Home > Incontri con gli autori > IL PROFUMO DELLA LIBERTÀ di Giovanna Giordano (Mondadori): incontro con l’autrice

IL PROFUMO DELLA LIBERTÀ di Giovanna Giordano (Mondadori): incontro con l’autrice

novembre 12, 2021

“Il profumo della libertà” di Giovanna Giordano (Mondadori): incontro con l’autrice e un brano estratto dal romanzo

* * *

Giovanna Giordano è nata a Milano e vive a Catania. Giornalista e giramondo, ha pubblicato tre romanzi: Trentaseimila giorni (premio Racalmare Sciascia 1997), Un volo magico e Il mistero di Lithian (premio Sciascia 2005). Con questo suo nuovo libro, Il profumo della libertà (Mondadori) – che sarà tradotto in ebraico, greco, inglese, olandese, spagnolo, catalano e portoghese – Giordano torna al romanzo dopo molti anni dedicati a quotidiani, arte e fotografia.

Abbiamo chiesto all’autrice di raccontarci qualcosa su questa sua nuova opera…

 * * *

«A scrivere questo romanzo mi sono sentita come un cavalluccio marino o un grillo», ha detto Giovanna Giordano a Letteratitudine. «Cavalluccio marino nel mare e grillo sulla terra. Con loro ho lasciato l’ombelico e il porto sicuro di una casa per andare nel mondo del meraviglioso. Già, la stessa meraviglia che spinge il protagonista Antonio Grillo a partire nel 1923 e a lasciare la Sicilia per gli Stati Uniti che lui chiama Merica, terra magnifica perché ci sono le praterie, secondo lui immense distese di prati verdi vellutati.

Giovanna Giordano (Foto di Carmelo Bongiorno)

Oh, quante avventure di terra e di mare vive questo ragazzo di vent’anni con gli occhi imperdibili blu, come diceva Fernanda Pivano del suo amico Kerouac. Ecco, vorrei mandare a Nanda questo romanzo e ridere con lei e ancora godere con l’immaginazione dei vulcani sottomarini, delle balene blu che fluttuano sotto la chiglia della nave e di un saggio che dice “vivi la tua vita ordinaria in maniera straordinaria”. Oggi che il romanzo è terminato e ancora fa buon odore della colla di Mondadori che sa di mandorla, lo tengo sotto il cuscino per fare sogni migliori e la mattina svegliarmi più leggera».

* * *

L’incipit del romanzo: “Il profumo della libertà” di Giovanna Giordano (Mondadori)

I
La casa sulla collina a Gesso

Una volta c’era e ancora c’è una casa in collina in Sicilia a Gesso, davanti al mare delle isole Eolie, e lì viveva nel 1923 un ragazzo candido di nome Antonio Grillo.
Aveva una cavalla bella e saggia di nome Aurora, due oche bianche a cui era affezionato e la passione per la libertà.
Bello a chi piaceva, con due imperdibili occhi blu, di parole corte, non si arrabbiava mai, odiava la guerra e guardava con tenerezza il mondo. Amava le donne, la taverna e il gioco. Evitava le risse come la peste e appena ne vedeva una in paese scappava al galoppo al mare con la sua cavalla, e molti dicevano che parlava agli animali.
Se qualcuno ha letto fin qua e ora pensa: “Antonio Grillo da Gesso è un personaggio delle favole”, può smettere di leggere il libro e aprirne un altro. Chi invece ama la storia di un ragazzo di vent’anni di animo semplice, allora può continuare. È stato scritto per uomini e donne così, come lui. Di grande aiuto poi sono state anche certe antiche carte di famiglia, custodite dentro una cassettiera in legno di ciliegio, sedici cassetti di lettere, documenti e fotografie ancora sempre là, nella casa di campagna davanti al mare. Antonio Grillo era il fratello di mio nonno Placido, di loro so molto e altro immagino.
Ora il racconto può iniziare.

