Home > Premi Letterari > PREMIO NONINO 2022: i vincitori

PREMIO NONINO 2022: i vincitori

aprile 20, 2022

PREMIO NONINO 2022

La Giuria del Premio Nonino, presieduta da Antonio Damasio, e composta da Adonis, Suad Amiry, John Banville, Peter Brook, Luca Cendali, Emmanuel Le Roy Ladurie, James Lovelock, Claudio Magris, Norman Manea ed Edgar Morin ha così assegnato i Premi Nonino Quarantacinquesimo Anno + Due:

 

PREMIO NONINO RISIT D’AUR                                                                          all’AFFIDO CULTURALE BARBATELLA D’ORO 2022

 

PREMIO INTERNAZIONALE NONINO 2022          a DAVID ALMOND

(Salani Editore)

 

PREMIO NONINO 2022

‘MAESTRI DEL NOSTRO TEMPO’                           a NANCY FRASER e MAURO CERUTI

(Castelvecchi, Raffaello Cortina, Feltrinelli, Laterza, Mimesis e Meltemi)

 

La consegna dei premi avverrà presso le Distillerie Nonino a Ronchi di Percoto, sabato 7 Maggio 2022

alle ore 11.00, con il seguente programma:

-Arrivo in distilleria, Aperitivo e Cocktail Nonino di benvenuto

-La Famiglia Nonino distilla per gli ospiti GIOIELLO NONINO®

Distillato di Miele di Castagno 100% italiano

Cerimonia assegnazione dei PREMI NONINO QUARANTACINQUESIMO ANNO + DUE

– Brindisi per i Centoventicinque Anni in Distillazione della Famiglia Nonino

– Pranzo come da tradizione

La cerimonia di assegnazione dei premi potrà essere seguita attraverso il live streaming dal sito grappanonino.it dalle ore 12.15.

 * * *

QUARANTACINQUESIMO ANNO  +  DUE (approfondimenti)

RONCHI  DI  PERCOTO, 7 MAGGIO 2022

 

MOTIVAZIONI

PReMIO NONINO RIsIT D’AUR – BARBATeLLA D’ORO 2022

all’AFFIDO CULTURALE

‘Affidare’ nel suo etimo significa custodire, guardare e poi restituire la propria fede e la propria conoscenza. E così per l’Affido culturale, un progetto selezionato dall’impresa sociale Con I Bambini, nell’ambito del Fondo di contrasto alla povertà educativa minorile; partito dalla citta di Napoli propone di mobilitare, contro la povertà educativa, delle “famiglie risorsa”, valorizzando l’esperienza dell’affido familiare, ma declinandola sullo specifico della fruizione di prodotti e servizi culturali. L’idea di fondo è molto semplice. Un genitore, che abitualmente porta i suoi figli al cinema, a teatro, al museo o in libreria, ci porta anche un bambino – eventualmente con un membro della famiglia di quest’ultimo – che in questi luoghi non ci entrerebbe per differenti cause. Ad oggi il progetto è attivo in sette città italiane: a Napoli si aggiungono Roma, Bari, Modena, Milano, Teramo e Cagliari.

 * * *

PReMIO INTeRNAZIONALe NONINO 2022

a DAVID ALMOND

Il talento di uno scrittore è un dono degli dei, ma il talento di scrivere per i bambini ed essere capito e apprezzato da loro è un doppio dono. David Almond è uno di quei – rari – scrittori doppiamente dotati. Il suo romanzo classico per i giovani, Skellig (Salani), è stato tradotto in quaranta lingue, è stato adattato per il teatro, la radio e per lo schermo. C’è persino un’opera basata su di esso. Ma oggi vogliamo menzionare soprattutto il suo ultimo romanzo, La Guerra è Finita, un racconto molto commovente ambientato durante quella che veniva chiamata la Grande Guerra – la Prima Guerra Mondiale. Il personaggio centrale, John, non riesce a capire come, essendo un bambino, possa essere “in guerra”, come gli assicura il suo insegnante. Il padre di John sta combattendo in trincea e sua madre lavora in una fabbrica di munizioni. Un giorno, John incontra un bambino come lui, solo che Jan è tedesco. È una storia molto commovente, con un ulteriore pathos in questi giorni, quando ogni sera sui nostri schermi televisivi vediamo gli occhi terrorizzati dei bambini dell’Ucraina. Tuttavia La Guerra è Finita è pieno di speranza per un futuro in cui bambini come John cresceranno ancora chiedendosi: Come posso essere in guerra con i miei simili? Come ha detto David Almond, “Quando scrivo storie, sento una connessione con i giovanissimi, che costruiranno un domani migliore”. Le storie di David Almond insieme formano un filo di speranza.

