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STORIA DEL FIGLIO di Marie-Hélène Lafon (Fazi editore)

luglio 18, 2022

“Storia del figlio” di Marie-Hélène Lafon (Fazi editore, 2022 – Traduzione di Antonella Conti)

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di Daniela Pellegrino

Frammenti di una narrazione che attraversano un arco temporale lungo cento anni. Si legge in un soffio il romanzo della scrittrice francese Marie-Hélène Lafon dal titolo Storia del figlio, pubblicato da Fazi editore per la collana Le strade e tradotto da Antonella Conti. Il libro, vincitore del premio Renaudot, racconta le vicende di André, di sua mamma Hélène, ovvero la zia che l’ha cresciuto, di sua madre Gabrielle, colei che l’ha messo al mondo e con la quale trascorre appena quattro settimane all’anno per i primi diciassette anni della sua vita e di un padre sconosciuto. Ogni capitolo del romanzo è il racconto di un nuovo giorno, un nuovo mese e un nuovo anno, in un singhiozzo di epoche che offrono al lettore dettagli e situazioni per ricostruire la storia del protagonista, saltando da un periodo all’altro. Il 25 aprile del 1908 è la data che apre il romanzo, che inizia con un drammatico incidente domestico, destinato a ritornare anche nei capitoli successivi così come fanno i ricordi brutti, le persone che non ci sono più, le tragedie che ti segnano per sempre. Da lì è un susseguirsi di personaggi presenti e assenti nella vita del protagonista, che scava tra segreti, bugie, relazioni per ricostruire la sua storia e il lettore con lui.
“André, dieci anni, sa che quel padre esiste, necessariamente, o esisteva prima che lui nascesse, mentre quel padre potrebbe non sapere di avere quel figlio, un figlio, André Léoty, dieci anni, Léoty è il cognome di sua madre, è il cognome da ragazza di Hélène; gli piacciono queste parole, il cognome da ragazza, anche sua madre dev’essere stata una ragazza, intuisce grossomodo che le donne sono delle ragazze prima che nascano i figli, ma le donne che sono delle vecchie madri senza marito, come la sua, non restano comunque ragazze più a lungo delle altre; si dice ragazza e figlio di vecchi; le sue cugine sono delle ragazze e lui un figlio di vecchi; non riesce a immaginarsela, sua madre ragazza come lo sono le cugine; Hélène sì, ma non sua madre. Dovrebbe chiedere a Hélène, ma non lo fa, non ha il coraggio di farlo. André Léoty, dieci anni, piantato davanti al cancello della casa di Hélène e Léon il 17 agosto 1934 in pieno solleone, poco prima delle quattro del pomeriggio, è il figlio sconosciuto di quel padre sconosciuto”.
Un romanzo che tratta le fragilità dei personaggi con rispetto e pudore, senza invadenza. Una storia che si svela e rivela pagina dopo pagina, sino alla fine, in cui i nodi si sciolgono, i segreti diventano reali e le domande trovano risposta. Uno stile superbo e delicato allo stesso tempo, che accompagna una lettura piacevole e vorace. Questo romanzo è la storia di un figlio a tradimento, non voluto, non potuto, che diventa uomo senza un padre di sangue e che rincorre, talvolta anche inconsapevolmente, la sua immagine. Una narrazione di identità, che potrebbe essere quella di ognuno di noi. Una famiglia, come molte altre, con i suoi racconti e i suoi non detti, che affonda nel terreno le radici di un albero dai rami robusti e fragili, sui quali si vive più o meno vicini. Più o meno lontani.

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La scheda del libro: “Storia del figlio” di Marie-Hélène Lafon (Fazi editore, 2022 – Traduzione di Antonella Conti)

Una storia familiare che in Francia è diventata un caso editoriale da 200.000 copie vendute.

Marie-Hélène Lafon, grande scrittrice francese, arriva per la prima volta nelle librerie italiane con il suo capolavoro, vincitore del prestigioso premio Renaudot, campione di vendite, amato dai lettori e dalla critica.
Il figlio è André. La madre, Gabrielle. Il padre è sconosciuto. André viene cresciuto da Hélène, la sorella di Gabrielle, e suo marito: coccolatissimo, unico maschio fra le cugine, ogni estate ritrova “la madre”, misteriosa signora che ha scelto di vivere a Parigi e torna a trascorrere le vacanze in famiglia. Questo è solo l’inizio della storia, o meglio è una parte, perché le vicende narrate in Storia del figlio coprono un arco lungo cent’anni, raccontando il prima e il dopo, indagando sui molti perché, spostando di volta in volta la lente su un personaggio e su un momento diverso: due bambini gemelli di Chanterelle a inizio Novecento, un irrequieto collegiale che conosce i primi turbamenti erotici, una donna sola in un appartamento parigino, un partigiano in cerca di suo padre e molti altri ancora.

Marie-Hélène LafonA mettere insieme tutti i pezzi, in questa saga familiare costruita come un mosaico, è la magistrale penna di Marie-Hélène Lafon che, con eleganza, delicatezza e sensibilità, racconta la verità di una famiglia nelle sue pieghe più profonde, quelle che scavano i solchi della vita.

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Marie-Hélène Lafon, professoressa di Lettere classiche a Parigi, ha scritto una dozzina di libri tutti ambientati nella natale regione dell’Alvernia: i suoi romanzi hanno sempre avuto molti lettori fedeli. Con Storia del figlio, grazie al quale ha vinto il premio Renaudot, ha raggiunto l’apice della sua carriera.

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