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Keyword: ‘claudio morandini’

CLAUDIO MORANDINI vince il PREMIO PROCIDA 2016

CLAUDIO MORANDINI si aggiudica la 29ª edizione del Premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante con il romanzo Neve, cane, piede (Exòrma)

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Di seguito, Claudio Morandini racconta il suo romanzo.

I finalisti della 29ª edizione del Premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante sono stati Gabriele Di Fronzo con Il grande animale (Nottetempo), Giordano Meacci con Il cinghiale che uccise Liberty Valance (Minimum Fax) e Claudio Morandini con Neve, cane, piede (Exòrma). Nella serata conclusiva, il 24 settembre, è stato proclamato vincitore per la sezione Narrativa Claudio Morandini con Neve, cane, piede (Exòrma).

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CLAUDIO MORANDINI racconta il suo romanzo NEVE, CANE, PIEDE (Exòrma Edizioni)

di Claudio Morandini

220È sicuramente bello costruire romanzi complessi, coltivare selve fitte di avventure, edificare cattedrali narrative gremite di particolari da dominare con il piglio dell’architetto, o almeno del geometra. Ma a volte è giusto, salutare, scrivere storie piccole, romanzi che sembrano quasi racconti, abitati da due o tre figure, non di più; aiuta a focalizzare meglio i propri obiettivi concentrarsi sull’essenziale, prosciugare, levare il superfluo, abbassare la voce. Come quando, dopo pranzi elaborati e generosi sentiamo il bisogno di un pasto semplice, pochissimi ingredienti purché buoni, cotti il meno possibile; o quando, dopo un paio di ore di sinfonie, ci viene voglia di un quartetto, anzi di un trio, in un’esecuzione senza ritornelli, così finisce prima e ci lascia con il desiderio di riascoltarla ancora. È quello che ho sentito di fare con questo libro, in cui certi temi che evidentemente mi sono cari ritornano, ma sommessamente, e l’ambizione non è quella di dire meno ma di dire ancora più cose con meno parole. Leggi tutto…

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CLAUDIO MORANDINI racconta NEVE, CANE, PIEDE

CLAUDIO MORANDINI racconta il suo romanzo NEVE, CANE, PIEDE (Exòrma Edizioni)

di Claudio Morandini

220È sicuramente bello costruire romanzi complessi, coltivare selve fitte di avventure, edificare cattedrali narrative gremite di particolari da dominare con il piglio dell’architetto, o almeno del geometra. Ma a volte è giusto, salutare, scrivere storie piccole, romanzi che sembrano quasi racconti, abitati da due o tre figure, non di più; aiuta a focalizzare meglio i propri obiettivi concentrarsi sull’essenziale, prosciugare, levare il superfluo, abbassare la voce. Come quando, dopo pranzi elaborati e generosi sentiamo il bisogno di un pasto semplice, pochissimi ingredienti purché buoni, cotti il meno possibile; o quando, dopo un paio di ore di sinfonie, ci viene voglia di un quartetto, anzi di un trio, in un’esecuzione senza ritornelli, così finisce prima e ci lascia con il desiderio di riascoltarla ancora. È quello che ho sentito di fare con questo libro, in cui certi temi che evidentemente mi sono cari ritornano, ma sommessamente, e l’ambizione non è quella di dire meno ma di dire ancora più cose con meno parole.

https://i2.wp.com/www.exormaedizioni.com/exorma/wp-content/uploads/2015/09/Cop_NEVE_CANE1.jpgNeve, cane, piede è nato già nel 2011, subito dopo l’uscita di Il sangue del tiranno, e in attesa delle bozze di A gran giornate; ed è cresciuto velocemente, con relativa facilità e un certo piacere, per me, come se i limiti e i vincoli imposti dall’ambientazione e dal numero ridotto di personaggi e situazioni rappresentassero un incentivo a muoversi ancora più liberamente.
C’era, all’origine di tutto, l’immagine di un piede umano che spuntava da una massa di neve: immagine misteriosa, venutami chissà come, che costringeva a porsi domande (di chi è? perché è lì? da quando è lì?); e, accanto a quel piede, un cane e un vecchio. Sarebbe potuto diventare l’avvio di un giallo o un thriller; e l’uomo avrebbe potuto anche essere un vecchio marinaio in mezzo all’oceano, o un beduino altrettanto vecchio nel deserto, invece è rimasto un montanaro scontroso e solitario, e di thriller alla fine non c’è nulla. Anzi, per sgombrare il campo da possibili equivoci, non mi serviva nient’altro attorno se non spazi deserti, sufficientemente ostili da tener lontano i curiosi, gli sfaccendati, le fonti di distrazione, le soluzioni troppo facili. Leggi tutto…

