Home > Parole: tra cielo e terra > LA PULCE E L’ELEFANTE di Alessandro Anderle (EDB)

LA PULCE E L’ELEFANTE di Alessandro Anderle (EDB)

dicembre 15, 2021

La pulce e l'elefante. Uomini e animali tra natura e relazione - Alessandro Anderle - copertina“La pulce e l’elefante. Uomini e animali tra natura e relazione” di Alessandro Anderle (EDB)

* * *

di Helena Molinari

Come è possibile racchiudere in un solo termine l’intera biodiversità e paragonare un elefante, una pulce, uno scimpanzé? Che cosa accomuna gli esseri viventi che chiamiamo animali, se non il fatto di non appartenere alla specie umana? Questo libro si propone di interrogare, nella storia del pensiero filosofico occidentale, alcuni autori che hanno riflettuto su questi temi, mettendo in luce come l’animale-umano utilizza l’animale-animale per costruire la propria soggettività, quasi per fondarla sulla differenza fra il primo – l’unico dei due che può dire «io sono» – e il secondo.

– A lungo nella storia della filosofia, e non solamente, l’animale e l’ animalità in generale sono stati tendenzialmente trascurati nel loro essere – per – sé, venendo sempre impiegati in termini comparativi con le capacità umane, con l’essere umano. È tutto molto differente, c’è molto di più, ci sono tesori nascosti là fuori?
Sono convinto ci siano dei meravigliosi tesori nascosti là fuori: tesori singolari, tesori che – per quanto c’è dato sapere – sono unici ed irripetibili. Dall’inizio del tempo gli animali non umani ci guardano, sono perle pronte ad essere estratte. Ma l’animale umano ha spesso dimostrato di non saper sostenere questo sguardo.

– Gli animali, nel linguaggio, nelle azioni sono loro stessi, noi no. Questa a mio modo di vedere si chiama bellezza. Per lei?
Nel mio libro ho cercato di indagare proprio questo bordo, questo confine: che cosa distingue l’animale non umano dall’animale umano – chiaramente si intende dall’animale che si autodefinisce umano? Quale o quali sono le specificità del primo? Il risultato è che più vai a scavare attorno a questo confine, più diventa evanescente, non riesci ad afferrarlo. Possiamo però azzardarci a dire che l’animale non umano non è qui per pro-vocare l’umanità (come, magari, si è pensato in tempi passati), ma per e-vocarla, per chiamarla fuori e davanti a sé stessa.

– Questa rubrica ha per titolo “Parole tra cielo e terra”. Ha molto più a che vedere con la spiritualità che con la religiosità. Dove collocherebbe il regno animale?

Se la spiritualità viene intesa come una sorta di percorso, la prima cosa che mi verrebbe da dire è che questa strada la stiamo facendo assieme all’animale non umano. E forse azzarderei di più: gli animali non umani hanno certamente delle – chiamiamole – facoltà di accesso alla realtà che all’animale umano sfuggono completamente, e ciò forse può voler dire che l’accesso alla Verità può essere effettuato non solamente “con” l’animale non umano, ma anche “grazie” all’animale non umano.

* * *

[In collaborazione con Radio Aldebaran e con la trasmissione radiofonica Book-ing curata e condotta da Helena Molinari. I testi della rubrica “Parole: tra cielo e terra” saranno riproposti nella puntata di Book-ing domenica prossima, a partire dalle h. 12, sulle frequenze del suddetto programma radiofonico]

 * * *

* * *

 

 * * *

Tutte le puntate di “Parole: tra cielo e terra” sono disponibili qui

* * *

© Letteratitudine – www.letteratitudine.it

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Seguici su Facebook TwitterInstagram

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: