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Simona Lo Iacono con “La tigre di Noto” vince il Premio Letterario Città di Erice 2022

luglio 26, 2022

Premio Letterario Città di Erice 2022: vince Simona Lo Iacono con “La tigre di Noto” (Neri Pozza)

Per la seconda volta, la scrittrice siracusana Simona Lo Iacono vince il Premio Letterario Città di Erice

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Si è conclusa la fase finale del Premio Letterario Città di Erice, organizzato per il quarto anno consecutivo dall’Associazione Salvare Erice e da quest’anno con la Fondazione Erice Arte, con il patrocinio del Comune di Erice. Il libro vincitore dell’edizione 2022 è risultato La tigre di Noto di Simona Lo Iacono (Neri Pozza). Gli altri libri finalisti sono Oliva Denaro di Viola Ardone (Einaudi) e Il sangue della Montagna di Massimo Maugeri (La nave di Teseo).

I tre libri sono stati scelti a seguito di una selezione operata da un Comitato di Lettura composto da sedici membri che hanno letto e valutato otto libri, editi nel 2021, segnalati da sessantadue librerie indipendenti di tutta Italia, e aventi come oggetto la Sicilia, le sue storie, le sue tradizioni e la sua cultura. Nella seconda fase una Giuria di qualità ha valutato la terna dei finalisti. La Giuria è composta da Angelo Piero Cappello, direttore del Centro per il libro e la lettura, in qualità di presidente, dalla docente universitaria e saggista Daria Galateria, da Guido Barbieri, giornalista, drammaturgo e critico musicale, da Mario d’Angelo, vincitore dell’edizione 2019, da Tea Ranno, vincitrice dell’edizione 2020, dall’attore e regista Corrado Fortuna e dallo studente Giuseppe Capozzo.

È la seconda volta che Simona Lo Iacono, magistrato di Siracusa, si aggiudica il Premio letterario, nel 2020 aveva partecipato e vinto con il romanzo L’Albatro (Neri Pozza). Nell’ultimo romanzo La tigre di Noto, edito anch’esso da Neri Pozza, l’autrice ha sottratto all’oblio e alla dimenticanza Marianna Ciccone, scienziata nata alla fine dell’Ottocento nella città di Noto, che ha dedicato l’intera esistenza all’insegnamento universitario e alla ricerca scientifica. Una donna moderna, caparbia, coraggiosa, studiosa e ricercatrice anche di bellezza e di poesia. Marianna meriterà l’appellativo di “tigre” sul campo quando nell’estate del 1944, in un clima di distruzione e bombardamenti degli Istituti universitari, nascose gli “oggetti più pregevoli” – gli strumenti scientifici e il patrimonio librario – dell’Università di Pisa dove insegnava, ai saccheggiatori nazisti, con la determinazione di una “tigre infuriata che difende i suoi piccoli”.

«Il romanzo di Simona Lo Iacono – dice Noemi Genovese, vicepresidente dell’Associazione Salvare Erice, che si è occupata del coordinamento del Premio – ha commosso e coinvolto i lettori. La scrittura sobria ed elegante, lo stile rapido ed essenziale ma sempre chiaro, lucido e potente ha restituito una figura di donna antesignana dei suoi tempi».

La premiazione si terrà domenica 28 agosto alle 19.00 ad Erice Weisskopf-Ciclope – Fondazione Ettore Majorana, alla presenza dell’autrice.

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APPROFONDIMENTO SUL LIBRO VINCITORE

 

La scheda del libro: “La tigre di Noto” di Simona Lo Iacono (Neri Pozza)

[Leggi la recensione di Letteratitudine cliccando qui]

Questo romanzo narra di Anna Maria Ciccone, una donna e una scienziata che visse in un’epoca che le fu ostile, un tempo di ostinati pregiudizi e barbarie totalitarie. Nata a Noto nel 1891, partì dalla sua Sicilia e arrivò a Pisa poco prima che scoppiasse la Grande Guerra per studiare fisica: unica donna del suo corso. Insegnò alla Normale e seguì per un’intera vita le traiettorie e le intermittenze della luce, perché la spettrometria era l’oggetto dei suoi studi. Studi che ebbero una vasta risonanza persino nel campo della nascente meccanica quantistica molecolare. Oggi diremmo che si impose in un mondo maschile. Ed è certamente vero. Oggi parleremmo della sua passione, della sua forza e del suo coraggio nel riuscire a salvare, nel 1944, i testi ebraici della biblioteca dell’università di Pisa dai nazisti che volevano requisirli e poi distruggerli. La sua figura non è riconducibile, tuttavia, soltanto alle sue pionieristiche ricerche o alle sue impavide azioni. Con uno sguardo che attraversa il suo tempo, Simona Lo Iacono ritrae la vita di una donna capace di affermare in ogni ambito dell’esistenza la forza della sua fragilità. Ne esce un romanzo che non si lascia definire, che ci costringe a convivere con una nostalgia tenace, il racconto di una geniale fisica e matematica che seppe mostrarsi al mondo con la compostezza e il pudore di chi, nel buio dell’universo, cerca di guadagnare sempre, con fede ostinata, un piccolo bagliore di conoscenza. Perché, parafrasando Goethe, è proprio quando le ombre sono più nere che riusciamo a scoprire il potere della luce.

 

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