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Keyword: ‘casa dell'autore’

A Firenze nasce CASA DELL’AUTORE: intervista a Manuela La Ferla

A Firenze nasce CASA DELL’AUTORE: intervista a Manuela La Ferla

di Massimo Maugeri

Nasce a Firenze la CASA DELL’AUTORE di Manuela La Ferla. L’obiettivo dichiarato è quello di rimettere al centro del lavoro il testo e il suo autore, nel rispetto estremo della scrittura e fuori dalle forzature del mercato: un luogo dove le storie potranno circolare liberamente e le idee trovare terreno fertile, una modalità di lavoro che conserverà il nucleo antico del lavoro editoriale, ma guarda al futuro, alle nuove forme che con il digitale assumeranno un aspetto ancora difficile da immaginare. Uno spazio per autori italiani di eccellenza, per testi di narrativa e progetti di saggistica contemporanea.

Manuela La Ferla– Cara Manuela, da quanto tempo lavori del mondo dell’editoria? Ti andrebbe di raccontarci un po’ di te?
In breve: lavoro da venticinque anni in campo editoriale, come Editor Italiani, sia di narrativa che di saggistica contemporanea. Nasco in Sicilia cinquantanni fa, nella città da cui mi scrivi e che saluto. Vivo con mio marito e mio figlio Natnael di anni sette, a Firenze, mia città adottiva da oltre trent’anni (con tutti questi conti finirò per sentirmi vecchissima). Ho dedicato gran parte della mia vita alla letteratura e alle parole, fare l’editor è il mio modo di stare al mondo e quando penso penso da sempre sotto forma di libro. E per libro intendo un testo, originale, in lingua italiana, che poi vada in cartaceo o digitale è un’altra storia, ma non è questo il punto fondamentale, almeno per me.

– A tuo avviso, cosa è cambiato nell’attuale sistema editoriale italiano dall’inizio della tua attività a oggi? Quali i pro e i contro?
Non è cambiata la passione dei giovani che vorrebbero entrare a far parte di questo nostro piccolo mondo, molto conservatore. Non è cambiata la dedizione dei molti che si prendono cura dei testi e non è cambiato il desiderio degli autori di arrivare ai propri lettori attraverso il filtro editoriale di una casa editrice. Per il resto, sembra di stare in un mondo capovolto. Chi guarda al mondo editoriale da fuori non credo lo sappia: ma l’industria editoriale è spesso strozzata da tempi di produzione accelerati e vittima colpevole della dittatura delle tirature (tranne che per il digitale). La cornice insomma si è un po’ mangiata il quadro. E il quadro, almeno per me, era e resta l’autore e il suo testo.

– Credi che il ruolo e i compiti dell’editor, in particolare, siano cambiati in questi anni? Perché la figura dell’editor è ancora importante? Leggi tutto…

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FESTIVALETTERATURA 2018

FESTIVALETTERATURA MANTOVA DAL 5 AL 9 SETTEMBRE 2018

Festivaletteratura
VENTIDUESIMA EDIZIONE

La ventiduesima edizione di Festivaletteratura si terrà a Mantova da mercoledì 5 a domenica 9 settembre. Il denso programma di appuntamenti che andrà a distendersi tra piazze, palazzi e altri luoghi della città arriva da un appassionante lavoro di tessitura che ha messo in connessione artisti provenienti da mondi diversi, creato corrispondenze tra scrittori, chiamato all’opera nuovi attori della scena culturale e – in particolare quest’anno – centinaia di adolescenti. È per questa strada che la partecipazione di ciascun autore viene a trasformarsi in un “incontro”, l’elemento di base della festosa costruzione di Festivaletteratura. Incontrarsi al Festival significa infatti ritrovarsi ad allargare i discorsi avviati, approfondire gli scambi, dare corso alle idee, verificare – nel confronto con il pubblico – quello di cui si è discusso per mesi, al di là dei singoli appuntamenti in calendario, prendendosi il tempo che occorre e trovando la giusta atmosfera.

Festivaletteratura cerca una volta di più di offrire spazi, lanciare sfide, trovare affinità e arditi incroci disciplinari per portare autori anche apparentemente distanti a condividere il palco e disporsi a un confronto aperto, a volte imprevedibile, sulle questioni sentite come più urgenti e vicine dalla comunità di lettori che si dà appuntamento a Mantova. Una cura che si traduce ad esempio nel mettere fianco a fianco autori che vivono sulle sponde opposte dell’oceano, narratori e musicisti con lo stesso senso del ritmo, architetti e scrittori che prendono la città come misura del mondo, poeti e drammaturghi che scavano dentro le parole, fisici e studiosi di letteratura che si confrontano sugli statuti delle reciproche discipline, scrittori migranti di prima e seconda generazione, o anche scrittori legati da lunga amicizia che proprio al Festival decidono di dar sfogo a una comune passione letteraria, intraprendere un progetto da tempo rimandato o ricominciare un discorso lasciato in sospeso.