 * * *

PReMIO NONINO ‘MAesTRI DeL NOsTRO TeMPO’ 2022

a NANCY FRASER

Alla pensatrice americana Nancy Fraser il cui pensiero anticonformista è ancora più prezioso in un mondo confor- mista. Oltre ai suoi importanti contributi sul tema del ‘riconoscimento’, Nancy Fraser affronta i problemi dell’in- giustizia, in particolare le ingiustizie strutturali che pervadono la nostra società e si allineano con le divisioni sociali come genere, razza/etnia e classe. Come teorica critica, analizza tali ingiustizie, rivela le loro cause profonde e sug- gerisce come si potrebbe porvi rimedio. Essere femminista, nelle sue parole, significa semplicemente “presupporre che le ingiustizie di genere esistono e sono pervasive e strutturalmente fondate; che sono ‘sbagliate’; e che in linea di principio possono essere superate”.

 

a MAURO CERUTI

Tante cose si potrebbero e dovrebbero dire su Mauro Ceruti e la sua opera, per l’incredibile varietà e ricchezza della sua ricerca, che prende alla gola i problemi, le contraddizioni, l’arricchimento e la devastazione culturale della nostra vita, di tutto il mondo. Ceruti fa toccare con mano come ognuno di noi si trovi dinanzi a una sconcertante universalità di cose, di forze, di realtà che arricchiscono stordiscono e spaventano; leggere i suoi libri è come sco- prire che l’apparente semplicità delle cose intorno a noi e di tutta la realtà consueta è grande e complessa come l’universo. I suoi libri ci aiutano non solo a conoscere l’infinito piccolo e grande in cui annaspiamo ma anche a non temerlo, a sentirne l’arricchimento per la nostra persona. Da questo sentimento e concetto della complessità cosmica deriva un senso profondamente umanistico o meglio umano, della comunità di destino che, come scrive Ceruti, lega tutti gli individui di tutti i popoli della terra all’ecosistema globale.

 

 * * *

 

QUARANTACINQUESIMO ANNO  +  DUE

GIURIA:

Antonio Damasio (neuroscienzato – Portogallo/USA) presidente della Giuria;

Adonis (poeta – Siria); Suad Amiry (architetto – Palestina); John Banville (scrittore – Irlanda);

Peter Brook (regista – Gran Bretagna); Luca Cendali (architetto – Italia);

Emmanuel Le Roy Ladurie (storico – Francia); James Lovelock (scienziato – Gran Bretagna);

Claudio Magris (scrittore – Italia); Norman Manea (scrittore – Romania); Edgar Morin (sociologo – Francia).

 

 * * *

 

Affido Culturale

PReMIO NONINO RIsIT D’AUR BARBATeLLA D’ORO 2022

“Affido Culturale (AC) è un progetto selezionato dall’impresa sociale Con I Bambini, nell’ambito del Fondo di contrasto alla povertà educativa minorile, fenomeno che ha mille forme e non è sovrapponibile alla povertà econo- mica. AC, in particolare, vuole incidere su un aspetto, rilevato dall’Osservatorio sul tema curato dalla Fondazione Open Polis: solo una piccola minoranza di bambini e ragazzi frequenta con regolarità musei e teatri o guarda film di qualità. Le ragioni di questa assenza dei giovanissimi dai luoghi di cultura sono diverse. Il disagio economico è solo uno dei fattori rilevanti. Incidono anche le barriere linguistiche, le storie di malattia cronica alle spalle, ma – più di tutto – la mancanza di consapevolezza, da parte dei genitori, dell’importanza di queste esperienze per la crescita dei bambini e dei ragazzi. Gli spazi culturali troppo spesso sono visti come luoghi riservati a pochi, o li si associa alla scuola e quindi alla sfera dei doveri, mentre Affido Culturale li inserisce nel tempo libero delle famiglie, cioè tra i piaceri della vita, da godersi sin da quando si è giovanissimi.

