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PREMIO VIAREGGIO–RÈPACI 2021: a Roberto Benigni il Premio Speciale Città di Viareggio

maggio 20, 2021

PREMIO VIAREGGIO – RÈPACI 2021 – 92° EDIZIONE

 

A Roberto Benigni il Premio Speciale Città di Viareggio

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imageSarà il regista, attore e sceneggiatore Roberto Benigni – alla vigilia del Leone d’oro alla carriera che gli verrà conferito alla 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – a ricevere il Premio Speciale Città di Viareggio che gli verrà consegnato nel corso della serata finale del Viareggio – Rèpaci 92° edizione prevista il 28 agosto 2021 a Viareggio.

L’antico legame affettivo di Roberto Benigni con la cittadina toscana raccontato anche nel suo film vincitore di tre premi Oscar® “La vita è bella” (1997), riceve un tributo che raggiunge il suo massimo valore simbolico nell’anno delle celebrazioni dantesche con un’assegnazione decisa dal Sindaco Giorgio Del Ghingaro insieme al Presidente del premio Paolo Mieli.

Il Sindaco Del Ghingaro dichiara: «Un piacere assegnare il premio Speciale Città di Viareggio ad una personalità così importante e sarà per me un privilegio consegnarlo. La città di Viareggio sarà onorata di accogliere Benigni per la serata finale: una presenza a maggior ragione gradita, sia perché in concomitanza con l’anno dantesco che ci accingiamo a celebrare, sia perché preziosa sottolineatura di un’edizione che inaugura il percorso per la candidatura di Viareggio quale Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2024».

Il Presidente Paolo Mieli afferma: “Sono particolarmente felice di poter onorare con un Premio così significativo per noi del Viareggio – Rèpaci l’affetto ricambiato all’artista e al genio di Roberto Benigni da parte mia e della giuria tutta. Sarà un vero onore festeggiarlo durante la serata finale”.

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Roberto Benigni è nato a Misericordia (Castiglion Fiorentino, Arezzo) il 27 ottobre 1952. Ha iniziato la sua carriera artistica nei primi anni ’70, ed è presto diventato uno dei più amati e popolari attori, registi e sceneggiatori italiani, noto e apprezzato in tutto il mondo.

Con La vita è bella (1997), da lui scritto e diretto, ha ottenuto nel 1998 il Gran premio della giuria al Festival di Cannes, il Premio del pubblico al Toronto International Film Festival e i premi Miglior film e Miglior attore protagonista all’European Film Awards. Nel 1999, fra le sette nomination ricevute, tra cui quella per Miglior film (è l’unico film italiano ad essere stato nominato in questa categoria), ha ottenuto i premi Oscar per il Miglior film straniero (è l’unico attore di lingua non inglese diretto da sé stesso ad aver ricevuto questo premio) e il Migliore attore maschile (è l’unico italiano ad aver vinto in questa categoria), oltre a quello per le migliori musiche assegnato a Nicola Piovani. Con lo stesso film, sempre nel 1999, ha vinto come Miglior attore protagonista anche lo Screen Actors Guild a Los Angeles e il Bafta a Londra (Benigni è l’unico attore di lingua non inglese ad aver vinto entrambi i premi in questa categoria). La vita è bella è il film con il maggior seguito di pubblico del cinema italiano: 9,7 milioni di spettatori. Ed è nella storia del cinema italiano il film che ha totalizzato il più alto numero di spettatori nel mondo. Oltre ai quattro David di Donatello e ai quattro Nastri d’argento vinti per La vita è bella, Benigni ha ottenuto il David per Il piccolo diavolo (1988) e Johnny Stecchino (1991), e il Nastro per Daunbailò (1986), Johnny Stecchino (1991), La tigre e la neve (2005) e recentemente, come miglior attore non protagonista, nel ruolo di Geppetto, per Pinocchio (2019) di Matteo Garrone.  Nel 2008 ha ricevuto a Parigi il César d’Honneur. Nel 2016 è stato premiato con il Globo d’Oro alla carriera e l’anno successivo con il Premio Speciale David di Donatello. Nel 2020 ancora a Parigi il Prix Lumière alla carriera. È stata già annunciata la consegna del Leone d’Oro alla carriera alla prossima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Il successo nelle piazze della sua Toscana aveva convinto il diciannovenne Benigni a trasferirsi a Roma. Ha ottenuto i primi successi nel teatro d’avanguardia con il monologo Cioni Mario di Gaspare fu Giulia, scritto insieme a Giuseppe Bertolucci, e in seguito negli show televisivi (L’altra domenica, 1976, di Renzo Arbore, nella parte di un esilarante critico cinematografico). Ha portato poi sul grande schermo uno dei propri spettacoli, Berlinguer ti voglio bene (1977), diretto da Giuseppe Bertolucci. Si è messo quindi in luce come protagonista di Chiedo asilo (1979) di Marco Ferreri e de Il minestrone (1981) di Sergio Citti, ha partecipato a La luna (1979) di Bernardo Bertolucci e Il pap’occhio (1980) di Renzo Arbore. E’ stato quindi nuovamente protagonista di Daunbailò (1986) di Jim Jarmusch e de La voce della luna (1990), film-testamento di Federico Fellini, nel ruolo del lunare e poetico Ivo, insieme a Paolo Villaggio.