A Festivaletteratura tutto questo diventa possibile. Il campo è aperto a situazioni ancor più orientate al coinvolgimento attivo del pubblico e a un’invenzione più libera e partecipata, capaci di mettere in circolo e di produrre nuove energie creative. Molte sono le progettualità che il Festival lancia o riprende – Girotondo, Scienceground o iniziative come Meglio di un Romanzo e numerose altre – all’interno di una vocazione sperimentale mai venuta meno. Read On in questo senso si spinge ancora più avanti: il progetto europeo – avviato nel giugno 2017 con sei partner internazionali e finalizzato a sostenere e promuovere la lettura tra gli adolescenti – confluisce nel programma 2018 dopo un intenso anno di attività e affida ai ragazzi il compito di proporre nuove modalità per entrare in relazione con libri e scrittori, per proseguire poi la propria corsa oltre i cinque giorni di settembre e aprire al Festival altre porte.

 

sfogliando il programma Leggi tutto…

SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO 2018: il bilancio dell’edizione

31° Salone Internazionale del Libro di Torino. Il Salone 2018, un primo bilancio

Salone Internazionale del Libro di Torino 2018

Anzitutto i numeri: 144.386 visitatori unici al Lingotto contro i 143.815 del 2017, cui vanno aggiunti i 26.400 al Salone Off contro i 25.000 del 2017. Per un totale di 170.786 visitatori. Poi le date: il 32° Salone si terrà da giovedì 9 a lunedì 13 maggio 2019. E naturalmente il bilancio dell’edizione appena conclusa e gli scenari per il futuro. Sono i temi toccati nella conferenza stampa di chiusura del 31° Salone, lunedì 14 maggio alle 17.30 in Sala Azzurra, alla quale hanno partecipato il Presidente della Cabina di Regia Massimo Bray, la Sindaca di Torino Chiara Appendino, l’Assessora alla Cultura della Regione Piemonte Antonella Parigi che ha portato il saluto del presidente Sergio Chiamparino convalescente per un intervento chirurgico, e il Direttore editoriale del Salone, Nicola Lagioia.

pressconf2018

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Il video della conferenza stampa di chiusura

Di seguito, tutti i dati e le conclusioni finali sull’edizione 2018 del Salone Internazionale del Libro di Torino

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Bray: il Salone, bene comune Leggi tutto…

L’ESTATE DEL ’78 di Roberto Alajmo (recensione)

L’ESTATE DEL ’78 di Roberto Alajmo (Sellerio) – recensione

Nascere scrittore in una famiglia da raccontare

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di Anna Vasta

Chi non ha avuto un’infanzia, se si perde, non potrà ritrovarsi. Come i sottotetti di una vecchia casa essa conserva, custodisce spezzoni, scarti di un presente in fieri scampati per caso o imperscrutabili disegni  al tarlo roditore del tempo. Ritrovati quando quel presente è diventato un passato da recuperare e se possibile alimentare di cocenti inutili rimpianti, di tutto quel non vissuto, non accaduto che avrebbe potuto essere.  Ne L’estate del ’78 di Roberto Alajmo (Sellerio, 2018), un romanzo che sarebbe riduttivo definire autobiografico – anche se porta le stimmate dell’autore-per la valenza paradigmatica di vicende e personaggi, il tempo perduto di quell’età dell’innocenza che non è mai del tutto innocente, rivive negli anni della ragione come tempo ritrovato, complice la finzione letteraria. Arma a doppio taglio, che se salva dall’oblio, dall’umana dimenticanza, se riesce a ricomporre in una forma  “il disordine e il dolore precoce” di una vita, inesorabile ne arresta il fluire, vi imprime il  rigor mortis della scrittura.
Nascere scrittore, per Roberto Alajmo non  è una iattura-come egli sembra credere citando Evelyn Waugh: se in una famiglia nasce uno scrittore, quella famiglia è perduta-, ma una condizione di grazia che gli consente di raccontare in un suo personalissimo lessico familiare la propria. Una chance in più per accostarsi al mistero imprendibile di una madre tenera, quanto assente- chiusa in un suo mondo di fragili sogni, delusi ideali, connaturale infelicità- e al dolore offeso  di un figlio, orfano da prima del distacco definitivo- la morte volontaria di Elena, a poco più di quarant’anni. Un suicidio programmato e in un certo senso fallito nella sua malriuscita messinscena- l’ultima vanità di pavesiana memoria; Roberto mi capirà-, ma che vuole essere estrema affermazione di sé contro i limiti della realtà esterna. Distruttivi quando si rivelano tratti costitutivi della propria inquieta interiorità. Ci sono individui costituzionalmente infelici. Strutturalmente. A prescindere da ogni circostanza: infelici. Leggi tutto…

ALESSANDRO PERISSINOTTO racconta QUELLO CHE L’ACQUA NASCONDE

ALESSANDRO PERISSINOTTO racconta il suo romanzo QUELLO CHE L’ACQUA NASCONDE (Piemme)

di Alessandro Perissinotto

Quello che l’acqua nasconde inizia con un esergo e una premessa; li riporto entrambi qui sotto perché dicono molto della genesi del romanzo.

