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Ricordiamo ROSETTA LOY (con i suoi libri)

ottobre 3, 2022

Ricordiamo Rosetta Loy (Roma, 15 maggio 1931 – Roma, 1 ottobre 2022), scomparsa sabato scorso all’età di 91 anni, proponendo questa rapida “carrellata” su alcuni dei suoi libri più celebri

[Su LetteratitudineBlog, il nostro OMAGGIO A ROSETTA LOY]

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Le strade di polvere

Il tempo dei desideri che si consumano, dei balli, delle stagioni, della gioventú, il tempo crudele e magico di tutto ciò che non lascia traccia. La storia di una famiglia monferrina, dalla fine dell’età napoleonica ai primi anni dell’Italia unita.

Le strade di polvere è un romanzo a sfondo storico e memorialistico di Rosetta Loy, pubblicato nel 1987. Apprezzato dalla critica, Le strade di polvere ha vinto cinque premi letterari, tra cui il Premio Campiello 1988)

Il libro è stato tradotto in inglese, olandese, francese, tedesco e svedese

«Lo considero uno dei romanzi piú felici dell’ultimo decennio. Incrocia destini illustri e percorsi privati con sensibilità, con profondità di prospettive e leggerezza di tocco».
Giuseppe Pontiggia

«Il romanzo garantisce un piacere triforme: la storia, la narrazione, la meditazione».
Cesare Garboli

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La parola ebreo

La parola ebreo - Rosetta Loy - copertina«Brucia dirlo, ma un orlo nero segna i nostri giorni incolpevoli, senza memoria e senza storia»: era il 1938 quando Mussolini avviò la campagna antisemita, prima fase di un dramma che avrebbe coinvolto milioni di persone. La parola ebreo di Rosetta Loy ci riporta al clima degli anni in cui la sua famiglia, cattolica, e una certa borghesia italiana, anche se non apertamente schierata con il fascismo, accettarono le leggi razziali senza avere coscienza della tragedia che si stava compiendo. La bella casa romana, le vacanze in montagna, i ricordi dolci di un’infanzia innocente si affiancano ad altri ricordi piú inquietanti che affiorano poco a poco nei volti e nelle figure di persone improvvisamente diventate «altre» per decreto e per questo perseguitate. L’autrice ritrova i segni misteriosi e ambigui di quella quotidianità vissuta al riparo della storia e si insinua nelle pieghe dei fatti raccontando, con l’aiuto di lettere, dichiarazioni, discorsi, i passaggi cruciali di un periodo in cui nessuno – tanto meno la diplomazia vaticana, soprattutto nella persona di Pio XII – è stato capace di opporsi alla follia nazista. Rosetta Loy disegna cosí i contorni di quella «zona grigia» in cui memoria individuale e memoria collettiva sinistramente si sovrappongono, scoprendo i nodi di un dilemma storico e morale di intatta attualità.

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Cesare

Cesare Garboli era un critico folgorante, che scriveva per capire. Rosetta Loy è una grande scrittrice che ci racconta il loro incontro; e l’affinità assoluta, piú lunga di una vita. I silenzi nella casa dell’entroterra toscano e le serate con la pioggia che riga i vetri, i gatti ad accompagnarli ovunque, a eccezione di quelli neri, presaghi di nefaste profezie. In questa memoria sentimentale Cesare appare sia tra le pagine dei suoi libri che nelle sue furie imprevedibili. Da adolescente con il ciuffo davanti agli «occhi stupefatti e sbarrati che fissano incantati il futuro che li aspetta», al trentenne inviato in Vietnam, che non riesce a scrivere nemmeno una riga, stravolto dall’orrore che gli si presenta davanti. O mentre dà battaglia sulla scacchiera a Carlo Caracciolo in interminabili partite che lo vedono impegnato con regine, re, alfieri e pedoni. Grande amico di Natalia Ginzburg, Elsa Morante e Fellini. Lettore dall’intelligenza inarrivabile e uomo di infuocate passioni. Questo libro non è una resa docile al ricordo, ma il suo contrario. Perché, come scrive Metastasio nel celebre sonetto molto amato da Cesare, «Siam navi all’onde algenti, | lasciate in abbandono. | Impetuosi venti | i nostri affetti sono, | ogni diletto è scoglio. | Tutta la vita è mar».

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Cioccolata da Hanselmann

Cioccolata da Hanselmann - Rosetta Loy - copertinaL’amore, la famiglia e i drammi dell’Europa in guerra. Mentre fuori il conflitto sconvolge il mondo, tre generazioni di donne intrecciano i loro sguardi e le loro passioni intorno a un uomo affascinante e indecifrabile.

Gli occhi di una bambina sospesi tra meraviglia, stupore e orrore ci rivelano la storia della sua famiglia. La madre Isabella è da sempre innamorata di Arturo, brillante scienziato ebreo, che è invece diventato il marito della sorellastra. Sono gli anni della seconda guerra mondiale e la serenità del loro rifugio in Svizzera non riesce a tenere lontano il vento freddo della storia e delle persecuzioni razziali. Cosí come non riesce a tenere lontano un mistero che lentamente viene a galla e si risolve in un epilogo che è un sorprendente antefatto. Un romanzo magistrale, intenso e crudo, fatto di ricordi che emergono in un tempo di terrore e difficoltà, dove il passato è destinato a lasciare cicatrici ancora piú profonde.

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Forse

Forse - Rosetta Loy - copertina«Non ricordo quando e perché, a un tratto qualcosa in me si è ribellato. La mia anima soffoca in questo travestimento di sage jeune fille: basta foglietti e sorrisi gentili! Basta gesti composti e vestiti rigorosamente comme il faut».

Questa è una storia che comincia da lontano, privata e corale al tempo stesso. Comincia da una bambina cagionevole che nell’immaginazione ha la sua forza, dai sentimenti puliti dell’età in cui tutto è nuovo e si impara a misurare se stessi. La Seconda guerra mondiale è finita, dietro le spalle la paura e la fame. E tutto può ricominciare. C’è una famiglia benestante e protettiva, c’è l’Italia che scorre davanti agli occhi. Ci sono tre sorelle e un fratello, le cuoche e le cameriere, le governanti e le insegnanti, e poi gli amici inseparabili, un disco che gira sul grammofono, i giochi, gli affetti, i segreti. Ci sono le gite in montagna, le estati irripetibili e arroventate con le scorribande sulle colline del Monferrato, i bagni nel Po. Le ore passate a fingere di studiare il pianoforte con le avventure delle tigri di Mompracem al posto dello spartito, gonne di taffetà sul corpo che cambia, un tavolo da ping pong che fa il suo ingresso in casa relegando le bambole in soffitta e scatenando pomeriggi di battaglie furibonde. Poi, dal bozzolo della fanciulla «bene», spunta un’adolescente determinata e curiosa: di nuovi luoghi, di persone dalle storie affascinanti e nebulose. E nascono anche i primi «incantamenti», a partire da quel ragazzo piú grande che assomiglia a Gregory Peck fino a quel giovane alto e squattrinato che legge Marx e la fa sentire bellissima. D’improvviso, gli appuntamenti di nascosto, le bugie al padre amatissimo, l’emozione del corpo. È da qui che comincia la vita adulta.

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