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LA CITTÀ NERA di Domenico Trischitta (recensione)

settembre 27, 2021

image“La città nera” di Domenico Trischitta (Algra)

[Leggi l’intervista a Domenico Trischitta su “Una raggiante Catania” e “La città nera”]

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di Giovanna Caggegi

È uno scrittore sempre in viaggio Domenico Trischitta tornato in libreria con due volumi per i tipi di Algra Editore: “La città nera” (il romanzo giovanile che completa la trilogia su Catania dopo “Una raggiante Catania” e “Glam City”) e una nuova edizione del romanzo d’esordio “Una raggiante Catania” diventato imprescindibile riferimento per chi volesse conoscere uno degli episodi che hanno cambiato il volto della città etnea: lo sventramento dello storico quartiere di San Berillo e gli effetti legati alla violenta estirpazione di quel tessuto sociale. Il senso del viaggio, si diceva, di uno scrittore flaneur per vocazione (di brancatiana discendenza) capace di trasferire sui suoi personaggi l’inquieta inclinazione picaresca e l’indomita ricerca d’avventura nei paesaggi frastagliati dell’animo umano, tra luci e ombre, trionfi e repentine cadute.

Ne “La città nera” Trischitta rivela – pur nella incandescenza giovanile di una scrittura ancora aspra – il talento per la creazione di immagini poetiche e di icastici tableaux vivants. C’è già la struttura sincopata, il ritmo martellante, la musica sottotraccia della sua opera più matura (si pensi a Glam City o a Le lunghe notti). Il protagonista (un Io narrante destinato a mutare di prospettiva) vive la giostra di amori e di esperienze del mondo, con la frenesia e la voracità di un cupio dissolvi alla conquista di un orizzonte sempre nuovo. La dimensione autobiografica de La città nera svapora nella sfera simbolica di un Io ipetrofico divenuto cassa di risonanza della natura umana. Frantumato in molteplici identità, il protagonista è, alla fine, la stessa città nera, Catania (metafora del Mondo), che accoglie e respinge, che ama e odia, che ride e piange. Passando dalla rappresentazione di quel Mondo/Inferno, Domenico Trischitta traccia il volto variopinto di un’umanità ‘gettata’ capace di vivere o, al contrario, di restare deliberatamente ai margini…

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imageLa scheda del libro: “La città nera” di Domenico Trischitta (Algra)

«Un romanzo che darà modo ai catanesi di gettare uno sguardo meno superficiale alla realtà che li circonda e ai non catanesi l’opportunità di penetrare nel cuore d’una città che ammanta di bellezza le pulsioni più oscure e vitali del cuore umano, di tutti i cuori, quali che siano il colore della pelle, le fedi, le abitudini pregresse». (Domenico Seminerio)

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Domenico Trischitta (Catania 1960) è scrittore e drammaturgo. Ha pubblicato romanzi (Una raggiante Catania, Premio Martoglio 2009, Glam city, 2014) e raccolte di racconti (1999, 2013, e Le lunghe notti, 2016). I lavori teatrali Sabbie mobili e Bellini a Puteaux sono stati trasmessi da Rai international e Cult.

 

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