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TI SONO GRATA IN SILENZIO di Alessandra Montesanto (poesia)

novembre 24, 2021

“Ti sono grata in silenzio” di Alessandra Montesanto (Nulla Die, 2021)

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Laureata in Lettere e Filosofia, Alessandra Montesanto, insegna Cinema e Linguaggio dei Mass-Media; è responsabile dell’Associazione Per i Diritti umani.

Scrive regolarmente per la rivista cinematografica “Il ragazzo selvaggio”, glistatigenerali.com, pressenza.com, Letteratitudine.it. Ha pubblicato: Visioni periferiche. La narrazione dell’hinterland, in Italia e nel mondo, La nostra sorellanza, Multimage; Visioni urbane. Viaggi tra Cinema e Architettura, Immigrazione e Mass-media e Mosaikon. Voci e immagini per i diritti umani, Arcipelago edizioni. Come carta di riso, Oèdipus Edizioni, è stata la sua prima silloge poetica.

Per Nulla Die è appena uscita una nuova raccolta di poesie di Alessandra Montesanto, intitolata Ti sono grata in silenzio. Come scrive Anna Fresu, nel suo commento alla silloge, “la poesia di Alessandra Montesanto è una poesia essenziale, incisiva, aperta all’interpretazione, all’interrogazione, al confronto. C’è nei suoi versi un avanzare timido, un cercare e cercarsi, una scelta accurata, pesata, delle parole, delle simbologie, delle similitudini”.

Abbiamo chiesto all’autrice di raccontarci qualcosa su questa sua nuova raccolta di poesie: “Ti sono grata in silenzio” (Nulla Die)

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– Cara Alessandra, Come sono nate queste poesie
La mia prima silloge, che si intitola “Come carta di riso” edita da Poièsis, è una raccolta di poesie che si riferiscono a un processo di elaborazione del passato per capire in che direzione andare con il trascorrere del tempo; in “Ti sono grata in silenzio” edita da Nulla die, il mio rapporto con l’andare degli anni è un po’ mutato, credo di essere più “risolta” – per usare un termine psicanalitico – e ho potuto, così, spostare lo sguardo da me stessa verso chi o ciò che mi circonda: la Natura, gli altri, la spiritualità, la vita in generale. E sono grata perchè, nonostante i dolori che tutti attarversiamo in un modo o in un altro, fin qui la mia esistenza è stata piena, intensa: ricca di amicizie, di incontri costruttivi, di viaggi che mi hanno aperto la mente, di letture che ogni giorno espandono la mia coscienza, di opportunità, di emozioni, di lacrime e risate, di premi inaspettati…

Da cosa sono state ispirate
Credo e spero siano state ispirate dalla mia curiosità. Sono famelica del mondo: fin da piccola ho avuto un carattere riflessivo poi le vicende umane mi hanno portato, per un periodo, a distrarmi per occuparmi del quotidiano, ma ora ho ricominciato a dedicarmi alla contemplazione della Natura, appunto, alla cura delle relazioni, alla lettura, in particolare di testi di Filosofia – perchè questo è il mio background culturale – di Teologia, di Arte. Credo che queste discipline, che mi affascinano insieme ad altre, abbiano la capacità di far entrare in contatto con il Sè più profondo, al di là della Fede specifica, ad esempio. Nella silloge mi riferisco ad una spiritualità laica che si basa sui concetti di apertura, di solidarietà, di speranza (non credenza) in una dimensione metafisica, che trascende l’hic e il nunc a cui siamo abituati oggi. Forse perchè l’”oggi” non mi soddisfa molto, non mi sento molto a mio agio in quest’epoca.

Qual è il filo conduttore
Alessandra Montesanto - Ti sono grata in silenzioCome dicevo, il filo conduttore è la continua mia ricerca verso qualcos’altro, una ricerca che va in direzione verticale , come un albero, verso il profondo e verso l’alto: verso il profondo quando entro nel mio Io e cerco di analizzare le emozioni, per poi condividerle con gli altri; verso l’alto quando mi interrogo su una dimensione che supera le categorie di spazio-tempo, così come le conosciamo noi esseri umani. Penso che questa mia riflessione sia legata anche a un modo di iniziare ad affrontare il tema dell’elaborazione del lutto, dell’età che avanza e della paura consequenziale. E penso che sia un processo che riguardi tutti, dopo aver superato i cinquant’anni. Ma è anche un inno alla vita, all’opportunità di sentire tutta la gamma delle sensazioni e delle emozioni (che sono cose diverse), grazie al corpo e alla mente, organi di grande potenza per conneterci con il cosmo. Guardo la luna e le stelle e mi commuovo: non in senso romatico, ma in senso scientifico-filosofico perchè mi sento parte di un tutto che non comprendo, ma che sicuramente ha qualcosa di magico e di straordinario.

– Cosa puoi dirci sul tuo rapporto con la Poesia
In realtà è nata da poco la volontà non tanto di scrivere poesie, ma di condividerle; dopo aver valutato la qualità accettabile delle stesse (da parte di altre persone che ringrazio infinitamente), ho deciso di pubblicarle perchè penso che altrimenti la scrittura rimanga sterile. E’ vero che scrivere è terapeutico e perciò serve innanzitutto a chi lo fa, ma spero che sia anche utile lo scambio, per confrontarsi, per crescere. E poi, per me, tutta la vita è condivisione altrimenti non ha senso. Alcune volte invidio chi basta e se stesso, ma poi mi riprendo subito e ricomincio a farmi spugna o raggio.

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