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Si tratta di un errore molto comune. La gente pensa che l’immaginazione dell’autore sia sempre all’opera, che egli inventi costantemente un’infinita serie di avvenimenti ed episodi, che semplicemente immagini le sue storie partendo dal nulla.
Nella realtà è vero l’opposto. Quando le persone scoprono che sei uno scrittore, sono loro a portarti i personaggi e gli eventi. E fintanto che conservi la capacità di osservare e ascoltare con attenzione, queste storie continueranno a cercarti nel corso della tua vita.
A colui che spesso ha raccontato le storie degli altri, molte storie saranno raccontate.

Wes Anderson, Grand Budapest Hotel

 

Premessa dell’autore
Dopo la pubblicazione di Le colpe dei padri, nel 2013, molte storie sono venute a cercarmi. Storie di persone che si riconoscevano in ciò che io avevo scritto in quel romanzo, dunque vicende abbastanza simili a quella che io avevo già messo su carta. Di fronte a me si aprivano due possibilità. La prima era quella di ignorare quel patrimonio immenso di umanità, col pretesto di aver già esaurito ciò che avevo da dire intorno agli anni di piombo e alla nostra memoria rimossa. La seconda era quella di correre il rischio della ripetizione. Ho scelto la seconda, cercando di cogliere l’unicità di quanto mi veniva raccontato, sapendo che, quando si attinge alla realtà, non si trovano mai due storie identiche, anche se prendono origine da uno stesso dramma, da uno stesso fatto, da una stessa immagine. E poi, per conservare la memoria non è necessario essere originali, l’importante è essere ostinati.

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Ecco, le cose sono andate proprio come le racconta il personaggio di Gran Budapest Hotel: un giorno, era la fine del 2013, ho trovato una mail, di un lettore che aveva molto amato Le colpe dei padri e che mi diceva che, per via del suo ruolo professionale (era ed è direttore sanitario di un grande ospedale torinese), aveva da raccontarmi molte storie di ospedale. Leggi tutto…

BELLINI A PUTEAUX

IN SCENA AL PICCOLO TEATRO DELLA CITTA’ DI CATANIA “BELLINI A PUTEAUX” DI DOMENICO TRISCHITTA

I mesi finali del grande musicista

con Piermarco Venditti, Carlo Caprioli, Ornella Cerro

e la regia di Massimiliano Perrotta

Sabato 13 maggio alle ore 21.00 debutta al Piccolo Teatro della Città di Catania il dramma “Bellini a Puteaux” di Domenico Trischitta, con la regia di Massimiliano Perrotta. In scena Piermarco Venditti, Carlo Caprioli e Ornella Cerro. In autunno approderà a Roma Leggi tutto…

NICOLA VERDE racconta IL VANGELO DEL BOIA

NICOLA VERDE racconta il suo romanzo IL VANGELO DEL BOIA (Newton Compton)

di Nicola Verde

Una delle domande più frequenti che mi viene posta alle presentazioni è: “Perché Mastro Titta?”
Già, perché Giambattista Bugatti – è a lui che allude il titolo -, l’uomo che per circa 70 anni è stato al servizio del papa eseguendo ben 516 condanne a morte?
La domanda non è fine a se stessa: di solito, infatti, nei romanzi si preferiscono personaggi positivi, eroi nei quali potersi identificare. Quando, un po’ di anni fa, lo proposi per un’antologia, l’editor fu categorico: «No! Non è un personaggio in cui il lettore può immedesimarsi!».
Io, quel racconto, lo scrissi ugualmente e fu incluso nell’antologia della Hobby & Work “Delitto capitale”, una delle antologie più riuscite degli ultimi anni.
Insomma, il seme di un personaggio controverso era stato gettato. Ma non ho spiegato il perché della mia scelta.
Fu occasionale? Coincidenza? Al tempo in cui dovevo scrivere quel racconto ero alla ricerca di un’idea o di un personaggio (la storia doveva essere ambientata nella metà dell’Ottocento)… incappai nelle memorie di Mastro Titta, fui incuriosito da quest’uomo di cui si sapeva molto poco (pure le sue memorie sono in realtà apocrife, scritte da un certo Ernesto Mezzabotta sulla base di un taccuino, unico documento lasciatoci da Bugatti, dove il boia annotava scrupolosamente le sue “giustizie”). Leggi tutto…

