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NON È UN PAESE PER SINGLE di Felicia Kingsley (Newton Compton)

luglio 6, 2022

undefined“Non è un paese per single” di Felicia Kingsley (Newton Compton): intervista all’autrice

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Felicia Kingsley è nata nel 1987, vive in provincia di Modena e lavora come architetto. Di recente Newton Compton, la casa editrice che la pubblica, ha annunciato l’acquisizione dei diritti per una trasposizione audiovisiva del romanzo Non è un paese per single della Kingsley. L’acquisizione è della produzione Italian International Film – Gruppo Lucisano.

Abbiamo discusso con l’autrice di questo suo nuovo romanzo…

– Felicia, hai detto di esserti ispirata a Orgoglio e pregiudizio nella scrittura del tuo romanzo Non è un paese per single, anzi l’hai definito un vero e proprio retelling…
In Non è un paese per single ho fatto in modo che i personaggi fossero facilmente associabili ai loro corrispettivi nella storia della Austen, calandoli però in un contesto spazio-temporale diverso. Siamo in Toscana, per la precisione sulle colline del Chianti, ai giorni nostri. Per la mia “filosofia culinaria”, ho dato al romanzo la chiave della commedia romantica e ho narrato gli eventi con un doppio punto di vista alternato. I capitoli narrati da Elisa, la protagonista, si alternano a quelli raccontati dal punto di vista di Michael (D’Arcy), la controparte maschile.
Ho aggiornato alcuni aspetti della trama che potevano risultare anacronistici nel XXI secolo e lavorato sulla caratterizzazione della protagonista per conservare quella che è la modernità intrinseca di Elizabeth Bennet.

– Sono diversi anni che i retelling o riscritture stanno andando molto forte soprattutto nel settore young adult; il fenomeno fanfiction ha anticipato questa tendenza?
Credo che sia necessaria una precisazione, in quanto fanfiction e retelling non sono due concetti sovrapponibili né sinonimi. A differenza del retelling, la fanfiction è una storia originale che può riprendere in parte il romanzo madre, e nella quale gli eventi seguono corsi differenti rispetto al canone, oppure sviluppa la storyline di uno o alcuni personaggi secondari… le strade della fanfiction sono infinite. Di base è frutto della fantasia dei fan, come dice il nome stesso, che affezionandosi a un mondo o ad alcuni personaggi di finzione, vogliono creare nuove storie per continuare a vivere in questo mondo, appunto, o con questi personaggi. Le fanfiction per antonomasia sono quelle nate dalla saga di Harry Potter, che scrivevo anche io, ai tempi del liceo.
In particolare, se mi è concesso raccontare questo aneddoto, mi concentravo su fanfiction focalizzate sulla storia d’amore impossibile tra Draco Malfoy e Hermione Granger, coppia che molti fan della saga, ai tempi, speravano che JK Rowling ci regalasse ma che non si è mai concretizzata.
Per rispondere alla domanda, credo che il retelling non sia il figlio della popolarità delle fanfiction, ma che abbia addirittura radici assai lontane nel tempo: da molti, infatti, Le ultime lettere di Jacopo Ortis è considerato una sorta di retelling de I dolori del giovane Werther (anzi, addirittura alcuni detrattori di Foscolo lo avevano perfino tacciato di plagio, se non ricordo male).

Felicia Kingsley – Foto © yumamartellanz

– Quali sono le autrici e gli autori classici più saccheggiati?
Non mi piace il termine saccheggiare, mutua l’idea che ci sia qualcosa di illegale, o quantomeno malizioso, nella riscrittura, come se gli autori togliessero qualcosa all’originale. I classici “madre” sono sempre lì, per tutti coloro che vogliono leggerli, non è un’operazione di sottrazione. Non credo che nessun autore abbia tanta arroganza o presunzione da pensare che il proprio retelling possa soppiantare il classico a cui è ispirato, anzi, se mai è un tributo.
Piuttosto, credo che i retelling abbiano il potere di regalare nuova linfa alla storia originale, portando lettori a incuriosirsene. Io ho notato questo effetto proprio grazie a Non è un paese per single. Ho ricevuto diversi messaggi da parte di lettori e lettrici che mi hanno scritto di aver deciso di leggere Orgoglio e pregiudizio (non è scontato che tutti conoscano tutti i classici) proprio perché il mio retelling ha acceso la loro curiosità verso la storia della Austen. Non conosco statistiche per dire quale classico detenga il record di rivisitazione ma io ne sono un’accorata sostenitrice, dato l’effetto che hanno sui lettori. Anzi, sui social i retelling sono sempre accolti con grande vivacità.

