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DOVE GLI ANGELI CAMMINANO DI NOTTE di Lucia Lo Bianco (Swanbook)

Maggio 30, 2022

“Dove gli angeli camminano di notte” di Lucia Lo Bianco (Swanbook)

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di Gabriella Maggio

Il tema  proprio  della  narrativa  di  Lucia Lo Bianco, già  nei racconti Le donne lo dicono ed. SwanBook, è  la riflessione   sulla vita attraverso l’esperienza di una donna, una come tante, che non posa a eroina né ad icona, ma vive con  semplicità la  quotidianità  consapevole di quello che le sembra necessario per sé :  amore,  lavoro,  affetti familiari, generosità, solidarietà. Beatrice, la protagonista  del romanzo  Dove gli angeli camminano di notte, edito da Swanbook, lotta solitaria per  realizzare il suo progetto di vita, opponendo  alle circostanze  difficili che deve affrontare  una quieta determinazione, individuando di volta in volta la priorità degli obiettivi : fronteggiare  l’incomprensione  dei genitori, l’ improvvisa ed immotivata violenza del marito, il rapporto incrinato con i figli che ama e per i quali fa  grandi sacrifici, la ricerca di un lavoro. La narrazione si sviluppa tra presente e passato. Beatrice, ormai avanti negli anni, gravemente malata  è ricoverata in ospedale, soffre nel corpo per la malattia  e nell’animo per l’assenza dei figli. La sua vita si snoda nel buio metaforico dell’ospedale e nei momenti di lucidità che le danno le cure  rievoca il suo  passato  da quando appena  diplomata  si affacciava  alla vita adulta piena di speranze e progetti. Ma il caso aveva dato  un’altra direzione alle sue  aspettative, rendendole meno avventurose tra le pareti domestiche: Appena  sposata per Beatrice la vita scorreva davanti gli occhi come una fiaba…e si era lentamente dimenticata delle sue aspirazioni….Presto  la fiaba si era  trasformata  nel  dramma insensato della violenza. Abbandonata  dal marito, Beatrice ha vissuto un grande  amore e  un dolore altrettanto grande, un lavoro creativo e gratificante dove ha potuto  mostrare  originalità, inventiva e una buona dose di acume e senso di iniziativa  ed uno faticoso e deprimente fino alla malattia, sottovalutata dapprincipio per l’incuria di sé che l’aveva invasa dopo la partenza dei figli.  I due piani temporali, passato  e  presente  danno completezza  psicologica al personaggio principale, permettendogli di riflettere a posteriori sul suo vissuto: Sentiva che la sua vita era stata un vano oscillare tra opposti irreconciliabili in cui il suo desiderio di affermazione personale si era sempre scontrato con la dura realtà dei fatti e lei ne era sempre uscita sconfitta. Tra gli angeli, infermieri e medici, che l’assistono con affetto e professionalità Beatrice ricompone il senso  della sua vita, ricucendone  le ferite  nell’affetto e nella vicinanza ritrovata dei figli. Dalla storia di Beatrice  Lucia Lo Bianco  fa  emergere  una visione cruda della vita e della realtà, solo gli affetti e la solidarietà femminile possono riscattarla e renderla degna d’essere vissuta. Leggendo Dove gli angeli camminano di notte  torna in mente una frase di Italo Svevo da  Corto viaggio sentimentale, in  Incompiuto e pubblicato postumo nel 1949:  Ed ora, che guardava indietro, era immobile come una fotografia. Pare che ricordare non sia una vera azione. Il ricordo lo si subisce immobile. Chi ricorda e chi è ricordato s’immobilizzano. Infatti se il lettore  cerca nel romanzo di Lucia Lo Bianco l’azione non la trova. Ma può senz’altro trovare  la costruzione di un carattere, quello di una donna che affronta i problemi del mondo contemporaneo.

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