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DONNE CHE VESTONO D’ORTICA di Laura Calderini

luglio 7, 2022

Donne che vestono d'ortica. Nuova ediz. - Laura Calderini - copertina“Donne che vestono d’ortica” di Laura Calderini (Grafichèditore)

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di Gabriella Serravalle

Donne che vestono d’ortica è il nuovo libro di Laura Calderini, la scrittrice orvietana che ama definirsi “Un’artigiana della scrittura”.
La prefazione è a cura di Italo Leone. La postfazione: “Canto le donne, i gatti, l’ortica” è a cura di Orlando Perera, storico giornalista Rai.
Il volume è stato presentato all’ultimo Salone Internazionale del Libro di Torino, lo scorso 22 maggio nello stand della Regione Calabria, alla presenza di Nella Fragale, titolare della casa editrice Grafichèditore e dell’attrice Beatrice Beltrani che si è esibita in un monologo, tratto dal racconto di una delle protagoniste, Lady Hamilton. Partiamo dal titolo: “Donne che vestono d’ortica” perché l’ortica? Perché l’ortica è un’erba davvero speciale. Ha sulle foglie dei grandissimi peluzzi che usa per proteggersi. Pizzicando chi la tocca. Nelle protagoniste del racconto come Isangela e sua nonna, un qualcosa di comune ereditato da una lunga serie di cantonate. Descrive quindi quella capacità di vestirsi metaforicamente d’ortica, di trovare ciascuna a suo modo le risorse, per difendersi dalla prepotenza degli uomini.
Image from LETTERATITUDINE (di Massimo Maugeri)Ma ecco i nomi delle protagoniste del libro di Laura Calderini: Artemisia Gentileschi, Suzanne Valedon, Teodora allieva di Trotula di Ruggiero, Lady Emma Hamilton, Elena Lucrezia Corner Piscopia, Plautilla Bricci, Erminia Frezzolini ed infine Cesira.
Scrive la Calderini: “La donna dev’essere pronta a riconoscere l’ombra a quattro zampe che la sta seguendo, senza farsi intimorire… E’ necessario, se vuole acquisire gli istinti che le serviranno ad affrontare la propria metamorfosi liberatoria: sapere cioè quando scuotere la testa, ringhiare, assalire, colpire violentemente, latrare fino all’alba. Se la donna riesce a riconoscere e riconquistare questo gusto del selvaggio anche la sua vita potrà esprimersi attraverso la grande bellezza cioè la musica, la pittura, la parola scritta e quella in genere di tutto ciò che è arte”.
Scrive di lei nella postfazione: “Canto le donne, i gatti, l’ortica”, il giornalista Rai Orlando Perera “Laura Calderini racconta la sua Orvieto, quella di superficie e quella sotterranea. Sin dal suo primo romanzo “Il girasole e la farfalla” mi sono accorto che c’era un talento insondabile e fantastico. Una scrittrice che appena tenti di appiccicarle un’etichetta se la scuote di dosso”.
Scrive di lei nella prefazione, Italo Leone: “Donne che vestono d’ortica è un romanzo originale. L’io narrante è una scrittrice Isangela Gatteschi che per scaramanzia intende pubblicare il romanzo con il nome di Angelica Licandrei. Protette dal loro vestito d’ortica, donne intelligenti del passato hanno gareggiato con gli uomini nella letteratura, nell’arte, nella medicina, nella scienza lungo tutto l’arco della storia umana”.
Un libro da leggere per scoprire attraverso un’abile penna come quella della Calderini l’universo femminile raccontato nelle sue mille sfaccettature.
Oltre al libro è nato con Emilio Paradiso un progetto che è un connubbio tra “Donne che vestono d’ortica” e i bottoni di Bottonarte. Un progetto che rappresenta il sunto dell’alleanza artigianale tra due esponenti e fautori dell’arte contemporanea
Tra le righe del Suo libro, Laura svela la gioia e il tormento della creazione artistica, quando nell’animo dello scrittore, quasi senza volerlo, si delinea una storia di personaggi che sempre più insistentemente chiedono di venire alla luce, per portare al pubblico dei lettori il messaggio di un autore.
E’ questo il fil rouge che lega l’autrice ad Emilio Paradiso, artista artigiano che condivide con la scrittrice le sue origini orvietane. Una formazione artistica che ha a che fare con la grafica, la pittura e la scultura, inizia a riflettere su frammenti e scarti di terra cruda custoditi in una scatola quando – senza ancora saperlo – nasce la sua idea di bottone artistico. E’ nel 2019 – dopo anni di disegni e ricerche – che nasce Bottonarte, il brand che realizza bottoni realizzati e decorati a mano o stampati attraverso una raffinata tecnica digitale, cuciti su tela e presentati su scatole serigrafate.
Nel progetto condiviso dai due artigiani, il legame tra la scrittura e le immagini diventa indissolubile. Emilio, infatti, rappresenta sui suoi bottoni le sette donne le cui vite, passioni, indoli, si dipanano nel libro di Laura Calderini.

Image from LETTERATITUDINE (di Massimo Maugeri)

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Laura Calderini è nata a Roma il 22 novembre 1960.
Ha conseguito la maturità classica e la laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Perugia.
Vive ad Orvieto, lavora come impiegata e conduce una vita normalissima. Adora i gatti e gli animali tutti, la lettura, il sole, il mare e il proprio lavoro.
Si interessa di narrativa e ha partecipato al Concorso Letterario “Racconti di Donne 2012” indetto dall’Università Popolare della Tuscia ottenendo una menzione speciale con il racconto “Non sono sola”.
Nel 2012 ha pubblicato “Il girasole e la farfalla”, il suo primo romanzo.
Nel 2017 scrive “Il segreto di Bianca” edizioni Luoghinteriori, un libro che affronta temi importanti: la maternità, la violenza, la riconciliazione tra genitori e figli, un libro che riceve premi letterari importanti sia locali che nazionali.
Nel 2018 pubblica “La disubbidienza del San Zaccaria”
Laura Calderini non ama definirsi scrittrice ma artigiana della scrittura.
Nel 2021 ha pubblicato “Due”: casa editrice Porto Sicuro, “Il più femminile tra tutti i numeri per sensibilità, armonia, equilibrio, dolcezza, istinto materno, capacità di perdono, di ascolto e comprensione”. Un romanzo ispirato ad una storia vera ambientata a Venezia, sull’isola di San Giorgio Maggiore.

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