Era il primo giorno di primavera, il 21 marzo del 1923, e Antonio compiva vent’anni. Sulla terrazza della casa in collina nel villaggio Gesso era riunita la famiglia e quel pomeriggio nell’aria c’era vento caldo di scirocco, Stromboli fumava e una nuvola di uccelli volava nel frutteto sul mandorlo e anche sui ruderi del castello bizantino che si sgretola ancora oggi, ogni giorno un po’.
Le isole Eolie calme sull’acqua.
Allora Antonio, che aveva imperdibili occhi blu, si rivolse a suo padre.
«Padre mio, oggi, 21 marzo, compio vent’anni e tra pocopartirò per sempre» disse davanti al mare.
«Lasci il villaggio Gesso e la Sicilia per dove, figlio mio?» chiese suo padre, Lio Grillo, pieno di spavento.
«America.»
«Queste parole sono colpi di pugnali al petto per un padre. Perché vuoi andare via?»
«Per un sogno che si chiama libertà.»
«E poi?»
«Vado a caccia di meraviglie nel mondo.»
«Cos’è la libertà?»
«Qualcosa di molto dolce, mi sembra, come avere un grappolo di stelle nella pancia. Chi ha la libertà è una balena blu nel mare e chi non ce l’ha è una rana dentro uno stagno bollente» disse allora Antonio.
«Partire? Per sempre?»
«Sì, me ne vado in America per sempre» disse Antonio.
Il padre chiuse gli occhi e si accasciò sulla sedia di vimini in silenzio.
Un raggio di sole colpì sul tavolo porcellane e cucchiai d’argento, in aria luce e suoni di cavalli e uccelli e sulle teste tralci di vite ancora senza foglie e uva, tre ragni tessevano ragnatele e un merlo volava al nido sull’albero di fichi bianchi.
Antonio guardava le nuvole.
Il padre guardava il niente.
La moglie del padre raccoglieva l’uncinetto caduto a terra, mentre i gatti già giocavano con matasse di cotone e il fratello Placido aveva un pugno di ciliegie rosse in mano e un pugno di ricordi in testa.
Non dissero altro i Grillo davanti al sole che scoloriva il cielo sulle isole Eolie e sul mare colore del vino. Così si usa in Sicilia, dopo una rivelazione o silenzio o tragedia.
Loro quella notte zitti.
Ognuno con pensieri diversi.
La luna sottile si affacciava.
La notte tenera scese sulla campagna.
Sempre tenera è la notte.
Un gufo già cantava sul mandorlo gigante.
Quella notte nel paese di Gesso, come ogni notte, l’orologio della chiesa batteva le ore, suonava la campana, gli asini ragliavano, piangevano i neonati e poi tutto si fermò.
Antonio non riusciva a dormire sotto le lenzuola di lino quella notte, si arrotolava dentro un magma di gioia allegria speranza paura matta che avvolge chi parte per il viaggio della vita.
Come un vulcano di emozioni senza fine che bruciava.
Allora spalancò gli occhi sulla valle, quegli imperdibili occhi blu che cambiavano a seconda di cosa lui guardava.
Blu davanti al mare.
Azzurri davanti al cielo.
Verde notte la notte.
Grigi se era disperato.
Trasparenti se era pieno di meraviglia.
La meraviglia era il suo mondo preferito, più del mondo stesso.
Spalancò dunque gli occhi sulla valle.
Le colline erano bagnate dalla luna e i paesi vicini lì aggrappati come granchi, un mondo di rane negli stagni e il torrente Gallo lungo fino al mare si arrotolava come una biscia che desidera scappare. Sull’Etna lontana c’era una crosta di lava e una punta di neve, da un vecchio castello suonava una tromba, c’erano odore di fresco e di stalla e campane e campanelli di pecore e capre.
Le oche starnazzavano alle stelle, la cavalla scalciava nella stalla e un assiolo cantava il suo chiù chiù.
Nella notte alcuni hanno sogni.
Nella notte alcuni hanno incubi.
Ma la notte passa sempre, bella o brutta, e la famiglia si ritrovò la mattina dopo, riunita in terrazza davanti al latte di capra appena munto e a una ciambella spruzzata di cannella. Il cielo rosato, le isole tranquille, ma lo stesso non si poteva dire degli uomini.
«Che bisogno c’è di andare così lontano?» chiese il padre, mentre si tirava i baffi bianchi in giù.
«Andare lontano mi emoziona» disse Antonio.
«Si vede che hai vent’anni, figlio mio» disse il padre.
Sospirò, guardò le albicocche ancora acerbe, nidi di rondini, navi in rada e una pioggia di barche bianche che spazzolavano il mare.
La moglie del padre, Tina Oliva, si aggiustò reliquia al collo e colletto ricamato e parlò dura dura com’era lei, mai un sorriso o una benevolenza, e disse: «Se non hai più voglia di Gesso e della tua famiglia dillo, e se proprio questa voglia ti è passata te ne puoi andare a Messina Lipari Siracusa e fino a Palermo, ma che c’è bisogno di andare così lontano?».
«Le aquile vanno lontano, i vermi vanno vicino» disse Antonio, e non la guardò più perché non le voleva bene.
Non era lei sua madre ma solo la moglie del padre. La sua vera madre era morta di parto nel 1903 mentre lui nasceva, senza neppure un bacio o una poppata. Il padre si era risposato in fretta per tirare su quel bambino un po’ robusto con gli occhi blu e dopo un anno era nato un altro figlio, Placido. La Oliva tirò su i due bambini a latte biscotti e rimproveri, suo figlio lo accarezzava molto e l’altro mai.

