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IN MEMORIA DI MARIO GRASSO

ottobre 4, 2022

Ieri è scomparso Mario Grasso (Acireale, 1932 – Catania, 3 ottobre 2022): poeta, scrittore, saggista, direttore editoriale, critico letterario, traduttore. I funerali si terranno mercoledì 5 ottobre alle ore 10.30 presso la Chiesa di S. Maria La Guardia, a Catania

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Mario Grasso in una foto di Vladimir di Prima

Gli dedichiamo questa pagina per ricordarlo con affetto.

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di Massimo Maugeri

È con particolare commozione che dedico questa pagina a Mario Grasso (poeta, scrittore, saggista, direttore editoriale, critico letterario, traduttore). Ho cominciato a muovere i miei primi passi letterari proprio grazie a lui. I miei primi racconti editi (tra cui, per esempio, “Muccapazza” e “Viaggio all’alba del millennio”) hanno visto la luce sulla prestigiosa rivista letteraria Lunarionuovo da lui diretta (credo fossimo intorno al 2002/2003). Grazie a Mario ho pubblicato il mio romanzo d’esordio “Identità distorte” (Prova d’Autore, 2005) presso la casa editrice in cui ha svolto il ruolo di instacabile direttore editoriale: casa editrice nata con l’obiettivo di dare voce alle voci nuove che si affacciano – soprattutto, ma non solo – nel panorama letterario catanese e siciliano. Vulcanico organizzatore di incontri ed eventi culturali, dotato di una conoscenza letteraria sconfinata, Mario Grasso è sempre stato un uomo tenace e determinato che amava andare controcorrente sulla scia della sua travolgente e coinvolgente vena ironica e polemica. La sua produzione letteraria/editoriale è ampissima (la elenchiamo in coda alla pagina) e colma di opere di assoluto pregio, tra cui – giusto per citarne una tra quelle degli anni duemila – il meraviglioso poema “Tra compiute lune”, pubblicato da Salvatore Sciascia nel 2003, con prefazione di Stefano Lanuzza.
Grazie a Mario Grasso (uomo che, possiamo dirlo, ha dedicato la propria vita alla letteratura) ho conosciuto tanti amici: Davide Barilli e Salvo Sequenzia sono tra questi (li ringrazio di cuore per i loro contributi che potete leggere qui di seguito).

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Mario Grasso in una foto con Leonardo Sciascia

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di Davide Barilli

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di Salvo Sequenzia

IL NOCCHIERO CRETESE E L’ULTIMA DANZA DELLE GRU

Per Mario Grasso, in memoriam

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Mario Grasso lascia una bibliografia vasta, cospicua, variegata, che rende conto di una strenua e polifonica attività intellettuale e di una curiositas ariostesca contagiosa, ammaliante, gioiosamente aperta ad abbracciare e a conoscere il mondo, a leggerlo e a interpretarlo attraverso la scrittura. Una scrittura, quella di Mario Grasso, viva, cangiante, accesa di ironia e sfiorata dall’ala del genio, accordata agli umori e alle passioni, alle idee e alle intuizioni, alla temperie storica che ha attraversato con la tenacia, il coraggio e la sapienza di un antico nocchiero cretese.
Saggista, poeta, narratore, critico letterario, drammaturgo, dialettologo, traduttore dal russo e dall’ucraino, notista arguto, di raffinata e colta intelligenza, sulle pagine de La Sicilia con la rubrica Vocabolario, Mario Grasso, nella sua Catania, nella sua isola e nel mondo è stato un punto di riferimento culturale e umano per generazioni di scrittori, di poeti, di narratori e di artisti che hanno trovato un approdo felice nella casa editrice che egli fondò nel 1978 ad Acireale, Prova d’Autore, insieme alla rivista Lunarionuovo, il bimestrale di letteratura, poesia e critica attorno al quale si sono date convito le migliori intelligenze e sul quale chi scrive ha compiuto il suo noviziato di recensore e di critico.
Entro questa lussureggiante, e, talora, anche perigliosa attività editoriale, entro questa polifonia stilistica adibite da Mario a curvare e a increspare, in consonanze e in dissonanze, la trama di una esistenza tormentata, si agita un furor interiore che si coglie tanto nella trama della scrittura quanto tra le pieghe dell’esistenza: Mario Grasso non è stato un «uomo a una dimensione», per parafrasare Marcuse; piuttosto, egli è stato, nel suo estenuante spasimo costruttivo-inventivo, un uomo diseguale, antinomico, un uomo che si contamina e che contamina, eppure portatore del bagliore purissimo dell’invenzione e della conoscenza. Un bagliore, una prodigiosa ‘epifania solare’ che  Mario Grasso ha usato costantemente  come antidoto all’assedio del provincialismo, per opporsi ai feroci colpi dell’inerzia, per combattere i luoghi comuni e il qualunquismo che lo circondavano; insomma, per portare avanti quel sogno infranto di redenzione che egli coglieva nelle pagine dei ‘grandi’, da De Roberto a Verga, da Sciascia a Consolo, da Addamo a D’Arrigo,  contro il «sonno» ancestrale che ottunde l’isola: «Il sonno, caro Chevalley, il sonno è ciò che i siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare…». Con il bagliore purissimo della sua attività di editore e di scrittore, Mario ha fatto luce su un tratto di vanità e di orrore di una realtà che nessun «sistema» etico-conoscitivo riesce ormai a spiegare e a comprendere. In tal senso, Mario Grasso è stato anche una figura di intellettuale lucido, tumultuoso, appassionato, che ha tentato di farsi largo tra i marosi del «disordinato ragionamento» della società in cui ha vissuto per tentare un approdo sereno da un viaggio, stretto in un tempo senza voci soccorrevoli, il tempo oscuro e deserto della bêtise e dell’ingratitudine.
Non potrei concludere questa memoria senza rievocare, con poche parole, alcuni momenti dei miei incontri con lui.
Ricordo, auspice Mario Grasso, il fatale incontro, alla fine degli anni Ottanta, con il semiologo Yuri Lotman, fondatore della Scuola di Tartu, in Ucraina. Facemmo una indimenticabile escursione alle pendici dell’Etna, nei boschi di Linguaglossa, dove il grande semiologo russo era alla ricerca dell’«ultimo giardino delle fate». Quell’incontro mi aprì le porte agli studi delle semiologia della cultura e alla frequentazione di Lotman e di Boris Uspensky.

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Catania, Casa editrice “Prova d’Autore”, dicembre 1987. Grasso ha ceduto la propria poltrona di direttore a Jurij Lotman.

Ricordo i frequenti soggiorni di Mario a Siracusa, dove presentammo, nel 2013, alla Galleria Roma di Ortigia, la raccolta Cieli violati della poetessa Anna Vasta, la silloge poetica Croste di pane di Massimiliano Magnano e il romanzo del magistrato Giuseppe Artino Innaria Non ho tempo da perdere, all’Istituto Internazionale di Scienze Criminali.
Ricordo con gioia gli incontri con il poeta e grecista Elio Di Stefano e con lo scrittore Massimo Maugeri alla libreria Tertulia di Catania, autori che Mario Grasso mi presentò e ai quali mi lega, ancor oggi, una salda fraterna amicizia.
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Nell’abbraccio di quella antica danza Mario Grasso colse un segno che ‘affratella’ gli uomini all’insegna di un destino e di un progetto comuni, che stringe «i mortali in social catena» saldandoli insieme nella cognizione del dolore e della gioia dell’esistenza, in un legame di reciprocità e di operosità che ha nel lavoro intellettuale e nella scrittura il suo inveramento.
Con lo stesso abbraccio stringo Mario Grasso, che ha oggi concluso la sua vicenda, rinunciando alle consolazioni fugaci della memoria, nella consapevole rassegnata impossibilità di durare, superstite in questa caduca favola della vita.

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BIOGRAFIA SINTETICA DI MARIO GRASSO

(per note biografiche più ampie, invitiamo i lettori a collegarsi a questo sito)

Mario Grasso (Acireale, 1932 – Catania, 3 ottobre 2022)  ha vissuto a Catania dove è stato direttore letterario di una casa editrice, nonché della rivista letteraria “Lunarionuovo” e della “Gazzetta dialetti” di cui è stato fondatore.
Ha iniziato da critico letterario presso il quotidiano “La Sicilia”, mantenendo le continue collaborazioni alle terze pagine dei quotidiani “Gazzetta di Parma” e “Messaggero Veneto”.
Alla fine degli anni ‘60 ha condotto su Giorni- vie nuove, periodico legato al PCI, coraggiosi articoli di denuncia dello scempio edilizio perpetrato, ad es.,sulla costa di Acireale.
Dal 1995 ha pubblicato sul quotidiano “La Sicilia” una rubrica settimanale di filologia e costume intitolata “Vocabolario”.
Ha tradotto e curato un’antologia delle opere di Taras Hryhorovyč Ševčenko per la quale gli è stato conferito il “Premio Internazionale Franko” a Kiev, assegnato l’anno precedente a Gabriel García Márquez.
Il 3 giugno 2015 l’Accademia di scienze, lettere e belle arti degli Zelanti e dei Dafnici gli conferisce la carica di Socio Corrispondente nella classe di Lettere e Belle Arti.

È scomparso il 3 ottobre del 2022.

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OPERE DI MARIO GRASSO

 

Narrativa

Scuciture, Catania, Edigraf, 1965.
Il Gufo reale, Palermo, Flaccovio Editore, 1968, prefazione di Giuseppe Fava.
Il mulino d’Aci, Milano, Todariana, 1972.
La paglia di nessuno, Bologna, Cappelli Editore, 1974.
Le vestali di Samarcanda, Udine, Biancamartina, 1979, prefazione di Giacinto Spagnoletti.
Il Gufo reale, Acireale, Lunarionuovo, 1986. Seconda edizione.
Pamparissi, Catania, Prova d’autore, 1990.
Fine dell’adolescenza, Catania, Prova d’autore, 1992.
Catania 48 ore, con Marcella Argento e Vladimir Di Prima, Catania, Prova d’autore, 2003. ISBN 978-88-88555-25-6
Pampirissi. Sortilegio a Ustica, Catania, Prova d’autore, 2007. ISBN 978-88-88555-91-1
La Mastunicola – Racconti di pizzerie galeotte, con AA.VV., Catania, Prova d’autore, 2013. ISBN 978-88-6282-111-7
Catania giorno e notte, con AA.VV., Catania, Prova d’autore, 2013. ISBN 978-88-6282-114-8
Occasioni. Spasseggio tra flussi d’incoscienza e momenti civili, politici, religiosi d’inizio Terzo millennio, Catania, Prova d’Autore, 2016. ISBN 978-88-6282-168-1

