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SILVANA LA SPINA racconta L’UOMO DEL VICERÉ (Neri Pozza)

dicembre 4, 2021

Come nasce un romanzo? Per gli Autoracconti d’Autore di Letteratitudine: SILVANA LA SPINA racconta il suo romanzo “L’uomo del Viceré” (Neri Pozza)

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di Silvana La Spina

Perché ho scritto questo libro?
Difficile da dire. Il Settecento è un secolo che già in passato è stato nelle mie corde, vi ho ambientato infatti ‘La creata Antonia’, ma non basta. Il Settecento è stato anche l’ossessione di Leonardo Sciascia. Che da buon illuminista cercava di capire perché l’illuminismo siciliano è quasi inesistente a confronto di quello napoletano. Chè anzi, quando a Napoli si ebbe la rivoluzione, il re e la famiglia scappò proprio a Palermo, accolto con tutti gli onori.
Eppure per la prima volta, alla fine del Settecento, il governo borbonico mandò a Palermo un vicerè veramente illuminista. Parliamo del Caracciolo. Che era stato ambasciatore a Londra e a Parigi, dove aveva conosciuto le più belle menti di Europa.
https://64.media.tumblr.com/1bccd2764490f1c36e2d215d0e7e256f/eb4c3f82432f45fa-d2/s1280x1920/79c2c80f141cf9a26de510e8b03b299a2b196ae6.jpgIl Caracciolo infatti voleva attuare delle riforme in Sicilia. E finchè fu il Santo Uffizio, riuscì a chiuderlo come si faceva in tutta Europa, ma quando si passò alle riforme del catasto e all’obbligo di pagare le tasse da parte dei nobili, la classe dominante palermitana si ribellò.
In pratica l’illuminismo andava bene a chiacchiere dei salotti, ma non doveva toccare i privilegi.
Da questo momento la Sicilia è perduta. Persino con l’ingresso nello stato italiano dovrà scontare questa visione immobilista e di secolare arretratezza nel modo di pensare e gestire la cosa pubblica.
Ora mettiamo che in quest’ambiente succeda qualcosa di terribile – dei delitti incomprensibili per esempio. Come si comporterà la classe dominante? Specialmente nei riguardi di un vicerè così odiato?
Io provengo da una visione se vogliamo ancora impegnata della letteratura. La mia formazione è quella. Quindi anche quando scrivo dei crime, lo scopo è raccontare un mondo pervicacemente legato al passato. Racconto il male di fatti delittuosi, per raccontare quasi sempre un altro male, quello sociale, quello politico.
In questo mondo appunto si muove il mio personaggio, Maurizio di Belmonte, un nobile con passato familiare negativo per via di un vecchio scandalo. E’ un uomo in parte rinato da quando all’estero ha incontrato il Caracciolo. Da allora è diventato diciamo ‘sbirro’, un suo uomo appunto. Una sua longa manus. Ma il ritorno a Palermo lo obbliga a ritornare sui suoi passi. Nel suo mondo appunto, fatto di ciniche chiacchiere, di feste sontuose, di malignità.
In pratica è un uomo a metà. Tra il passato e l’antico amore per Viola dei marchesi Inzerillo, ormai sposata, ma pronta a gettarsi tra le sue braccia, e Sofia Schulz, una giovane pittrice, chiamata per dipingere l’ultima bambina morta, e che a Palermo è conosciuta come ‘la pittora dei morti’.
Nell’indagine non sarà solo. Ci saranno con lui l’amico Francesco Paolo Di Blasi, il brigadiere Pazienza e dei ragazzini, piccoli ladri, che vivono di furti e vagabondaggi.
Maurizio è un personaggio a cui il lettore sono certa si affezionerà, per quanto amareggiato dal suo passato è un puro, per quanto ferito nell’amore è pronto a rinnamorarsi, per quanto nobile ragiona, e nei momenti bui legge Pascal. E davanti al male ogni volta si chiede: Dio esiste o no?
Il piacere del libro? Beh io credo che nasca dall’ironia, dalle battute feroci durante le serate alla Conversazione, dalla tensione e dal mistero che circonda l’affaire delle ragazzine, dall’aria di possibile negromanzia che circonda la faccenda dominata dal più noto palermitano dell’epoca: Giuseppe Cagliostro, il mago per eccellenza.

(Riproduzione riservata)

© Silvana La Spina

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La scheda del libro: “L’uomo del Viceré” (Neri Pozza)

Ci sono indagini e indagini. Alcune obbediscono alla logica e al distacco. Altre sono figlie di un grumo di peccati, attraversano il dolore, rendono inspiegabili le cose del mondo. Siamo nel 1783, in una Palermo rancorosa e fetida. La nobiltà è in lotta contro il nuovo Viceré: l’illuminista e intellettuale marchese Caracciolo. Ma mentre accade questo vengono ritrovati i cadaveri di alcune bambine: martirizzate, torturate, uccise e poi abbandonate per strada. Atrocità macabre che sembrano arrivare da un mondo buio e feroce. Così il Viceré manda a chiamare Maurizio di Belmonte, un nobile fuggito da Palermo e da lui incontrato a Londra. Maurizio torna di malavoglia a Palermo. Alle sue spalle c’è uno scandalo familiare e soprattutto il lungo amore con Viola Inzerillo, ora sposata con un francese.
Le sue indagini si rivelano subito difficili: la società palermitana gli sbarra la strada, si mette di traverso e persino il Vicerè viene visto come il diavolo che porta il male. Ma presto con l’aiuto dell’avvocato illuminista Francesco Di Blasi qualcosa si muove. Le bambine uccise portano strane medagliette e tutte andavano a «parlare con i morti» da un barone seguace di Cagliostro. E le torture dicono una cosa chiara: sono assai simili a quelle dei monaci dell’Inquisizione. Ma chi applica ancora quelle torture alle povere disgraziate?
Anche Sofia Schulz, «la pittora dei morti» come la chiamano in città, dà una mano alle indagini, non solo per umanità, ma anche per una passione improvvisa per il giovane barone di Belmonte. Ma per risolvere questo caso non basteranno i libri e la limpida ragione del Vicerè Caracciolo. Neppure l’arguzia e il fascino di Maurizio Belmonte. Si tratterà di affondare le mani nel male. In un male che una città intera si porta sulle spalle come fosse un antico supplizio.

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Silvana La Spina è nata a Padova da madre veneta e padre siciliano. Ha pubblicato il volume di racconti Scirocco (La Tartaruga 1992, premio Chiara) e i romanzi: Morte a Palermo (La Tartaruga 1987, Baldini Castoldi 1999; premio Mondello), L’ultimo treno da Catania (Bompiani 1992), Quando Marte è in Capricorno (Bompiani 1994), Un inganno dei sensi malizioso (Mondadori 1995), L’amante del paradiso (Mondadori 1997), Penelope (La Tartaruga 1998), La creata Antonia (Mondadori 2001). Sempre per Mondadori sono usciti i tre romanzi dedicati alle indagini del commissario Maria Laura Gangemi: Uno sbirro femmina (2007), La bambina pericolosa (2008) e Un cadavere eccellente (2011).

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