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Il nuovo numero della rivista letteraria K: “Felicità” (l’editoriale di Nadia Terranova)

Maggio 4, 2022

K. Linkiesta fiction. Vol. 4: Felicità. - copertinaÈ uscito il nuovo numero di K, la rivista letteraria di Linkiesta curata da Nadia Terranova e Christian Rocca. Dopo i numeri dedicati a Sesso, Memoria e Città ecco il nuovo numero ispirato alla Felicità.

Tutti i numeri sono disponibili qui

Di seguito, l’editoriale di Nadia Terranova

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Capita a volte di sentirsi per un minuto felici. Non fatevi cogliere dal panico: è questione di un attimo e passa.
Gesualdo Bufalino

di Nadia Terranova

C’è un gioco che facciamo, Christian Rocca e io, che va avanti da quando scrissi che tutte le storie sono storie di sesso. “Sesso” era la parola chiave del primo numero e da allora, ogni volta, lui titola idealmente il mio editoriale così: tutte le storie sono storie di… Ecco, no, dopo aver giocato con tutte le parole, per la prima volta con “felicità” non si può. Non funziona. Non solo non è vero che tutte le storie sono storie di felicità, ma di norma è vero il contrario, la letteratura è conflitto, tutte le storie sono storie di infelicità, dissesti, disallineamenti. Nessuna storia è una storia di felicità, eppure qui ne troverete ventuno. Le scrittrici e gli scrittori che hanno raccolto la sfida sono stati coraggiosissimi, anche se mentre accettavano tremavano: aiuto, ma io di felicità non so niente. Pronta la mia risposta tranquillizzante: coraggio, può essere anche un racconto antifrastico. Si può scrivere anche dell’assenza di felicità. Della sua irraggiungibilità. Della sua lontananza. Del suo miraggio.
Nadia Terranova | Premio Strega 2021Io stessa, in un’intervista di qualche anno fa, dichiaravo che la felicità mi metteva ansia. È ancora vero, dover essere felice a tutti i costi mi toglie il respiro, mi fa passare la voglia di fare quasi tutto, è l’obbligo degli obblighi. Tolto il dovere, resta la possibilità: allora cominciamo a ragionare. Poi, certo, quando la possibilità bussa per davvero, ricominciamo a tremare di paura.
Quante volte sono stata felice? La domanda è doverosa e impossibile. Se penso a un momento felice, penso subito all’infelicità che ne è seguita. Se cerco di fermare l’attimo mi va via dalle mani, scivola via dalla testa, si dimette dallo status di ricordo. Quando sono stata felice? La sabbia calda di certe spiagge d’estate da bambina, un sorriso sotto una coroncina di fiori fatta dalle mie cugine, tutte le volte che ho amato, più ancora di quelle in cui sono stata amata. Come un segugio potrei mettermi alla ricerca di strade che non frequento da anni e qualche traccia la troverei, qualche reperto lo porterei a casa. Quindi, cominciamo dall’ultima volta.
Avrei dovuto consegnare questo editoriale venti giorni fa, ero già in ritardo, ma un ritardo accettabile, quei pochi giorni che tutti fanno finta di non vedere. Poi, improvvisa, è arrivata la felicità – e sì, era piena di ansia. Mia figlia Luna ha deciso di arrivare quattro settimane prima della data prevista, una mattina ero al telefono e ho detto: scusa, devo salutarti, credo mi si siano appena rotte le acque.
Ho aggiunto “credo” perché, anche se avevo letto cento volte che non avrei dovuto confondere quel momento con un’incontenibile pipì, mi è venuto il dubbio che fosse un’incontenibile pipì. Nel dubbio ho preparato in fretta e furia un borsone, ho chiamato il mio compagno e in macchina continuavamo a ripetere: sarà solo un controllo, tra poco torneremo a casa. Mi hanno ricoverata subito, nel pomeriggio sono iniziate le doglie, a mezzanotte il travaglio e alle due e trentasette è nata Luna.
Le successive quarantotto ore le abbiamo passate insieme, lei e io, a guardarci, annusarci e conoscerci. Non sapevo cosa fosse la felicità, ho scoperto. Nulla di ciò che avevo provato nella vita somigliava a quella sensazione che non era gioia, anzi: era terrore e spavento, vertigine, baratro, però con sfinitezza ed euforia.
C’era tutto in quei frammenti, l’intero spettro delle emozioni possibili. La felicità non somigliava per niente all’idea che avevo della felicità, e per fortuna era arrivata piuttosto tardi nella mia vita, altrimenti avrei rischiato di non riconoscerla. Decisamente non ero mai stata felice, altrimenti me ne sarei accorta. E, sì, ero piena di ansia: capivo solo allora che la felicità non la esclude, la ricomprende.
Per dieci giorni mi sono detta: domani lo scrivo questo editoriale. Sorridevo e pensavo: com’è facile adesso parlare di felicità. Poi è arrivato il primo baby blues, ho pianto per sette ore senza motivo mormorando: sono finiti gli ormoni belli del parto. Anche allora ho pensato: domani scrivo di felicità, e scrivo che non esiste.
Il giorno dopo era passato, e dopo tutta quella felicità e tutta quell’infelicità c’era qualcosa di ancora diverso, c’eravamo solo io e Luna, ridevamo insieme delle mie imperfezioni e io le mordicchiavo il naso quando piangeva. Vedevo cadere una a una le certezze che avevo maturato in gravidanza sul tipo di madre che sarei stata e sulla bambina che sarebbe stata lei. Anche stasera guardo la mia piccola aliena venuta sulla Terra da un altro astro e mi dico che quell’editoriale lo scriverò domani. Mi dico anche che non si può scrivere in presa diretta di qualcosa che si sta vivendo, quindi è meglio che io, intorno a questa parola, adesso non mi faccia scappare una riga di troppo.
Nessuna storia è una storia di felicità, ma qualcuna ci va molto vicino.

