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PREMIO BIELLA LETTERATURA E INDUSTRIA 2022

novembre 4, 2022

PREMIO “BIELLA LETTERATURA E INDUSTRIA” – XXI edizione

 VINCITRICE: Claudia BIANCHI

 A Fabio DEOTTO il PREMIO GIURIA DEI LETTORI

 PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a Paolo BARATTA

 PREMIO OPERA STRANIERA a NONAKA Ikujiro e TAKEUCHI Hirotaka

 Sabato 19 novembre ore 17:00 – CERIMONIA CONCLUSIVA- BIELLA, AUDITORIUM CITTÀ STUDI

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La Giuria del Premio Biella Letteratura e Industria, presieduta da Pier Francesco Gasparetto e composta da Claudio Bermond, Paola Borgna, Ida Bozzi, Paolo Bricco, Loredana Lipperini, Sergio Pent, Alberto Sinigaglia, Tiziano Toracca, ha decretato come VINCITRICE DI QUESTA XXI EDIZIONE, dedicata alla Saggistica: CLAUDIA BIANCHI, con Hate speech. Il lato oscuro del linguaggio, Laterza.

Hate speech. Il lato oscuro del linguaggio - Claudia Bianchi - copertinaL’opera indaga una delle declinazioni più attuali del tema della violenza: quello che è diventato comune chiamare hate speech (‘linguaggio d’odio’ o ‘discorso d’odio’), ossia l’insieme di espressioni e frasi che comunicano derisione, disprezzo e ostilità verso gruppi sociali e verso individui in virtù della loro mera appartenenza a un gruppo. L’uso di tale linguaggio, soprattutto da parte di coloro che rivestono posizioni di autorità nel mondo del lavoro o cariche istituzionali, fa della parola un’arma distruttrice, uno strumento di controllo e di potere. Ciò che diciamo cambia i limiti di ciò che può essere detto, sposta un po’ più in là i confini di ciò che viene considerato normale, assodato, legittimo.

Giudizio della Giuria

Il saggio di Claudia Bianchi mostra la sbalorditiva potenzialità distruttrice di un uso violento, distorcente, denigratorio della semplice parola (e perfino del silenzio), che può essere piegata artatamente a fini di potere, di controllo e annientamento. E lo fa fornendo rapidi strumenti per orientarsi nella scienza del linguaggio e nella forma del discorso, analizzando esempi ben scelti (dalla letteratura al dibattito politico americano) e rivelando come la manipolazione linguistica sia un aspetto profondo di fenomeni all’apparenza lontani come il femminicidio, il razzismo e i crimini d’odio.

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Il PREMIO OPERA STRANIERA è stato conferito a NONAKA IKUJIRO e TAKEUCHI HIROTAKA per L’impresa saggia. Come le imprese creano l’innovazione continua (Guerini Next). La chiave di volta per lo sviluppo di una innovazione continua è, secondo gli autori, riuscire a sviluppare una saggezza pratica, plasmata dai valori, dall’etica e dalla morale. Le «imprese sagge» sono, dunque, quelle capaci di incidere sulle relazioni umane per infondere nuove conoscenze nelle pratiche organizzative, convertendole in azione e innovazione continua a livello individuale, aziendale e sociale.

Già annunciato a giugno, invece, il PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA, assegnato a PAOLO BARATTA per Il Giardino e l’Arsenale. Una storia della Biennale (Marsilio), in cui l’autore, a lungo presidente della rassegna internazionale più antica d’Italia, affronta nodi tuttora cruciali del fare cultura, amministrarla, diffonderla. In questo racconto di centoventisette anni di arte, musica, cinema, teatro, architettura, balletto si specchiano la politica e la società.

La giuria del Premio ha conferito la MENZIONE “INDUSTRIA E NUOVI LINGUAGGI” a CHIARA ALESSI per Tante care cose. Gli oggetti che ci hanno cambiato la vita (Longanesi). L’autrice in questo libro ha costruito un archivio virtuale raccontando gli oggetti di design della storia del Novecento italiano. Un libro di design che però non parla di design ma di persone, idee, invenzioni, errori e di come cambia l’identità di un popolo attraverso le cose che inventa e usa.

