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GIUSEPPE CATOZZELLA con ITALIANA (Mondadori) vince il torneo letterario di Robinson – la Repubblica

ottobre 1, 2022

Giuseppe Catozzella con “Italiana” (Mondadori) vince il torneo letterario di Robinson – la Repubblica come miglior romanzo dell’anno 2021

Image from LETTERATITUDINE (di Massimo Maugeri)

Così hanno stabilito centinaia di giurie diverse di lettori forti (circoli di lettura di 15 lettori ciascuno) che per quattro mesi sono partiti da 850 romanzi per arrivare a uno.

Come nasce un romanzo? Leggi la puntata degli Autoracconti d’Autore di Letteratitudine dove Giuseppe Catozzella racconta la genesi del suo romanzo “Italiana” (Mondadori)

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“Sono felicissimo”, ha dichiarato Giuseppe Catozzella. “Italiana è un romanzo ambizioso nei temi (tocca un tema letterariamente “proibito”, la nascita della Nazione), nei contenuti (l’eroina che uccide la sorella), nei modi (la brigantessa, l’umile tra gli umili, la Nazione raccontata scardinando le retoriche risorgimentali in cui fermamente tuttora crediamo; certo non il romanzo borghese, ovvero la strada più ripida) e nella forma. Ma questo risultato significa che la letteratura non se ne cura, e i lettori (naturalmente) neanche. Grazie a tutti, sono felice, ora si festeggia”.

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La scheda del libro: “Italiana” di Giuseppe Catozzella (Mondadori)

https://64.media.tumblr.com/7be4571bf8c8b027822754231fced879/9c05869732d43d2b-fd/s1280x1920/57592bfd705914228f3a5bf1b8b16a3805463a41.jpgItaliana. Una donna italiana. Maria Oliverio, altrimenti conosciuta come Ciccilla, nasce a Casole, nella Sila calabrese, da famiglia poverissima. Dalle strade del paese si sale sulla montagna che è selvaggia, a volte oscura, a volte generosa come una madre. Quelle strade, quei sentieri li imbocca ragazzina quando la sorella maggiore Teresa, tornata a vivere in famiglia, le toglie il letto e il tetto. E quelli sono i sentieri che Maria prende per combattere al fianco di Pietro, brigante e ribelle, diventando presto la prima e unica donna a guidare una banda contro la ferocia dell’esercito regio. Se da una parte Teresa trama contro di lei una incomprensibile tela di odio, dall’altra Pietro la guida dentro l’amore senza risparmiarle la violenza che talora ai maschi piace incidere sul corpo delle donne.
Ciccilla passa la giovinezza nei boschi, apprende la grammatica della libertà, legge la natura, impara a conoscere la montagna, a distinguere il giusto dall’ingiusto, e non teme di battersi, sia quando sono in gioco i sentimenti, sia quando è in gioco l’orizzonte ben più ampio di una nuova umanità. Il volo del nibbio, la muta complicità di una lupa, la maestà ferita di un larice, tutto le insegna che si può ricominciare ogni volta daccapo, per conquistarsi un futuro come donna, come rivoluzionaria, come italiana di una nazione che ancora non esiste ma che forse sta nascendo con lei.
Giuseppe Catozzella ricostruisce le vicende di Maria Oliverio in un romanzo vivo, mescola documenti e leggenda, rovescia la sua immaginazione nella nostra, disegna dramma famigliare e dramma storico ed evoca l’epica grandezza di una guerra quasi ignorata, una guerra civile combattuta in un mulinare di passione, sangue e speranza, come nella tradizione dei poemi cavallereschi, del melodramma e del cinema americano.

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Giuseppe Catozzella (Milano, 1976) è autore di reportage e romanzi tradotti in tutto il mondo, tra cui Alveare (Rizzoli, 2011), Non dirmi che hai paura (Feltrinelli, 2014, vincitore del Premio Strega Giovani) e E tu splendi (Feltrinelli, 2018).

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