DA QUESTO LUOGO, DA QUESTO TEMPO

“DA QUESTO LUOGO, DA QUESTO TEMPO. LETTERA A….”. I EDIZIONE CONCORSO DI SCRITTURA EPISTOLARE, APERTO AGLI STUDENTI DELLE SCUOLE SECONDARIE DI II GRADO.

da-questo-luogo

La Biblioteca delle donne “Ipazia di Alessandria” del Liceo scientifico C. Caminiti di Giardini Naxos, in collaborazione con il festival Naxoslegge e la casa editrice Edizioni Arianna di Geraci Siculo, bandiscono la I edizione del Concorso di scrittura epistolare intitolato “Da questo luogo, da questo tempo. Lettera a…”. Il concorso intende, attraverso il recupero della forma di scrittura epistolare, promuovere la conoscenza di figure femminili della nostra isola, distintesi in diversi ambiti e per svariate motivazioni, allo scopo di valorizzare il loro contributo e favorire processi di lettura consapevole e critica.

Annualmente sarà indicato il personaggio femminile cui i partecipanti dovranno inviare il loro testo-lettera.

La giuria selezionerà i dieci elaborati ritenuti più meritevoli, a cui saranno inviate dieci missive di risposta, elaborate  da dieci scrittrici. I venti testi epistolari saranno convogliati in un unico volume, pubblicato a cura e a spese della casa editrice Edizioni Arianna, partner del progetto e la suddetta pubblicazione costituirà il premio del concorso.
La casa editrice Edizioni Arianna e il festival Naxoslegge, partners della iniziativa, avranno cura di promuovere il volume, una volta editato, con presentazioni, partecipazioni a fiere e strategie di comunicazione editoriale, in cui gli studenti e le scuole di riferimento, insieme alle scrittrici coinvolte, saranno protagonisti attivi e operativi.
Per la I edizione, quale destinataria delle missive, è stata scelta Maria Occhipinti di Ragusa, autrice del noto racconto “Una donna di Ragusa”, attivista, promotrice, tra gli altri, del movimento “Non si parte”, nato in Sicilia nel 1943. Leggi tutto…

OMAGGIO A SEBASTIANO VASSALLI (a un anno dalla morte)

OMAGGIO A SEBASTIANO VASSALLI (a un anno dalla morte)

L’anno scorso, il 26 luglio 2015, all’età di 73 anni moriva Sebastiano Vassalli a causa di una malattia fulminante. Vincitore del Premio Strega e del Premio Campiello, nel settembre 2015 avrebbe dovuto ritirare, in occasione della cerimonia di premiazione dell’edizione del Premio Campiello, il prestigioso Premio alla carriera Premio Fondazione il Campiello 2015 (che gli è stato comunque tributato). Pubblichiamo, di seguito, notizie biografiche e video

 

 

Sebastiano Vassalli nasce a Genova, il 24 ottobre 1941, da madre toscana e padre lombardo. Si trasferisce a pochi anni d’età a Novara. Laureatosi in Lettere a Milano, discutendo con Cesare Musatti una tesi su “La psicanalisi e l’arte contemporanea”, Vassalli, dagli anni sessanta e settanta si dedica all’insegnamento e alla ricerca artistica della Neoavanguardia, partecipando al Gruppo 63. Successivamente si rivolge alla letteratura, in particolare alla narrazione e al romanzo storico, impegnandosi in una “investigazione letteraria delle radici e dei segni di un passato che illumini l’inquietudine del presente e ricostruisca il carattere nazionale degli italiani”.
Ha scritto per “la Repubblica”, “La Stampa” e il “Corriere della Sera”.
Sulla vita di Vassalli, isolatosi negli anni della maturità in una casa in mezzo alle risaie novaresi dove conduce un’esistenza schiva e austera da monaco laico, è stata pubblicata nel 2010 un’autobiografia-intervista intitolata “Un nulla pieno di storie. Ricordi e considerazioni di un viaggiatore”. Si vocifera che il suo nome sia stato segnalato alla commissione per il Premio Nobel per la Letteratura.
Muore a Novara il 27 Luglio 2015 all’età di 73 anni.


