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ROVINE di Gabriele Tinti (Libri Scheiwiller) – poesia

gennaio 17, 2022

“Rovine” di Gabriele Tinti (Libri Scheiwiller). Di seguito proponiamo alcuni estratti dell’opera

“Rovine” di Gabriele Tinti è una raccolta di poesie destinata alla “scultura vivente dell’attore”, edita da Libri Scheiwiller. La silloge sarà presentata, mercoledì 19 gennaio ore 11.30 alle Terme di Caracalla (Viale delle Terme di Caracalla, Roma) insieme al regista e attore Abel Ferrara

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Mercoledì 19 Gennaio alle ore 11:30 la Soprintendenza Speciale di Roma ospiterà alle Terme di Caracalla il regista e attore Abel Ferrara per la lettura di alcune poesie del poeta Gabriele Tinti ispirate all’Ercole Farnese e alla statuaria rinvenuta nelle Terme. La lettura è tratta dal volume “Rovine” edito in italiano da Libri Scheiwiller (Milano) e in inglese da Eris Press (Londra).

“Rovine” è una raccolta di poesie che Gabriele Tinti ha destinato alla “scultura vivente dell’attore”. Ispirandosi ad alcuni fra i più grandi capolavori di arte antica, il poeta muove dal tragico senso di morte e di vacuità con l’obiettivo di donare nuova vita e pensiero alla statuaria greco romana e a tutte quelle reliquie di un’umanità oramai scomparsa che vorremmo rendere eterne.

Il libro è il frutto di letture dal vivo che, nel corso degli ultimi anni, alcuni attori noti al grande pubblico come Kevin Spacey, Malcolm McDowell, Abel Ferrara, Stephen Fry, James Cosmo, Joe Mantegna, Robert Davi, Burt Young, Franco Nero, Alessandro Haber, Michele Placido, Marton Csokas, Jamie McShane e Vincent Piazza hanno tenuto di fronte alle opere d’arte antica che hanno ispirato l’autore. Le letture sono state realizzate al Metropolitan di New York, al J. Paul Getty Museum e al LACMA di Los Angeles, al British Museum di Londra, ai Musei Capitolini di Roma, al Museo dell’Ara Pacis, al Museo Nazionale Romano, al Museo Archeologico di Napoli, al Parco Archeologico del Colosseo e alla Glyptothek di Monaco.

Con Abel Ferrara Rovine arriva nello spettacolare scenario delle Terme di Caracalla, il luogo dove vennero trovate numerose sculture, tra cui la grande statua di Ercole, successivamente portate dai Farnese prima a Parma e infine a Napoli dove oggi si possono ammirare presso il Museo Archeologico Nazionale.

Scolpita da Glicone d’Atene tra il II e il III secolo dopo Cristo, la statua di Ercole Farnese è considerata uno dei capolavori dell’arte ellenistica e risulta essere una copia dell’originale in bronzo realizzato nel IV secolo avanti Cristo da Lisippo. Rovine si presenta come una fantasmagoria, e le poesie danno la parola alle statue, che alle Terme di Caracalla parleranno in prima persona attraverso la voce di Abel Ferrara.

Ad impreziosire il libro, gli interventi di alcuni eminenti studiosi dell’arte antica come Sean Hemingway (Metropolitan Museum), Kenneth Lapatin (Getty Museum), Christian Gliwitzky (Staatliche Antikensammlungen und Glyptothek), Andrew Stewart (UC Berkley), Nigel Spivey (University of Cambridge) e Lynda Nead (Birkbeck, University of London).

L’evento è realizzato con l’organizzazione e promozione della Soprintendenza Speciale di Roma, le Terme di Caracalla ed è in collaborazione con Hotel Splendide Royal Roma della Roberto Nardi Collection.

Prenotazione obbligatoria on line del biglietto su Coopculture – Per informazioni: info@coopculture.it

 

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ESTRATTI

Ercole

Se perdo di vista quella stella
se la notte s’acquieta e rassicura

se scompaiono le ore e crepano
i sogni, io non sarò più la vostra guida.

I miei nervi hanno troppo lottato, troppo
sanguinato. Si sono esauriti bollendo

nel buco della vena. D’altronde
mi avete sempre fatto così pena!

Lasciate tutto passare, tutto fare.
Adesso invece piove sulle vostre teste!

Più nessuno vi potrà salvare disgraziati!
Meglio sarebbe morire! Allora forza!

Guardate bene come si fa! Cosa succede
ad un eroe quando muore! Mi vedete no?

Non sono forse come voi? Una povera
figura, un tremare sordido, posticcio,

un vagabondare feroce e senza meta?
Come? Siate seri! Non vi riconoscete?

Eppure tribola in me la vostra stessa
miseria, lo stesso grido senza scampo;

la solita, oscena, civetteria levata contro
l’ignoto, i misteri perduti del cielo vuoto.

 * * *

Icaro

Vorrei volare via da qui, guarire da questa inutile malattia,
bruciare sotto un’altra luce, un’aurora sgombra, rovente.

Hai ragione, devo stare attento, a quelle altezze rischio l’anima.
Ma il veleno dell’azzardo mi colma le vene, la terra mi schiaccia.

A cavallo di questa voluttà farò a pezzi ogni disperazione.
Abbraccerò l’aria, m’innalzerò al sicuro, verso confini lontani.

Mi troverai laggiù, da solo, sazio del tempo, d’ogni fantasia,
pronto finalmente, perso, riverso nella gola delle onde.

 * * *

Muse

Perché muovi così il mio desiderio?
Il canto violento s’è spento di fronte

a quella tavola d’obitorio. Tu non destarlo,
ti prego, lascia che si perda nella sera.