AC propone di mobilitare, contro la povertà educativa, delle “famiglie risorsa”, valorizzando l’esperienza dell’affi- do familiare, ma declinandola sullo specifico della fruizione di prodotti e servizi culturali. L’idea di fondo è molto semplice. Un genitore, che abitualmente porta i suoi figli al cinema, a teatro, al museo o in libreria, ci porta anche un bambino – eventualmente con un membro della famiglia di quest’ultimo – che in questi luoghi non ci entrereb- be. Si realizza così (a Napoli, Roma, Bari, Modena, ed anche a Milano, Teramo, Cagliari grazie a nuovi sostenitori come il Municipio 8 di Milano e il Fondo di Solidarietà di Banca Intesa) un insieme di fruizioni culturali condivise, tramite le quali famiglie-risorsa e famiglie-destinatarie stringono un Patto Educativo: un sostegno complessivo multidimensionale promosso, garantito e monitorato dalla Scuola. Il progetto AC alimenta i Patti Educativi affi- dando alle famiglie-risorsa una dotazione di “e-ducati”, una moneta virtuale solidale, con cui pagare i biglietti di accesso a luoghi della cultura convenzionati ad hoc: cinema, teatri, musei etc., i quali così si aggiungono fattivamen- te alla comunità educante. Le transazioni in e-ducati viaggiano su una app appositamente realizzata, che facilita il monitoraggio delle attività, oltre che il fundraising di progetto.”

Soggetto capofila del progetto Affido culturale è Il Pio Monte della Misericordia. Fondato nel 1602 come istituzione benefica laica per volontà di un gruppo di sette giovani nobili è tra le più antiche e attive della città di Napoli. L’istituzione ha sede nell’ edificio monumentale di Napoli che ospita al suo interno una chiesa seicentesca dov’è conservata la tela de le ‘Sette opere di Misericordia’ del Caravaggio.

Obiettivi:

Valorizzare l’esperienza dell’affido familiare attraverso la condivisione della cultura

Costruire una società con maggiore dono di sé, fiducia, attenzione per l’altro

Regalare ai bambini esperienze di bellezza e integrazione da vivere insieme ad altri bambini Superare limiti economici e di tempo, barriere sociali per una maggiore fruibilità della cultura Creare una rete educativa permanente a sostegno dell’esperienza culturale per i bambini Organizzare oltre 29 esperienze culturali per 400 bambini tra Napoli, Roma, Bari e Modena

www.affidoculturale.org

 

 * * *

 

David Almond

PReMIO INTeRNAZIONALe NONINO 2022

David Almond nasce a Newcastle nel 1951 e cresce a Felling on Tyne in una grande famiglia cattolica. Descrive l’infanzia come un periodo felice, ma caratterizzato anche da grandi tristezze: a sette anni perde una sorella e a quindici il padre. Da bambino adorava correre nei campi alle porte della città, giocare a calcio con gli amici e perdersi tra i libri della piccola biblioteca locale. Nonostante odiasse le lezioni di grammatica a scuola, sognava di diventare scrittore e di vedere un giorno i suoi libri sugli scaffali di quella biblioteca.

Dopo la laurea in Letteratura inglese e americana presso la University of East Anglia, fa l’operaio, il venditore porta a porta, il postino e svariati altri lavori, per diventare infine insegnante di scuola elementare. Inizia a scrivere per hobby nei fine settimana e durante le vacanze, pubblicando i suoi racconti su alcune riviste. A trent’anni deci- de di dedicarsi anima e corpo alla scrittura, così lascia il lavoro, vende casa e si trasferisce per un anno a Norfolk. Impiega cinque anni a scrivere il primo romanzo, che viene rifiutato da tutti gli editori a cui è proposto.

Il successo arriva finalmente con Skellig: pubblicato in quaranta lingue e con oltre un milione di copie vendute per la sola edizione inglese, il romanzo fa il giro del mondo e viene adattato per la radio, il cinema e il teatro. Oltre a Skellig, molte sono le opere per ragazzi pubblicate in Italia e quasi tutte da Salani: Argilla, La storia di Mina, Il bambino che si arrampicò fino alla luna, Il grande gioco, La vera storia del mostro Billy Dean, Mio papà sa volare!, La canzone di Orfeo, Il ragazzo che nuotava con i piranha, Un angelo nel taschino e La guerra è finita.

Tra i numerosi premi vinti ricordiamo l’Hans Christian Andersen Award, considerato il premio Nobel della let- teratura per ragazzi, il Whitbread Children’s Award, la Carnegie Medal, il Guardian Children’s Fiction Prize e il Prix Sorcières francese.

