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RUNNIN’ WITH THE DEVIL di Noel E. Monk

aprile 19, 2022

Runnin' with the devil. Alle origini dei Van Halen - Noel E. Monk,Joe Layden - copertina“Runnin’ with the devil. Alle origini dei Van Halen” di Noel E. Monk e Joe Layden (Il Castello – traduzione di Barbara Caserta)


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La nuova puntata di“Cielo, la mia musica!”(rubrica tra dischi, libri, film, strumenti musicali, personaggi, capolavori dimenticati, vintage e novità), a cura di Leonardo Lodato, è dedicata al volume “Runnin’ with the devil. Alle origini dei Van Halen” (Il Castello).

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di Leonardo Lodato

Nella vita di ogni appassionato di rock c’è stato un momento in cui si è accesa la vampa della musica dei Van Halen. Una band “anomala” per il mercato dei tempi, nata dall’estro di due fratelli olandesi emigrati negli Stati Uniti, Alex ed Edward Van Halen, e consegnata nelle mani, anzi nell’ugola miracolosa della “sirena” David Lee Roth. Presenza fissa al Whisky a Go Go, storico locale di Los Angeles che si affaccia sul Sunset Blvd., riescono a rivitalizzare e portare a nuova vita il brano dei Kinks “You Really Got me”; conquistano pubblico e critica dando, con Black Sabbath, Deep Purple e Led Zeppelin, uno scossone alla musica rock, proiettandola in una nuova dimensione più “heavy”. Diventano punto di riferimento obbligato per tutti coloro che si avvicineranno, negli anni a venire, alla nuova scena “glam”.
A ricostruire i momenti più belli, deliranti, entusiasmanti, ma anche i più demoralizzanti della band, ci pensa Noel E. Monk, che con la band ha trascorso sette anni della sua vita, totalmente immerso nel suo ruolo prima di tour manager e, poi, di manager, fino al 1985 “quando le esagerazioni, i drammi personali, le pugnalate alle spalle e le feroci liti consumarono la band”.
“Runnin’ With The Devil” (Il Castello Editore, Collana Chinaski, per la traduzione di Barbara Caserta, editing e nite al testo di Giuseppe Ciotta), scritto con l’aiuto di Joe Layden, racconta tutto ma proprio tutto quel periodo. Il corredo fotografico proviene, perlopiù, dalla collezione privata di Janice e Noel Monk.
E per capire fino in fondo cosa hanno rappresentato i Van Halen, e come si è arrivati alla rottura con lo storico singer David Lee Roth (poi sostituito da Sammy Hagar), bisogna andare a pagina 319, capitolo “Il lungo addio”, e salire con la band a bordo del Concorde che li porterà alla volta di Londra. «Ci prendemmo un mese di pausa – racconta Noel – prima di imbarcarci nelle ultime tappe del “1984 Tour”… Cinque date al fianco d’icone dell’heavy metal e dell’hard rock del calibro di Ac/Dc e Ozzy Osbourne, più una nuova band molto promettente: i Mötley Crüe. In teoria questo si preannunciava come il miglior epilogo del più grande tour nella storia dei Van Halen, la somma celebrazione dell’album di maggior successo della band. In realtà fu tutta un’altra cosa: l’ultimo amaro e triste colpo di coda di una band che si stava ormai sfaldando…».
Tutto questo ha un nome, anzi una canzone, un’altra cover: “California Girls”, il brano che lancerà la carriera solista di David Lee Roth e che segnerà la conclusione di un ciclo dei Van Halen irripetibile. A colpi di alcoolydays, donne da backstage, droghe a volontà, amori reali, liti, risate, notti senza fine e hit da classifica, Noel E. Monk accompagna il lettore dentro le viscere di una band che ha venduto oltre 80 milioni di dischi.
Il 1985, per l’ex manager della band, è un anno decisivo: “…I Van Halen stavano ancora generando entrate ingenti ma io ero enormemente avvilito e annoiato a morte… A volte mi capitava di pensare ai sette anni precedenti (soprattutto gli ultimi tre), quando i ragazzi erano legati o, almeno, per metà legati e ancora ambiziosi e raggianti; e, allora, mi prendeva una gran malinconia… In un certo senso, erano come dei genitori in fase di divorzio; semplicemente, non se ne rendevano conto. Ed io ero come il loro bimbo, che si trovava lì nel mezzo…”.
Oggi, di quell’avventura, rimane una musica inossidabile, la verve di David Lee Roth, oggi arzillo vecchietto di appena 67 anni. Eddie Van Halen è scomparso il 6 ottobre del 2020. Sammy Hagar – degno sostituto di David Lee Roth alla voce – continua ad esibirsi con i Chickenfoot.
Doverosa, da parte dell’autore, la dedica allo storico impresario Bill Graham: “Questo libro è dedicato a Bill Graham, che mi ha indirizzato e incoraggiato a muovere i primi passi di questo strabiliante viaggio mozzafiato. Grazie amico. Ti devo un favore, ovunque tu sia”.

© Leonardo Lodato

 

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CIELO, LA MIA MUSICA! Una nuova rubrica musicale curata da Leonardo Lodato, tra dischi, libri, film, strumenti musicali, personaggi, capolavori dimenticati, vintage e novità.

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