Home > Recensioni > LA NOTTE, IL SONNO, LA MORTE E LE STELLE di Joyce Carol Oates (La nave di Teseo): recensione

LA NOTTE, IL SONNO, LA MORTE E LE STELLE di Joyce Carol Oates (La nave di Teseo): recensione

dicembre 1, 2021

“La notte, il sonno, la morte e le stelle” di Joyce Carol Oates (La nave di Teseo – traduzione di Carlo Prosperi)

  * * *

Autrice superprolifica (si calcola che nella sua carriera ultracinquantennale abbia pubblicato più di cento libri, tra cui volumi di poesie e saggi, opere teatrali e numerosi romanzi bestseller) , con “La notte, il sonno, la morte e le stelle” (La nave di Teseo) Joyce Carol Oates ci consegna il un ritratto di una famiglia e di una nazione in crisi.

 * * *

di Livio Menfroni

Sul fatto che Joyce Carol Oates sia una delle voci narrative più ascoltate e lette al mondo, non c’è alcun dubbio. Ne danno testimonianza i numerosi riconoscimenti ricevuti, come: la National Medal of Humanities, il National Book Critics Circle Ivan Sandrof Lifetime Achievement Award, il National Book Award e il PEN/Malamud Award for Excellence in Short Fiction.
Questo nuovo, corposo volume di oltre 800 pagine, “La notte, il sonno, la morte e le stelle” (brillantemente tradotto da Carlo Prosperi e pubblicato da La nave di Teseo), incentrato sul ritratto di una famiglia e di una nazione in crisi, conferma la scrittrice statunitense – nata a Lockport il 16 giugno 1938 – come voce leader della letteratura internazionale contemporanea.
“Whitey” McClaren, ex sindaco di una cittadina nello stato di New York – Hammond  – è un uomo bianco di mezza età. Un giorno, mentre guida su un’autostrada a nord di New York nota, sul ciglio della strada, alcuni agenti di polizia bianchi che stanno malmenando un giovane uomo dalla pelle scura. Whitey si ferma e cerca di porre fine all’aggressione. Il suo intervento, però, determina una reazione violenta da parte degli agenti: viene buttato a terra e colpito con il taser a distanza ravvicinata, subendo un ictus.
Siamo dunque di fronte a un romanzo che punta il dito su una delle ferite aperte degli Stati Uniti: il razzismo e i metodi brutali (talvolta letali) adottati da parte delle forze dell’ordine.
Altro nodo cruciale della narrazione è il racconto del disfacimento dell’equilibro famigliare come conseguenza di un tragico evento. Dopo che il già citato John Earle McClaren – detto “Whitey” per via della canizie precoce (l’uomo cioè che si confronta con la polizia all’inizio del romanzo) – viene ricoverato in ospedale, la narrazione comincia a ruotare intorno alle vite dei suoi familiari più stretti: la moglie Jessalyn e i cinque figli adulti della coppia. John era una figura patriarcale; un punto di riferimento imprescindibile. Ed è per questo che, dopo la sua scomparsa, la vita degli altri membri di questa grande famiglia comincia a sfaldarsi lasciando sul campo disaccordi e vecchi rancori.
Jessalyn fatica ad adattarsi alla sua nuova condizione di vedova. E quando trova un nuovo amore, per i suoi figli diventa problematico adattarsi al comportamento della madre influenzato da questa relazione. Come sostiene Sophia, la figlia più giovane della famiglia, se la madre si trasforma in un’altra persona, il resto di loro avrà difficoltà a identificarsi. Perché i cambiamenti generano destabilizzazione. Perché, in fondo, all’interno delle famiglie si interpretano ruoli quasi come se i vari componenti dovessero incarnare personaggi con caratteristiche ben delineate; come in una commedia. E quando i punti di riferimento mutano, quando cominciano a formarsi crepe nei rapporti interpersonali, diventa davvero improbo riuscire a trovare nuovi equilibri. Eppure non ci sono altre possibilità.
Oates, dunque, ritrae con l’abilità narrativa che la contraddistingue le sfide che i McClarern devono compiere per trovare una nuova dimensione sia a livello individuale, sia a livello famigliare. Il romanzo indaga sui punti oscuri di ciascun membro di questa famiglia dissociata. Così, una delle figlie si troverà a rivedere le sue aspirazioni professionali per dare spazio alle sue convinzioni morali contro la crudeltà sugli animali. Un altro figlio deciderà di palesare la propria tendenza omosessuale che forse avrebbe deluso il padre. La figlia di mezzo dovrà imparare a guardare ai suoi colleghi come persone piuttosto che relegarli nel ruolo alleati o nemici. E poi c’è la battaglia interiore contro l’elitarismo e il razzismo serpeggiante che, in un modo o nell’altro, interessa i tre figli maggiori della famiglia McClarern.
Un romanzo fiume, “La notte, il sonno, la morte e le stelle”. Probabilmente uno dei più ambiziosi della Oates, che scorre rapido – nonostante la numerosità delle pagine – offrendo una spietata, pungente, fotografia narrativa di alcune delle problematiche più pressanti degli Stati Uniti d’America di oggi.

* * *

La scheda del libro: “La notte, il sonno, la morte e le stelle” di Joyce Carol Oates (La nave di Teseo – traduzione di Carlo Prosperi)

Il vecchio John Earle “Whitey” McClaren è l’ex sindaco repubblicano di Hammond, editore, pubblicitario e patriarca di una famiglia di cinque figli. Mentre cerca di fermare il pestaggio di un sospetto da parte della polizia viene a sua volta violentemente picchiato, colpito con il taser e, di conseguenza, entra in coma. Muore in ospedale poco dopo. La scomparsa del capofamiglia porta i suoi figli e la moglie, Jessalyn, a intraprendere un percorso di inattese e imprevedibili trasformazioni. Le loro vite, l’idea che avevano di sé e i rapporti all’interno della famiglia, che sembravano immutabili all’ombra di Whitey, cambieranno per sempre. Un romanzo avvincente che, attraverso il prisma di un dramma familiare, racconta in maniera magistrale uno spezzato degli Stati Uniti contemporanei. Con uno stile lirico e spietato, Joyce Carol Oates torna ad affrontare alcuni dei temi che le sono cari: il lato oscuro dell’America, il razzismo, i traumi familiari.

 

* * *

Joyce Carol Oates ha ricevuto numerosi importanti riconoscimenti, tra i quali vale la pena ricordare: la National Medal of Humanities, il National Book Critics Circle Ivan Sandrof Lifetime Achievement Award, il National Book Award e il PEN/Malamud Award for Excellence in Short Fiction. Autrice enormemente prolifica, ha scritto alcune delle opere più significative del nostro tempo, tra le quali: Blonde, Epopea americanaI ricchi. Per La nave di Teseo ha pubblicato Ho fatto la spia (2020). Insegna alla Princeton University ed è membro dell’American Academy of Arts and Letters dal 1978.

* * *

© Letteratitudine – www.letteratitudine.it

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Seguici su Facebook TwitterInstagram

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: