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PREMIO VITTORINI 2022: la terna dei finalisti (Abate, Maugeri, Terranova)

luglio 7, 2022

XXI PREMIO LETTERARIO NAZIONALE ELIO VITTORINI
ABATE, MAUGERI, TERRANOVA: ECCO LA TERNA DEI FINALISTI

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III PREMIO PER L’EDITORIA INDIPENDENTE ARNALDO LOMBARDI ALLA CASA EDITRICE CAVALLOTTO

CERIMONIA DI CONSEGNA IL 10 SETTEMBRE A SIRACUSA

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La Commissione di valutazione delle opere in concorso per la XXI edizione del Premio Nazionale di Letteratura Elio Vittorini, presieduta dal professore Antonio Di Grado, ha scelto i tre autori finalisti – fra i trentasei in lizza – che, il 10 settembre prossimo a Siracusa, si contenderanno la vittoria finale.

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Si tratta (in mero ordine alfabetico) di CARMINE ABATE con “Il cercatore di luce” (Mondadori); MASSIMO MAUGERI con “Il sangue della montagna” (La nave di Teseo); NADIA TERRANOVA con “Trema la notte” (Einaudi).

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SIRACUSA, 07 LUGLIO 2022 – La Commissione di valutazione delle opere in concorso per la XXI edizione del Premio Nazionale di Letteratura Elio Vittorini, presieduta dal professore Antonio Di Grado,  ha scelto i tre autori finalisti – fra i trentasei autori in lizza – che, il 10 settembre prossimo a Siracusa, si contenderanno la vittoria finale.

Si tratta (in mero ordine alfabetico) di Carmine Abate con “Il cercatore di luce” (Mondadori); Massimo Maugeri con “Il sangue della montagna” (La nave di Teseo); Nadia Terranova con “Trema la notte” (Einaudi).

I tre finalisti adesso ripartiranno da zero in quanto il posizionamento ottenuto in questa prima tornata non avrà alcun riflesso sulla valutazione che la stessa Commissione di valutazione effettuerà a ridosso della cerimonia di premiazione. In questa fase, inoltre, entrerà in gioco anche il Comitato studentesco dei lettori, individuato su scala nazionale tra gli studenti degli ultimi due anni di istituti superiori di vari indirizzi  segnalati direttamente dagli Istituti scolastici. Questo Comitato esprimerà – in via telematica e cumulativamente, a maggioranza, fra le tre opere finaliste – un proprio voto che andrà a sommarsi a quelli che esprimerà a settembre la commissione di valutazione, concorrendo così concretamente alla scelta finale del vincitore del Premio Vittorini 2022 al quale andrà un assegno di 3mila euro.

Il Premio Nazionale Letterario Elio Vittorini é destinato ad un’opera di narrativa pubblicata dal mese di aprile 2021 al mese di marzo 2022 ed è riservato ad autori italiani viventi non esordienti.

Nel corso della stessa seduta la Commissione di valutazione ha anche individuato, tra le candidature pervenute, il vincitore del III Premio per l’Editoria Indipendente Arnaldo Lombardi – in omaggio all’editore siracusano di adozione che fu tra gli ideatori del Premio Vittorini –  destinato alle case editrici indipendenti che abbiano un catalogo di almeno 20 pubblicazioni di carattere storico e letterario. La Commissione ha scelto all’unanimità la casa Editrice Cavallotto di Catania. Anche la consegna del Premio per l’Editoria Indipendente Arnaldo Lombardi avverrà il 10 settembre a Siracusa nel corso della cerimonia di consegna del Premio Nazionale di Letteratura Elio Vittorini.

La manifestazione è promossa dall’Associazione Culturale Vittorini-Quasimodo con l’assessorato alla cultura della Città di Siracusa e la Confcommercio Siracusa, in collaborazione con la Fondazione INDA, la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa e con il sostegno di altri partner sia pubblici che privati.

