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EFFETTI COLLATERALI di Rosario Russo: intervista all’autore

luglio 10, 2021

“Effetti collaterali. Sei racconti di genere in Sicilia” di Rosario Russo (Algra)

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di Eliana Camaioni

Ha un attacco dissacrante, che ammicca all’autoironia, “Effetti collaterali” di Rosario Russo (Algra), raccolta di racconti interamente ambientata in quella Sicilia in cui l’autore è nato.
Il genere spazia dal giallo al noir, anche se è improprio ridurre i sei racconti a due sole categorie: Rosario Russo ci accompagna in un viaggio che ha il sapore del mito e della letteratura, con un omaggio a Verga e ai contemporanei e alla città di Acireale vissuta nei vicoli e negli scorci meno usuali; un percorso che ha il fuoco della gelosia e l’odore acre della mafia e delle sue logiche spietate, le strade assolate di Catania e le spiagge segrete di notte sulle quali si consumano amori clandestini.

-Così come “Quattordici spine”, anche “Effetti collaterali” non è soltanto ambientato in Sicilia, ma la celebra in ogni suo aspetto, sposando le luci alle ombre. E’ una scelta precisa, la tua, a quanto pare.
Sì, esatto. Bufalino, grande conoscitore della Sicilia, parlava di un’“Isola plurale”, una terra che soffre di un eccesso di identità dove tutto “è una mischia di lutto e di luce”. L’Isola da cartolina, dunque, si scontra ogni giorno con l’isola del malaffare, delle azioni scellerate, dello splendore offuscato. È proprio vero: ci appelliamo all’opera di Dio – la bellezza della Sicilia, il clima della Sicilia, l’unicità della Sicilia – per dimenticare l’opera dell’uomo.

-Sei racconti tutti diversi fra loro, sei storie legate da una sola costante: passato e presente che si mescolano, l’uno causa dell’altro, impossibili da separare. E il futuro? Ne vedi uno, o non c’è?
Dipende da noi. Io continuo a immaginare un futuro in Sicilia, eppure mi ritrovo ad abbandonarla in continuazione alla ricerca di un lavoro. Purtroppo non è una cosa che cambieremo dall’oggi al domani. Ci vorrà del tempo e diversi cambi generazionali.

-Il secondo e l’ultimo dei racconti vedono un felice ritorno, quello dell’ispettore Traversa, protagonista del tuo romanzo. Un personaggio forte, che decisamente ruba la scena e forse è quello con cui ti trovi più a tuo agio, in cui il Rosario Russo scrittore trova la sua voce. Dico bene?
rosario-russoAssolutamente sì. Quando scrivo di Luigi Traversa le parole scorrono veloci come un treno. In ogni romanzo di genere che si rispetti, è la storia che comanda, su questo non ho dubbi, ma alla fine è ai personaggi che il lettore si affeziona, e più li caratterizzi, più loro entrano sottopelle. Traversa lo immagino sempre al mio fianco, ci parlo quotidianamente, lo considero come una persona in carne e ossa. Lo so, può sembrare una roba da squilibrati, ma soltanto così si riesce a delineare al meglio il personaggio. Aggiungo anche una piccola provocazione: Luigi Traversa è un ispettore di polizia originario del Veneto, che si ritrova suo malgrado a lavorare in Sicilia. Lui guarda l’Isola con gli occhi e lo stupore di chi non l’ha mai vista, apprezzandone maggiormente ogni bellezza e sfumatura. Gli occhi di Traversa non dovrebbero essere forse quelli dei siciliani? Se anche noi guardassimo questa terra meravigliandoci ogni giorno, forse riusciremmo a valorizzarla meglio.

-È il quinto racconto a dare il titolo alla raccolta. Come mai hai scelto questo?
Non è mai facile scegliere un titolo per una raccolta di racconti. Effetti Collaterali è anche il nome del quinto racconto, è vero. Ma la lettura di un buon libro non presenta forse effetti collaterali? Ci rende più intelligenti, riduce lo stress, allunga la vita, in poche: crea dipendenza. Ecco, spero che la stessa cosa valga per la lettura delle mie sei “storie niure”.

-Sei membro del collettivo Sicilia Niura. Ce ne parli?
Il collettivo Sicilia Niura è nato nel 2020 da un’idea mia, di Alberto Minnella, di Sebastiano Ambra e di Gaudenzio Schillaci. Quattro penne sincere accomunate da una sana amicizia e una passione sconfinata per il noir. Abbiamo inoltre fondato l’omonima collana editoriale per Algra Editore proprio per rivalutare un genere, il noir siculo, a nostro avviso troppo spesso legato a cliché e luoghi comuni. E per dare un segnale forte durante questo terribile periodo pandemico, in cui la cultura è stata pesantemente penalizzata, abbiamo organizzato diverse rassegne letterarie virtuali con l’aiuto della Mondadori Bookstore di Acireale. A luglio finalmente daremo vita a “Oltrenero”, la nostra prima rassegna in presenza. Speriamo che col tempo possa attirare tanti bravi scrittori e diventare un vero proprio appuntamento fisso.

-Dopo questo lavoro, quando e come ti ritroveremo in libreria?
C’è in cantiere un’antologia di racconti gialli siciliani che dovrebbe uscire entro il Natale del 2021. Un bellissimo progetto targato Delos Digital che vede coinvolti tanti bravi autori, tra cui anche noi di Sicilia Niura. Ringrazio Roberto Mistretta, superbo giallista e curatore dell’antologia, per la considerazione avuta nei nostri confronti. Parteciperò con un racconto ispirato a una vicenda terribile, un intrigo che vedrà come protagonista Vincenzo Cantone, aspirante scrittore alla spasmodica ricerca di storie. Per il 2022 invece, uscirà un altro progetto molto ambizioso, curato da Sicilia Niura. Per il momento è top secret!
Sto anche lavorando a una nuova indagine di Luigi Traversa, una storia forte e complessa, ma per scriverla ci vorrà un po’ di tempo e tantissimo lavoro. Insomma, incrociamo le dita!

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