendere in considerazione tutti i rischi possibili. Ma durante le trasmissioni in TV Fazıl conosce Sıla, anche lei studentessa di letteratura e come lui proveniente da una famiglia agiata finita sul lastrico per motivi politici. Tra Fazıl e Sıla si instaura un rapporto profondo, fatto di comunione intellettuale e poi anche fisica. I due sembrerebbero fatti l’uno per l’altra, ma Fazıl si trova diviso fra le due donne, fra stili di vita e aspirazioni differenti. Intanto uno dei coinquilini lo invita a collaborare a una rivista clandestina che denuncia i crimini del governo. A partire da questo episodio Fazıl scopre la faccia più spietata e repressiva di un regime dittatoriale. Un romanzo di grandi scoperte, dall’impegno politico ai ruoli di genere, dal sesso alla letteratura: Altan propone una critica sferzante al regime che fa e disfa intere fortune, mette al bando giornalisti, scrittori e accademici, costringe i giovani a emigrare.

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