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LA RIGA SULLA EMME di Raffaele Mangano (Lupetti)

novembre 26, 2022

La riga sulla emme - Raffaele Mangano - copertina“La riga sulla emme” di Raffaele Mangano (Fausto Lupetti Editore): incontro con l’autore e un brano estratto dal romanzo

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Milanese che da qualche anno vive alle falde dell’Etna, Raffaele Mangano ha da tempo abbandonato la sua attività di giornalista per dedicarsi alla scrittura. E’ stato per 5 anni direttore artistico del Premio Brancati.

“La riga sulla emme (Fausto Lupetti Editore) è il suo nono romanzo.

Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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«La Riga sulla Emme è il mio nono romanzo e nasce da un’ esigenza», ha detto Raffaele Mangano a Letteratitudine. «Non potevo più ignorare i tanti e strani segnali  che riguardavano una persona amica scomparsa 20 anni fa. Oggetti apparsi all’improvviso, ritagli di giornali in posti improbabili, coincidenze inspiegabili.
A quel punto raccontare di Leone Mariani e della sua vita rocambolesca è stata la normale conseguenza. Un libro che ho scritto velocemente, in pochissimi mesi, partendo proprio dal nostro ultimo momento insieme, quando nella RSA in cui era ricoverato volle “dettarmi” le sue ultime stravaganti volontà, dandomi l’onere e l’onore di eseguirle.

https://64.media.tumblr.com/7b9e542551e42ade3b18c77a69212d4f/16e7809a986c8ee4-1e/s500x750/2cbf14f0dbf36ca971ca5a158454770b1835b111.jpgPrima di tutto la  dispersione delle sue ceneri in un luogo ben preciso e la distruzione di una scatola sigillata che non avrei dovuto aprire, contenente, a suo dire, segreti che non andavano né svelati né divulgati.
Non rivelo se io abbia o meno aperto quella scatola. Affermo però  che la scelta tra mantenere una promessa o cedere alla curiosità di scoprire quei misteri, si è rivelata oggetto di vivaci discussioni con chi ha  già letto il libro.

Non appena giunsi alla fine della storia, ebbi la netta  sensazione che ciò che avevo raccontato della vita di Leone, disegnasse un personaggio unico. Un uomo che aveva seguito e accettato il suo destino, mettendoci del suo per indisponibilità a seguire le regole, per rifiuto dei compromessi, per intolleranza verso furbizia e artifizi. Né avevo taciuto i suoi racconti sull’amicizia e collaborazione con il Generale dalla Chiesa o il suo contributo alla cattura di Mario Moretti.
Leone diceva che ”la vita è un imbroglio misterioso e inspiegabile. A volte persino affascinante. Ma resta comunque un imbroglio” .
Ora ne sarebbe più che mai convinto se sapesse che, dopo aver letto di lui, in molti dicono:  peccato che Leone non ci sia più, avrei proprio voluto conoscerlo!»

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Un brano estratto da “La riga sulla emme” di Raffaele Mangano (Fausto Lupetti Editore)

