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MARE MOSSO di Francesco Musolino (Edizioni E/O): intervista

settembre 19, 2022

“Mare mosso” di Francesco Musolino (Edizioni E/O): intervista all’autore

[Nella rubrica “Incontri con l’autore”, Francesco Musolino ci racconta la genesi di questo suo nuovo libro]

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di Eliana Camaioni

Una narrazione che procede per salti temporali, “Mare mosso” di Francesco Musolino (E/O),  flashback come istantanee di un passato gravido di misteri e malinconia che torna prepotente, di continuo, nel presente di Achille Vitale, ingegnere al servizio della Siresa Mare SpA. Sono gli anni Ottanta e  si viaggia a bordo di una R4, non ci sono i telefonini, e le onde radio sono le uniche padrone dell’etere; è la notte di Natale, quando Davide di Radio Cagliari intercetta l’SOS di un cargo battente bandiera turca. E la calma piatta dell’attesa, che accompagna per parecchie pagine il lettore come una quiete prima della tempesta, si trasforma in un attimo in azione: dalla chiamata alla localizzazione dello scafo, da un mare piatto a un maestrale che lo ingrossa rapidamente fino a divenire tempesta, dal sollievo per l’arrivo del rimorchiatore all’irreparabile che accade dopo. Un crescendo veloce e concitato, onde, squarci, abbordaggi, ghiaccio che si scioglie e casse che rivelano agghiaccianti segreti. Dove ogni cosa assume i contorni del dramma, dove la disperazione diventa terrore di non far mai più ritorno a casa; dove il ritorno a casa svelerà nuove sorprese, gravide di un sequel che ci auguriamo Francesco Musolino vorrà regalare presto ai suoi lettori.

Mare mosso è ambientato nei magici 80’s. Verrebbe da ipotizzare una vena nostalgica, se non fosse che in quegli anni eri appena nato. Perché questa scelta?
https://64.media.tumblr.com/c88751c2af03956245d2b3cd0c4e5b63/ac6306e8fa474a98-49/s1280x1920/a6cfbe347a9bcd8941ef892fa233a03d047e5960.jpgMare mosso è ispirato ad un fatto realmente accaduto nel 1981 che mi è stato narrato da un vero lupo di mare. La notte del 24 dicembre, una nave cargo in difficoltà nel mar di Sardegna, lancia un SOS. L’equipaggio viene tratto in salvo con l’elicottero e la nave, con il timone imbrigliato, corre verso la costa, sospinta da un vento di maestrale con il mare forza 5, forza 6. Una situazione disperata che chiama in causa il protagonista, Achille Vitale, un trentenne cui il destino ha giocato un brutto tiro. Doveva essere un cadetto dell’Accademia Navale di Livorno e invece, tutto solo, lo incontriamo in un modesto ufficio nella notte della vigilia, a Cagliari, mentre il maestrale romba sul mare e incute timore… Non ho scelto nulla, le storie arrivano e bisogna saperle cogliere al volo e dar loro voce. Ne sono convinto.

Al tuo secondo romanzo decidi di cambiare tutto: lingua, genere, ritmo. Leggiamo un Musolino totalmente nuovo, tranne che per una caratteristica che era peculiare anche del primo: c’è tanta cucina, tante ricette, e soprattutto tanto caffè. Ce la spieghi?
Ne L’attimo prima il tema del gusto era visto in una triplice forma ovvero come forma di piacere, come memoria e infine, con l’intenzione di volersi prendere cura degli altri, nella convinzione che la frase d’amore perfetta sia – probabilmente – “hai mangiato?”.
Ma in Mare mosso mi muovo su un canovaccio stilistico decisamente diverso. I pochi piatti citati sono un corollario, un cibo dell’attesa o del rientro a casa, dopo una notte in mare, gustando il ristoro del focolare più che gli ingredienti. E lo stesso vale per il caffè o le sigarette di cui Achille Vitale chiaramente abusa; del resto, gli anni ’80 erano un momento storico ben diverso da quello che viviamo – consapevole ed ecosostenibile – e gli eccessi erano tollerati con un sorriso bonario. Il rapporto con il cibo, cerebrale e legato alla narrazione sottintesa, è parte integrante del mio modo di intendere le cose e immagino che naturalmente tutto ciò sia confluito sulla pagina.

https://www.edizionieo.it/spool/cover_9788833574851__id3604_w600_t1650449703__1x.jpgPalermo, Napoli, Cagliari, Venezia: quattro città diversissime, quattro piedi su cui poggia il tavolo della narrazione.
Il tema principale è il rapporto con il mare e il modo in cui ci rapportiamo ad esso, alle storie che languono sotto la superficie. Per me il mare è Altro, uno spazio che non possiamo dominare o confinare, è la potenza bruta della natura in cui convivono lo stupore della bellezza e il terrore della tempesta. Ogni città di mare è a suo modo diversa e nell’arco narrativo di Mare Mosso, i luoghi citati completano lo sguardo dei protagonisti e si legano a momenti precisi, portando sulla pagina l’aria salmastra. Come diceva Jean-Claude Izzo, ci sono luoghi la cui bellezza non si fotografa e si trova una spiegazione solo nella sua luce.

