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L’ALBA CHE VERRÀ di Lorenzo Marotta (Algra) – recensione

Maggio 6, 2022

L' alba che verrà - Lorenzo Marotta - copertina“L’alba che verrà” di Lorenzo Marotta (Algra)

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di Giovanni Vecchio

L’alba che verrà” (Algra Ed., 2022) è l’ultimo romanzo dello scrittore e critico letterario Lorenzo Marotta che ancora una volta ci sorprende per la straordinaria capacità di entrare in pieno nella dimensione del vissuto personale e della condizione generale dell’umanità. Infatti la vita del giornalista e scrittore, che fa da voce narrante, serve da tramite per trattare dei cambiamenti repentini delle società occidentali che richiedono interventi mirati e non rinviabili per garantire la vivibilità del pianeta continuamente insidiata dall’aggressione all’ambiente, dallo spietato sfruttamento delle risorse naturali e dal surriscaldamento climatico che, nonostante le tante denunce e manifestazioni, non si è ancora riusciti a fronteggiare in modo condiviso e determinato. Preoccupanti sono anche le sperimentazioni sul genoma umano, ormai esplorabile e classificabile, che, portate alle forme estreme, potrebbero determinare stravolgimenti della natura dell’uomo. Risulta interessante nel romanzo, a mio parere, l’impatto dei repentini cambiamenti sui valori di riferimento di una società prevalentemente legata alle tradizioni e che non riesce a entrare in un’ottica nuova come richiesto dal mondo ormai interconnesso, senza limiti di movimento e di esplorazione di costumi ed usanze molto diverse.

Lorenzo Marotta

L’autore dimostra grande maestria nel mettere insieme le istanze di tanti giovani millennial, ricercatori appassionati e competenti, consapevoli che bisogna impegnarsi nella ricerca senza risparmio, e così inserisce tutte le questioni aperte e che sono oggetto di studi avanzati nell’ambito biologico, medico, ecologico e informatico, frutto delle sue letture e dell’impegno nelle recensioni per riviste e quotidiani. La maggior parte delle conversazioni e dei confronti tra questi giovani avvengono via web con momenti residuali in presenza. Da qui una serie di progetti, ricerche e relazioni che si sviluppano ad un ritmo incessante, come urgenti si ritengono gli interventi da attuare per salvare il Pianeta Terra. Elemento essenziale di queste relazioni è che queste avvengono tra giovani provenienti da Paesi diversi con molta spontaneità e senza alcun pregiudizio e che si lasciano dietro le condizioni socio-culturali di partenza per entrare in una dimensione che non è più legata a stereotipi comportamentali, anche se talvolta alcuni di essi sono costretti in qualche circostanza a confrontarsi con le famiglie di origine ancora condizionate da modelli socio-culturali e religiosi tradizionali. Nell’ambito di questi contatti l’autore riesce ad inserire vicende legate allo spionaggio internazionale che creano suspence e pongono interrogativi sulla vera identità di alcuni protagonisti. Ne guadagna l’interesse del lettore per queste vicende immaginate, ma molto verosimili, che aiutano a cogliere la dimensione del male, sempre in agguato. Sembra, quello descritto, un mondo che trova nel fascino di Parigi le condizioni più adatte per vivere in pienezza relazioni aperte oltre gli stereotipi di genere e fare esperienze di incontro tra culture e nazionalità diverse. Nonostante le resistenze di alcuni personaggi, impegnati nelle loro attività, a dare spazio agli affetti, questi ultimi emergono ugualmente producendo anch’essi dei cambiamenti molto significativi. E’ davvero un mondo nuovo emerso ormai prepotentemente che richiede una fluidità di pensiero e il superamento di ogni pregiudizio. Ciononostante il richiamo delle proprie radici torna a manifestarsi in alcuni personaggi e contribuisce a superare giudizi troppo netti espressi precedentemente quando mal si sopportava la mediocrità del vivere e delle aspettative dei propri cari, emigrati a Milano dalla Sicilia. Certamente nella trama, che vede il narratore protagonista e anch’esso personaggio, si mescola realtà e immaginario. Le stesse proposte scientifiche per salvare il pianeta talvolta risultano utopiche, ma certamente ci pongono di fronte ad alcuni dilemmi di natura etica, e questo si può considerare anche un merito dell’autore: la lettura, infatti, non vuole essere un mero momento di evasione, quanto piuttosto un modo per immergersi in una realtà che ci appartiene e che richiede delle prese di posizione. Leggendo il romanzo “L’alba che verrà” ci si arricchisce di informazioni aggiornatissime sugli sviluppi delle varie scienze coniugando in tal modo la gradevolezza della lettura con l’apprendimento di tante informazioni di grande utilità per essere protagonisti, ciascuno a proprio modo, del nostro tempo. Il linguaggio dello scrittore manifesta una maturità ragguardevole e rivela la preziosità di un percorso letterario sempre di qualità, mai banale, che abbiamo apprezzato sin dal primo romanzo. I personaggi vengono delineati nelle loro caratteristiche con grande abilità e ci aiutano molto a comprendere meglio il mondo in cui viviamo e l’”oltre” verso cui ci muoviamo. Marotta concilia razionalità, passione e immaginazione e di questo il lettore gli è grato.

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La scheda del libro: “L’alba che verrà” di Lorenzo Marotta (Algra)

imageQuello di Marotta è un romanzo attualissimo capace di sporgersi “oltre”, guardando al futuro con una scrittura fluida e moderna. Un romanzo costellato di interrogativi preziosi come ben evidenziato nella prefazione di Dora Marchese che scrive: «…quale mondo stiamo lasciando in eredità ai nati alla fine di un secolo non a caso definito breve? Quanto la loro vita è distante da abitudini e modelli risalenti solo a pochi decenni prima? Verso quale futuro si dirigono? […] L’alba che verrà percorre e attraversa la realtà con l’immaginazione, perché questa è la rivoluzione, il potere più grande che l’Umanità può esercitare per cambiare il proprio destino. Un destino troppo incerto». Un romanzo che consente al lettore di focalizzare il presente e destare la propria coscienza sopita. Un romanzo, distinto da una narrazione magnetica, che intreccia armoniosamente inventiva, scienza e fantascienza, animato da personaggi di diverse nazionalità (fisici, biologi, medici e informatici) che interagiscono sul web accomunati dal desiderio di contribuire al “sapere” e al benessere globale del Pianeta Terra.

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Lorenzo Marotta, originario di Aidone, vive ad Acireale. Collabora fin da giovane a Riviste culturali e Testate giornalistiche nazionali, tra cui “Il Gazzettino”, “La Provincia”, “La Sicilia”, occupandosi, come opinionista, di costume, giovani, libri, cinema, convegni letterari. Scrive in atto come critico letterario sulla pagina «Cultura» del quotidiano “La Sicilia” e sulla rivista trimestrale «La Nuova Tribuna Letteraria» di Padova. È autore dei romanzi Le ali del Vento, Il sogno di Chiara, Mailén. Una verità nascosta, Isabel. Amare a Salina, Oltre il tempo; delle raccolte poetiche Prove di poesie, Notturni di luce, Schegge dolenti dell’anima; del libro-testimonianza Io non sono il mio cancro. Diario di un malato, sulla propria personale esperienza; de La voce del cuore: Ricordi, Memoria, Riflessioni.

 

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