Qui di seguito le motivazioni della Commissione di valutazione:

Carmine Abate, “Il cercatore di luce” (Mondadori)

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Calabrese dell’arbereshe Carfizzi, ormai trapiantato in Trentino, Abate  ha scritto un eccellente romanzo epico, che è anche di formazione, costruito tra autobiografia e finzione e non privo di una certa visionarietà. Più che il giovane protagonista Carlo, o la Moma, o la storia del pittore Giovanni Segantini, è la Natura la vera protagonista del romanzo, è l’anima di tutti i luoghi descritti, dal Trentino alla Calabria, dalla Brianza alla Svizzera, armonizzati in un corale, luminoso unicum. Con una scrittura “morbida e acuminata”, di cui ha già dato encomiabili prove, Abate ci offre un libro non privo di una sua esistenziale, struggente, necessità. 

 

Massimo Maugeri, “Il sangue della montagna” (La nave di Teseo)

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Una scrittura magmatica, vulcanica, come il “sangue” del titolo, si snoda per i ventotto capitoli di questo romanzo, fino all’epilogo e alla nota di Federico De Roberto che, apposta in calce, chiude “l’eruzione” a mo’ di emblematica, letteraria, postfazione. Personaggi come Marco e Paola, fili conduttori dell’efficace e forte narrazione, ma anche i personaggi minori del “coro” narrativo, sono costruiti con la pazienza del miniatore, presentati con una verve stilistica a volte consapevolmente dissonante, a volte esuberante, ma sempre controllata e dominata da una sottesa visione etica dove trovano posto problemi e tematiche del nostro tempo e del tempo di sempre.  Maugeri si interroga e ci interroga: proprio come accade con i libri necessari, quei libri che lasciano più di una traccia.

 

Nadia Terranova, “Trema la notte” (Einaudi)

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Una ventenne recalcitrante al dominio di un padre, che decide sul suo destino di donna, e un bambino di undici anni, vessato da un amore materno malato, si incrociano per un momento dopo che il terremoto  ha raso al suolo Messina, il 28 dicembre 1908. A narrare, alternando racconto in prima persona e in terza persona, le due storie, segnate entrambe dal dolore maturato fra le mura familiari, è Barbara, la protagonista femminile, alla cui voce è affidato il compito di porre fine, attraverso la parola, alle ferite inferte dal destino che paradossalmente troverà approdi imprevisti nella terribile catastrofe naturale.  Con una scrittura sorvegliata e allo stesso evocativa Nadia Terranova  prosegue la sua esplorazione del tema della famiglia intrecciandolo con l’esperienza dei luoghi di cui sa restituire ancora una volta l’anima più profonda.

(servizio a cura di Aldo Mantineo)

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ULTERIORI APPROFONDIMENTI SUI TRE LIBRI FINALISTI

La scheda del libro: “Il sangue della Montagna” di Massimo Maugeri (La nave di Teseo)

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Per gli abitanti del luogo l’Etna non è un vulcano, ma la Montagna. Marco Cersi, quarantasei anni, con la sua impresa specializzata nella realizzazione di prodotti in pietra lavica, tenta di rivalersi nei confronti di questa magmatica madre che gli ha segnato la vita. Paola Veltrami, vedova, quarantatré anni, è una docente universitaria di letteratura con il sogno di un modello economico più umano. Le loro vite si incrociano a causa della sparizione di un vecchio intagliatore di pietra lavica, amante della poesia: don Vito Terrazza. Mentre una nuova eruzione aumenta la propria intensità devastatrice, Marco e Paola rimangono schiacciati dal peso di problemi enormi: l’uno deve fare i conti con il proprio doloroso passato e i risvolti sempre più aspri della crisi; l’altra deve gestire il difficilissimo rapporto con la figlia. Sarà la Montagna, con il fluire incandescente del suo sangue, a segnare il passo in un arco temporale ampissimo che ci conduce fino all’anno 1886 per poi catapultarci nuovamente nei nostri giorni inquieti. La crisi d’identità, i drammi famigliari, il tema del doppio e della follia, il ruolo della scrittura metaletteraria costruiscono un romanzo-mondo capace di coinvolgere, emozionare e sorprendere fino alla fine. Alcuni degli elementi tipici dello stile di Maugeri confluiscono nella narrazione di ulteriori grandi tematiche: il rapporto uomo natura-eruzioni vulcaniche; la crisi economico-finanziaria; la visione di un nuovo sistema capace di mettere l’uomo, e non il mercato, al suo centro.

