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L’ULTIMA NOTTE DI RAUL GARDINI di Gianluca Barbera (Chiarelettere): incontro con l’autore

gennaio 13, 2022

"L'ultima notte di Raul Gardini" di Gianluca Barbera“L’ultima notte di Raul Gardini” di Gianluca Barbera (Chiarelettere): incontro con l’autore e un brano estratto dal romanzo

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Gianluca Barbera è nato a Reggio Emilia nel 1965 e vive tra Siena e Venezia. Collabora con le pagine culturali de “il Giornale”. Ha lavorato per anni in campo editoriale e ha pubblicato racconti su riviste e in antologie, oltre a diversi romanzi, tra cui ricordiamo Magellano (2018) e Marco Polo (2019), entrambi editi da Castelvecchi e vincitori di numerosi premi. Per Solferino ha scritto Il viaggio dei viaggi (2020) e Mediterraneo (2021). I suoi libri sono tradotti in varie lingue.

Il suo nuovo libro, L’ultima notte di Raul Gardini (Chiarelettere), in uscita proprio oggi, è stato opzionato dalla casa di produzione Mompracem (Manetti Bros., Carlo Macchitella, Beta Film) per la trasposizione in una serie televisiva.

Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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«Da sempre volevo scrivere di Raul Gardini», ha detto Gianluca Barbera a Letteratitudine. «È un personaggio epico, tragico: materia perfetta per uno scrittore.
Mi sono documentato, ho letto tutto quello che ho trovato, non solo su di lui ma anche sulle famiglie Gardini e Ferruzzi.

Sua moglie era una Ferruzzi (si conobbero giovanissimi, fu una folgorazione per entrambi) e lui per una dozzina d’anni guidò quel vasto impero che fu il gruppo Ferruzzi, secondo per grandezza solo a quello degli Agnelli, in Italia.
Raul Gardini veniva da Ravenna, da una famiglia di possidenti terrieri. Aveva studiato agraria. Dopo aver sposato Idina, figlia di Serafino Ferruzzi, entrò nell’azienda di famiglia e a poco a poco ne divenne il leader, dopo la morte del fondatore, schiantatosi in un misterioso incidente aereo. Sognò di costruire un impero mondiale fondato sulla chimica combinata con l’agricoltura, e di esserne l’imperatore. Sognava di diventare il primo produttore al mondo di benzina ottenuta dagli scarti vegetali, dai residuati agricoli. Benzina ecologica. Gardini era un solitario, un individualista. Era anche un grande velista. Non sedeva al tavolo, se non era lui a condurre il gioco. Aveva un rapporto difficile con la politica. Nel cosiddetto salotto buono dell’imprenditoria italiana era considerato un parvenu. Per realizzare i suoi sogni era disposto a tutto. Come è finita lo sappiamo: andò a schiantarsi contro un muro troppo solido anche per lui: la politica e il mondo delle tangenti. Il sogno visionario di Enimont, nato dal difficile equilibrio tra Eni e Montedison, tra Stato e imprenditoria privata, fu l’abisso dal quale finì per essere inghiottito. Molti restano i misteri che circondano la sua morte, avvenuta il 23 luglio del 1993, proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto recarsi in procura per essere interrogato dal pm Antonio Di Pietro riguardo alla cosiddetta maxitangente Enimont, nell’ambito dell’inchiesta Mani Pulite. Omicidio o suicidio?
Ho voluto raccontare non solo la sua parabola, ma anche un pezzo di storia italiana, attraverso la vicenda esemplare dell’ascesa e del declino di una famiglia che per il nostro Paese ha rappresentato qualcosa di inedito e sorprendente, anche sulla scena internazionale. E l’ho fatto attraverso la forma del romanzo-verità, prendendo i fatti e cercando di reinterpretarli e di consegnarli alla storia. Il romanzo è stato opzionato dalla Mompracem, casa di produzione di Carlo Macchitella e dei Manetti Bros., con l’intenzione di farne una serie Tv. Sarà la mia prima collaborazione cinematografica. Motivo in più per continuare a interrogarsi su ciò che è stato e su ciò che sarà.
Buona lettura».

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L’incipit di: “L’ultima notte di Raul Gardini” di Gianluca Barbera (Chiarelettere)

Prologo

Yimakh shemo. Possa il suo nome essere cancellato.