– E qual è il tuo rapporto con i social?
Per me sono fondamentali per avere un feedback diretto, oserei dire quasi in tempo reale, con chi legge i miei romanzi. Oltre a ciò, nel web si riesce a stringere un rapporto di fiducia e amicizia attraverso cui si generano scambi e confronti molto interessanti. Non si parla di pubblico, ma di community. Il pubblico è un concetto verticale, cioè che ha qualcuno in cima che dà gli input e un’audience sotto che “riceve” in maniera passiva (cioè si limita a guardare e/o ascoltare). La community invece è attiva, è un concetto orizzontale, dove chi produce i contenuti e chi ne fruisce sono sullo stesso piano e si scambiano opinioni, pareri e punti di vista.
Per creare una community essere un personaggio (cosa che non sono), dal mio punto di vista, non basta. Non puoi solo esistere senza prenderti cura del tuo profilo. Io dedico molto tempo alla creazione dei contenuti – non lavorando con l’immagine, non posso pensare di tappezzare il mio feed di selfie con appiccicate citazioni leopardiane – perché voglio proporre alla community di lettori social argomenti e spunti interessanti, dare loro informazioni su temi che li incuriosiscono (per esempio, lo sconosciuto mondo dell’editoria, i cui meccanismi sono noti solo agli addetti ai lavori). I social possono essere di enorme stimolo per i lettori e fare da volano per tanti libri che magari sono passati inosservati a loro tempo, come La canzone di Achille della Miler, del 2011, ma che oggi è popolarissimo grazie alla viralità conquistata su TikTok.

– È vero che BookTok sta facendo diventare la lettura un’esperienza collettiva?
TiktTok dà la possibilità di creare contenuti molto più dinamici rispetto a Instagram che, nella loro brevità (15 secondi) e immediatezza (in così poco tempo si va dritti al punto, senza preamboli) hanno un impatto molto più efficace su chi guarda il video. In più, sempre a differenza di Instagram, i video sono sfacciatamente e orgogliosamente caserecci, non preparati, senza regia-trucco-parrucco – io stessa a volte faccio dei video per TikTok in pigiama – che danno una percezione di genuinità e sincerità molto più apprezzata della foto “preparata”. In più, non ci sono gerarchie: non c’è differenza tra autore, lettore o blogger, chiunque ha voce in capitolo per consigliare (o sconsigliare) un libro. Si condivide ogni passaggio dell’esperienza di lettura: dal “vi porto in libreria con me” al “book haul” per mostrare i propri acquisti “librosi”; ci sono i bookshelf tour che ci permetto di sbirciare le librerie degli altri; le reazioni in presa diretta a determinati passaggi del romanzo; la scelta del segnalibro e dei post-it che ci accompagneranno durante la lettura fino alla recensione finale. L’esperienza non è solo collettiva ma anche emozionale: è bello sapere che qualcun altro ha pianto leggendo il capitolo X del libro Y, o che qualcun’altra si è innamorata follemente del personaggio Z. Questo succede soprattutto per il romance, nicchia che frequento di più per ovvi motivi.

– Chi ha paura del romance?
Paura, spero nessuno. Io sono della scuola “vivi e lascia vivere”, se a qualcuno non piace un determinato genere è giusto che legga ciò che apprezza; tuttavia, sarebbe anche altrettanto giusto che non denigrasse ciò che non conosce. Già, perché la maggior parte dei detrattori del rosa non ne ha mai letto uno e parla per sentito dire. Ahimè, però parlare per sentito dire, cioè con opinioni prese in prestito, è come cucinare con i cibi precotti e pretendere di ritenersi chef (sì, uso molto spesso metafore culinarie, ma sono modenese, mia nonna mi ha messo il mattarello in mano prima che imparassi a camminare). Anche io, da lettrice, ho i miei gusti, ci sono generi che fatico ad approcciare e preferisco dedicarmi ad altro: non ho affinità con i distopici, ma non per questo vado in giro a denigrarli. Ogni genere ha la sua dignità, la lettura dovrebbe unire, non dividere. Poi c’è sempre tempo per cambiare idea. Io non ero una lettrice di fantasy, poi sono andata a vedere Harry Potter e la pietra filosofale al cinema e ho cominciato a muovere i miei passi tra gli scaffali del genere. Sono dell’idea che non dobbiamo mai precluderci nulla a priori, a volte basta solo lo spunto giusto.

Non è un paese per single è stato appena acquisito da un’importante casa di produzione cinematografica italiana. Che aspettative hai?
Attendo ulteriori dettagli per far volare la mia fantasia, perché al momento ci troviamo ancora in una fase preliminare del progetto ma, conoscendo le precedenti produzioni realizzate dalla IIF, confido in un ottimo lavoro. Al momento mi limito a immaginare quali attori potrebbero dare vita ai miei personaggi. Poiché la storia è ambientata in Chianti non nego che mi piacerebbe vedere Chiara Francini nel cast, con il suo estro e la sua verve, e Paolo Ruffini nel ruolo del bizzarro farmacista del paese. Ma questi sono solo miei voli pindarici dato che la task del casting sarà di appannaggio della produzione, chissà… Non mi sbilancio oltre, però.

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La scheda del libro: “Non è un paese per single” di Felicia Kingsley (Newton Compton)

undefinedBelvedere in Chianti, piccolo borgo sulle colline toscane, dove abbondano ulivi e vigne ma di scapoli nemmeno l’ombra, è in fermento: Charles Bingley, nipote del defunto conte Ricasoli, sta arrivando dall’Inghilterra per prendere possesso dell’eredità, la tenuta Le Giuggiole. La notizia ha scatenato le potenziali suocere, disposte a tutto pur di sistemare le figlie con Charles o con il suo altrettanto affascinante, ricco e single amico Michael D’Arcy. A chi, invece, questa caccia al marito non interessa, è Elisa, amica d’infanzia di entrambi i giovani, con i quali passava tutte le estati alla tenuta, dove ora vive e si occupa con passione della vigna e della produzione del vino. Mentre tutte le ragazze di Belvedere si contendono i due appetitosi single, Elisa cerca di capire cosa ne sarà della tenuta, dato che Charles e Michael sembrano arrivati in Toscana con intenzioni poco chiare. Sono passati molti anni da quando lei e Michael erano compagni di giochi, la vita li ha cambiati e molti segreti si sono annidati tra le pieghe del tempo, che però sono sempre più difficili da nascondere. Possibile che due amici affiatati come loro possano ritrovarsi nemici? E se tra bicchieri di Chianti, scorpacciate di pappardelle e molti malintesi Elisa e Michael finissero a fare i conti con sentimenti tanto forti quanto imprevisti e forse impossibili da reprimere? A Belvedere, terra di pettegolezzi, tutti vogliono sapere…

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Felicia Kingsley è nata nel 1987, vive in provincia di Modena e lavora come architetto. Matrimonio di convenienza, il suo primo romanzo inizialmente autopubblicato, ha riscosso grande successo in libreria con Newton Compton ed è diventato il secondo ebook più letto del 2017. La Newton Compton ha pubblicato anche Stronze si nasce; Una Cenerentola a Manhattan; Due cuori in affitto; La verità è che non ti odio abbastanza; Prima regola: non innamorarsi; Bugiarde si diventa, Non è un paese per single e i romanzi brevi Il mio regalo inaspettato e Appuntamento in terrazzo. Per saperne di più: www.feliciakingsley.com

 

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