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MARIA GRAZIA CALANDRONE racconta SPLENDI COME VITA

Maggio 3, 2021

Per gli Autoracconti d’Autore di Letteratitudine: MARIA GRAZIA CALANDRONE racconta il suo romanzo “Splendi come vita” (Ponte alle Grazie), presentato all’edizione 2021 del Premio Strega da Franco Buffoni

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di Maria Grazia Calandrone

Avere una storia come la mia ed essere scrittrice significa sentirsi ripetere per anni «Perché non la scrivi?», significa avere più di una proposta editoriale per un’autobiografia da scrivere e significa, però, dover trovare il tono giusto per parlare di sé senza parlare di sé, perché la mia intenzione è sempre stata quella di adoperare la mia storia per raccontare una relazione universale o, più modestamente, almeno sociale.

Ho fatto un primo tentativo qualche anno fa, rimanendo calata nel mio punto di vista per raccontare i cambiamenti dell’Italia, in particolare di Roma, la mia città. Ma il risultato sembrava una copia addensata, mediterranea, dell’idea acuminata di Annie Ernaux. A Roma ci sono troppe ombre, l’aria è troppo profonda, occorreva più io, perché a Roma l’io è completamente superfluo, irrisorio, è una città che ha visto nascere, passare e morire troppe vite, per dolersi o gloriarsi davvero di una singola esistenza. Sotto gli occhi di Roma i nostri drammi sono molecole di un gran fiume vitale che da millenni attraversa l’essere, senza parola. A Roma cambiano peso e prospettiva dell’identità, la terza persona Ernaux non funziona, suona meccanica e artificiosa: qui il nostro io deve venire esposto, perché non ha importanza. Qui si tratta di dare il cattivo esempio.

Ecco dunque apparire la magniloquente città, con le sue strade piene e le sue piazze enormi, disanimate, ecco la bella Roma popolare, protagonista insieme alla vera protagonista, mia madre. Ecco apparire il mondo, alle spalle di lei e sulle sue spalle. Ecco apparire anche me, come reagente di ogni sua temperatura emotiva: nel libro, esisto solo come reazione alle azioni di mia madre, come ogni bambino esiste, fino a una certa età, esclusivamente in relazione. Senza madre, siamo nessuno e niente, perché non reagiamo a niente che davvero ci tocchi.

Non posso assolutamente dire di aver deciso di iniziare Splendi come vita: una mattina mi sono svegliata con l’attacco del libro chiaro in mente e non ho più smesso di scrivere, per venti giorni, mi sono fermata solo per dare da mangiare ai figli o quando ero così stanca che avrei cancellato tutto. Sono tornata in ognuna delle epoche presenti nel libro e ne ho trascritto atmosfere e parole, come avessi piazzato un microfono nelle stanze di allora. Lo scritto che ne è derivato è una presa diretta su infanzia e adolescenza e su Roma dagli anni di piombo fino al Duemila, sull’Italia di quegli anni. Il libro s’interrompe con la morte di Madre. E c’è una semina di canzoni pop che in quegli anni la radio passava di continuo, ci sono le notizie politiche e i grandi eventi internazionali come il la guerra del Vietnam o l’esplosione del reattore nucleare di Černobyl’.

foto Luca Navarra - 29 luglio 2016Infine, ci sono trent’anni di lavoro con la poesia, che si sono inevitabilmente impastati alla prosa, creando una lingua ibrida, mediana, che volevo appunto universale, che volevo lasciasse lampi, frammenti evocativi e spazi bianchi che il lettore potesse riempire della propria vita. Non voglio sovrapporre la mia vita alla vita di chi legge: desidero che chi legge adoperi il mio libro come uno specchio della sua relazione primaria e, magari, se non l’ha già fatto, provi a vedere i propri genitori come esseri umani, separati dal ruolo esclusivo di genitori.

Gli effetti collaterali di questo libro sono conoscere le vite intime di tanti lettori, che mi si raccontano con la stessa sincerità con la quale mi sono raccontata e sono i tanti messaggi di genitori adottivi, che trovano in queste pagine conforto al loro dubbio di non essere amati come se fossero genitori “veri”. Che grande crudeltà, questa distinzione tra vero e falso, che ha ferito mia madre e ferisce tanti altri! Davo per ovvia l’uguaglianza tra le genitorialità, davo per ovvio che il bambino ami chi ha vicino e lo ama. Poiché comprendo che, invece, non è affatto ovvio, finisco per credere che si possa adoperare questo libro anche per conoscere e riconoscere l’amore assoluto e incondizionato di una figlia adottiva. Anzi, di una figlia. E basta.

(Riproduzione riservata)

© Maria Grazia Calandrone

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La scheda del libro: “Splendi come vita” di Maria Grazia Calandrone (Ponte alle Grazie)

Splendi come vita fa quello che fa la letteratura alla sua massima potenza: ridà vita a ciò che non c’è più, illuminando di riflesso la vita del lettore. Ma lasciamo che a parlarne sia l’autrice.

«Splendi come vita è una lettera d’amore alla madre adottiva. È il racconto di una incolpevole caduta nel Disamore, dunque di una cacciata, di un paradiso perduto. Non è la storia di un disamore, ma la storia di una perdita. Chi scrive è una bambina adottata, che ama immensamente la propria madre. Poi c’è una ferita primaria e la madre non crede più all’amore della figlia. Frattura su frattura, equivoco su equivoco, si arriva a una distanza siderale fra le due, a un quotidiano dolore, a un quotidiano rifiuto, fino alla catarsi delle ultime pagine. Chi scrive rivede oggi la madre con gli occhi di una donna adulta, non più solo come la propria madre, ma come una donna a sua volta adulta, con la sua storia e i suoi propri dolori e gioie. Quando si smette di vedere la propria madre esclusivamente come la propria madre, la si può finalmente “vedere” come essere separato, autonomo e, per ciò, tanto più amabile» (Maria Grazia Calandrone).

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Maria Grazia Calandrone è poetessa, scrittrice, giornalista, drammaturga, autrice e conduttrice radiofonica per Rai Radio 3 e regista per CorriereTV. Ha vinto i premi Montale, Pasolini, Trivio, Europa, Dessì e Napoli per la poesia, Bo-Descalzo per la critica letteraria. Fra i suoi ultimi libri, Serie fossile (Crocetti,2015), Gli scomparsi. Storie da «Chi l’ha visto?» (Pordenonelegge, 2016), Il bene morale (Crocetti, 2017), Giardino della gioia (Mondadori,2019). Porta in scena il videoconcerto Corpo reale. Ha curato la rubrica di inediti «Cantiere Poesia» per Poesia (Crocetti). Suoi libri e sillogi sono tradotti in molte lingue. Tiene laboratori di poesia in scuole pubbliche, carceri, DSM. Il suo sito è http://www.mariagraziacalandrone.it.

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