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I RONDONI di Fernando Aramburu (Guanda): anticipazione

ottobre 18, 2021

“I rondoni” di Fernando Aramburu (Guanda – traduzione di Bruno Arpaia)

In libreria da oggi, 18 ottobre 2021, il nuovo romanzo di Fernando Aramburu: uno dei più acclamati autori spagnoli

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“Ho letto che i rondoni emigrano oltre il Sahara, fino all’Uganda o giù di lì, e che passano la maggior parte della loro vita in volo. Proprio quello che avrei desiderato: non toccare il suolo, non sfiorare nessuno. Se avessi potuto scegliere tra nascere uomo e nascere rondone, visto come è andata avrei deciso per la seconda opzione”.

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Fernando Aramburu, nato a San Sebastián nel 1959, ha studiato Filologia ispanica all’Università di Saragozza e negli anni Novanta si è trasferito in Germania per insegnare spagnolo. Dal 2009 ha abbandonato la docenza per dedicarsi alla scrittura e alle collaborazioni giornalistiche. “Patria” [Leggi lo speciale di Letteratitudine dedicato a “Patria” di Fernando Aramburu, con il contributo del traduttore del romanzo: Bruno Arpaia], grande successo di critica e di pubblico in Spagna, vincitore del Premio de la Crítica, tradotto in 34 lingue, è stato pubblicato nel 2017 da Guanda e ha avuto anche in Italia una straordinaria accoglienza, vincendo il Premio Strega Europeo e il Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Nel 2020 Guanda ha pubblicato un graphic novel ispirato al romanzo. Sempre per Guanda sono usciti Anni lenti (2018), Dopo le fiamme (2019), Mariluz e le sue strane avventure (2019) e Il rumore di quest’epoca (2021).

È appena giunto in libreria il nuovo romanzo di Fernando Aramburu. Si intititola “I rondoni”  (Guanda – traduzione di Bruno Arpaia).  Ce ne occuperemo in maniera più dettagliata nei prossimi giorni (intanto lo segnaliamo riportando di seguito la scheda del libro)

In Patria, la sua grande opera corale, Fernando Aramburu ha raccontato una comunità ­lacerata dall’odio e dal fanatismo. In questo nuovo, vasto ­romanzo entra invece nell’animo di un ­uomo arrabbiato col mondo, e soprattutto deluso da sé stesso, per non aver mai imparato ad amare e per essersi accorto ora, a cinquantaquattro anni, che forse è troppo tardi. Toni è professore di filosofia in un ­liceo, ma sente di prendere in giro i suoi ­allievi sfoderando certezze che è ben lontano dal possedere. L’ex moglie Amalia gli ha lasciato ­solo rimpianti e rancore, mentre il figlio ­Nikita, problematico fin da piccolo, non gli ha mai dato soddisfazioni. ­L’unica consolazione della sua esistenza ­solitaria sono le chiacchierate al bar con ­l’amico Bellagamba, caustico ma con un grande cuore, e l’affetto instancabile di Pepa, la cagnolina che lo accompagna nei suoi giri per Madrid, in cui Toni cerca di liberarsi a poco a poco di «pezzi» della sua vita, libri e oggetti vari che abbandona sulle panchine, tanto ben presto non gli serviranno più. Già, perché Toni si è convinto che sia meglio farla ­finita. Per riempire il tempo che si è dato prima di rendere definitiva la sua de­ci­sione, comincia a scrivere qualche riga al giorno di cronaca personale: prendono corpo nelle sue pagine storie di famiglia, e riemerge una donna respinta, però sempre capace di una generosità autentica e travolgente. E giorno dopo giorno, il distacco dalla vita si trasforma in un canto alla vita e a tutto quello che ancora può dare: l’amicizia, l’amore, la libertà. Quella libertà simboleggiata dal volo dei rondoni, che come ogni primavera torneranno, a portare la speranza che si credeva perduta.

 

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