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PAESAGGI DI MARE 2016

PAESAGGI DI MARE 2016: Sicilia, da giugno a novembre

Tra gli ospiti: Tahar Ben Jelloun, Matteo Collura, Dacia Maraini, Santo Piazzese, Luis Sepúlveda

Tahar Ben Jelloun, Marco Aime, Danilo Rea ed Edoardo Siravo inaugurano  in Sicilia la nuova rassegna turistica e letteraria “Paesaggi di mare”

Palermo, 6 giugno 2016. Lo scrittore Tahar Ben Jelloun, esempio di impegno civile per una cultura della tolleranza e dell’accoglienza, l’antropologo Marco Aime, che ha più volte indagato i concetti di identità, alterità e integrazione, il pianista jazz Danilo Rea, improvvisatore dalla spiccata sensibilità interpretativa, e l’attore Edoardo Siravo, artista versatile del panorama teatrale, televisivo e cinematografico italiano, inaugurano la nuova rassegna turistico-letteraria Paesaggi di mare. L’appuntamento è per giovedì 16 giugno 2016 a Palermo (ore 20,30 – Chiostro della Galleria d’Arte Moderna, gentilmente concesso dal Comune di Palermo) con un incontro ispirato alle parole di Gesualdo Bufalino «Tante Sicilie, perché?» (L’isola plurale in Cere perse) sui temi del dialogo, dello scambio e delle differenze e trarrà spunto dall’ultimo romanzo dell’autore franco-marocchino, Il matrimonio di piacere (La Nave di Teseo). Una serata che vedrà la presentazione al pubblico di cinque itinerari turistici alla scoperta della Sicilia come luogo simbolo di tante identità culturali e di tradizioni legate al mare, il primo dei quali è Al Idrisi e il Libro di Ruggero. La Sicilia vista dal mare (da Palermo a Monreale, da Cefalù a Milazzo, da Messina a Taormina, da Aci Castello a Siracusa, da Noto ad Agrigento, da Sciacca a Castelvetrano, da Mazara del Vallo a Marsala, a Trapani, a Carini). Leggi tutto…

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NOSTOS 2016: Festival del viaggio e dei viaggiatori

NOSTOS 2016: Festival del viaggio e dei viaggiatori – Taormina, dal 2 al 5 giugno

Dal 2 al 5 giugno si parlerà di viaggio e, soprattutto, di viaggio in Sicilia, a Taormina, a Casa Cuseni, con la I edizione di Nostos: Festival del viaggio e dei viaggiatori. L’evento, ideato ed organizzato da Naxoslegge e Museo di Casa Cuseni, vuole portare a Taormina, ideale capitale del Grand tour, una suggestiva riflessione sull’etica e l’estetica dell’erranza, proprio a partire dal viaggio in Sicilia, assunto come  archetipo e metafora. Tutto questo, non a caso, nel 2016,  in cui ricorrono i duecento anni dalla I pubblicazione del Viaggio in Italia di Goethe a cui, venerdi 3 è,  infatti, dedicato un dibattito, coordinato dal prof. Mario Bolognari, che vedrà la presenza di studiosi come Nunzio Famoso, Aurelio Pes, Carlo Ruta, Alberto Samonà, Emanuele Trevi, con un contributo di Vanni Ronsisvalle, autore di un celebre film per la RAI sul viaggio di Goethe in Italia. Leggi tutto…

SERGIO CLAUDIO PERRONI racconta IL PRINCIPIO DELLA CAREZZA

SERGIO CLAUDIO PERRONI racconta il suo romanzo IL PRINCIPIO DELLA CAREZZA (La nave di Teseo)

Sergio Claudio Perroni

Opinione di un personaggio cancellato
(timido tentativo di risarcire un personaggio del Principio della carezza soppresso per motivi che non è il caso di spiegare)

di Sergio Claudio Perroni

Boh, io so solo che l’autore prima mi aveva messo e poi mi ha tolto. In realtà il libro aveva cominciato a scriverlo senza di me, ma dopo una decina di pagine si è reso conto che Ninfa, la protagonista, vivendo da sola ed essendo un’intellettuale tendente al malinconico, non poteva non avere un cane. Allora ha deciso di far entrare in scena me – Puck, bassotto fulvo. Per un po’ gli sono andato bene, perché sono un cane molto riservato e laconico (“Ma il suo cane non abbaia?” “No, mai. Anche lui ha capito che tanto non cambia niente.”). E così ha lasciato che ascoltassi il monologo che Ninfa sta scrivendo per il teatro e che ogni giorno ripete ad alta voce davanti allo specchio, e mi ha fatto anche assistere al suo incontro con Angelo, il lavavetri che, appollaiato sulla facciata, pulisce le finestre del palazzo. Leggi tutto…

ADDIO A SEBASTIANO VASSALLI

OMAGGIO A SEBASTIANO VASSALLI

Si è spento all’età di 73 anni, per via di una malattia fulminante. Vincitore del Premio Strega e del Premio Campiello, a settembre avrebbe dovuto ritirare, in occasione della cerimonia di premiazione dell’edizione 2015 del Premio Campiello, il prestigioso Premio alla carriera Premio Fondazione il Campiello 2015. Pubblichiamo, di seguito, notizie biografiche e video

 

