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LA TARTARUGA – i primi titoli a cura di Claudia Durastanti

Maggio 27, 2022

Il nuovo corso della casa editrice La Tartaruga (del gruppo editoriale de La nave di Teseo) è stato affidato alla cura di Claudia Durastanti

Dall’1 giugno in libreria i primi due titoli.

Un inedito della canadese Anne Carson, La bellezza del marito. Un saggio romanzato in 29 tanghi

Il romanzo pluripremiato della colombiana Pilar Quintana, La cagna

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Elisabetta Sgarbi nominata presidente dell'ente di gestione dei Sacri Monti - Torino Oggi«La Tartaruga inizia un nuovo corso ne La nave di Teseo. Abbiamo pensato che non bastasse rispettare l’impronta femminile e femminista data dalla sua fondatrice, Laura Lepetit, e abbiamo inteso chiedere a Claudia Durastanti di diventare, della Tartaruga, curatrice editoriale, assieme a me. Perché Claudia? Perché condivide i valori con cui La nave di Teseo è nata; perché il suo romanzo La straniera è stato forse la prima importante scoperta della neonata casa editrice, tradotto in 24 paesi; perché il suo sguardo sulla letteratura internazionale è ampio e acuto; perché la sua curiosità ci porterà a scoprire voci inedite. La nuova Tartaruga pubblicherà quattro-cinque titoli l’anno, e spazierà tra i generi (narrativa, saggistica, memorialistica, poesia). Inizierà sottolineando la continuità con La nave di Teseo, con due autrici apparentemente distanti come la canadese Anne Carson (di cui La nave di Teseo ha pubblicato Autobiografia del Rosso), e la colombiana Pilar Quintana. Nei prossimi mesi questo viaggio della Tartaruga a volte incrocerà e a volte si distanzierà, come è giusto che sia, dalle traiettorie letterarie della Nave di Teseo, per arricchire sempre di più il catalogo di voci letterarie della Nave di Teseo e rendere sempre attuale il progetto editoriale di Laura Lepetit.»
Elisabetta Sgarbi, Publisher La nave di Teseo

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Claudia Durastanti - Wikipedia«È un momento vivace per l’editoria femminista: non solo assistiamo al recupero di molti testi scritti da donne, ma è più visibile l’attività di traduttrici, editor e redattrici che fanno i libri. A differenza degli anni in cui Laura Lepetit ha fondato La Tartaruga con il sostegno di una comunità di militanti e intellettuali, oggi una casa editrice con questa vocazione per fortuna non è più una realtà solitaria. Tuttavia, per evitare di disperderne i significati, bisogna continuamente ridisegnarne i confini e tracciare nuove rotte. Una via possibile è scegliere dei classici contemporanei. La memoria letteraria è come una marea: quando le acque dell’attualità e delle mode si ritirano, riappare il fondale, e lì vediamo ciò che si è depositato, il testo che è rimasto. Oggi i libri della Tartaruga aspirano a essere bellissimi residui su uno strato oceanico, misteriosi e semplici allo stesso tempo. I primi esemplari sono due titoli molto attesi e inediti, La bellezza del marito di Anne Carson e La cagna di Pilar Quintana: un saggio romanzato e un romanzo lirico, accomunati da una lingua perturbante e liminare, su voglie mancate e forme intime di ribellione. Sono due libri audaci che ho letto qualche tempo fa e non ho più dimenticato. Vorrei che lettrici e lettori li adottassero in questo senso: come libri a cui tornare.»
Claudia Durastanti, curatrice La Tartaruga

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ANNE CARSON
LA BELLEZZA DEL MARITO
Un saggio romanzato in 29 tanghi

Trad. Chiara Spaziani, pp. 176, 18 euro

Fin dalla sua uscita, La bellezza del marito di Anne Carson ha iniziato ad assumere uno status quasi leggendario. Per la potenza e irruenza dei suoi versi, per la chiarezza romantica con cui restituisce l’inizio e la fine di un matrimonio.

Il raddoppiamento del desiderio è l’amore
e il raddoppiamento dell’amore è la follia.