A GRAN GIORNATE, di Claudio Morandini

di Massimo Maugeri

GranGiornate_coverA saperli cercare, di romanzi che hanno nel proprio dna caratteristiche che li contraddistinguono dalla maggior parte delle proposte editoriali in circolazione, ce ne sono ancora parecchi. Uno di questi è “A gran giornate” (La Linea, 2012, pagg. 256, € 14), il nuovo libro di Claudio Morandini: un romanzo che spazia tra viaggio e parodia, tra avventura e umorismo. Ne ho discusso con l’autore su La poesia e lo spirito (dove potrete leggere l’intervista).

Qui di seguito, pubblico un paio di brani tratti dal romanzo…

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da A gran giornate” di Claudio Morandini

7-11 Ollssen aveva una vecchia polaroid nello zaino e avrebbe voluto scattarci una foto. No, no, aspettiamo di incontrare qualcuno, dicemmo, ce la scatterà qualcun altro la foto, così nell’immagine compariremo tutti. Dopo alcuni giorni, ci imbattemmo in un vecchio barbone, che però tremava vistosamente: le sue mani malate erano incapaci di trattenere qualsiasi cosa. Però era qualcuno. E ci fermammo volentieri a conversare con lui, che per lo più si limitò ad annuire, e che di sicuro tirò un sospiro di sollievo quando ce ne andammo. Leggi tutto…

Categorie:Articoli e varie

FESTIVALETTERATURA 2017

 Festivaletteratura

 

FESTIVALETTERATURA

A MANTOVA DAL 6 AL 10 SETTEMBRE

 VENTUNESIMA EDIZIONE

Festivaletteratura

Di seguito, tutte le informazioni sul Festival…

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30° Salone Internazionale del Libro di Torino: comunicato stampa conclusivo

Il 30° Salone Internazionale del Libro di Torino si è chiuso alle ore 20 di lunedì 22 maggio 2017

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Il numero totale di visitatori alle ore 16.00 di lunedì 22 maggio è di 165.746, di cui 140.746 al Salone presso il Lingotto Fiere, e oltre 25.000 per le iniziative in città (497 al Turin’s Eye, 1.503 al reading Furore di Steinbeck, più di 5.000 per gli eventi all’area Ex Incet e 18.000 alle iniziative del Salone Off in città e nei Comuni della Città Metropolitana. L’orario di apertura del Salone 2017 è stato ridotto, nei cinque giorni, di complessive 12 ore rispetto all’anno precedente.

La 31° edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino si terrà da giovedì 10 a lunedì 14 maggio 2018.

 

Presenze istituzionali

Il Salone 2017 stato inaugurato giovedì 18 dal Presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso, alla presenza dei Ministri dell’istruzione, dell’università e della ricerca Valeria Fedeli e dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini. Sono intervenuti nelle diverse giornate della manifestazione la Ministra della difesa Roberta Pinotti, il Ministro degli interni Marco Minniti e il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. Giunto in visita anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa gen. Claudio Graziano. È venuta in visita al Salone la delegazione dell’Emirato Arabo di Sharja con il Presidente del National Heritage Institute. Fra i rappresentanti delle diplomazie straniere, l’ambasciatore del Cile in Italia Fernando Ayala.

 

Le vendite agli stand: segno più per tutti gli editori Leggi tutto…

NEVE, CANE, PIEDE: effetto Modus Legendi

https://i2.wp.com/www.exormaedizioni.com/exorma/wp-content/uploads/2015/09/Cop_NEVE_CANE1.jpg“NEVE, CANE, PIEDE” di Claudio Morandini nella classifica dei più venduti di questa settimana spinto da Modus Legendi.

