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IL PRESAGIO DEL PIPISTRELLO ROSSO di Lucia Russo, Maria Pina Crifò Antonello (Algra)

giugno 1, 2022

Il presagio del pipistrello rosso - Maria Pina Crifò Antonello,Lucia Russo - copertina“Il presagio del pipistrello rosso” di Lucia Russo, Maria Pina Crifò Antonello (Algra)

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di Consuelo Consoli

Il pensiero è il massimo piacere concesso all’uomo – scriveva Bertolt Brecht e questo libro, frutto della fantasia fervida di due scrittrici, Lucia Russo e Maria Pina Grifò Antonello, sembra essere stato scritto per rammentarlo. La protagonista di questa storia di fantascienza sociologica, infatti, Azueyla, proveniente dalla lontana ed esotica Bat City, arriva a Forgotten City incaricata di compiere una doppia missione: fare una ricognizione e accertarsi che a F.C. esistano ancora forme di vita, e riprodursi. Proprio quest’ultima cosa, il fatto cioè che le sia stato concesso di trasmettere il proprio corredo cromosomico a un altro essere vivente, riempie di orgoglio la giovane ispettrice visto che è riservato a pochi eletti, accuratamente selezionati.
C’è qualcosa con cui però Azueyla, addestrata alla più rigorosa obbedienza, non ha fatto i conti né ha previsto: un guasto alla sua strumentazione tecnologica e l’impatto emozionale e sensoriale che F. C. e le persone che conoscerà avranno su di lei.
Alla data del 2048, nel Paese da cui proviene Azueyla, la tecnologia ha assunto un ruolo assolutamente centrale, l’uomo apprende dai robot, e la conoscenza, il sapere, la protezione dipendono del tutto da un dispositivo informatico, come il PC. Il Paese scoperto da Azueyla, Forgotten City, è invece un piccolo mondo rimasto allo stadio dei primi anni ‘60, quindi precedente all’invenzione del computer e di tutte le sue applicazioni. Ed è un mondo che privo di contatti con altre parti del pianeta, e data la limitatezza delle sue risorse, per sopravvivere si basa sulla solidarietà e la gelosa memoria del passato, senza tuttavia smettere di pensare a come inventarsi un futuro. Su questo sfondo visionario di stampo sociale s’innesta la storia d’amore che investirà Azueyla.
Con qualche eco orwelliano, Il presagio del pipistrello rosso è un romanzo distopico che affronta la questione sulla quale gli uomini si sono sempre interrogati: è meglio una società organizzata e pianificata, in cui le differenze sociali sono state annullate, le coscienze sono state messe a tacere e a tutti vengono garantiti in ugual misura sostentamento e assistenza o una in cui la libertà di pensiero e di scelta vengono considerate irrinunciabili?
È questa la stessa domanda che si pone Azueyla, sperimentando per la prima volta il piacere di sentire il tepore del sole o la carezza del vento sulla pelle, l’emozione di uno sguardo, il piacere sconosciuto di un abbraccio o la solidarietà verso un altro essere umano, ma, soprattutto, la libertà di scelta e l’assunzione di responsabilità.
Il lettore che ama l’avventura e la suspence seguirà tutto d’un fiato – specie nella seconda parte del libro – la trama. Dietro il ritmo serrato e il fascino di un mondo cibernetico magistralmente descritto sono abilmente celate verità profonde quali, ad esempio, l’incapacità intrinseca degli uomini di saper cogliere i doni che tanto generosamente gli vengono elargiti come la felicità, la capacità di riconoscere e cogliere al volo le occasioni, la salute.
Non a caso nell’opera tali doni vengono dispensati dal pipistrello rosso che ricorre lungo tutto il decorso del libro, costituendone il filo che collega gli accadimenti. Il pipistrello, a seconda della percezione che di esso hanno gli uomini, può essere ritenuto infausto o fausto e già questo la dice lunga su come sia facile autoingannarsi e cedere alla lusinga del pregiudizio, impedendosi di discernere il bene dal male, l’opportunità dalla sventura.
Un libro di fantascienza che appassiona, e che per i contenuti e le immagini descrittivi stimola la riflessione e il pensiero autonomo del lettore, prestandosi a diverse chiavi di lettura e a più livelli d’interpretazione: letterale, simbolico, filosofico, riflessivo.

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il-presagio-del-pipistrello-rosso-maria-pina-crifo-antonello-lucia-russoLa scheda del libro: “Il presagio del pipistrello rosso” di Lucia Russo, Maria Pina Crifò Antonello (Algra)

Premiato con Segnalazione Particolare della Giuria “Sezione Inediti per il Cinema” del 46° Premio Casentino, è un romanzo di fantascienza sociologica sullo sfondo del mondo cibernetico del 2048. L’ispettrice Azueyla, giovane proveniente dall’avanzato “mondo felice” di Bat City, ricopre per le sue particolari doti due incarichi eccezionali, il primo dei quali la porta a Forgotten City, zona rimasta celata e allo stadio degli anni ’60, per motivi che la trama svelerà. La missione sarà più ardua del previsto e, nel confronto tra due organizzazioni sociali distanti, lei dovrà compiere una scelta di umana sopravvivenza. Incontrerà l’amore e, più volte, quel pipistrello che, inteso dagli altri come presagio ora funesto, ora fausto, è il filo rosso della trama.

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Lucia Russo, giornalista pubblicista, laureata in Scienze Politiche nel 1988 a Catania, città dove vive, dal 2006 scrive su temi legati ad architettura, ambiente e settore sociale. Oggi collabora col quotidiano “La Sicilia” per Oggicultura e col trimestrale “Incontri – la Sicilia e l’altrove”. Dal 2010 è autrice di racconti pubblicati in selezioni antologiche di editori diversi (Contatti, Segnalibro di trame, Nel fiato della notte, Il tempo dei cornuti, Il riscatto di Sara, Dentro lo specchio). In poesia, esordisce con L’arte del seduttore per la raccolta L’alba inquieta del profondo: il desiderio (2012), cui seguono diversi componimenti per Poeti contemporanei (2013).

Maria Pina Crifò Antonello, docente di Storia, Filosofia e Scienze umane nonché Pedagogista clinica, vive ad Acicastello (CT) e tiene corsi di Psico-pedagogia presso l’Università Popolare G.C. di Acireale (CT). È stata membro del Consiglio direttivo della Società italiana di Filosofia sezione di Catania. È autrice del saggio Videogiochi e socializzazione (2000) e del romanzo Le dimensioni dell’arcobaleno (2011) a nome Elsa Antonello.

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