Il protagonista è uno, ma di fatto è un romanzo corale. Sei d’accordo?
Ci sono voci e sguardi diversi e complementari ma è il mare l’assoluto protagonista di questo racconto, quel mare che abbiamo sempre dinanzi agli occhi e che circonda la nostra isola. Le storie di mare erano scomparse dagli scaffali, ci siamo rinchiusi nei quartieri e nei dialetti ma da Omero in poi, dal mare vengono le storie e per questo motivo ho scelto di metterlo al centro della pagina.

Due personaggi forti sembrano bucare il foglio, contrapponendosi fra loro: il Cavaliere e Mr K. Ci sono figure, reali o immaginarie, a cui ti sei ispirato per raccontarli?
Tutti i personaggi sono reali, almeno nella mia testa, altrimenti non funzionerebbero. Tutti loro mi hanno accompagnato e continuano a farlo in questi giorni, al lavoro per il seguito di Mare Mosso. Eliana, ti domando: da dove vengono le storie? Da dove ci arrivano le voci dei personaggi? Ci sono sicuramente dei punti di riferimento reali ma se c’è un eroe – Achille – e se c’è una co-protagonista – Brigitta – dovrà esserci anche un antagonista – Mr K. – che da Atene orchestra un piano per impadronirsi della Izmir e del suo segreto. Si tratta di un noir, i personaggi non devono essere necessariamente bianchi o neri, buoni o cattivi e così il Cavaliere, l’armatore napoletano, tende la mano ad Achille, lo aiuta e al contempo gli mostra un futuro diverso, possibile ma non necessariamente felice…

Usi a pag. 129 un’espressione che probabilmente ti è cara, e a mio avviso può essere quasi un tuo tratto distintivo: “E’ sempre arduo mettere ordine nel flusso degli avvenimenti, rompere la catena e individuare il momento esatto, l’attimo prima che tutto accada”. La trovo metafora di qualcosa che ti appartiene profondamente. Mi sbaglio?
Proprio così. Siamo esseri razionali e ripercorrendo a ritroso i fatti, cerchiamo costantemente l’innesco, la sequenza di gesti che ha prodotto la realtà che viviamo. E se potessimo tornare indietro? E se potessimo cambiare un singolo fatto, che effetti produrrebbe sul futuro? Tutti noi, almeno una volta, abbiamo cercato di ripercorrere le nostre orme…qui si parla di Caso contro Libero Arbitrio ma quando la testa è piena di pensieri, l’impulso più forte è sempre quello di correre incontro al mare. Come l’Ismaele di Moby Dick. O come il mio Achille Vitale.

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https://64.media.tumblr.com/a4cc612372aa9a7a4b79c6daf3e77f1e/ac6306e8fa474a98-a7/s1280x1920/b0ed0cf5e19c59618db14466bf6729646476780b.jpgLa scheda del libro: “Mare mosso” di Francesco Musolino (Edizioni E/O)

Mare mosso è la storia di un arduo salvataggio, ispirato a un’impresa realmente accaduta al largo del mar di Sardegna, che l’autore arricchisce con una decisa atmosfera da noir mediterraneo che rende omaggio a Corto Maltese e Jean-Claude Izzo, raccontando di traffici d’armi, stupefacenti, amicizie coraggiose e nemici senza scrupoli.

La notte del 24 dicembre 1981 Radio Cagliari intercetta l’SOS di un cargo turco alla deriva, la Izmir. Nella pancia della nave, in balìa del vento di maestrale forza sette, ci sono seicento tonnellate di pesce surgelato. Potrebbe affondare da un momento all’altro. Quella notte, quando il telefono squilla, Achille Vitale sale a bordo della Renault R4 e chiama a raccolta la sua piccola ciurma, organizzando i soccorsi. Achille ha trent’anni, è un ingegnere navale e dirige per conto del Cavaliere – un facoltoso armatore napoletano – una flotta di rimorchiatori a Cagliari. Il suo mestiere è quello di uscire in mare – di giorno o di notte, con qualsiasi tempo, in soccorso di yacht, motoscafi, navi cargo e petroliere in difficoltà – rischiando la vita senza paura. In quella medesima e fredda notte della vigilia del 1981, ad Atene c’è un uomo molto interessato a recuperare il carico della Izmir. Qualcosa di illegale e di gran valore. Cosa nasconde davvero la pancia d’acciaio della nave cargo? Riuscirà Achille Vitale a condurla in porto, affrontando la potenza feroce del mare in tempesta, i ripetuti guasti allo scafo e le spericolate contromosse attuate da quel misterioso uomo di Atene?

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Francesco Musolino (Messina, 1981) è giornalista culturale e scrittore. Collabora con diverse testate nazionali, fra cui Il Messaggero, L’Espresso, Specchio e La Repubblica. Nel 2019 ha esordito con il romanzo L’attimo prima (Rizzoli, 2019), seguito dal saggio Le incredibili curiosità della Sicilia (Newton Compton, 2019). Ideatore del no profit @Stoleggendo, membro del collettivo Piccoli Maestri, conduttore televisivo e docente di scrittura creativa, nel 2021 è stato membro della giuria del Premio Mondello. Il suo nuovo libro, Mare mosso, è pubblicato dalle Edizioni E/O (e sarà premiato nell’ambito di Etna Book Festival, come indicato sulla locandina riportata qui di seguito)

 

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