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Non fosse stato per l’asta della flebo, la si poteva scambiare per un’ordinata camera di una modesta pensione. Gli spiegai i motivi del mio mancato appuntamento, ma non lo convinsi.
“Per evitare che te la prenda comoda, oggi facciamo tutto. La parola domani non ce l’ho più nel vocabolario. Prendi quel foglio bianco sul comodino. Io detto e tu scrivi.”
“Non vale niente –commentai– un tuo testamento con la mia grafia è carta straccia.”
“Non sarà un testamento, maestrino supponente. Si chiamano ultime volontà. Allora cominciamo. Io Leone Mariani, nel pieno e intatto possesso delle mie molteplici facoltà… ”
Dal come eravamo partiti sospettai che il registro che aveva scelto fosse quello della farsa. Non sbagliavo, il prologo avrebbe fatto invidia a un notaio seicentesco. Mi nominava esecutore unico delle cose da fare dopo la sua dipartita. Per la verità la frase usata fu ‘dopo che avrò finalmente abbandonato questo mondo grottesco’ e già il primo impegno mi apparve alquanto problematico. Disponeva difatti di essere cremato, ma avrei dovuto disperdere le sue ceneri nel golfo del Leone.
“Tanto per cominciare devo vedere cosa dice la legge, credo che le ceneri vadano custodite al cimitero e non buttate da qualche parte; poi figurati se vado sino là! Giusto per curiosità, hai anche delle preferenze, costa francese o spagnola? Fai il serio.”
Esortare Leone a fare il serio era un ossimoro e difatti se ne uscì con un’estenuante lezione di geografia per convincermi che anche la costa occidentale sarda sarebbe andata bene in quanto affacciata sul golfo.
“Se vai ad Alghero l’hai proprio di fronte. Ecco, se sei d’accordo, gli scogli nella zona di Capo Caccia potrebbero essere l’ideale, ma ti lascio la facoltà di scegliere il luogo.”
Quanto alla legge, non erano fatti suoi ed era compito mio trovare la soluzione. Mi stavo chiedendo cosa diavolo avrei potuto escogitare, ma il secondo punto incalzava: la distruzione di una scatola di cartone rigido chiusa con nastro da pacco.
“Sta sotto il letto a casa mia. La porti con te ad Alghero e le dai fuoco, decidi tu se prima o dopo aver disperso le ceneri.”
Avevo preso questa faccenda dell’esecutore dei suoi desideri con leggerezza, ma cominciavo a non divertirmi più. “Ma se andava distrutta non lo potevi fare tu prima di finire all’ospedale? E perché diavolo me la devo portare appresso? Vado in un prato e la incendio.”
Leone sbuffò, infastidito. “Sei incorreggibile, il solito cacadubbi, e questo e quello.
Nella scatola c’è tutta la mia vita, i ricordi, i segreti. Dobbiamo stare assieme sino all’ultimo istante. Eliminarla prima significherebbe staccare e disperdere la mia anima.
Diventerei un sacco vuoto prima del tempo. Ti sembra possibile? Sarebbe un’ignominia, una crudeltà demoniaca, un atto criminale di portata inaudita…”
“Basta, per carità!”
“Però se ad Alghero mescolerai la sua cenere alle mie, sarebbe la quintessenza del godimento, un evento rinascimentale, l’eudaimonia di Aristotele, l’uccellino blu di Maeterlink…”
Lanciai un urlo e mi misi le mani alle orecchie. “Va bene me la porto appresso, sempre che non sia un baule.”
Fui rassicurato sulle dimensioni. Girò poi lentamente il capo verso di me, fissandomi.
“Soprattutto non la devi aprire.” Pronunciò la frase con un tono imperativo che non ammetteva discussioni. “Certo che sei fetente. Capisci bene che mi hai incuriosito, e non poco. Quindi io dovrei prelevare la scatola, tenermela a casa e poi bruciarla vincendo la tentazione di dare un’occhiata al contenuto. Dopo che hai parlato niente meno che di segreti? Non garantisco.”
Pronunciai l’ultima parola allargando le braccia con aria soddisfatta, visto che sino a quel momento avevo solo subito. Leone mi guardò male, ma non gli diedi il tempo di replicare.
“Raccontami almeno qualcosa di quello che c’è dentro, così sarò più disposto a rispettare i patti. Anche perché magari dovrò attendere mesi prima di distruggerla e la voglia di aprirla diventerebbe un tarlo continuo.” “Mesi? Ma tu sei pazzo. Se potessi alzarmi dal letto, andrei alla finestra e mi butterei di sotto.”

(Riproduzione riservata)

© Fausto Lupetti Editore

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La scheda del libro: “La riga sulla emme” di Raffaele Mangano (Fausto Lupetti Editore)

https://64.media.tumblr.com/f05e32a46532fae55cf1e96a08ef0fd1/16e7809a986c8ee4-5f/s500x750/1ff6887cab098cf9d8abfa218bc24754ff36fc09.pnjIl caso, le coincidenze, oggetti che riappaiono all’improvviso, sino a che il messaggio diventa chiaro: è venuto il momento di raccontare. Raccontare quello che Leone, poche ore prima della morte in una Rsa, svela all’amico convocato per raccogliere le sue ultime volontà. Il legame con il generale Carlo Alberto dalla Chiesa, nato durante la resistenza partigiana e proseguito negli anni, tra incontri furtivi e missioni segrete. La scoperta che il coinquilino di una casa in affitto è il capo brigatista Mario Moretti. Episodi di una vita rocambolesca e sorprendente. Anche le sue richieste finali sono inusuali: la dispersione delle ceneri in un luogo ben preciso e la distruzione di una scatola sigillata contenente segreti da non violare. Il fuoco aveva arso il corpo e il contenitore misterioso, ma non i ricordi che, a distanza di tempo, tornano prepotenti e si trasformano finalmente in parole.

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