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MARE MOSSO di Francesco Musolino (Edizioni E/O): incontro con l’autore

luglio 25, 2022

“Mare mosso” di Francesco Musolino (Edizioni E/O): incontro con l’autore e un brano estratto dal romanzo

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Francesco Musolino (Messina, 1981) è giornalista culturale e scrittore. Collabora con diverse testate nazionali, fra cui Il Messaggero, L’Espresso, Specchio e La Repubblica. Nel 2019 ha esordito con il romanzo L’attimo prima (Rizzoli, 2019), seguito dal saggio Le incredibili curiosità della Sicilia (Newton Compton, 2019). Ideatore del no profit @Stoleggendo, membro del collettivo Piccoli Maestri, conduttore televisivo e docente di scrittura creativa, nel 2021 è stato membro della giuria del Premio Mondello.

Il nuovo libro di Francesco Musolino si intitola Mare mosso, ed è pubblicato dalle Edizioni E/O.

Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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«La notte della vigilia del 1981, un telefono squilla a Cagliari. E un uomo risponde dall’altro capo del filo», racconta Francesco Musolino a Letteratitudine. «C’è una nave cargo in avaria a largo del Mar di Sardegna, ha la stiva carica di pesce congelato per un valore di svariate centinaia di milioni di lire e l’equipaggio è stato già tratto in salvo con un elicottero. Quello scafo batte una bandiera del Sudamerica ma nella sua pancia di acciaio c’è un segreto pericoloso. Questa è una storia vera, almeno in parte… ma la vera domanda è: perché quell’uomo è tutto solo? Cosa l’ha condotto sino a Cagliari?

https://64.media.tumblr.com/c88751c2af03956245d2b3cd0c4e5b63/ac6306e8fa474a98-49/s1280x1920/a6cfbe347a9bcd8941ef892fa233a03d047e5960.jpgMare mosso è il mio primo noir mediterraneo. Pubblicato da Edizioni e/o, per scriverlo ho dovuto ripensare lo stile e l’approccio con la narrazione, cambiando il punto di vista, privilegiando il ritmo, strappando via tutti gli orpelli e le parole non necessarie, scegliendo di raccontare una storia ambiziosa che potesse avere più livelli di lettura. Mare mosso è un omaggio ai grandi romanzi d’avventura marinareschi degli anni ’80, da Clive Cussler a Wilbur Smith, tenendo per mano un maestro come Jean-Claude Izzo e le sue atmosfere marsigliesi.
Sono partito da una storia vera e mi sono trovato ad affrontare e raccontare il punto di rottura del mio protagonista, Achille Vitale, un lupo di mare, un uomo coraggioso con una cicatrice sul cuore. Achille ha trent’anni ed ha lasciato la sua Sicilia in cerca di riscatto ma il suo punto debole risponde al nome di Brigitta, una donna venuta dal grande Nord che gli ha scombinato la vita, tanto che insieme sono destinati a scoprire che rumore fanno i sogni quando si scassano e vanno in frantumi.

Con Mare mosso omaggio anche il grande Hugo Pratt e le atmosfere veneziane, perché amarsi in laguna è un sogno senza tempo per Brigitta e Achille, cedendo alla passione ma pagando pegno alla gelosia, sino alle estreme conseguenze del gioco della seduzione. Soprattutto, con Mare mosso, ho voluto raccontare il mare, riportandolo finalmente al centro della pagina bianca, ascoltando la sua furia. Siamo una penisola e io personalmente, vivo su un’isola (anche se adoro fuggire e poi tornare) eppure, avevo l’impressione che le onde e i misteri delle profondità fossero da tempo scomparsi, sepolti da plot che parlano di città e quartieri, dialetti, indagini e famiglie interrotte.
E il mare? Che fine ha fatto il nostro mar Mediterraneo?

Cari lettrici e cari lettori di Letteratitudine, credo che si scrivano storie per tenere a bada la notte e provare a far pace con le nostre paure, impegnando la fantasia per non sentire il richiamo della risacca, infinito e costante, quell’invito a mollare tutto e prendere il largo. Per tanto tempo ho tenuto la cera infilata nelle orecchie, proprio come Ulisse, finché ho scelto di accogliere il fascino del canto delle sirene, lasciandomi dietro solo l’ombra dei propri passi, affrontando la pagina bianca con una storia di mare e d’amore. Ispirato da una storia vera avvenuta a largo del mar di Sardegna, Mare mosso è un noir che parla del nostro rapporto ambiguo con il mare che sa farci innamorare ma quando s’incazza, stritola le navi e uccide i naufraghi. E poi ritorna placido, calmo, continuando ad invitarci all’avventura. Un’onda dopo l’altra, per sempre».

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Un brano estratto da “Mare mosso” di Francesco Musolino (Edizioni E/O)

PROLOGO

Un’Alfetta nera si ferma sotto un palazzo, nei pressi del
porto di Cagliari. Le gomme sono lise, stridono appe-
na sul pietrisco dell’asfalto. Il motore emette un rom-
bo cupo. Lassù, dalle finestre di quel palazzo, si apre la vista
sul golfo, si vedono chiaramente le banchine e gli scafi ormeg-
giati che danzano lenti al ritmo della marea e già dal mattino è
un tripudio di gabbiani che seguono con grande attenzione le
operazioni dei pescatori, pronti ad approfittare dei loro scarti,
delle generose offerte delle interiora sanguinolente e gustose.
L’auto si ferma nel cono d’ombra di un lampione che è stato
messo fuori uso poco prima da un uomo che ha già aperto il
portone e lo tiene spalancato mentre altri due uomini, esili ma
dai modi decisi, escono chiudendo le portiere senza far bacca-
no. A dispetto di quello che sta per accadere, è una notte estre-
mamente calma, senza nemmeno una bava di vento, una vera
rarità per Cagliari. Sarebbe una notte perfetta per andare a
passeggio fino al Castello e da lassù dominare tutta la città. Ma
i loro progetti sono decisamente diversi.
L’uomo sul portone fa il gesto della vittoria e indica su,
verso le scale. Secondo piano. Gli altri due fanno un rapido cen-
no di assenso e procedono, lasciandoselo alle spalle, appostato
di guardia. Indossano jeans, giubbino e scarpe da ginnastica.
Le mani sono avvolte in guanti di pelle nera. Una sorta di di-
visa, del resto non è la prima volta che si trovano in quella par-
ticolare situazione. In fila indiana salgono le scale due gradini
alla volta, ecco perché non calzano stivaletti, il tacco sul marmo
farebbe troppo rumore. Veloci, procedono meccanicamente,
una rampa dopo l’altra. C’è un attimo di incertezza. Natale è
passato da un pezzo eppure il pianerottolo del secondo piano
è illuminato sia dalla luce di cortesia che da luci intermittenti.
Una fila di lampadine natalizie corre lungo il battiscopa, si at-
torciglia e si dipana, coprendo tutto il perimetro della porta,
tornando indietro alla presa di corrente del pianerottolo, in un
brillìo che dovrebbe mettere di buon umore ma che adesso
stona paurosamente, illuminando il viso tirato dei due uomini,
le loro smorfie foriere di morte.
(…)

(Riproduzione riservata)

© Edizioni E/O

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https://64.media.tumblr.com/a4cc612372aa9a7a4b79c6daf3e77f1e/ac6306e8fa474a98-a7/s1280x1920/b0ed0cf5e19c59618db14466bf6729646476780b.jpgLa scheda del libro: “Mare mosso” di Francesco Musolino (Edizioni E/O)

Mare mosso è la storia di un arduo salvataggio, ispirato a un’impresa realmente accaduta al largo del mar di Sardegna, che l’autore arricchisce con una decisa atmosfera da noir mediterraneo che rende omaggio a Corto Maltese e Jean-Claude Izzo, raccontando di traffici d’armi, stupefacenti, amicizie coraggiose e nemici senza scrupoli.

La notte del 24 dicembre 1981 Radio Cagliari intercetta l’SOS di un cargo turco alla deriva, la Izmir. Nella pancia della nave, in balìa del vento di maestrale forza sette, ci sono seicento tonnellate di pesce surgelato. Potrebbe affondare da un momento all’altro. Quella notte, quando il telefono squilla, Achille Vitale sale a bordo della Renault R4 e chiama a raccolta la sua piccola ciurma, organizzando i soccorsi. Achille ha trent’anni, è un ingegnere navale e dirige per conto del Cavaliere – un facoltoso armatore napoletano – una flotta di rimorchiatori a Cagliari. Il suo mestiere è quello di uscire in mare – di giorno o di notte, con qualsiasi tempo, in soccorso di yacht, motoscafi, navi cargo e petroliere in difficoltà – rischiando la vita senza paura. In quella medesima e fredda notte della vigilia del 1981, ad Atene c’è un uomo molto interessato a recuperare il carico della Izmir. Qualcosa di illegale e di gran valore. Cosa nasconde davvero la pancia d’acciaio della nave cargo? Riuscirà Achille Vitale a condurla in porto, affrontando la potenza feroce del mare in tempesta, i ripetuti guasti allo scafo e le spericolate contromosse attuate da quel misterioso uomo di Atene?

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