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BOOKER PRIZE 2001: vince Damon Galgut con (“The promise”) “La promessa” (pubblicato in Italia dalle Edizioni E/O)

novembre 3, 2021

Damon Galgut vince il Booker Prize 2021 con “La promessa”, in uscita domani per le Edizioni E/O

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La promessa” di Damon Galgut è dunque il romanzo vincitore del Booker Prize 2021. Il libro è pubblicato in Italia da Edizioni E/O (traduzione dall’inglese di Tiziana Lo Porto), e sarà in tutte le librerie a partire da domani (4 novembre). Negli Stati Uniti è pubblicato da Europa Editions.

Damon Galgut, nato a Pretoria nel 1963, due volte finalista al Booker Prize, è tra gli scrittori di maggior successo della generazione letteraria sudafricana post-apartheid. Ed è il terzo scrittore sudafricano a vincere il Booker, dopo Nadine Gordimer e Coetzee, che ha vinto due volte.

“La promessa” di Damon Galgut (Edizioni E/O) è una saga familiare moderna…
Ecco di cosa parla questo romanzo, ambientato in Sudafrica…

Perseguitati da una promessa non mantenuta, dopo la morte della loro matriarca, i membri della famiglia Swart si perdono di vista. Alla deriva, le vite dei tre figli della donna procedono separatamente lungo le acque inesplorate del Sudafrica: Anton, il ragazzo d’oro amareggiato dal potenziale inespresso che è la sua vita; Astrid, il cui potere sta nella bellezza; e la più giovane, Amor, la cui vita è plasmata da un nebuloso senso di colpa. Ritrovandosi per quattro funerali nel corso di tre decenni, la famiglia in declino rispecchia l’atmosfera del suo paese: un’atmosfera di risentimento, rinnovamento e infine di speranza. La promessa è un dramma epico che si dispiega al ritmo dell’incessante marcia della storia nazionale, che i lettori di Galgut ameranno di certo e che ne incanterà di nuovi.

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“La promessa”, nono libro di Galgut, aveva già ottenuto ampi consensi tra i critici per il ritratto minaccioso e cupamente divertente della famiglia Swart, paragonando la sua prosa sperimentale a maestri modernisti come Virginia Woolf, James Joyce e William Faulkner, mentre altri hanno notato il suo debito nei confronti del collega scrittore sudafricano JM Coetzee.
Come apprendiamo dal New York Times, pare che Galgut abbia avuto l’idea del romanzo, che Europa Editions ha pubblicato negli Stati Uniti ad aprile, da una conversazione con un amico, incentrata sulla “frequentazione” di funerali da parte dei membri di una stessa famiglia. Nella storia la matriarca muore di cancro nel 1986, quando il Sudafrica era in preda a disordini politici. Il titolo del romanzo si riferisce sia alla promessa non realizzata di uguaglianza sociale dopo la fine dell’apartheid, sia alla promessa della matriarca di lasciare una casa a una serva nera, Salome, che provoca una spaccatura nella famiglia.

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Damon Galgut, nato a Pretoria nel 1963, è tra gli scrittori di maggior successo della generazione letteraria sudafricana post-apartheid. Il romanzo del 2003, Il buon dottore (Guanda)ha vinto il Commonwealth Writers Prize (per l’Africa) ed è stato selezionato per il Booker Prize. Anche In una stanza sconosciuta (E/O, 2011) è stato selezionato per il Booker Prize. Nel 2013, Galgut è stato inserito nell’American Academy of Arts and Letters e nel 2014 ha pubblicato Estate artica (E/O). Vive a Città del Capo, in Sudafrica.

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Hanno detto di questo libro…

«Galgut è allo stesso tempo molto vicino ai suoi personaggi tormentati e ironicamente distante, come se il romanzo fosse stato scritto in due tempi diversi, uno veloce e uno più lento. E, miracolosamente, questa distanza narrativa non compromette la nostra intimità, ma emerge come una diversa forma di conoscenza»
James Wood, The New Yorker

«Il romanzo custodisce al suo interno lo spirito letterario di Woolf e Joyce. Elogiare La promessa nelle sue peculiarità – la serietà; l’equilibrio tra la libertà formale e l’eleganza; l’umorismo, la precisione, la verità umana – risulterebbe inadeguato e parziale. Semplicemente, dovete leggerlo. Come altri romanzi straordinari, questo è unico nel suo genere, e superiore della somma delle sue parti. La promessa evoca, quando si raggiunge la pagina conclusiva, un profondo cambiamento interiore che è tutto tranne che fisico. Ciò, come un’esperienza artistica, accade soltanto di rado e deve essere apprezzato»
Claire Messud, Harper’s Magazine

«La promessa offre tutti i pregi di un romanzo realista, più alcuni extra. Un lettore può ignorarli tutti e concentrarsi sulla storia della famiglia, oppure godersi la prosa insolita di uno scrittore sfacciato. Rispetto [a Coetzee], Galgut ne La promessa è un felice autore di satira, che trafigge in maniera mordace la sconsideratezza e l’ipocrisia dei suoi personaggi»
Rand Richards Cooper, The New York Times

«Ricorderò a lungo questo libro meravigliosamente devastante»
Peter Cameron

«La promessa è il libro più importante degli ultimi dieci anni»
Edmund White

«Semplicemente, dovete leggerlo»
Claire Messud, Harper’s Magazine

«Complesso, ambizioso e brillante»
Financial Times

«Uno dei migliori libri dell’anno»
The Times

«Sbalorditivo»
The Guardian

«Un’allegoria delle più vaste debolezze di una nazione»
The Irish Times

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