 

Sebastiano Vassalli nasce a Genova, il 24 ottobre 1941, da madre toscana e padre lombardo. Si trasferisce a pochi anni d’età a Novara. Laureatosi in Lettere a Milano, discutendo con Cesare Musatti una tesi su “La psicanalisi e l’arte contemporanea”, Vassalli, dagli anni sessanta e settanta si dedica all’insegnamento e alla ricerca artistica della Neoavanguardia, partecipando al Gruppo 63. Successivamente si rivolge alla letteratura, in particolare alla narrazione e al romanzo storico, impegnandosi in una “investigazione letteraria delle radici e dei segni di un passato che illumini l’inquietudine del presente e ricostruisca il carattere nazionale degli italiani”.
Ha scritto per “la Repubblica”, “La Stampa” e il “Corriere della Sera”.
Sulla vita di Vassalli, isolatosi negli anni della maturità in una casa in mezzo alle risaie novaresi dove conduce un’esistenza schiva e austera da monaco laico, è stata pubblicata nel 2010 un’autobiografia-intervista intitolata “Un nulla pieno di storie. Ricordi e considerazioni di un viaggiatore”. Si vocifera che il suo nome sia stato segnalato alla commissione per il Premio Nobel per la Letteratura.
Muore a Novara il 27 Luglio 2015 all’età di 73 anni.


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SOLI ERAVAMO, di Fabrizio Coscia (una recensione)

SOLI ERAVAMO, di Fabrizio Coscia (Ad est dell’equatore)

[su LetteratitudineBlog, un intervento dell’autore e un estratto del libro]

Un’avventura morale per ritrovare se stessi

di Giuseppe Giglio

Il maggior dono di un critico è forse l’analogia, quella confidenza tale con l’arte che gli permette di navigare senza troppi rischi tra i suoi mari (la letteratura, la musica, la pittura…), di superarne insidie ed ostacoli: a succhiarne la bellezza e la vita che vi sono imprigionate, per restituirle al lettore più luminose e vere. E penso a Mario Praz, alla sua navigazione così sensuale (di quella sensualità che apre mondi impensati) e tragica (nel segno della rappresentazione classica, proprio), in uno dei suoi libri più ricchi di bellezza verità e vita: La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica. È questa la prima suggestione che mi prende, mentre leggo Soli eravamo, il nuovo libro di Fabrizio Coscia, appena uscito per i tipi di Ad est dell’equatore (piccolo ma agguerrito editore partenopeo), con questo sottotitolo: e altre storie su Rimbaud, Kafka, Joyce, Leopardi, Proust, Dante, Woolf, Hopper, Tolstoj, Caravaggio. Keats, Evans, Vermeer, Radiohead, Mozart. Un diario di bordo, Soli eravamo, in cui l’analisi critica si scioglie in narrazione, a scovare storie e personaggi e brandelli di esistenza: agilmente e felicemente dipanandosi, la narrazione, tra la vita e le opere dei personaggi (tra dettagli per lo più sconosciuti, o poco noti), alle quali spesso Coscia – da instancabile e acuto abitante di libri e quadri e musiche – riesce a legare pagine della propria vita, così riconoscendole, così inverandole. E il lettore ne ricava un’avventura morale, può arrivare a ritrovare se stesso (magari anche una propria ossessione, un segno cifrato del proprio destino) in questo o in quell’altro personaggio di un libro o di un quadro, in questo o in quell’altro tema musicale, si tratti di un’opera o di un disco di musica leggera. Leggi tutto…

I FINALISTI DEL PREMIO CAMPIELLO 2015

I FINALISTI DEL PREMIO CAMPIELLO 2015

Selezionata oggi a Padova la Cinquina Finalista.

I finalisti della 53^ edizione del prestigioso premio letterario sono: Marco Balzano, Paolo Colagrande, Vittorio Giacopini, Carmen Pellegrino, Antonio Scurati. Assegnato a Enrico Ianniello il riconoscimento Opera Prima per il romanzo  La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin (Feltrinelli). 

Selezionata oggi al Palazzo del Bo di Padova la Cinquina finalista della 53^ edizione del Premio Campiello.

