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DAREIDE di Ippolita Luzzo (pezzi su Domenico Dara dal regno della litweb)

luglio 29, 2021

Pubblichiamo la prefazione, firmata da Domenico Dara, del volume “DAREIDE: pezzi su Domenico Dara dal regno della litweb” di Ippolita Luzzo (Citta del Sole Edizioni), preceduta da uno stralcio dell’introduzione

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La Dareide di Dara, la raccolta dei pezzi già pubblicati sul blog Il Regno della Litweb“, scrive Ippolita Luzzo nella sua introduzione al volume, “nasce subitanea nel 2018, nello sfogliare il libro Pezzi e non trovare nemmeno un pezzo di Domenico. Il “di” è voluto ed è sorridente.
Annuncio più volte nel corso di questi due anni la raccolta, aspettando la stagione delle messi e, durante il dicembre 2020, sembra che tutti i pezzi mi spingano a vincere la pigrizia e a farli uscire. Prepotentemente. Chiedo il conforto di Domenico, di Rosy, di Antonella che lo pubblicherà, e pronti via, sul nastro di partenza siamo. Usciamo, anzi escono loro, i pezzi, perché noi non possiamo per il momento.
E uscendo ci diranno cosa vuol dire leggere, cosa vuol dire scrivere, cosa vuol dire incontrarsi, quale esigenza abbiamo tutti di sorriderci e toccarci, di avere la stima degli altri, di stimare a nostra volta, di entrare in relazione uno con gli altri con un libro in mano.
Non c’è stato un solo incontro con Domenico e Rosy durante il quale non si sia parlato di altri autori, di altri libri, del perché e del per come alcuni restino sconosciuti, malgrado la loro bellezza.
Ci scambiamo conoscenze e letture amicali, diventiamo abitanti di uno stesso spazio, quello spazio libero da ogni richiesta che non sia vera gioia e felicità. (…)”.

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Da “DAREIDE: pezzi su Domenico Dara dal regno della litweb” di Ippolita Luzzo (Citta del Sole Edizioni)

Prefazione
gli stili non si imitano

di Domenico Dara

Domenico Dara - Feltrinelli EditoreRicordo tutto con una nitidezza di particolari rara per la mia inclinazione al dissolvimento mnemonico e alla dimenticanza. Lamezia Terme. Libreria Tavella. Una delle mie prime presentazioni in assoluto, scrittore sconosciuto che ha pubblicato da qualche settimana un Breve trattato sulle coincidenze. Di fronte, alla mia destra, appena sedutasi in prima fila, una signora bionda, che mi saluta sorridendo, attira la mia attenzione perché tira fuori dalla borsa un taccuino e una penna. Sono pochi i lettori presenti: non più di una decina, librai compresi. Comincio. Rispondo alla prima domanda ed ecco che quella donna, tranquillamente, infila nella borsa taccuino e penna, si alza e se ne va. Svilimento. Continuo a parlare ma quasi senza pensare quello che dico, percependo la vacuità sonora delle parole. Quella sedia vuota mi butta nello sconforto: sono riuscito ad annoiarla in pochissimi minuti.
Ma i cerchi della vita, come pensa Ulisse e scrive Astolfo, talvolta si chiudono in maniera inattesa.
Mai e poi mai avrei immaginato che quella donna sarebbe divenuta forse la mia lettrice più attenta e fedele, moglie esclusa…
DareideMi scrisse qualche giorno dopo, scusandosi di quell’improvvisa uscita, motivata dal fatto che il professore che mi affiancava raccontava troppo del libro, finale compreso, guastandole così la lettura imminente. Da quel primo incontro, strano e inconsueto, molti altri ne sono arrivati, e Ippolita c’è sempre stata lungo tutta la strada dei miei libri e non solo, anche nella vita, come nel giorno della cittadinanza onoraria di Girifalco.
Perché Ippolita soffre un po’ della sindrome di Malinverno: i libri sono la vita e la vita sono i libri. Non è possibile tracciare confini netti tra questi due mondi: di più, lo stesso concetto di confine è bandito dal mondo caleidoscopico della Litweb. Basta leggere i suoi pezzi per capirlo subito: non le solite recensioni ma un flusso narrativo nel quale la lettura del libro sembra il pretesto per tracciare percorsi reali e fantastici in cui è il demone dell’Analogia a dettare parole e immagini, similitudini e coincidenze.
Come si deve in ogni processo creativo, dall’arte si parte ma sempre per arrivare all’uomo.
Per un attimo avevo pensato di scrivere questo breve saluto alla maniera dello stile cumulativo di Ippolita – quant’è difficile crearsene uno riconoscibile! – e parlare di lei cominciando dal papillon puntinato di Vauxcelles di fronte al maltrattamento braquiano delle forme, che ricopia sul taccuino i cubi allo stesso modo in cui, dall’altra parte del mondo, il povero artigiano del Rajastan costruisce collane infilando perle d’ogni colore e fattezza, o evocando lo stagno magico tra gli acclivi di Monte Covello dove i sassi che lanciano i bambini creano inverosimili cerchi, concentrici ma sovrapponibili, che si allargano e ritornano su se stessi nel medesimo instante.
Avrei potuto, ma gli stili non si imitano. Si ammirano.

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Ippolita Luzzo, laureata in filosofia con tesi su Max Stirner, L’Unico e la sua proprietà.
Da giugno 2012 scrive sul blog “Il Regno della Litweb” quasi un giornale di cui lei è editorialista, direttrice e cronista. http://trollipp. blogspot.it/

Col suo blog indaga e legge ogni momento letterario e artistico per lei autentico interpretando in modo originale il senso del testo. Critica letteraria, fa parte della giuria del Premio Comisso 15righe. Per Città del Sole edizioni ha pubblicato nel 2018 “Pezzi dal Regno della Litweb”, a cura di Letizia Cuzzola.

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