Oggi vive nel Northumberland con la sua famiglia e insegna Scrittura creativa alla Bath Spa University. Adora l’Italia, il mare, la cucina giapponese, le sardine e tutto ciò che è piccante. Crede fermamente che ogni storia che scriviamo, leggiamo, recitiamo, cantiamo o balliamo è un atto di ottimismo e di resistenza alle forze negative che tentano di soffocarci, e per questo non smetterà mai di scrivere.

www.davidalmond.com

 

 * * *

 

Nancy Fraser

PReMIO NONINO

‘MAesTRI DeL NOsTRO TeMPO’ 2022

 

Nancy Fraser (nata il 20 maggio 1947) è una filosofa, teorica critica, femminista americana, ed è Professoressa Henry

  1. e Louise Loeb di Scienze Politiche e Sociali e professoressa di filosofia alla New School di New York City. Molto conosciuta per la sua critica alle politiche dell’identità e per il suo lavoro filosofico sul concetto di giustizia, Fraser è anche una convinta critica del capitalismo neoliberale. Fraser ha ricevuto dottorati onorari da sei università in cinque paesi ed è Cavaliere della Legion d’Onore Francese e Membro dell’American Academy of Arts and Sciences. Ex presidente dell’American Philosophical Association Eastern Division, ha ricevuto il premio Alfred Schutz per la filosofia sociale di quell’organizzazione nel 2010 e il Prix Mondial Nessim Habif dall’Università di Ginevra nel 2018. Il suo lavoro è stato citato tre volte dai giudici della Corte Suprema brasiliana, in pareri che affermano l’uguaglianza matrimoniale, la discriminazione positiva e i diritti alla terra collettiva degli Afrodiscendenti. Fraser ha conseguito la laurea in filosofia al Bryn Mawr College nel 1969 e il dottorato in filosofia al Graduate Center della City Uni- versity di New York nel 1980. Ha insegnato nel dipartimento di filosofia della Northwestern University per molti anni prima di trasferirsi alla New School, ed è stata visiting professor in università in Germania, Francia, Spagna, Svezia, Austria, Regno Unito e Paesi Bassi. Già co-editore di Constellations: An International Journal of Critical and Democratic Theory, ora fa parte del comitato editoriale della New Left Review. Ha tenuto le Tanner Lectures alla Stanford University, le Spinoza Lectures all’Università di Amsterdam, la Marc Bloch Lecture all’École des hautes études en sciences sociales di Parigi e la Karl Polanyi Lecture all’Università di Vienna. Nel giugno 2022, terrà le Walter Benjamin Lectures all’Università Humboldt di Berlino.

Fraser ha scritto su un’ampia varietà di argomenti. In libri e saggi recenti, ha proposto una nuova teoria critica della società capitalista, che rivela la sua tendenza intrinseca a svuotare la democrazia, ad approfittarsi del lavoro di cura delle donne, a espropriare la ricchezza delle comunità di colore e a degradare la natura.

Fraser è nota anche per il suo lavoro filosofico sul concetto di giustizia. Ha distinto due dimensioni della giustizia: la distribuzione (incentrata su risorse e ricchezza) e il riconoscimento (incentrato su rispetto e stima). Per Fraser, entrambe sono valide e devono essere integrate – sia nella teoria che nella pratica politica del mondo reale. Scriven- do negli anni ‘90, ha criticato l’attenzione unilaterale sulla politica del riconoscimento da parte di molti movimenti di giustizia sociale, inclusi il femminismo e l’antirazzismo, proprio mentre la neoliberalizzazione stava ampliando enormemente la disuguaglianza di classe.

Nei decenni successivi, Fraser ha affinato quella diagnosi in una potente critica del femminismo liberale, che ha definito “ancella” del neoliberismo. Riflettendo sul libro di Sheryl Sandberg del 2013 Lean In, Fraser ha spiegato:

 

Per me, il femminismo non è semplicemente il fatto di ottenere un piccolo numero di singole donne in posizioni di pote- re e di privilegio all’interno delle gerarchie sociali esistenti. Si tratta piuttosto di superare queste gerarchie. Ciò richiede di affrontare le fonti strutturali della dominazione di genere nella società capitalista – soprattutto, la separazione istitu- zionalizzata di due tipi di attività presumibilmente distinte: da un lato, il cosiddetto lavoro “produttivo”, storicamente associato agli uomini e remunerato dai salari; dall’altro, le attività di “cura”, spesso storicamente non pagate e ancora svolte principalmente dalle donne. A mio parere, questa divisione gerarchica di genere tra “produzione” e “riproduzio- ne” è una struttura che definisce la società capitalista e una fonte profonda delle asimmetrie di genere in essa radicate. Non ci può essere “emancipazione delle donne” finché questa struttura rimane intatta.