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La scheda del libro: “Il cercatore di luce” di Carmine Abate (Mondadori)

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Il cercatore di luce - Carmine Abate - copertinaCarlo ha dodici anni quando sale in Scanuppia, una montagna del Trentino, per trascorrere le vacanze estive nella baita di famiglia. I genitori non fanno che litigare, la tensione è palpabile, eppure un inatteso sollievo lo coglie quando si immerge nel dipinto appeso nella sua stanza: una giovane donna con un bambino tra le braccia. Chi sono quelle due persone? Al ragazzo pare di riconoscerle e chiede notizie alla Moma, la nonna originaria della Calabria, scoprendo che il nonno aveva conosciuto il pittore, Giovanni Segantini.
Carlo si trova così a ricostruire la trama intima e collettiva di un intero secolo, a partire dalla travolgente vicenda umana di Segantini, legata a quella della propria famiglia. Mentre è alle prese con i primi turbamenti sentimentali, il ragazzo si appassiona all’amore tra l’artista e Bice Bugatti, donna carismatica e compagna fedele, sempre al suo fianco dall’incontro a Milano agli anni in Brianza e in Svizzera.
In un romanzo epico e visionario, Carmine Abate torna a raccontare un’appassionante storia famigliare, e vi intreccia con maestria la straordinaria avventura esistenziale e artistica di uno dei nostri più grandi pittori, muovendosi – con l’autorevolezza di chi li conosce nelle più segrete profondità – in luoghi lontani ma dalla identica, struggente meraviglia: dal Trentino di Arco e della Scanuppia, paradiso naturale degli urogalli, alle altezze sublimi di Maloja, all’altopiano della Sila, monumento alla bellezza nel cuore del Mediterraneo.
Avvalendosi di un meccanismo narrativo ad alta precisione alimentato da una lingua insieme morbida e acuminata, Abate scolpisce un potente romanzo corale che affronta temi universali: la vita, la natura, la morte, gli stessi del famoso Trittico della Natura di Giovanni Segantini. È lui l’inesausto cercatore di luce che, pur presagendo la fine ormai prossima, sale in montagna a dipingere l’ultima, grandiosa opera. L’unico modo per sconfiggere la morte. La sua e la nostra.

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La scheda del libro: “Trema la notte” di Nadia Terranova (Einaudi)

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https://www.einaudi.it/content/uploads/2022/02/978880624890HIG.JPG«C’è qualcosa di piú forte del dolore, ed è l’abitudine». Lo sa bene l’undicenne Nicola, che passa ogni notte in cantina legato a un catafalco, e sogna di scappare da una madre vessatoria, la moglie del piú grande produttore di bergamotto della Calabria. Dall’altra parte del mare, Barbara, arrivata in treno a Messina per assistere all’Aida, progetta, con tutta la ribellione dei suoi vent’anni, una fuga dal padre, che vuole farle sposare un uomo di cui non è innamorata. I loro desideri di libertà saranno esauditi, ma a un prezzo altissimo. La terra trema, e il mondo di Barbara e quello di Nicola si sbriciolano, letteralmente. Adesso che hanno perso tutto, entrambi rimpiangono la loro vecchia prigione. Adesso che sono soli, non possono che aggirarsi indifesi tra le rovine, in mezzo agli altri superstiti, finché il destino non li fa incontrare: per pochi istanti, ma cosí violenti che resteranno indelebili. In un modo primordiale, precosciente, i due saranno uniti per sempre.

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