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ANTONELLA LATTANZI VINCE IL PREMIO VITTORINI 2021

settembre 5, 2021

PREMIO VITTORINI 2021: VINCE ANTONELLA LATTANZI

"Questo giorno che incombe" di Antonella Lattanzi è l'opera vincitrice del Premio Vittorini

Ieri 4 settembre al Teatro Comunale di Siracusa si è svolta la proclamazione del vincitore del Premio Vittorini 2021. Ha vinto Antonella Lattanzi, con Questo giorno che incombe (HarperCollins)

[Come nasce un romanzo? Per gli Autoracconti d’Autore di Letteratitudine: ANTONELLA LATTANZI racconta il suo romanzo QUESTO GIORNO CHE INCOMBE (HarperCollins)]

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Trionfa ancora un’autrice al Premio Letterario Nazionale Elio Vittorini. A succedere a Marta Barone, vincitrice della passata edizione, è stata Antonella Lattanzi con il suo “Questo giorno che incombe” (HarperCollins). La consegna del riconoscimento ieri sera nella suggestiva cornice del “ritrovato” Teatro Comunale di Siracusa nel corso di una cerimonia durante la quale sono stati anche assegnati il Premio per l’editoria indipendente intitolato ad Arnaldo Lombardi ( giunto alla seconda edizione) alla casa editrice catanese Algra e sono stati annunciati i vincitori del contest di fumetti “Siracusa & Alessandria : l’Italia a fumetti” (Laura Furgione di Alessandria; Raffaella Gesuele di Milano; Alessandro Amoruso di Bari) che verranno premiati sabato prossimo ad Alessandria nel corso della rassegna a tema “Alecomics”.

Antonella Lattanzi ha avuto la meglio nel giudizio della Commissione di valutazione presieduta dal professore Antonio Di Grado (al voto della quale si è associato quello espresso, unitariamente, la Comitato studentesco dei lettori) sulle due altre opere finaliste: “Io sono Gesù” (Sellerio) di Giosué Calaciura e “Disordini” (La nave di Teseo) di Michele Ainis.

Questa la motivazione della Commissione: La Giuria della XX edizione del Premio Vittorini, ha riconosciuto nel romanzo di Antonella Lattanzi una esemplare convergenza di crudo realismo e straniamento visionario, una coraggiosa esplorazione del cuore di tenebra e delle perturbanti rivelazioni che la più consueta e rassicurante realtà quotidiana prudentemente cela e incautamente sprigiona.

E’ un romanzo, quello della Lattanzi, che all’ambizione del suo intento sa unire una potenza narrativa che avvince, che fa sospendere il fiato in un’attesa febbrile: requisito, quest’ultimo, latitante da anni nella narrativa che si definisce “postmoderna” per non confessarsi uggiosa e pleonastica.

E’ un romanzo sulla maternità, ma pure sulla deriva dei rapporti umani e della vita familiare, e ancor più sulla inabitabilità del nostro presente, sulla impenetrabile coltre di mistero che ottenebra la vita pubblica d’un paese costretto, ben oltre le mura domestiche, a subire nefandezze sempre occultate o mistificate. Il privato diventa, perciò, metafora del pubblico: del nostro sopravvivere e brancolare tra misteri dolorosi che non conosceranno redenzione.

La serata è stata condotta da Salvo La Rosa ed ha visto l’intervento del maestro Rino Cirinnà (fiati) che con Joe Debono (pianoforte) e Nello Toscano (contrabasso) hanno eseguito una composizione originale realizzata per il Premio Vittorini sule note della quale le attrici Doriana La Fauci e Simonetta Cartia hanno recitato alcuni brani tratti da opere di Elio Vittorini. L’assessore alla cultura della Città di Siracusa Fabio Granata, il presidente di Confcommercio Siracusa Elio Piscitello e il presidente dell’Associazione culturale Vittorini-Quasimodo Enzo Papa nei diversi interventi, che si sono alternati alle premiazioni e alle performances artistiche, hanno evidenziato la proficua sinergia messa in campo per dare una precisa identità a questo premio che, nelle parole del presidente della Commissione Di Grado, è stata all’altezza delle precedenti edizioni “e forse anche un pelino in più”. Un buon viatico, insomma, in vista anche dell’impegnativa sfida che Siracusa ha raccolto con la propria candidatura a Capitale italiana della cultura 2024.

Ringraziando, visibilmente emozionata, dopo aver ricevuto i premi – alla vincitrice sono andati un assegno di 3mila euro e una creazione esclusiva realizzata dalle maestre orafe Marilena e Stefania MidoloAntonella Lattanzi ha confessato di essere rimasta sorpresa dalla vittoria. Poi ha aggiunto di essere “onorata di ricevere un premio intitolato a Elio Vittorini, figura di prima grandezza della letteratura. Un onore raddoppiato dal fatto di riceverlo a Siracusa, la città natale di Elio Vittorini”.

La XX edizione – che ha pure consentito di chiudere il cerchio aperto l’anno prima con la consegna della pergamena della cittadinanza onoraria post mortem di Siracusa ad Arnaldo Lombardi – è stata anche segnata dalla significativa presenza di una folta delegazione, anche istituzionale, di Alessandria. La città è, infatti, gemellata con Siracusa nel segno di quel progetto “Aperti per cultura” che ha gettato un vero e proprio ponte di quasi 1.500 chilometri   tra le due città e che adesso il Premio Vittorini ha ulteriormente rafforzato. Ospiti della serata di ieri l’assessore al turismo e alle attività produttive della Città di Alessandria Mattia Roggero e il presidente di Confcommercio Alessandria Vittorio Ferrari che hanno sottolineato i diversi aspetti della virtuosa collaborazione tra le due realtà dicendosi molto colpiti da ciò che Siracusa sa offrire allo sguardo del visitatore.