© ( Nadia Terranova – K )

 

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Approfondimenti sul numero di “K” intitolato “Felicità”

K. Linkiesta fiction. Vol. 4: Felicità. - copertina

In questo numero di 380 pagine sono presenti 19 racconti di: Edoardo Albinati. Fabio Bacà, Marta Barone, Cristina Battocletti, Gaja Cenciarelli, Leonardo Colombati, Marcello Fois, Esperance Hakuwimana, Lorenzo Marone, Daniele Mencarelli, Paolo Nori, Silvia Nucini, Giovanni Nucci, Melissa Panarello, Gilda Policastro, Alessandra Sarchi, Stefano Sgambati, Chiara Tagliaferri, Nadeesha Uyangoda e l’intervista di Annalisa De Simone a Walter Siti.

Ad aprire il quarto numero di K, l’editoriale di Nadia Terranova dal titolo Nessuna storia è una storia di felicità e due racconti delle scrittrici ucraine Kseniya Kharchenko e Yarina Grusha Possamai.

Il volume ospita il progetto letterario Narratives II di Maison Valentino ideato da Pierpaolo Piccioli e Douglas Coupland.
Sono presenti 17 testi di autori di fama internazionale (Douglas Coupland, André Aciman, Leila Slimani, David Sedaris, Michael Cunningham, Hanif Kureishi, Emily Ratajkowski, Amia Srinivasan, Brit Bennett, Alok Vaid-Menon, Mieko Kawakami, Andrew Sean Greer, Fatima Farheen Mirza, Melissa Broder, Murathan Mungan, Serang Chung, Elizabeth Acevedo).

K è una rivista di carta, analogica e primordiale rispetto allo spirito del tempo, nata prima della pandemia come un esperimento e poi, grazie alla generosità degli scrittori coinvolti, mandata in tipografia in pieno lockdown contro ogni ragionevolezza economica. Eppure, anzi forse proprio per questo spirito militante e letterario che traspare da ogni sua pagina, K è stata accolta con grande entusiasmo dagli scrittori, dai lettori e dalle librerie indipendenti, al punto da esaurire in dieci giorni la prima edizione e poi anche la seconda. K è la rivista letteraria che affida alla letteratura il potere di far circolare le idee in un’epoca in cui è necessario resistere per evitare la capitolazione morale, civile e intellettuale.

Disegnata dagli art director Giovanni Cavalleri e Francesca Pignataro, K ha una copertina in rilievo e illustrata di grande impatto tattile e visivo.

È dell’autunno 2020 il primo numero di K, che si apriva con uno dei temi più difficili e banali in letteratura: sesso. Un volume di trecento pagine che vedeva coinvolti 19 scrittori e scrittrici oltre a presentare due anticipazioni dei romanzi stranieri di Don Winslow (Einaudi Stile libero) e Maggie O’Farrell (Guanda). Gli autori che hanno partecipato al primo numero sono: Camilla Baresani, Jonathan Bazzi, Carolina Capria, Teresa Ciabatti, Benedetta Cibrario, Francesca d’Aloja, Mario Desiati, Annalisa De Simone, Viola Di Grado, Mario Fillioley, Dacia Maraini, Letizia Muratori, Valeria Parrella, Romana Petri, Lidia Ravera, Luca Ricci, Marco Rossari, Yari Selvetella, Elvira Seminara.

Uscito nella primavera 2021, il secondo numero si è concentrato sul tema della memoria e sulla sua funzione cognitiva e letteraria, 15 racconti inediti e due straordinarie anticipazioni di romanzi in uscita in estate, Karl Ove Knausgård (Feltrinelli) e Ali Smith (Edizioni SUR). Gli autori che hanno scritto per questo volume: Viola Ardone, Stefania Auci, Silvia Avallone, Annalena Benini, Giulia Caminito, Donatella Di Pietrantonio, Davide Enia, Lisa Ginzburg, Wlodek Goldkorn, Loredana Lipperini, Pasquale Panella, Francesco Piccolo, Alberto Schiavone, Simonetta Sciandivasci, Andrea Tarabbia, Alessandro Zaccuri. Il volume ospita anche tre mini racconti di Stefania Auci, Rosella Postorino e Nadia Terranova.

A novembre 2021 è uscito invece il terzo numero dedicato alle città con 18 racconti in cui ogni autore e autrice restituisce la propria città del cuore, reale o ideale. Gli autori: Chiara Barzini, Annalisa Camilli, Cristiano Cavina, Claudia Durastanti, Tito Faraci, Viola Lo Moro, Francesca Marciano, Cristina Marconi, Davide Mosca, Francesco Pacifico, Giacomo Papi, Antonio Pascale, Giulio Perrone, Andrea Pomella, Emanuele Trevi, Matteo Trevisani, Alice Urciuolo, Valeria Usala e l’intervista ampia di Simonetta Sciandivasci a Alessandro Piperno.

K è in vendita al prezzo di 20 euro nelle migliori librerie italiane a partire dal 5 maggio 2022 e sullo store de Linkiesta da fine aprile 2022: https://store.linkiesta.it/

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