Ho bruciato la tua ghirlanda, l’ho buttata.
Perché dovrei continuare ancora?

Difficile credere in te, nelle parole;
difficile sopportarne il fetore.

Soffrire, cadere, morire. Non riesco più
a prendermi gioco di tutto questo,

mettermi all’opera, fingere di credere,
di esistere, soddisfare i miei slanci.

Vorrei soltanto abbandonarmi un po’,
guarire dalla malattia del tempo,

liberarmi finalmente dal giogo
della tracotanza, non agitarmi più.

Presto a qualcun altro affiderai
il mio compito, la tua gratitudine.

#
Da tanto aspettavi
uno come me,
uno ammalato di tutto,
coi nervi contratti
che annaspano nel lago
dell’emorragia
delle tue vene recise.
Uno col laccio emostatico
sempre tirato
che non conosce sazietà
né riposo.
Lascia cadere la tua forza
disseta la mia gola riarsa.
Presto tornerò a cercarti.
Scolerò le parole morte
e gonfierò il mio petto
con quelle nuove.
Eppure quanto vorrei
ti rivolgessi ad altri!
Lo so bene, nessuno
vuol più rischiare la vita
per una triste fama.
D’altronde guardali
come sono beati
con i loro appetiti
e le loro pance!
La mia invece, tu lo sai,
si macera ogni giorno,
sempre spalanca
la sua ulcera affamata
sempre tribola in cerca
di una qualche confessione.
Se ancora mi vuoi
sai bene dove trovarmi.
Io sono qui, al solito,
inchiodato al cesso
della tracotanza,
da te condannato
a versare sangue
per riuscire a mormorare
una qualche canzone.

 

 * * *

GABRIELE TINTI – è poeta, scrittore e critico d’arte italiano. Ha scritto ispirandosi ad alcuni capolavori dell’arte antica, collaborando con Istituzioni come il Museo Archeologico di Napoli, i Musei Capitolini, il Museo Nazionale Romano, il Museo dell’Ara Pacis, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il British Museum di Londra, il Metropolitan di New York, il LACMA di Los Angeles e la Glyptothek di Monaco.

Abel Ferrara è uno dei registi e artisti più controversi. Ha fatto del rapporto tra colpa e innocenza i cardini della propria poetica. Recentemente è stato premiato con il “Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker” della 77a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dedicato a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo. Nato a New York, nel Bronx, il 19 luglio 1951, Abel Ferrara ha diretto il suo primo Super 8 da ragazzo e ha presto collaborato con gli sceneggiatori Nicholas St. John e John McIntyre. Nei tardi anni ’70 ha iniziato a dirigere i suoi primi film, The Driller Killer (1979) e L’angelo della vendetta (1981). Negli anni ’90 i suoi successi internazionali comprendono King of New York (1990), Il cattivo tenente (1992), Ultracorpi – L’invasione continua (1993), The Addiction (1995) e Fratelli (1996). Il cattivo tenente, con Harvey Keitel, è stato presentato al Festival di Cannes nel 1992 in Un Certain Regard. L’anno dopo Ferrara è ritornato a Cannes con Ultracorpi – L’invasione continua. The Addiction, con Christopher Walken, è stato selezionato alla Berlinale nel 1995, mentre Fratelli, con Benicio Del Toro, Christopher Walken e Isabella Rossellini, ha vinto due premi alla Mostra di Venezia nel 1996. Mary, con Juliette Binoche, Forest Whitaker e Heather Graham, ha vinto quattro premi a Venezia nel 2005. Nel 2011 Ferrara ha ottenuto il Pardo d’onore a Locarno. Gli anni 2010 hanno segnato la collaborazione di Ferrara con Willem Dafoe, che ha interpretato 4:44 L’ultimo giorno sulla Terra (2012), presentato a Venezia, Pasolini (2014), pure presentato a Venezia, Alive in France (2017), presentato a Cannes alla Quinzaine, Tommaso (2019) e di recente Siberia, proiettato all’ultima Berlinale.

Libri Scheiwiller: La casa editrice Libri Scheiwiller è stata fondata a Milano alla fine del 1977 da Vanni Scheiwiller che, sin dai primi anni Cinquanta, ha collaborato con suo padre Giovanni Scheiwiller alla storica casa editrice All’insegna del Pesce d’Oro, dedita alla pubblicazione di volumi d’arte e di poesia sin dagli anni Trenta. Successivamente acquisito da 24 ORE Cultura, oggi – dopo un periodo di riorganizzazione – il marchio rivive e torna in libreria con un’offerta di volumi che guarda al futuro e ai temi della contemporaneità. Nel pieno rispetto della tradizione, l’habitus della casa editrice si caratterizza per una scelta accurata di ogni singolo titolo e un progetto culturale basato sulla qualità letteraria e sulla ricerca, attraverso un diretto e stretto rapporto con gli autori. La rinnovata attività editoriale, che presenta una nuova veste grafica realizzata da Mario Piazza, è rappresentata dalla prosecuzione delle collane storiche del marchio e dai nuovi progetti editoriali. Tornano le storiche collane Idee e L’Arte e le Arti, arricchite con riflessioni dedicate a tematiche attuali, dagli approfondimenti filosofici, politici ed economici fino ai dibattiti e alle indagini sulle diverse forme di arti moderne e contemporanee raccontate dalle voci di importanti autori. Alla produzione di queste collane in continuità con la storia dell’editore e ad alcune ristampe tratte dal catalogo preesistente, si affianca inoltre il lancio della nuova serie Interviews, ispirata dall’omonimo magazine fondato da Andy Warhol negli anni Settanta. Diversi i temi su cui saranno interrogate importanti figure chiave del mondo del design, dell’architettura, cinema, fotografia, ecc.

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