 

  * * *

 

Mauro Ceruti

PReMIO NONINO

‘MAesTRI DeL NOsTRO TeMPO’ 2022

 Nato a Cremona nel 1953. Filosofo e teorico del pensiero complesso.

Professore di Filosofia della scienza e Direttore della PhD School for Communication Studies presso l’Università IULM di Milano.

Laureatosi in Filosofia con Ludovico Geymonat presso l’Università degli Studi di Milano, è stato poi Ricercatore presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Ginevra e presso il CNRS a Parigi. È stato Preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Milano-Bicocca e poi della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Univer- sità degli Studi di Bergamo; Direttore del CE.R.CO. – Centro di Ricerca sull’Antropologia e l’Epistemologia della Complessità.

È stato Senatore della Repubblica Italiana nella XVI Legislatura.

È stato Membro del Comitato Nazionale per la Bioetica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché dell’Os- servatorio Nazionale per l’Integrazione degli Alunni Stranieri e l’Educazione Interculturale del Ministero della Pubblica Istruzione. Oggi è Membro del Comitato Scientifico della Association Européenne Modélisation de la Complexité (MCX); della Comunità Scientifica WWF; della Associazione Italiana di Medicina e Sanità Sistemica (ASSIMSS).

Il suo progetto filosofico e culturale è volto a promuovere un pensiero complesso in grado di affrontare i problemi della nuova condizione umana globale, nonché a sviluppare “la coscienza della comunità di destino che, di fronte agli stessi pericoli, lega indissolubilmente tutti i popoli della Terra tra di loro, e l’umanità intera alla Terra”.

A questo scopo ha dedicato i suoi libri, tradotti in molte lingue. Fra questi: Il secolo della fraternità. Una scommes- sa per la cosmopoli, Castelvecchi, 2021; Abitare la complessità. La sfida di un destino comune, Mimesis, 2020; Sulla stessa barca, Qiqajon, 2020; Evoluzione senza fondamenti, Meltemi, 2019; Il tempo della complessità, Raffaello Cor- tina, 2018; La fine dell’onniscienza, Studium, 2015; Il vincolo e la possibilità, Raffaello Cortina, 2009; Solidarietà o barbarie. L’Europa delle diversità contro la pulizia etnica, Raffaello Cortina, 1994; Origini di storie, Feltrinelli, 1993; La danza che crea, Feltrinelli, 1989.

www.mauroceruti.it

 

 * * *

PREMIO NONINO (la storia)

1° Dicembre 1973 Giannola e Benito Nonino, nel rispetto della tradizione, rivoluzionano il sistema di produr- re e presentare la Grappa in Italia e nel mondo. Creano la Grappa di singolo vitigno, il Monovitigno® Nonino, distillando separatamente le vinacce dell’uva Picolit.

29 Novembre 1975 Ricercando gli antichi vitigni autoctoni friulani per distillarne le vinacce, i Nonino sco- prono che i più rappresentativi, Schioppettino, Pignolo e Tazzelenghe, sono in via di estinzione, essendone vietata la coltivazione. Ad essi si aggiunge la Ribolla gialla. Con lo scopo di “stimolare, premiare e far ufficial- mente riconoscere gli antichi vitigni autoctoni friulani” e preservare la biodiversità del territorio, istituiscono il Premio Nonino Risit d’Aur – Barbatella d’Oro e una borsa di studio, da assegnare annualmente al miglior studio di carattere sia tecnico sia storico, relativo ai suddetti vitigni. Nato per salvare gli antichi vitigni autoc- toni friulani in via di estinzione, il Premio sottolinea la “Permanente attualità della Civiltà Contadina” intesa quale rispetto della terra, del suo ecosistema, dell’atmosfera, valori da trasmettere alle future generazioni nella consapevolezza che la Terra è la casa di tutti e rappresenta le nostre radici e la nostra identità, riscoprendo così il valore della parola ”Amore”!

