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CIELO, LA MIA MUSICA! di Leonardo Lodato (Domenico Sanfilippo Editore) – intervista

novembre 15, 2021

Nell’ambito di “Cielo, la mia musica!” (la nuova rubrica di Letteratitudine tra dischi, libri, film, strumenti musicali, personaggi, capolavori dimenticati, vintage e novità), riproponiamo l’intervista a Leonardo Lodato, curatore della rubrica medesima, nonché autore dell’omonimo volume pubblicato da Domenico Sanfilippo Editore nella nuova versione sorta in collaborazione con CNI Compagnia Nuove Indye

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“Cielo, la mia musica!” di Leonardo Lodato (Domenico Sanfilippo Editore): intervista all’autore

di Massimo Maugeri

Esiste una relazione tra Cielo e Musica? Sì, esiste. E ce lo dimostra il nuovo libro del giornalista – capo servizio Cultura e Spettacolo del quotidiano “La Sicilia” di Catania – Leonardo Lodato. Il volume, intitolato “Cielo, la mia musica!” (Domenico Sanfilippo Editore), contiene interviste a dodici musicisti siciliani (tutte inedite e strutturate in maniera originale e incisiva): da Bob Salmieri a Andrea Cantieri, da Caterina Anastasi (Babil On Suite) alla Compagnia D’Encelado Superbo, da Giuseppina Torre a Lello Analfino (Tinturia), da Marian Trapassi all’ex Denovo Mario Venuti, da Paolo Buonvino a i Pupi di Surfaro, da Roberta Finocchiaro a Rosalba Bentivoglio.
La prefazione del libro è firmata dal tastierista dei mitici Rockets, Fabrice Quagliotti.

E di recente, il libro si arricchisce di una seconda edizione che nasce grazie alla collaborazione tra due case editrici: la DSE Domenico Sanfilippo Editore, e la CNI Compagnia Nuove Indye (che ne cura la distribuzione sulle piattaforme digitali Amazon e Hi-Qu Store) che ha rieditato il volume senza stravolgerne l’origine ma arricchendolo con l’aggiornamento di alcune biografie, una copertina “riveduta e corretta” e, soprattutto, un QR Code con la playlist (in progress) scelta dall’autore, che fa da colonna sonora alla lettura del libro.
Ho avuto il piacere di rivolgere a Leonardo Lodato (che passa, dunque, dal ruolo di intervistatore a quello di intervistato) qualche domanda sul libro. Una chiacchierata incentrata sulla musica pop (e non solo) siciliana, nazionale e internazionale…

Caro Leonardo, partiamo dall’inizio: come nasce il tuo interesse per la musica?
Sulla mia culla, almeno questo è quel che mi raccontava mia madre, c’era un carillon che suonava Fréres Jacques. È stato il mio primo contatto con la musica. Avevo 6/7 anni, invece, quando ho cominciato a distruggere i dischi di mio padre. A casa c’era di tutto, lirica, sinfonica, jazz, Tony Dallara e tutti gli “urlatori” del momento, da Celentano a Betty Curtis. Ma soprattutto c’erano i Beatles. Mio padre mi regalò un loro 45 giri. Mi ricordo che mi entrò in loop nel cervello “Girl”, la trovai straordinaria nella sua semplicità. A otto anni, erano gli albori delle radio cosiddette libere, ho cominciato a trasmettere. Cuffia nelle orecchie e microfono davanti, conducevo una trasmissione per bambini ma “rubavo” i dischi dei “grandi”. Mi incuriosivano le cose più strane, dai Pink Floyd ai Tangerine Dream, i Perigeo, i Genesis, la PFM. Poi, pian piano, sono arrivati il jazz con quel nome che mi risuonava nelle orecchie: Nat King Cole. C’era un amico di mio padre che, nella stessa radio in cui trasmettevo io, conduceva un programma dedicato al jazz. E quel nome, Nat King Cole, mi affascinava, era più musicale della sua musica. Poi è arrivato il momento del punk, la scoperta dei Sex Pistols e dei Clash, fino al rock duro. Altro discorso per i cantautori (ma questa è tutta colpa di mio fratello).

Chi sono i tuoi “punti di riferimento” musicali (italiani e stranieri)?
Facile dirti il primo nome in assoluto, i Motorhead, la più rumorosa rockband al mondo. Loro, e soprattutto il leader Lemmy Kilmister, sono stati il mio punto di riferimento dai 12 anni in poi. Purtroppo i tre mebri originari della band sono morti, ma io continuo ad ascoltare la loro musica che, per me, è religione. Con loro sono cresciuto, forse maluccio ma sono cresciuto. Ma la mia passione per la musica mi ha portato anche a confrontarmi con mostri sacri del calibro di John Coltrane e Joe Henderson, con il Richard Wagner de “Le Fate” e il Debussy de “L’apres midi d’un faune”. Sul versante italiano, come ti dicevo, ho subito un po’ l’influenza di mio fratello appassionato di cantautori come Lolli e Guccini. In realtà, mi sono sempre piaciuti, anche se non li definirei dei veri e propri punti di riferimento, Pino Daniele, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, sia dal punto di vista compositivo che per il modo di utilizzare la scrittura, per l’approccio alla composizione, per la commistione di generi che li ha sempre spinti a sperimentare e a confrontarsi con colleghi provenienti da esperienze totalmente diverse.

Qual è stato, e qual è oggi, il ruolo giocato dalla musica siciliana nel panorama nazionale?
Credo che non ci sia più necessità di parlare di musica siciliana. O, comunque, lo possiamo fare se facciamo riferimento ad una “scuola” così come esistono le scuole genovesi o milanesi o romane. La musica proveniente dalla nostra isola ha varcato qualsiasi confine, penso ad artisti del calibro di Franco Battiato, Juri Camisasca, Carmen Consoli, Mario Venuti, Luca Madonia, Levante. Siciliani fino al midollo ma con una propensione all’internazionalità “ostacolata” soltanto dall’uso della lingua italiana.

Veniamo a “Cielo, la mia musica!”. Come nasce l’idea di questo libro? E come si è sviluppata?
Guardavo il cielo stellato e ascoltavo la mia musica preferita. E’ nato un gioco. Ogni stella veniva associata ad un artista o ad una canzone che avesse a che fare con il cielo, con la luce, con i colori. All’improvviso mi è venuto un flash e ho pensato: ma perché non costruire una piccola costellazione di artisti siciliani? E questo è il risultato. In fondo, al di là di questo, ritengo che il cielo sia una fonte d’ispirazione infinita. Nel libro c’è una dedica ad una persona speciale a cui tengo molto, una suora di clausura, Madre Paola, che mi ha insegnato a guardare dentro di me nel modo più profondo e a scoprire il mio cielo, a costruirmi quello che potremmo definire, per dirla con i Depeche Mode, “my personal Jesus”.

La prefazione è firmata dal tastierista dei Rockets, Fabrice Quagliotti. Come la commenteresti?
Un colpo di culo! Ah! Ah! Ah! I Rockets fanno parte della mia “cultura” musicale degli anni Ottanta. Li ascoltavo sempre, avevo ed ho ancora tutti i loro dischi. Conservo ancora il manifesto del loro concerto a Catania per il “Galaxy Tour”. Qualche anno fa, tramite Facebook, ho fatto amicizia con il tastierista, unico reduce della vecchia e storica line up. Al contrario di tante amicizie strette su FB, la nostra è diventata reale. Mentre scrivevo il libro, pensavo a chi avrei potuto affidare la prefazione. Mi è sembrato naturale proporlo a lui in quanto “super partes” non essendo siciliano ma, soprattutto, in quanto… extraterrestre. Commento finale: quella prefazione è un pugno nello stomaco a chi ancora non ha capito che per salvare il mondo dobbiamo impegnarci tutti in prima persona.

C’è qualcosa che accomuna le varie interviste presenti nel testo?
Tutto parte da una domanda comune: qual è il tuo cielo? Ognuno, poi, dà una lettura personalissima, dettata dal proprio background musicale ma non solo, visto che è stato bellissimo scoprire come ognuno degli intervistati coltivi passioni differenti. Il destino comune di tutti gli intervistati è stato quello di spogliarsi senza paura, di lasciarsi “scannerizzare”. E ognuno lo ha fatto, chi più sinceramente chi meno…

Come immagini il futuro della musica italiana (in generale) e siciliana (in particolare)?
Partiamo dal più recente Festival di Sanremo. È quella la musica italiana di oggi? No. Mi spiego meglio, Amadeus e Baglioni prima di lui, hanno cercato di portare sul palco dell’Ariston differenti espressioni musicali, dalle più classiche, quelle degli artisti che si vedono semel in anno, a fenomeni del momento come rapper e trapper. A fini dello spettacolo tutto ok. Il discorso, però, è molto più profondo, perché in Italia ci sono alcuni tra i più grandi jazzisti al mondo che su quel palco non salgono perché nessuno li tiene in considerazione. Ci sono grandi interpreti lirici, c’è un mondo sotterraneo che ruota intorno al rock più oltranzista. Questo fa sì che diventi sempre più difficile etichettare gli artisti italiani che, in ogni caso, e qui mi ripeto, non hanno nulla da invidiare a cantanti e musicisti stranieri supportati da una comunicazione molto più aggressiva. Lo stesso vale per gli artisti siciliani. Sono tanti e si esprimono nei loro linguaggi. Noi spesso li ignoriamo per poi scoprire che all’estero li adorano.