 

Saggistica

Testi e testimonianze, Udine, Biancamartina, 1976, prefazione di Giorgio Bàrberi Squarotti.
I nipoti di Zamjàtin. Antologia si fantascienza sovietica. A cura di Mario Grasso e Elena Kalina. Catania, Lunarionuovo, 1986.
Lingua delle madri, Catania, Prova d’autore, 1994. ISBN 88-86140-04-5
Michele Pantaleone personaggio scomodo, Catania, Prova d’autore, 1994. ISBN 88-86140-06-1
La danza delle gru, Catania, Prova d’autore, 1999. ISBN 88-86140-39-8
Cu t’inghitau?, Catania, Prova d’autore, 2005. ISBN 88-88555-63-3
Saggilemmario. Le parole dei nostri giorni. Origini, storia, adattamenti, Catania, Prova d’autore, 2010. ISBN 978-88-6282-035-6
Azzurri, meridiani dell’Es. Aspetti della pittura di Piero Guccione, Vittoria (RG), Baglieri Editrice, 2011. ISBN 978-88-905956-0-8
Cu t’alliscia vol’u pilu?, Catania, Prova d’autore, 2012. ISBN 978-88-6282-086-8
Baroni, bombe & balilla, nella città dalle cento campane. Con AA.VV., a cura di Mario Grasso. Catania, Prova d’autore, 2013. ISBN 978-88-6282-120-9
La poesia di Roberta Musumeci tra ironie, simboli e sentimenti. Con AA.VV. Catania, Quaderni di Lunarionuovo, nr. 54, 2014.
Acedd’i puddu, Catania, Prova d’Autore, 2014.
Su Pietro Barcellona, ovvero, riverberi del meno, Atti del Convegno di Studi su alcune opere di Pietro Barcellona, a cura di Mario Grasso, con AA.VV. Prova d’Autore, 2015. ISBN 978-88-6282-154-4
Nuzza ‘mbriaca, Catania, Prova d’Autore, 2017.

 

Poesia

Vento di primavera, Catania, Edigraf, 1957.
A sollevare il giorno, Catania, Giornale Medico, 1981.
Friscalittati, Caltanissetta-Roma, Salvatore Sciascia, 1981. Prefazioni di Salvatore Rossi e Giuseppe Bonaviri.
I guerrieri di Riace, Catania, Lunarionuovo, 1982.
Lettere a Lory, Caltanissetta-Roma, Salvatore Sciascia, 1984. Prefazioni di Antonio Di Grado e Giuliano Gramigna.
Tra Sole e Luna in “Almanacco dello specchio”, Milano, Mondadori, 1986, prefazione di Giovanni Raboni.
Concabala, Milano, All’insegna del Pesce d’oro-Scheiwiller, 1987. ISBN 88-444-1077-X
Vocabolario siciliano, Catania, Prova d’autore, 1989, con saggio introduttivo di Maria Corti.
Crucchèri, Salvatore Sciascia, 2002. ISBN 978-88-8241-104-6
Tra compiute lune, Salvatore Sciascia, 2003. Prefazione di Stefano Lanuzza. ISBN 978-88-8241-150-3
Vocabolario siciliano, Catania, Prova d’autore, 2005. ISBN 978-88-88555-70-6

 

Teatro

L’arca di Noè, Catania, Niccolò Giannotta Editore, 1970.
I sette arcieri di Bajamazol, Catania, Lunarionuovo, 1978.

 

Traduzioni

Intensa e continua l’attività di Mario Grasso traduttore dal russo e ucraino. Fra le sue opere:

Antologia delle opere di Taras Sevcenko, Catania, Prova d’autore, 1989.
I marrunati di Pinocchiu, edizione integrale de “Le avventure di Pinocchio” tradotta in siciliano da Mario Grasso. Ed. Prova d’Autore, 1990.
Brani dell’Eneide per un’antologia in edizioni Bompiani, 1993.

 

Riviste

Mario Grasso è fondatore di 7 riviste letterarie.

Lunarionuovo – N°1, giugno/luglio 1979.[2]
Lytyerses – Rassegna mensile di cultura – N°1, febbraio 1969.
Sumarte – Rassegna mensile di Letteratura – Arte – Folklore – Attualità – N°1, giugno 1972.
Carte Siciliane – N°1, 1º luglio 1985.
Siciliomi – N°1, maggio 1988.
Sicilia Illustrata – N°1, aprile 1991.
Gazzetta Ufficiale Dialetti – N°1, giugno 2002.

(Fonte: Wikipedia Italia)

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