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CASE di Helena Molinari (Pentàgora)

novembre 11, 2021

“Case” di Helena Molinari (Pentàgora)

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La “casa” di Helena. 

di Carlo Di Francescantonio

Nessuna traccia di intonaco. Pietra su pietra e travi di legno, odorose di alpeggi e scurissime di tempo incalcolabile. Poche cose e tanta luce. Ciò che basta, come bastava a chi abitava la malga facendone casa nella bella stagione. Ed è con “poche cose e tanta luce”, la stessa luce già presente nel romanzo d’esordio Emma (Pentàgora, 2019) che non ha smesso di illuminare anche a lettura terminata, che Helena Molinari accoglie il lettore sulla soglia della nuova opera, perché di opera questo scritto si tratta, essendo contemporaneamente dentro e fuori dal tempo. Del nostro presente, Case, restituisce una quiete che la società ha praticamente barattato in cambio di troppo altro e di troppo superfluo, al punto che non si è quasi più capace di raccoglimento nel silenzio. Di un mondo altro, Case, ha la bellezza del dialogo con l’invisibile, con una spiritualità che è nata insieme all’uomo ma alla quale l’uomo sembra non riuscire a rivolgersi più. Questo racconto arriva da un luogo della memoria dove tutti noi siamo già stati, ed è per questo che immersi nella lettura incontriamo il dono di poter aprire di nuovo dialogo con quel passato che è origine della nostra persona. È un modo di condurre la penna, quello di Helena Molinari, fatto di passione e attenzione, di affetto e spiritualità, dentro il quale siamo accolti con la semplicità e l’ascolto. Case è un romanzo che ascolta il suo lettore, tende la mano a chi lo incontra nelle sue giornate, attraverso personaggi che, a ben guardare sottotraccia, siamo tutti noi, con le nostre vite, i problemi, le mancanze, e quell’improvviso e imprevisto ritrovarsi quando tutto sembra essere perduto. C’è in questo romanzo il sentimento della Pietas di Enea, con il quale Virgilio ha fatto grande l’Eneide.

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Un estratto da”Case” di Helena Molinari (Pentàgora)

Chiara si era abituata da liceale a spostarsi nella sua città, a piedi o con i mezzi, per raggiungere scuola, prima, e il lavoro, poi. Per quanto amasse guidare e per quanto da lassù la strada fosse comunque un rinnovato viaggio, ogni volta si domandava perché papà si fosse spinto così in alto. Eppure di montagna, anche a solo poco più di un’ora da casa, vi era l’imbarazzo della scelta.
Già, la mamma, sempre la mamma, pensò, scrollando la testa quasi a volersi persuadere di qualcosa. Sin dalla sua nascita fino a quel maledetto giorno, in cui un infarto se la portò via, le mete di riposo invernale dei Colombo erano le vicine vallate regionali, essendo lei, Chiara, ancora così piccola. Erano decisamente comode, attrezzate di ambula- tori o quant’altro occorresse in caso di emergenza e soprattutto erano a un passo dal lavoro.
Mai più stata! Concluse tra sé, a tagliar corto. O forse no, ripensando a un fine settimana trascorso intorno ai suoi vent’anni con quello che sarebbe poi diventato il suo ragazzo fisso e in seguito il suo compagno, nonché mancato marito e oramai più che innominabile!
Con la scusa della quarantena e dell’isolamento, l’innominabile aveva pensato bene, dopo trent’anni molto accomodanti, di prendersi una definitiva pausa di riflessione, nell’appartamento che avevano condiviso, mentre lei aveva scelto prudentemente di trasferirsi da papà, per accudirlo, per quanto ancora in gamba e autonomo. Al tg avevano detto a chiare lettere che gli ultrasessantenni era bene stessero in casa e si facessero portare la spesa da figli o nipoti, possibilmente dalla stessa persona e con rigorosa attenzione alle normative igienico-sanitarie. Papà di anni ne aveva quasi ottantaquattro.

(Riproduzione riservata)

© Pentàgora 

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La scheda del libro: “Case” di Helena Molinari (Pentàgora)

La differenza fra vivere e abitare, fra sentire la forza di un luogo e limitarsi a soggiornarvi: una scoperta che accompagna un mutamento interiore, delicatamente narrato attraverso i passi della protagonista verso la consapevolezza di una scelta.
È la storia di Chiara, che, in pieno lockdown, sa sciogliersi dai ruoli cui si è affidata per tutta la vita, trovando  le motivazioni per voltare pagina, costruire il nuovo senza rinunciare al calore dei ricordi e degli affetti.
(Zena Roncada)

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Helena Molinari (Lavagna, 1969). Scrittrice e conduttrice radiofonica. Ideatrice del Festival della Parola (Chiavari, dal 2014). Con Pentàgora ha pubblicato il romanzo Emma (2019).

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