30 Giugno 1977 Con il netto proposito di sottolineare la permanente attualità della civiltà contadina al Premio Nonino Risit d’Aur viene affiancato il Premio Nonino di Letteratura. La giuria è presieduta da Mario Soldati e composta, fra gli altri, da Padre David Maria Turoldo, Gianni Brera e Luigi Veronelli.

28 Gennaio 1989 il Premio Speciale Nonino viene assegnato dalla Giuria alla Rivista Time per aver “eletto” per- sonaggio dell’anno la Terra – dedicando la prestigiosa copertina n.1 del 1989 al nostro Pianeta, soffocato da un filo di ferro – a richiamare l’attenzione di tutte le Genti sul problema più importante di ogni altro e oggi indero- gabile: ‘la vita del nostro esausto pianeta e quindi la nostra vita e invita a meditare sui nostri doveri e sulle nostre responsabilità, ma soprattutto sui diritti delle generazioni che in futuro abiteranno la Terra!’ Ermanno Olmi. 21 Gennaio 1984 Viene istituito il Premio Internazionale Nonino riservato ad uno scrittore straniero.

Il premio sarà assegnato a Jorge Amado, che verrà dalla sua Bahia fino a Percoto per ritirare il Premio.

27 Gennaio 1990 Nasce il Premio Nonino da assegnare ad una personalità del nostro tempo.

11 Aprile 1995 Il Maestro Claudio Abbado, in qualità di Direttore Artistico del Festival di Pasqua di Salisbur- go affida alla Giuria del Premio Nonino il Premio di Letteratura Festival di Pasqua di Salisburgo.

4 Dicembre 1996 Iniziano i festeggiamenti per i Cent’anni della Famiglia con “Oh les beaux jours” di Samuel Beckett, regia di Peter Brook e con Natasha Parry. È un momento magico sottolineato dalla presenza di Peter Brook e di tanti amici.

25 Gennaio 1997 In occasione della XXII edizione del Premio Nonino viene presentato il libro di Altan “Ben il quarto figlio di Noè”, graphic novel che racconta la saga della Famiglia Nonino.

29 Gennaio 2000 Concerto della Mahler Chamber Orchestra diretta da Claudio Abbado per i Venticinque Anni del Premio Nonino.

30 Gennaio 2010 Il Premio Nonino viene assegnato al Coro Manos Blancas del Venezuela, un coro dove bambini e adolescenti portatori di ogni sorta di handicap, interagiscono integrandosi con orchestre e cori di qualsiasi genere e livello. È un miracolo nato da “vibrazioni dell’anima che dona: gioia e dignità a creature segnate da un diverso destino e apre il cuore a chi le ascolta!” 14 Giugno 2010 In onore di Claudio Abbado, Giannola Nonino fonda il Coro Manos Blancas del Friuli, il primo coro Manos Blancas nato al di fuori del Venezuela, sostenuto dalla Nonino Distillatori.

FAMIGLIA NONINO

Il 27 Gennaio 2020, Nonino Distillatori è proclamata ‘Migliore Distilleria del Mondo’ by Wine Enthusiast 2019, il più importante premio internazionale di Wine&Spirits al mondo nel settore del vino e degli Spiriti, è la prima volta per l’Italia e per la Grappa.

La famiglia Nonino si dedica all’Arte della Distillazione fin dal 1897, oltre 125 anni di Distillazione 100% con metodo artigianale; nel 1973 Giannola e Benito creano la Grappa Monovitigno® distillando separatamente le vinacce dell’uva Picolit, rivoluzionando il mondo della Grappa; nel 1975 istituiscono il Premio Nonino Risit d’Aur – Barbatella d’oro – per premiare e far ufficialmente riconoscere gli antichi vitigni autoctoni friulani e preservare la biodiversità del Friuli Venezia Giulia, nel 1984 distillano l’uva intera e creano l’Acquavite d’Uva: ÙE®. Le Grappe e distillati Nonino sono ottenuti da vinacce fresche distillate 100% con metodo artigianale; le Grappe invecchiate e Riserva seguono un invecchiamento naturale in barriques sotto sigillo, 0% coloranti.

I Nonino proseguono l’evoluzione della Grappa – Italian Cocktail Spirit, protagonista di fantastici cocktail e Aperitivi; nel Giugno 2021 L’Aperitivo Nonino BotanicalDrink è eletto Aperitivo dell’Anno 2021 interna- tional – all’International Spirits Award. #bebravemixgrappa

 

* * *

© Letteratitudine – www.letteratitudine.it

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Seguici su Facebook TwitterInstagram

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: