Home > Cielo la mia musica > CANONE INVERSO tra Leonardo Lodato e Viola Nocenzi (autori di “Pensiero Viola”)

CANONE INVERSO tra Leonardo Lodato e Viola Nocenzi (autori di “Pensiero Viola”)

gennaio 21, 2022

Pensiero Viola - Leonardo Lodato,Viola Nocenzi - copertinaCANONE INVERSO: VIOLA NOCENZI INTERVISTA LEONARDO LODATO
E, INSIEME, SONO GLI AUTORI DI “PENSIERO VIOLA” (CNI – COMPAGNIA NUOVE INDYE)

 * * *

La nuova puntata di “Cielo, la mia musica!” (rubrica tra dischi, libri, film, strumenti musicali, personaggi, capolavori dimenticati, vintage e novità), a cura di Leonardo Lodato, offre questa intervista a “canone inverso” tra lo stesso Leonardo Lodato e Viola Nocenzi autori di “Pensiero Viola” (Compagnia Nuove Indye)

 * * *

di Viola Nocenzi

Ho scritto per “La Sicilia” quando Leonardo Lodato mi ha proposto di dire la mia sul festival di Sanremo. Poi, mi sono ripetuta nella triste occasione della scomparsa di Franco Battiato, ricordando la mia profonda stima per l’uomo e per l’artista, grande amico di mio padre Vittorio. Con Leonardo è nata una grande amicizia che si è trasformata in un libro, “Pensiero Viola” (CNI Compagnia Nuove Indye), un vero e proprio epistolario nel quale ci scambiamo idee, opinioni, impressioni su tutto lo scibile umano, con la musica ovviamente in primissimo piano. Oggi, invece, grazie agli amici di Letteratitudine e a Massimo Maugeri, mi appunto al petto un’altra medaglia nel cammin della mia vita: fare un’intervista. E a chi, se non al mio partner letterario? A voi, cari lettori, il giudizio finale…

– Cosa ti ha spinto a scrivere i tuoi libri? Tutti e tre. Quale emozione per ognuno. E con quale speranza lo hai fatto per ognuno?
“Mi è sempre piaciuto sia leggere che scrivere. Da giornalista non ho mai amato dilungarmi. A scuola componevo temi brevi ma… intensi (almeno a detta dei professori). Ogni libro è come un figlio, non fai preferenze, ma l’ultimo è sempre quello che coccoli di più. L’emozione passa dagli elementi della natura. Nel primo, “Storie di Uomini e di Mare – Un’avventura chiamata Veniero”, ho affrontato il mare; nel secondo, “Cielo, la mia musica!”, il cielo, quindi l’aria, la luce; nel terzo, “Pensiero Viola”, la terra intesa come luogo d’incontro e di confronto pur senza perdere di vista quella grande passione chiamata musica. Adesso manca il fuoco…”.

– Ti senti uno scrittore, un musicista o un giornalista, dovendo scegliere una di queste categorie?
“Mi sento un palombaro che studia da intellettuale. Dacia Maraini, una volta, ha detto una cosa bellissima: ‘L’intellettuale è come un palombaro che scende nelle acque dell’inconscio collettivo e tira fuori delle cose che, magari, non conosce nemmeno lui. Che stanno lì sotto e appartengono a tutti. Però, l’intellettuale è colui che trova le parole per raccontarle’”.

– Quanto è importante la Sicilia, quanto fa parte di te e del tuo modo di “sentire”?
“Sono nato in Sicilia, ci ho trascorso quasi tutta la mia esistenza. Mi sento un isolano a tutti gli effetti, ho bisogno di respirare il mare, di sentirmi attraversare le narici dal vento caldo di scirocco, annusare l’odore dei mandarini, dei limoni e delle arance, dell’olio appena spremuto. Mi piacciono i contrasti di questa terra, e proprio in questo mi sento molto siciliano: contraddittorio, spericolato, fatalista, mammone…”.

image

Foto di Viola Nocenzi “elaborata” da Andrea Cantieri

– Perché hai scritto con Viola Nocenzi, “Pensiero Viola” e come vivi questa collaborazione?
“E’ stato un caso. Un caso di “Entanglement”. Stai lì, seduto sulla tua bitta preferita al Molo di Levante a guardare l’orizzonte, e d’improvviso ti ritrovi imbarcato in un’avventura dove ti trasformi in una sorta di Corto Maltese… ma più rock, dove a spingere le tue vele sono la voce e la musica di una sirena irresistibile. Scherzi a parte, è stato tutto un gioco, un modo per dimostrare che ancora oggi, pur vivendo e producendo alla velocità della luce, si può rallentare e possono nascere amicizie vere, reali, il cui unico fine è quello di far crescere la tua essenza di essere umano”.

– Qual è la cosa più importante della tua vita?
“La vita stessa. Ogni giorno mi sveglio e ringrazio di respirare, di alzarmi dal letto e preparare la colazione con mia moglie. Dar da mangiare ai gatti. E poi c’è il mare. Ah, dimenticavo, i Motorhead”.

Leonardo Lodato

– Se dovessi descrivere “Pensiero viola” ad un amico stretto cosa diresti?
E al contrario, se dovessi spiegare al grande pubblico perché secondo te vale la pena leggere “Pensiero viola” cosa diresti?
“’Pensiero Viola’ è un inno alla vita, al dialogo, alla riscoperta delle buone maniere, al vivere lento e ad assaporare ogni giorno quel che ci viene incontro. Per dirla con Franco Battiato, a trovare l’alba dentro l’imbrunire. E’ un pieno di musica. Al grande pubblico posso solo dire: leggetelo (e ascoltatelo) perché Viola ha tanto da dire”.

– Come amante della subacquea e del mare, cosa ritieni ci sia là sotto di unico, del quale non riesci a fare a meno?
“Scontato dire l’infinita quantità di esseri viventi che abitano quel mondo sommerso. Direi che non riuscirei a fare a meno di ascoltare il mio respiro. Di ritrovare ogni volta me stesso”.

– Ad inizio anno e inizio avventura del nuovo libro, qual è l’augurio che ti senti di lasciare?
“Felicità ritrovata, serenità, quel senso dell’amore per se stessi e per gli altri che questi anni di pandemia ci stanno facendo scolorire addosso. ‘Pensiero Viola’ è anche questo”.

(Riproduzione riservata)

* * *

CIELO, LA MIA MUSICA! Una nuova rubrica musicale curata da Leonardo Lodato, tra dischi, libri, film, strumenti musicali, personaggi, capolavori dimenticati, vintage e novità.

Tutti gli articoli della rubrica, sono disponibili qui

* * *

© Letteratitudine – www.letteratitudine.it

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Seguici su Facebook TwitterInstagram

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: