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PENSIERO VIOLA di Leonardo Lodato e Viola Nocenzi

gennaio 7, 2022

Pensiero Viola - Leonardo Lodato,Viola Nocenzi - copertinaPENSIERO VIOLA di Leonardo Lodato e Viola Nocenzi

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La nuova puntata di “Cielo, la mia musica!” (rubrica tra dischi, libri, film, strumenti musicali, personaggi, capolavori dimenticati, vintage e novità), a cura di Leonardo Lodato, è dedicata al volume “Pensiero Viola” (Compagnia Nuove Indye)

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Un libro firmato a quattro mani: Viola Nocenzi e Leonardo Lodato. Una cantante e compositrice ed un giornalista. E fin qui niente di strano. Ma “Pensiero Viola” (CNI Compagnia Nuove Indye) è qualcosa che travalica il senso di un libro qualunque. E’ un esperimento linguistico. E’ l’avanguardia e, allo stesso tempo, la tradizione. Avanguardia nel linguaggio, nello spirito con il quale i due autori hanno deciso di lanciarsi in questo progetto. Tradizione perché, come se si trattasse di un escamotage per venire fuori dalla tempesta di banalità che affligge la letteratura musicale degli ultimi anni, ci si è inventati (in realtà rubando a piene mani nella bibliografia del passato) ad un genere ben preciso: l’epistolario. Sono lettere, infatti, quelle che Viola e Leonardo si scambiano scandendo il Tempo di una conoscenza casuale ma non troppo che li porta a scoprirsi, a rivelarsi, a confrontarsi su vari temi, partendo ovviamente dalla musica, per toccare le mille sfaccettature della vita tra amicizie, incontri con uomini straordinari, riflessioni filosofiche, senza mai perdere di cista il senso dell’ironia.
Un libro dedicato a tutti gli amanti delle belle cose, della buona musica, delle storie che sanno andare oltre le semplici parole.

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La prefazione di Pamela Villoresi

Chissà perché ad un fantasioso scrittore, affidabile giornalista, appassionato di musica rock e di giovani talenti, viene in mente di chiedere la prefazione di questo pindarico e spericolato libro ad un’anziana signora che cominciò il teatro a 14 anni e che, come in un fermo fotogramma, interruppe giocoforza (allora non c’erano i cellulari e nemmeno i computer, c’erano i mangianastri che mi rubarono alla prima tournée) la sua frequentazione con la musica leggera (ne esiste una pesante?) e planò vorticosamente – come da un deltaplano che si avvita su se stesso – tra Kurt Weil, Mozart, Chopin, Fiorenzo Carpi, La Nuova Compagnia di Canto Popolare, Musica Nuova… insomma sulla musica che ascoltavo in teatro, lasciandomi alle spalle gli Aphrodite Childs, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Joe Cocker, i Beatles (Let it be = primo bacio), i Rolling Stones, Leonard Cohen, Bob Dylan, Donovan, Joan Baez, Dalla, De Andrè, Patty Pravo e Franco Battiato (Giuni Russo per me venne molto dopo)… e che è rimasta la musica dell’adolescenza?!? (I colleghi mi sfottevano in rima: “È uscito l’ultimo 78 di Natalino Otto, avvertiamo la Villoresi”).
Ma in realtà proprio sfogliando “Pensiero Viola” io lo so perché: qui si parla di sintonie, si fluttua da connessione a connessione, ci si abbandona al moto ondoso – come a quello del mare, appunto – e ci si naviga con fiducia; è facile dunque approdare al Teatro di Palermo (si dice essere Biondo) e finire abbracciati al Duende della sua direttrice.
Viola, Leonardo: come probabilmente avrete intuito, io credo negli incontri dell’anima, negli eterni giorni dello spirito in cui avvengono, nella vertigine che danno, del conforto di non sapersi soli; credo nelle PAROLE, nelle parole scelte, curate, quelle che hanno urgenza, che si spingono per uscire e sgorgano dal cuore come da una sorgente: basta mettergli le mani sotto a coppa e servirsene, buttarsele addosso e rinfrescarsi. Ho affidato alle parole coraggiose la mia vita: le leggo, le dico, le studio, le amo, sono la mia passione e il mio mestiere. Come dipendo dal mare – il mio amante azzurro – e, come voi, sono grata all’Oriente per tutti i doni preziosi che mi ha elargito: una figlia indiana, il Canto Carnatico che mi insegnò Savitry Najr e con cui ho partorito il secondo figlio, i suoi libri, la sua filosofia, le sue poesie, le meditazioni e lo yoga (oggi Ashtanga) con cui miglioro il mio il mio corpo e il mio
carattere.
E adesso, che anch’io cerco di dorare le mie crepe per farne tesoro – anziché nasconderle -, mi trovo davanti un mondo da esplorare di cui voi mi avete spalancato le porte. Sono emozionata, un po’ titubante… ma entro.
Dedicherò quest’avventura di esplorazione musicale – ma non solo – a quella Pamelina che 50 anni fa si fidò del suo istinto, dell’impulso di esprimersi e del bisogno di salire su un palcoscenico e abbandonò tutto: fu una “libera obbedienza”, non me ne sono mai pentita. Lo sentite, voi due, come mi avete travolta? Mi sento una foca monaca del Mediterraneo a surfeggiare sull’Atlantico.
Ma attenzione, signore e signori lettori, questo libro sarà per ciascuno di voi un viaggio diverso, un’opportunità da acchiappare al volo e partire per il proprio viaggio…
grazie a Leonardo e naturalmente a Viola.

(Riproduzione riservata)

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CIELO, LA MIA MUSICA! Una nuova rubrica musicale curata da Leonardo Lodato, tra dischi, libri, film, strumenti musicali, personaggi, capolavori dimenticati, vintage e novità.

Tutti gli articoli della rubrica, sono disponibili qui

 

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