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“Specchi deformanti”: il debutto editoriale di FuoriAsse

giugno 5, 2022

https://www.cooperativaletteraria.it/wp-content/uploads/2022/03/Specchi-deformanti.jpgFuoriAsse Edizioni debutta nell’editoria con una raccolta di racconti di autori vari  dal titolo “Specchi deformanti“.

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È il frutto del laboratorio di scrittura tenuto da Guido Conti nel 2020: un lavoro di ricerca letteraria e di verifica che ha permesso di giungere a un prodotto coerente con lo spirito della casa editrice

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di Massimo Maugeri

Dopo la pubblicazione di ben 26 numeri (il più recente si intitola La Pietas), il magazine culturale FuoriAsse (di Cooperativa Letteraria), realizzato a Torino e diretto da Caterina Arcangelo (con collaborazioni di pregio del calibro di Daniela Marcheschi e Guido Conti), diventa anche casa editrice. Una giovanissima casa editrice improntata sul binomio ricerca/qualità. Un primo volume è stato dedicato alla figura del grande Giuseppe Pontiggia, intitolato per l’appunto “Giuseppe Pontiggia. Fare letteratura insieme” a cura di Sara Calderoni: un libro che contiene gli atti di un seminario dedicato alla figura di Pontiggia (Attraverso la testimonianza di scrittori diversi, un Pontiggia conosciuto di persona. In rilievo, non solo lo scrittore e l’intellettuale, ma anche il maestro, l’uomo, l’amico capace di sostenere esperienze di valore, in un’intelligente apertura agli altri, alla cultura umana).


Il secondo volume è un testo di narrativa: un’antologia di racconti di Autori Vari intitolata “Specchi deformanti” frutto del laboratorio di scrittura creativa condotto da Guido Conti. Un progetto fortemente legato alla lettura perché “per imparare a scrivere occorre saper leggere”. E, in effetti, il progetto di Guido Conti parte da questo presupposto: porsi delle domande partendo dai testi e leggere i grandi autori per capire come creano.

Ho avuto il piacere di discutere del progetto editoriale di FuoriAsse con la sua direttrice, Caterina Arcangelo.

– Caterina, come nasce il progetto di FuoriAsse Edizioni?
FuoriAsse Edizioni nasce dalla necessità di tornare alla bella scrittura; a quei libri che si contraddistinguono per uno stile autentico e originale. Una lettura che sia evasione e al tempo stesso ricerca della verità, della parola giusta.
L’intento che accomuna chi partecipa a questo progetto di lavoro – e mi riferisco a Guido Conti e Antonella Berni –   è quello di tornare a una letteratura che sia un autentico percorso di ricerca e di indagine critica. Per dirla con Pontiggia, una letteratura che sia architettura di un mondo che si costruisce attraverso l’utilizzo di un linguaggio consapevole, in cui la bellezza corrisponde alla verità.

– Ci spiegheresti qualcosa in più sulla peculiarità del progetto? Per te, dal punto di vista personale, cosa rappresenta questa nuova casa editrice?
Per rispondere alla tua domanda, Massimo, la casa editrice rappresenta un’occasione di incontro con la bella scrittura, con una certa idea di letteratura e con un’idea di narrazione che non sia ricalco della realtà quanto piuttosto in tensione con essa. Un momento di evasione e di nutrimento al tempo stesso, l’intento è quello di promuovere una scrittura in grado di lasciare spazio all’immaginazione del lettore. L’attenzione viene quindi rivolta al lettore stesso, che trae nutrimento dalla scrittura senza essere ingozzato da informazioni accatastate, da notizie senza costrutto e da elaborati triti e ritriti propri di una cultura mainstream, che, purtroppo, agisce molto spesso per luoghi comuni.

– Raccontaci qualcosa sul volume Specchi deformanti
Specchi deformanti, la nostra prima opera narrativa, nasce da un laboratorio di scrittura tenuto da Guido Conti nel 2021, in pieno periodo pandemico. La raccolta come riporta il nostro comunicato «è il frutto di un lavoro di ricerca letteraria ma anche di sperimentazione che ha permesso di giungere a un prodotto letterario conforme allo spirito della casa editrice».
La scuola del racconto: leggere per imparare a scrivere si pone l’obiettivo di portare il lettore a porsi delle domande che, naturalmente, nascono dai testi che si leggono. Il laboratorio serve infatti a recuperare la forza del linguaggio partendo dalla lettura di testi dei grandi scrittori. Attraverso la lettura di autori come Sciascia, Dostoevskij, Pontiggia, Marquez, Conrad, Nathaniel Hawthorne, Scerbanenco e altri ancora si è indagato come cambia il modo di lavorare sulla trama e sul racconto.
Specchi Deformanti è per tante ragioni il primo riflesso di questo lavoro di lettura e di riscrittura con Guido Conti. L’idea di “captare” il meglio dai grandi per scrivere in maniera sempre più consapevole e anche “evoluta” – diciamo – è il primo passo verso quel «sogno della letteratura», che, per dirla con Daniela Marcheschi, vorremmo si avverasse.
Infine, si consideri la scelta del racconto breve in sé, oggi poco in voga…  Anche questa crediamo sia una sfida. Oggi i lettori sono molto spesso “imboccati”, riempiti di informazioni e dettagli quasi inutili che tolgono ogni spazio alla creazione personale di immagini. Ma la letteratura non è soprattutto sogno? E non ricalco o trasposizione su carta della realtà?