La cerimonia conclusiva svoltasi al Teatro Comunale ha chiuso un ricco programma di confronti, performances musicali e teatrali, presentazioni e degustazioni delle eccellenze enogastronomiche del Monferrato – ospite di questa edizione – che hanno avuto nell’Antico Mercato di Ortigia (altro spazio vitale della città ritrovato per l’occasione) il cuore pulsante. Un cuore al centro del quale è tornato ad essere protagonista assoluto il libro grazie anche alla presenza di appassionati librai e delle case editrici.

Il Premio Letterario Nazionale Elio Vittorini e il Premio per l’Editoria Indipendente Arnaldo Lombardi sono organizzati e promossi dall’Associazione culturale Vittorini-Quasimodo con il Comune di SiracusaAssessorato alla cultura, la Confcommercio Siracusa, la Camera di Commercio del Sud-Est, la Fondazione Inda e la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Siracusa e, da quest’anno, in virtù del progetto “Siracusa-Alessandria, l’Italia a fumetti”, anche in partenariato con la Confcommercio Alessandria, la Camera di Commercio di Alessandria-Asti, la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, il Comune di Alessandria, Alexala e Alecomics.

 

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La scheda del libro: “Questo giorno che incombe” di Antonella Lattanzi (HarperCollins Italia)

Liberamente ispirato a un episodio di cronaca avvenuto a Bari nel palazzo dove l’autrice è cresciuta, Questo giorno che incombe è un romanzo unico, bellissimo e prismatico, capace di accogliere suggestioni che vanno da Kafka a King, da Polanski a Dostoevskij, di attraversare più generi, dal thriller alla storia d’amore, di riflettere sulla maternità e le sue angosce, di parlare del male e del dubbio, e capace di riscrivere, tra realtà e finzione, una storia vera.

“Qui saremo al sicuro.” Francesca lo pensa mentre sta per varcare il cancello rosso fuoco della sua nuova casa. Accanto a lei c’è Massimo, suo marito, e le loro figlie, ancora piccole. Si sono appena trasferiti da Milano a Giardino di Roma, un quartiere a metà strada tra la metropoli e il mare. Hanno comprato casa in un condominio moderno e accogliente, con un portiere impeccabile e sempre disponibile, vicini gentili che li accolgono con visite e doni, un appartamento pieno di luce che brilla in tutte le stanze. Il posto perfetto per iniziare una nuova vita. Perché Francesca è giovane, è bella, è felice. E, lo sa, qui a Giardino di Roma sarà libera. Eppure qualcosa non va. Dei dettagli cominciano a turbare la gioia dell’arrivo. Piccoli incidenti, ombre, che hanno qualcosa di sinistro. Ma sono reali o Francesca li sta solo immaginando? Appena messo piede nella nuova casa Massimo diventa distante, Francesca passa tutto il tempo sola in casa con le bambine e non riesce più a lavorare né a pensare. Le visite dei vicini iniziano a diventare inquietanti, sembra impossibile sfuggire al loro sguardo onnipresente. A poco a poco il cancello rosso che difende il condominio si trasforma nella porta di una prigione. E così, intrappolata nella casa, Francesca comincia a soffrire di paranoia e vuoti di memoria. Sempre più sola e piena di angosce, ha l’impressione che la casa le parli, che le dia consigli, forse ordini. Le amnesie si fanno sempre più lunghe e frequenti. Finché un giorno, dal cortile, arriva un grido. È scomparsa una bambina. Può essere sua figlia? E perché Francesca, ancora una volta, non sa cosa ha fatto nelle ultime ore? Liberamente ispirato a un episodio di cronaca avvenuto a Bari nel palazzo dove l’autrice è cresciuta, Questo giorno che incombe è un romanzo unico, bellissimo e prismatico, capace di accogliere suggestioni che vanno da Kafka a King, da Polanski a Dostoevskij, di attraversare più generi, dal thriller alla storia d’amore, di riflettere sulla maternità e le sue angosce, di parlare del male e del dubbio, e capace di riscrivere, tra realtà e finzione, una storia vera. Antonella Lattanzi ha già indagato gli abissi e le pieghe dell’animo umano in Devozione e Una storia nera, e adesso torna a farlo con il suo libro più importante. Con una lingua meravigliosa, appassionata e incalzante, Questo giorno che incombe racconta il sospetto, la speranza, il dolore, la passione, confermando lo straordinario talento dell’autrice e lasciando il lettore senza fiato, in un crescendo continuo dall’arrivo nella casa nuova fino alle indimenticabili pagine finali.

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Antonella Lattanzi (Bari, 1979), scrittrice e sceneggiatrice, vive a Roma. Ha scritto i romanzi Devozione (Einaudi, 2010), Prima che tu mi tradisca (Einaudi, 2013), Una storia nera (Mondadori, 2017) e le sceneggiature dei film Fiore (2016), 2night (2016), Il campione (2019, Nastro d’Argento per l’Opera Prima).

 

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