La Giuria dei Letterati, presieduta da Ilvo Diamanti, ha scelto (elencati per ordine alfabetico di cognome): Marco Balzano con L’ultimo arrivato (Sellerio), Paolo Colagrande con Senti le rane (Nottetempo), Vittorio Giacopini con La mappa (Il Saggiatore), Carmen Pellegrino con Cade la terra (Giunti), Antonio Scurati con Il tempo migliore della nostra vita (Bompiani) 

Ascolta la puntata radiofonica di Letteratitudine in Fm con Carmen Pellegrino (dedicata a “Cade la terra” – Giunti)

Leggi su LetteratitudineNews l’autoracconto di Paolo Colagrande (dedicato a “Senti le rane” – Nottetempo)

Di seguito, dettagli sui cinque libri finalisti… Leggi tutto…

Intervento del Presidente Mattarella in occasione della Giornata Mondiale del libro e del diritto d’autore

Pubblichiamo il video e l’intervento integrale del Presidente Mattarella in occasione della Giornata Mondiale del libro e del diritto d’autore

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Palazzo del Quirinale, 21/04/2015

foto ufficiale pdrSignori ministri,
carissimi giovani che avete partecipato al progetto Libriamoci.
Sono davvero molto lieto che voi siate qui, e che possiate conoscere questo Palazzo, che è la casa degli italiani, il Quirinale.
Questi sono giorni che segnano qualche difficoltà, per quel che è avvenuto nei giorni scorsi, sono giorni che scuotono le istituzioni europee e che interpellano nel profondo il nostro stesso senso di umanità. Centinaia di profughi e di migranti sono morti ancora una volta nel Mediterraneo. Siamo di fronte a tragedie davvero sconvolgenti: trafficanti di esseri umani che provocano stragi di innocenti. Sentiamo questa ferita lacerante. E’ nostro dovere – dovere dell’Europa, dell’intera comunità internazionale fare di più per impedire queste stragi. La scuola, il mondo della cultura, voi giovani, siete risorsa indispensabile per un rilancio della solidarietà, per l’affermazione di una cultura di pace, per un riconoscimento condiviso del bene comune.
E quello di cui parliamo oggi, nella Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, non è estraneo a questo lavoro, paziente, di costruzione di una società matura.
Leggere è una ricchezza per la persona e per la comunità. E’ una porta che ci apre alla conoscenza, alla bellezza, a una maggiore consapevolezza delle nostre radici, ai sentimenti degli altri che spesso ci fanno scoprire anche i nostri sentimenti nascosti, come poco fa è stato detto. Non è vero che la lettura sia stata e sia un’abitudine di personalità introverse. E’ vero il contrario: è una chiave per diventare cittadini del mondo, per conoscere esperienze lontane, per comprendere le contraddizioni e le storture, ma anche per comprendere le grandi potenzialità del mondo che ci circonda, dell’umanità che ci circonda. E’ un modo per far nascere speranze, per coltivarle, per condividerle. Leggi tutto…

BLUES DI MEZZ’AUTUNNO di Santo Piazzese (recensione e intervista)

Blues di mezz'autunnoBLUES DI MEZZ’AUTUNNO di Santo Piazzese (Sellerio).

Il 22 novembre alle 18,00, presso la “Casa del libro” (via Maestranza n. 20, Siracusa), nell’ambito della rassegna ARTE E LETTERATURA curata da Simona Lo Iacono, sarà presentato – con la partecipazione dell’autore – “Blues di mezz’autunno” il nuovo romanzo di Santo Piazzese (edito da Sellerio)
Alle domande e alla chiacchierata con l’autore si alternerà il canto di Giulia Mazzara una giovane e bravissima soprano che intonerà arie della tradizione popolare siciliana e del repertorio Belliniano (dato che il libro ha toni fortemente isolani).

Recensione e intervista a cura di Simona Lo Iacono

Il mare sanguina, la notte.
Lorenzo La Marca lo ha scoperto molti anni prima, quando il tempo non era un compagno che svelava il volto, ma uno sconosciuto che gli si piegava accanto e che non gli chiedeva ancora conto.
Adesso – invece – ha fatto l’abitudine all’idea dei passaggi, delle stagioni della vita e di un mare che – se anche solcato – non smette di sanguinare come una ferita rigurgitando galeoni, satrapi incrostati, relitti e schegge di continenti.
Non è solo la maturità ad incalzare, pensa La Marca, ma è anche il passato che si offre ad essere letto con altri occhi, venendo su all’improvviso, picchiando sull’uscio dei sensi, sol che un incontro inatteso torni a pungolarlo e a renderlo vivo.
E così, in un giorno come altri, in cui si trova ad Erice e ciancola in cerca di sollievo dalla calura lancinante, La Marca si imbatte in Rizzitano, un amico dei primissimi anni universitari.
L’impatto è inevitabile, il tempo – ormai avvezzo a chiedere e domandare – s’imbizza. E la memoria non può che scivolare a molti anni prima.
Ed ecco, subito si rivede, La Marca, giovanissimo studente, alle prese con un primo incarico per conto di un suo professore.
Gli viene affidato infatti il compito di imbarcarsi su un peschereccio, il Santa Ninfa, e da lì prendere il largo verso un viaggio che non è solo d’acqua, ma di occhi, suoni, scoperte nel guscio segreto dell’esistenza.
Chiedo allora all’autore:

– Caro Santo, questo è forse il romanzo in cui noi lettori sperimentiamo per la prima volta un’altra faccia del simpatico La Marca: la memoria e, con essa, una innegabile malinconia nel ricordare. E’ un taglio inedito che colpisce e getta sul romanzo una luce quasi contemplativa. Cosa accade a La Marca? Come mai in questo romanzo il nostro amato personaggio decide di fare un passo indietro? Leggi tutto…

SALONELIBRO2014: si parte

Salone Internazionale del Libro di TorinoComincia il Salone del libro di Torino 2014

Il programma di GIOVEDI’ 8 MAGGIO

Il ministro Dario Franceschini inaugura la 27a edizione

Il Salone 2014 è aperto dal ministro per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo Dario Franceschini che, sempre giovedì, alle 15 in Sala Rossa si confronterà con Salvatore Settis e il direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano per fare il punto sulla tutela e valorizzazione dei beni culturali in Italia.

Per la Santa Sede Ospite d’onore a inaugurare il Salone sarà il Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, cardinale Gianfranco Ravasi.

Arrivano per la prima volta il ministro della Giustizia Andrea Orlando e la ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca Stefania Giannini. Il Segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin, interverrà sabato 10 maggio alle 11.00 per presentare il nuovo libro della Libreria Editrice Vaticana dedicato a Papa Francesco. Fra le personalità della scena politica e istituzionale italiana presenti al Salone 2014 Giuliano Amato, Renato Brunetta, Massimo Cacciari, Massimo D’Alema, Andrea Riccardi, Stefano Rodotà, Walter Veltroni, Luciano Violante e il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti.

 

Il XXVII Salone INTERNAZIONALE DEL LIBRO… in breve

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Il programma del XXVII Salone Internazionale del Libro di Torino

È stato presentato il programma del XXVII Salone Internazionale del Libro di Torino

Salone Internazionale del Libro di Torino 2014 - Bene in Vista

Il Pdf del PROGRAMMA

Il 27° Salone in breve

• La ventisettesima edizione del Salone Internazionale del Libro si tiene da giovedì 8 a lunedì 12 maggio 2014 al Lingotto Fiere (via Nizza 280, 10126 – Torino). Il Salone 2014 occupa con i propri spazi espositivi quattro padiglioni di Lingotto Fiere: l’1, 2, 3 e 5.

• Orari: gio-do-lu 10-22; ve-sa 10-23. Biglietto intero 10.00 €, ridotto 8.00 €.

• Il Salone è promosso e coordinato dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, presieduta da Rolando Picchioni. Direttore editoriale è Ernesto Ferrero. L’organizzazione fieristica e commerciale è di GL events Italia – Lingotto Fiere.

• Tema conduttore del Salone 2014 è il Bene. Il Bene nelle sue implicazioni filosofiche, etiche, storiche, letterarie e neuroscientifiche. Il concetto di Bene comune. La suggestione di Primo Levi del «lavoro fatto bene» per riscoprire la cura artigianale anche nella creazione e produzione editoriale.

• Paese Ospite d’onore è Leggi tutto…

RACCONTO INEDITO DI TENNESSEE WILLIAMS

File:Tennessee Williams NYWTS.jpg“Crazy Night”, racconto inedito di Tennessee Williams sarà pubblicato dalla rivista americana “The Strand”

New York – (Adnkronos) – Un breve racconto ancora inedito dello scrittore statunitense Tennessee Williams (1911-1983) sarà pubblicato a distanza di 80 anni dalla sua stesura. Intitolato “Crazy Night” (Notte pazza), narra una storia d’amore, fin nell’intimità, ispirata da una storia vera, il fidanzamento di Williams con una giovane studentessa al tempo del college. A pubblicare per la prima volta il testo sarà la rivista americana “The Strand” nel suo fascicolo primaverile.

La protagonista dell’inedito, scritto intorno al 1930, è Anna Jean, dietro cui si celerebbe Anna Jean O’Donnell, che Williams frequentò per un breve periodo all’Università del Missouri. Alla ragazza aveva già dedicato alcune poesie, mentre sporadiche citazioni di lei appaiono nei taccuini giovanili dello scrittore.

Per Andrew Gulli, direttore del periodico “The Strand”, “Crazy Night” potrebbe essere “il pezzo mancante di un puzzle” sulla vita sentimentale dell’autore di “Un tram che si chiama desiderio”. Nell’inedito racconto compaiono già alcuni temi chiave delle opere successive di Williams, compresa la menzogna. Il racconto si svolge alla fine dell’anno scolastico del college, quando gli studenti bevono e a tarda notte si apprestano a cercare un qualche ‘nascondiglio’ per consumare un flirt con la fidanzata.
(fonte: Adnkronos)

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La vita di Tennessee Williams
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