Carson in questo testo-pastiche si trasforma in una ballerina di tango e mette in scena l’alternanza dell’amore, provando a contenere tutti i passaggi obbligati: la seduzione  e l’infatuazione, la furia di chi rapisce l’altro e poi inevitabilmente lo tradisce.
L’amore è un ballo, una guerra, un sogno corrotto che la moglie inizia a fare da ragazzina e continuerà a incubare fino alla resa della vita adulta. Perché di resa si tratta: la protagonista non può fare a meno di abbandonarsi alla bellezza del marito e anche alla tortura che questo legame comporta, addolcendo le sue pene con i miti classici, John Keats e l’ironia del tango.
Un ballo fatto da ruoli fissi, ma che in certi momenti rende impossibile capire chi sta trattenendo chi, e chi invece è pronto a mollare la presa e andarsene. Il ballo finisce, la letteratura resta: accanto ad Autobiografia del Rosso, La bellezza del marito si impone come l’opera più bella e profonda di Anne Carson, una bomba che sa esplodere in mille schegge di sentimento e intelligenza e trova un posto tutto suo all’interno di una collana/ serie editoriale che vuole essere altrettanto eclettica e appassionata.

Anne Carson è nata in Canada e per mantenersi insegna greco antico.
Chiara Spaziani è editor e traduttrice dall’inglese. Ha lavorato presso Bompiani e La nave di Teseo, dalla sua fondazione al 2019. Ha tradotto, tra gli altri, Cynthia Ozick, Lorrie Moore, Richard Powers, Nick Cave.

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PILAR QUINTANA
LA CAGNA
Trad. Pino Cacucci, pp. 112, 17 euro

Finalista National Book Award
Vincitore Premio Biblioteca de Narrativa Colombiana
In corso di traduzione in 20 Paesi

Urlava con voce infuriata, poi neutra, tenera, supplicante, senza ottenere alcun risultato, finché tutto si acquietò e non si udirono più latrati né altri rumori. Di fronte a lei c’era la selva fitta, quieta come una belva che aveva appena divorato una preda.

Un paesaggio colombiano a metà tra la selva e l’oceano, dove si è condannati alla resistenza inquieta. Un matrimonio distante con un pescatore, destinato ad amplificare la solitudine di una donna dal corpo che sfascia le cose. In questo scenario «al di là dell’ultimo cerchio dell’inferno», la protagonista de La cagna decide di adottare una cagnolina chiamata Chirli: è il nome che avrebbe voluto dare alla figlia mai nata, un nome da «reginetta di bellezza». Da quel giorno Damaris inizia a creare un legame simbiotico con l’animale; Chirli viene colonizzata da un carico di amore a cui reagisce sparendo. Brutalmente addomesticata da un’esistenza con poche risorse, Damaris prova a fare da madre a un animale, ma la tentazione di trasformare l’altro nel mezzo della propria felicità si fa miseria.
La cagna è il romanzo con cui Pilar Quintana si è imposta al mondo; il suo Il vecchio e il mare personale: anche qui la narrazione riflette il desiderio di creare un legame a tutti i costi con qualcosa fuori da sé.
Ma fino a che punto si possono avere rapporti liberi e autonomi in mezzo a una natura violenta e povera? Quando si è privati di tutto, il male che si fa agli altri si chiama ancora violenza? Pilar Quintana ha scritto un romanzo magistrale, pulitissimo nella scrittura, in cui ribolle la muta rivolta di una donna.

Pilar Quintana (Cali, 1972) è una delle autrici più celebri e lette in America Latina. Ha scritto i romanzi Cosquillas en la lengua (2003), Coleccionistas de polvos raros (Premio de Novela de Letras, 2010), Conspiración iguana (2009), la raccolta di racconti Caperucita se come al lobo (2012) e Los abismos (2021, vincitore del Premio Alfaguara). Nel 2011 è stata scrittrice residente presso l’International Writing Program dell’Università dello Iowa e nel 2012 è stata visiting writer al Workshop internazionale degli scrittori dell’Università Battista di Hong Kong. Il suo lavoro è apparso su riviste e antologie in tutto il mondo e in molte lingue. Ha studiato comunicazione sociale alla Università Javeriana di Bogotà e fatto diversi lavori tra cui sceneggiatrice televisiva, pubblicista, terapeuta di giaguari, assistente alla costruzione, commessa di abbigliamento, addetta all’imballaggio di mango e dog sitter. Ha viaggiato tre anni in tutto il mondo per poi vivere sulla costa pacifica colombiana. È co-sceneggiatrice del film Lavaperros, uscito nel 2020 e diretto dal più famoso regista colombiano, Carlos Moreno.
Pino Cacucci è uno scrittore e traduttore italiano. Tra le sue molte pubblicazioni, citiamo: Tina (1991), La polvere del Messico (1992), In ogni caso nessun rimorso (1994), Nahui (2005) e Nessuno può portarti un fiore (2011). Come traduttore di letteratura spagnola e latinoamericana, ha ricevuto diversi premi tra cui quello per la migliore traduzione 2002 dell’Instituto Cervantes di Roma, e il Premio Italia-México 2017 consegnatogli a Città del Messico.

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