– Per chi ancora non avesse letto il tuo libro, possiamo svelare qualcosa della playlist inserita nella nuova edizione?
Intanto mi preme sottolineare che la playlist che si trova all’interno del volume, fornita di QR Code che indirizza l’ascoltatore su Spotify, è solo una base di partenza. Infatti, per esempio, i messaggi o i suggerimenti dei lettori ci hanno spinti a far sì che questa playlist fosse “open”, cioè pronta ad essere aggiornata di continuo. Ma torniamo all’idea di partenza: ci trovi dentro un “assaggio” di tutti gli artisti citati nel libro. La prerogativa della scelta dei brani me la sono tenuta io perché, come accade per Mario Venuti, ho scelto una canzone che ha segnato un episodio della mia vita di subacqueo. Impossibile ignorare il punto di vista di Fabrice Quagliotti, l’autore della prefazione, che con i suoi Rockets, proprio in quel periodo, è uscito con un nuovo disco. Poi, beh, lascio ai lettori il piacere di scoprire che cosa c’è dentro.

 

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La scheda del libro: “Cielo, la mia musica!” di Leonardo Lodato (Domenico Sanfilippo Editore)

“Cielo, la mia musica” è il libro di Leonardo Lodato pubblicato da Domenico Sanfilippo Editore e Compagnia Nuove Indye, disponibile su Amazon e nell’ HI-QU Store

“Il volume racchiude dodici interviste a dodici musicisti siciliani, per una scelta precisa, che si è rivelata felice, non tutti egualmente famosi ma tutti di notevole valore. Ne è scaturito un dialogo brillante, sempre intenso, variegato, ricco di suggestioni, che ha messo a fuoco non soltanto gli aspetti più intimi e nascosti dell’universo musicale degli intervistati, ma pure del loro vissuto, narrati, da intervistatore e intervistati insieme, con singolare sensibilità e originalità. Un atto d’amore la bella copertina”.

Con questa motivazione, il “Premio Giovanni Verga 2021”, ultimo dei riconoscimenti assegnati al libro “Cielo, la mia musica” di Leonardo Lodato, che adesso esce in seconda edizione, grazie alla partnership tra la Domenico Sanfilippo Editore e la Compagnia Nuove Indye che ne cura la distribuzione e la commercializzazione sulle piattaforme digitali Amazon e Hi-Qu Store.

La Sicilia isola della musica ma non solo. Leonardo Lodato nel volume “Cielo, la mia musica!” stende sul tappetino dello psicanalista (per gioco) dodici artisti più o meno conosciuti dell’universo musicale che, negli ultimi anni, hanno varcato i confini dello Stretto di Messina, mettendo in luce una “scuola” siciliana fatta di artisti a 360 gradi. Paolo Buonvino, Mario Venuti (ex Denovo), Lello Analfino (Tinturia), ma anche Caterina Anastasi (Babil On Suite), Rosalba Bentivoglio, Giuseppina Torre, Roberta Finocchiaro, Bob Salmieri, Andrea Cantieri, partendo dalla loro sensazione del cielo visto in tutte le sue sfaccettature (aria, colore, spazio), si mettono a nudo e si raccontano. Raccontano della loro Sicilia, quella che alcuni di loro si sono lasciati alle spalle ma che non hanno mai dimenticato. Quelli che, invece, hanno deciso di combattere nella loro terra per la loro terra. Parlando di cielo e di spazio, la prefazione non poteva che essere affidata ad un musicista che siciliano non è ma che per tanti anni ha frequentato… gli alieni: Fabrice Quagliotti, storico tastierista dei Rockets, la band che negli anni Ottanta ha inventato lo Space Rock.

La nuova edizione di “Cielo, la mia musica” è arricchita da una playlist, ascoltabile su Spotify, con i brani scelti dall’autore per raccontare il cammino che ha portato alla stesura del libro.

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“Giornalista professionista, capo servizio del quotidiano “La Sicilia”, Leonardo Lodato è anche autore dei volumi “Storie di Uomini e di Navi. Un’avventura chiamata Veniero”, con Guido Capraro, per i tipi dell’Editrice “La Mandragora” e, adesso, “Cielo, la mia musica!”, con prefazione di Fabrice Quagliotti, tastierista e leader dei Rockets, per i tipi della Domenico Sanfilippo editore, due volumi di grande successo pluripremiati.

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CIELO, LA MIA MUSICA! Una nuova rubrica musicale curata da Leonardo Lodato, tra dischi, libri, film, strumenti musicali, personaggi, capolavori dimenticati, vintage e novità.

Tutti gli articoli della rubrica, sono disponibili qui

 

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