(Riproduzione riservata)

© Mondadori

Giovanna Giordano (Foto di Carmelo Bongiorno)

 * * *

La scheda del libro: “Il profumo della libertà” di Giovanna Giordano (Mondadori)

Un giovane eroe gentile viaggia su una nave. Si chiama Antonio Grillo e ha vent’anni quando nel 1923 lascia la Sicilia per gli Stati Uniti. Ama Gesso, il suo paese natale, ma il richiamo dell’ignoto è troppo forte, impellente mettere le ali alla propria libertà.
In valigia porta pezzi della sua isola: la pietra pomice per la leggerezza, lo zolfo per l’energia e una federa con ricamata la scritta “siate sempre felici”.
Molti sono i miraggi e gli incontri nel turbine del viaggio di mare: Aurora la cavalla bella e saggia, due oche magiche, un gorilla in gabbia, una scimmia allegra e balene blu in foga d’amore. E poi gli amici: De Gubernatis che ama la calma sopra ogni cosa, Elide la donna vestita di luce o Lucilla archeologa negli abissi. Ovunque Antonio cerca e trova la saggezza, più forte degli eserciti che marciano sul mondo, e prova tenerezza verso uomini e animali, da sempre leali compagni degli eroi.
Fra vulcani che affiorano dalle profondità dell’oceano, piratesse e brigantesse, una donna gigante amata da un certo Polifemo e molte isole e lune incrociate per mare, pagina dopo pagina l’eroe gentile affila le armi per affrontare la sua giovane esistenza. “Avrò vent’anni per sempre?” si domanda. Forse sì, se gli riesce di mantenere la sua candida visione.
Con una voce unica nel panorama italiano, e una lingua maestosa, solenne eppure lieve, profumata di salsedine e fiori d’arancio, Giovanna Giordano ci racconta una storia che ha l’impianto e il passo dei grandi racconti di gesta e l’incanto di affreschi fiabeschi. Un romanzo che è una navicella lanciata nello spazio di una stellata libertà.

 

* * *

© Letteratitudine – www.letteratitudine.it

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Seguici su Facebook TwitterInstagram

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: