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SERVIRSI di Lillian Fishman (Edizioni E/O): recensione

agosto 27, 2022

“Servirsi” di Lillian Fishman (Edizioni E/O – traduzione di Silvia Montis)

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di Domenico Cacopardo

Ho deciso di procurarmi Servirsi dopo avere letto su Tuttolibri un’ampia recensione ha suscitato interesse e curiosità: un tema – la scelta queer (essere sessualmente, etnicamente o socialmente eccentrico rispetto alle definizioni di normalità codificate dalla cultura egemone) – di cui ignoravo i termini e la natura, inconsapevole delle modalità di esprimerla in un romanzo.
Considerato da alcuni critici anglosassoni la Bibbia del movimento -appunto- queer, il lavoro d’esordio di Lillian Fishman non ha alcuna tesi da dimostrare. Seguendo le vie narrative che l’autrice va scoprendo pagina dopo pagina, si occupa dell’esistenza della protagonista, Eve, e del suo giro di amicizie e di frequentazioni.
Come tante e tanti giovani della nostra epoca, Eve, sin dalla scuola superiore, ha trovato difficoltà a rapportarsi con i compagni dell’altro sesso, finendo per ritrovarsi in un mondo di relazioni donna-donna, nel quale esauriva e placava le proprie sensibilità.
La scelta della partner nel solito giro seguiva una sorta di casualità orizzontale: essa condizionava scelte e opzioni del vivere di Eve. Non tanto una libera opzione, quindi, ma una situazione incontrata e forse subita per l’assenza di alternative percorribili. La relazione con Romi e la convivenza con Fatima rappresentavano una quotidianità senza problemi, un atteggiamento e un trascorrere settimane e mesi senza alcun «altrove», che tuttavia risultava appagante in termini personali, emotivi e sociali.
Finché nell’orizzonte di Eve non appare Olivia: un contatto online si trasforma in breve in una realtà che porta seco l’incontro con il carismatico Nathan. Questi è il capo di una struttura di investimenti che fa capo a una ricca famiglia di New York e conduce una vita privata disordinata e discutibile: è sposato e intrattiene una relazione con una dipendente, appunto Olivia. Una condizione anomala e unfair, visto il potere che lui esercita sui dipendenti. Un menage, quello con Olivia che finirà per allargarsi a Eve, mossa principalmente dalla curiosità dell’imprevisto “accidente” della vita.
Non c’è nulla di morboso in questa storia border-line. Situazionismo ed esistenzialismo anni 2020 trovano un efficace rappresentazione che, nella sua naturalità, ricorda «L’âge de raison» di Jean-Paul Sartre (tradotto in italiano da Orio Vergani), testo fondamentale e fondante dell’esistenzialismo post-bellico.
E alla libertà aspira, in sostanza e inconsapevolmente per la fase iniziale e centrale della narrazione, Eve che, attraverso le esperienze che ha deciso di affrontare, un po’ per caso, un po’ per noia, un po’ per eccitante scoperta, la trova e la trasforma nel bene più prezioso della sua giovane vita: una totale libertà.
«Mentre mi allontanavo a piedi dalla galleria, Nathan era a casa con la moglie, le passava accanto in cucina sfiorandole la manica con le dita, in quella zona dell’appartamento che non mi aveva mai mostrato. O forse era a letto, disteso accanto a lei. Con l’orologio al polso o posato sul comodino, come faceva sempre quando guardava me. Era in ascensore, al bar o al ristorante, con la fede al dito, il colletto bianco, gli occhiali. Percorreva un isolato lungo quanto quello che percorrevo io. A separarlo da me c’era soltanto un fiume. Provavo per lui la stessa dolcezza che si ha verso una stanza in cui si ha il permesso di stare soli. Sapevo che sarei stata felice sia non vedendolo più, sia incontrandolo un attimo dopo … quella sensazione non aveva nulla di razionale, ma era la più generosa di cui avessi memoria. Amiamo ciò che ci turba, se ci sceglie e ci dice quanto siamo importanti … pensando a Nathan, riuscivo a pensare soltanto a due cose insieme, ma l’una senza l’altra, mai a null’altro: la ricchezza di ciò che mi aveva dato e la sua gioiosa, misteriosa libertà  …» Insomma, nulla è per sempre o per mai, anche nelle scelte sessuali. Almeno secondo l’ideologia queer.
Eccellente la traduzione di Silvia Montis.
www.cacopardo.it

Lillian Fishman, Servirsi, Edizioni e/o Roma, euro 17,00.

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La scheda del libro: “Servirsi” di Lillian Fishman (Edizioni E/O – traduzione di Silvia Montis)

Servirsi - Lillian Fishman - copertinaEve ha una ragazza che la adora, un’indole impulsiva e il segreto timore di sprecare la sua breve gioventù stando con una sola persona. Perciò, una sera, condivide alcuni suoi nudi online. Ed è così che conosce Olivia e, tramite Olivia, il carismatico Nathan. Nonostante i campanelli d’allarme del suo istinto, ben presto Eve si ritrova in una relazione a tre, che la turba tanto quanto l’affascina.

Man mano che la tresca si sviluppa in una gelida e scintillante New York, Eve è costretta a fare i conti con le domande che più la ossessionano: che cosa portiamo nel sesso? Che cosa rivela di noi stessi e degli altri? E come possiamo conciliare ciò che vogliamo con ciò che pensiamo dovremmo volere? Nel modo in cui solo i grandi romanzi riescono a fare, Servirsi affonda i denti nelle innumerevoli contraddizioni che infarciscono le nostre idee di sesso e sessualità. Piccante e al tempo stesso intellettualmente stimolante, riuscito mix di sacro e profano, l’appassionante esordio di Lillian Fishman è audace e sfrontato, nonché una lettura imprescindibile ed estremamente piacevole.

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