Anche la Giuria dei Lettori composta dai membri del “Circolo dei Lettori” dell’Associazione culturale L’Uomo e L’Arte, è giunta al termine del proprio lavoro di selezione e ha scelto come vincitore del PREMIO GIURIA DEI LETTORI FABIO DEOTTO per L’altro mondo. La vita in un pianeta che cambia (Bompiani), opera che racconta storie reali di persone già oggi costrette a misurarsi con un pianeta più caldo, un reportage narrativo che ci aiuta a vedere il nuovo mondo in cui stiamo imparando a vivere.

La CERIMONIA DI PREMIAZIONE dei vincitori di tutte le sezioni del Premio si terrà a Biella, SABATO 19 NOVEMBRE alle ore 17:00 presso l’auditorium di Città Studi, ingresso libero.

A moderare l’appuntamento, per il terzo anno consecutivo: Matteo Caccia, autore e conduttore del programma di Radio24 “Matteo Caccia racconta: Storie di rinascita”.

Il Premio Biella Letteratura e Industria è finanziato da Città Studi Biella con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e del Comune di Biella, nell’ambito delle iniziative di Biella Città Creativa dell’Unesco. Collaborano al Premio il Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale Biellese, l’Associazione l’Uomo e l’Arte, la compagnia Carovana, Number One, la Società Dante Alighieri. Dal 2016 il Premio ha come partner i Rotary Club del Biellese e, dal 2019, il Lions Bugella Civitas. Il Premio annovera tra gli sponsor l’Unione Industriale Biellese, la società di acque minerali Lauretana, la società di servizi Yukon Housing, l’azienda tessile Vitale Barberis Canonico, Biver Banca, la società di comunicazione OrangePix e l’azienda PMI Stampi e stampaggio materie plastiche e gomma.

Il Premio Biella Letteratura e Industria è il primo riconoscimento in Italia dedicato a romanzi o saggi capaci di cogliere le trasformazioni dal punto di vista economico e sociale e di indagare i rapporti tra il mondo della letteratura e quello dello sviluppo industriale del Paese.

L’iniziativa rientra nella Settimana della Cultura di Impresa, manifestazione nazionale promossa da Confindustria.

Il concorso, giunto alla sua ventunesima edizione, ha avuto come vincitori nelle passate edizioni: Giorgio Bocca con “Il secolo sbagliato”, Mondadori (2001); Giorgio Soavi con “Adriano Olivetti: una sorpresa italiana”, Rizzoli (2002); Ermanno Rea con “La Dismissione”, Rizzoli (2003); Alessandro Zaccuri con “Milano, la città di nessuno”, L’ancora del Mediterraneo (2004); Raffaele Nigro con “Malvarosa”, Rizzoli (2005); Aldo Gianolio con “Teste quadre”, Aliberti (2007); Giorgio Boatti con “Bolidi. Quando gli italiani incontrarono le prime automobili”, Mondadori (2008); Goffredo Buccini con “La fabbrica delle donne”, Mondadori (2009); Antonio Calabrò con “Orgoglio industriale”, Mondadori (2010); Edoardo Nesi con “Storia della mia gente”, Bompiani (2011); Imma Forino, con “Uffici”, Einaudi (2012); Paolo Barbaro con “L’ingegnere, una vita”, Marsilio (2013), Sandro Gerbi con “Giovanni Enriques. Dalla Olivetti alla Zanichelli” Hoepli (2014); Alessandro Perissinotto con “Coordinate d’Oriente”, Piemme (2015), Paolo Bricco con “L’Olivetti dell’ingegnere (1978-1996)”, Il Mulino (2016), Romolo Bugaro con “Effetto domino”, Einaudi (2017), Marco Revelli con “Non ti riconosco. Viaggio eretico nell’Italia che cambia”, Einaudi (2018). Giorgio Falco con “Ipotesi di una sconfitta”, Einaudi (2019), Maria Paola Merloni con “Oggi è già domani. Vittorio Merloni vita di un imprenditore”, Marsilio (2020). Nel 2021, il riconoscimento è andato a Paolo Malaguti per il romanzo “Se l’acqua ride” (Einaudi).

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