Benigni ha esordito nella regia con Tu mi turbi (1983) e ha diretto insieme a Massimo Troisi il fortunato Non ci resta che piangere (1984), dando inizio a una serie di film premiati da un grande successo di pubblico, come Il piccolo diavolo (1988), insieme a Walter Matthau, primo dei suoi film scritto con Vincenzo Cerami. Dal 1987 ha lavorato sempre insieme a Nicoletta Braschi, protagonista femminile di tutti i suoi film con la quale ha poi fondato nel 1991 la società “Melampo Cinematografica” che ha prodotto da quel momento tutti i loro film: Johnny Stecchino (1991), Il mostro (1994) e La vita è bella (1997). In seguito Pinocchio (2002), che ha ottenuto due David di Donatello e un Nastro d’argento, e La tigre e la neve (2005), che ha ricevuto due Nastri d’argento. Si è affermato anche nel cinema statunitense recitando con autori quali Jim Jarmusch (Daunbailò, 1986: Taxisti di notte, 1992; Coffee and Cigarettes, 2003), Blake Edwards (Il figlio della Pantera rosa, 1993) e Woody Allen (To Rome with Love, 2012).

Benigni ha dimostrato straordinarie qualità di alta divulgazione interpretando e commentando la Divina Commedia di Dante Alighieri, il Canto degli italiani, i Principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana e i Dieci comandamenti biblici, ricevendo grandi consensi di pubblico e critica. Tra i riconoscimenti ricordiamo i quattro Oscar Tv del Premio Regia Televisiva, nel 2003 per L’Ultimo del Paradiso, nel 2008 per l’evento televisivo TuttoDante, nel 2013 per La più bella del mondo e nel 2015 per I dieci comandamenti. Nel 2005 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo ha nominato Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Gli sono state conferite dieci lauree Honoris Causa oltre ad altri numerosi premi e riconoscimenti nell’ambito culturale, tra i quali il Premio Uomo per la pace (2002), la Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte (2003), il Pegaso d’Oro Straordinario per la cultura (2003), il Premio Internazionale Le Cattedrali Europee (2007), il Premio Internazionale Galileo per la cultura nell’arte (2009), Premio Internazionale Mario Luzi (Sezione Benemeriti della Repubblica, 2010), Premio Comunicazione Festival Camogli (2016), Premio Roma per la promozione della Bellezza dell’Italia nel mondo (2017), Premio Arte, Scienza e Pace (2018), McKim Medal (2018), Premio Satira di Forte dei Marmi (2018).

In occasione del Dantedì 2021 Benigni ha recitato il XXV Canto del Paradiso, in diretta dal Salone dei Corazzieri al Quirinale e alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro della Cultura Dario Franceschini.

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