«Se vuole sapere come la penso» disse la vecchia, «io un pochino ci credo alla maledizione di cui parlava Serafino.
È scritto anche nella Bibbia: “Il Signore non lascia senza punizione, facendo ricadere l’iniquità dei padri sui figli e sui figli dei figli, fino alla terza e alla quarta generazione”.
Quelle che le ho raccontato sono solo alcune delle disgrazie capitate nella famiglia di mio marito. Poi ci sono quelle legate alla mia. Ma non voglio rubarle altro tempo. Le dirò solo questo: negli anni ho parlato con sacerdoti, religiosi, perfino con un esorcista. Uno vero. Non sono mai riuscita a scoprire la verità, nessuno ha mai saputo dirci se la maledizione esiste veramente, né se ci sia un modo per liberarcene.
Non so se è iniziata con mio zio e il suo coinvolgimento in quei fatti di sangue accaduti tra le due guerre o se si debba risalire più indietro.»
«Perché, che aveva fatto suo zio?» domandò Rocca.
«Mi fa ancora male parlarne. Dicono fosse implicato in rapimenti di bambini, cose brutte. E poi, durante la seconda guerra, suo figlio aveva fatto parte della banda Koch. La conoscerà. Erano degli assassini, torturavano i prigionieri: docce bollenti, scariche elettriche, finte esecuzioni. Tutto quello che serviva per estorcere confessioni.»
Lui la fissava immobile.
«Capisco» fece. «Ma, come le ho detto, non credo alle maledizioni, alle colpe dei padri che ricadono sui figli. Le maledizioni hanno sempre bisogno di una mano concreta.»
«Fa male a non crederci. Se ne accorgerà. La verità viene sempre da lontano e riguarda tutti.»

(Riproduzione riservata)

© Chiarelettere

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La scheda del libro: “L’ultima notte di Raul Gardini” di Gianluca Barbera (Chiarelettere)

Una grande storia italiana raccontata come un giallo pieno di colpi di scena. Una potente saga famigliare che narra l’ascesa, il successo e la caduta dei Ferruzzi.
La morte mai del tutto chiarita di un corsaro della finanza, ma soprattutto della vita
 
23 luglio 1993. Raul Gardini, a capo di un impero finanziario con ramificazioni in tutto il mondo, personaggio discusso e carismatico, grande velista, viene trovato in un lago di sangue nella sua camera da letto a Palazzo Belgioioso, nel cuore della Milano degli affari. Un colpo alla tempia, sparato da distanza ravvicinata. Omicidio o suicidio? Da tempo aveva il fiato sul collo dei magistrati, forse stava per essere arrestato. Molte cose però non tornano. In troppi hanno tratto beneficio dalla sua improvvisa uscita di scena. Tanto più che quella stessa mattina Gardini avrebbe dovuto recarsi in procura per essere ascoltato dal pm Antonio Di Pietro riguardo alla madre di tutte le tangenti, la maxitangente Enimont, autentica spada di Damocle sospesa sull’intera classe politica italiana.
Mentre il paese trema travolto dagli scandali, la magistratura sembra intenzionata a chiudere il caso velocemente, con un verdetto – suicidio – che lascia troppi dettagli senza spiegazione. Una soluzione che non può accontentare il giornalista d’inchiesta Marco Rocca, protagonista di questo romanzo che attraversa gli anni di Tangentopoli e della Prima repubblica consegnando per la prima volta al lettore la parabola di una dinastia, quella dei Ferruzzi, a lungo seconda solo agli Agnelli per ricchezza e prestigio internazionale.
Per conto di un importante quotidiano, Rocca segue da vicino l’affaire Enimont. L’inchiesta lo condurrà lungo un sentiero pericoloso, tra le ambiguità e le omertà dei vari protagonisti, minacce anonime, attentati alla sua vita e troppi fantasmi del passato che a poco a poco riaffiorano alimentando nuovi sospetti e misteri. Un’indagine labirintica per giungere a una verità inaspettata e clamorosa.
Un giallo i cui protagonisti sono stati per anni al centro della cronaca, da Enrico Cuccia ad Antonio Di Pietro, e ancora Bettino Craxi, Giulio Andreotti, Carlo Sama, Sergio Cusani, Luigi Bisignani, Gabriele Cagliari e moltissimi altri. Uno snodo decisivo e indimenticabile della storia italiana raccontato come nessuno aveva fatto prima.

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