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Approfondimenti su Specchi deformanti – AA.VV. (FuoriAsse edizioni)

https://www.cooperativaletteraria.it/wp-content/uploads/2022/03/Specchi-deformanti.jpgNel suo laboratorio culturale, Guido Conti segue i partecipanti nelle loro sperimentazioni dopo la lettura di testi dei grandi scrittori. In questo percorso creativo si sviluppa una disciplina individuale, trovando la propria voce e cimentandosi nella stesura di racconti.
L’obiettivo del laboratorio è quello di recuperare la forza del linguaggio talvolta vittima dell’approssimazione espressiva contemporanea. Racconto lungo o romanzo breve, il focus è sul riconoscimento dei diversi stili e sulla successiva elaborazione personale, perché la pratica accompagna sempre la teoria. Particolare attenzione viene riservata alle difficoltà della prima stesura e al lavoro di riflessione sull’idea alla base dell’impalcatura creativa.
Durante il corso “Racconto lungo romanzo breve” si è cercato di esplorare lo spazio mobile in cui ci si muove parlando di queste tipologie testuali. Attraverso la lettura di grandi autori come Sciascia, Dostoevskij, Pontiggia, Marquez, Conrad si è indagato il cambiamento nel modo di lavorare sulla trama e sul racconto.
Il frutto di questo lavoro è, dunque, l’antologia di racconti “Specchi deformanti“, con la quale FuoriAsse Edizioni ha debuttato nel mondo dell’editoria. La raccolta nasce da un lavoro di ricerca letteraria ma anche di sperimentazione che ha permesso di giungere a un prodotto letterario conforme allo spirito della casa editrice.
Per la prima volta FuoriAsse Edizioni si cimenta in un’avventura tanto per l’editore quanto per gli autori, che collaborano entro un percorso formativo in cui si incontrano idee e tecniche.
Una sfida che quindi non si riduce a pura teoria, ma ha permesso di costruire un prodotto letterario compiuto grazie ad un attento lavoro di revisione e editing.

«Pubblicare un’antologia di racconti è sempre una scommessa», evidenzia Guido Conti. «In questo caso lo è doppiamente perché inaugura la casa editrice nata dalle fondamenta e dal lavoro svolto in tanti anni nel laboratorio torinese della rivista “FuoriAsse”. Un libro programmatico che si apre all’esplorazione di voci e di autori diversi, alcuni esordienti e altri già affermati, con anni di esperienze editoriali alle spalle. Un percorso nel tempo lungo, necessario alla maturazione e al consolidamento del lavoro narrativo, inusuale e originale in Italia. Nei racconti c’è una tensione alla violenza che serpeggia nel nostro vivere quotidiano. Le esperienze narrate svelano un rapporto non quieto con una realtà di cui la letteratura diventa lo specchio distorto, menzoniero e veritiero insieme».

Il titolo evidenzia il tema di fondo dei racconti, un’ambiguità latente declinata in maniera differente a seconda dell’autore. Questo specchio invisibile diventa lo strumento che riflette desideri e paure dei personaggi attraverso un’introspezione psicologica involontaria. I racconti offrono e distorcono la realtà in maniera personale, offrendone letture alternative. In questo dedalo emotivo il lettore non si trova disorientato, ma piuttosto rassicurato da uno stile lineare e limpido, in grado di suscitare ancora il piacere della lettura insieme a una riflessione sul mondo circostante.

«Il progetto dell’antologia», ci conferma la giornalista Giovanna Caggegi (autrice del racconto intitolato “Agnizione”), «deve la sua cifra alla condivisione di un’idea di letteratura come ricerca autentica di voci narrative originali scaturite da un confronto imprescindibile con i classici. Con competenza, passione e generosità, Guido Conti ci ha avviati al riconoscimento degli stili, delle voci, delle strutture interne della narrazione, partendo dalla lettura e dall’analisi dei racconti brevi di grandi autori: da Arpino a Pontiggia, da Arbasino a Soriano, fino a Parise, Fenoglio e Zavattini (per dirne solo alcuni). Il mio è un esordio, ma nell’antologia figurano anche autori di comprovata esperienza. Sono felice di questa occasione con FuoriAsse che ha una precisa linea editoriale, un’idea forte di letteratura, una concezione ‘antica’ della cultura.
“Agnizione” è una storia sul culto cieco dell’ideologia, sulla violenza, l’ambiguità e il grande inganno degli Anni di piombo».

Gli autori dei racconti presenti nell’antologia sono: Antonella Berni, Giovanna Caggegi, Paola Cenderelli, Ornella Cerutti, Mascia Cusenza, Enrico Ghidini, Gaia Lauria, Simona Marsura, Giorgia Melotti, Pietropaolo Morrone, Nicoletta Petrolini, Karin Piffer, Anna Prandi, Elisabetta Savino, Andrea Scagliarini, Cristian Taruscia, Stefano Trinchero.

Tantissimi in bocca al lupo a “FuoriAsse” e a questo nuovo progetto editoriale.

 

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