Leggi l’Autoracconto di Claudio Morandini dedicato a “Neve, cane, piede” (Exòrma Edizioni) – Vincitore del Premio Procida — Isola D’Arturo — Elsa Morante 2016

Anche per questa seconda edizione di Modus Legendi ha avuto successo riuscendo nell’intento: “Neve, cane, piede” di Claudio Morandini è nella “top ten” della classifica della narrativa italiana. Con 1192 voti (30.68%) “Neve, cane, piede” di Claudio Morandini è stato il libro più votato di Modus Legendi 2017, l’iniziativa promossa dal gruppo Facebook Billy, il vizio di leggere. Il romanzo di Morandini, già vincitore del Premio Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante 2016, è stato dunque al centro della seconda fase di Modus Legendi, quella più importante: la settimana d’acquisto dal 12 al 18 febbraio, volta a portare in classifica un libro di un editore indipendente facendolo diventare un caso editoriale. Dopo tre settimane di votazione, tenutesi sul forum di Ultima Pagina, i lettori hanno scelto tra una rosa di cinque titoli di case editrici indipendenti di qualità il libro da “lanciare” nella classifica nazionale. L’iniziativa, nata dall’idea di Angelo Di Liberto e Carlo Cacciatore, promossa dal gruppo di lettori Billy, il vizio di leggere, consiste nel promuovere l’acquisto in massa — in un tempo limitato di una settimana — del titolo precedentemente votato, con lo scopo di farlo arrivare nelle classifiche nazionali. La prima edizione di Modus Legendi si è conclusa nel mese di aprile 2016 con enorme successo, consacrando Annie Ernaux nel panorama culturale italiano con il suo “Il Posto”, in terza posizione nella classifica nazionale narrativa straniera e all’undicesima di quella generale. Anche questo anno la “rivoluzione gentile” di Modus Legendi ha avuto successo: “Neve, cane, piede” di Claudio Morandini è al VII posto della TOP TEN e al V nella classifica della narrativa italiana. Leggi tutto…

LETTERATITUDINE 3 (anteprima nazionale)

LETTERATITUDINE 3: letture, scritture e metanarrazioni (LiberAria)

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Presentazione del volume in anteprima nazionale

massimo-maugeri-11-1-17Care amiche e cari amici, ho il piacere di invitarvi a partecipare a un evento che mi sta molto a cuore.
Martedì 17 Gennaio, alle ore 18:00, vi aspetto presso la Sala Eventi della Feltrinelli di via Etnea di Catania, per una festa letteraria che riguarda Letteratitudine. Presento, infatti, in anteprima nazionale il volume “Letteratitudine 3: letture, scritture e metanarrazioni” (LiberAria, pagg. 404, € 13,50). È il libro con cui festeggio i dieci anni di attività del blog e che contiene tantissimi contributi, per lo più inediti (per dettagli vi rimando al comunicato elaborato dalla libreria Feltrinelli, che riporto di seguito) donati da amici scrittrici e scrittori. Ne approfitto subito per ringraziarli pubblicamente, e di vero cuore, per la loro disponibilità e amicizia.
Aggiungo soltanto che, questa del 17 gennaio, sarà davvero una bellissima festa dedicata alla lettura e alla scrittura. Nella presentazione mi accompagneranno alcuni degli amici che hanno donato il loro contributo per la realizzazione del libro. In particolare, saranno con me (e con voi): Antonio Di Grado, Marinella Fiume, Giuseppe Giglio, Mavie Parisi, Sergio Claudio Perroni, Guglielmo Pispisa, Maria Lucia Riccioli, Ornella Sgroi, Domenico Trischitta, Anna Vasta, Vincenzo Vitale.
Vi aspettiamo! Non mancate!

Massimo Maugeri

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letteratitudine3Presso la Sala Eventi de la Feltrinelli Libri e Musica di via Etnea 285 a Catania

Martedì 17 Gennaio

ore 18:00

Massimo Maugeri

presenta

LETTERATITUDINE 3 (LiberAria Editore)

Intervengono: Antonio Di Grado, Marinella Fiume, Giuseppe Giglio, Mavie Parisi, Sergio Claudio Perroni, Guglielmo Pispisa, Maria Lucia Riccioli, Ornella Sgroi, Domenico Trischitta, Anna Vasta, Vincenzo Vitale.

Martedì 17 Gennaio, alle ore 18:00, presso la Sala Eventi della Feltrinelli di via Etnea, Massimo Maugeri presenterà al pubblico catanese Letteratitudine 3 (Liberaria Editore). Interverranno numerosi autori degli scritti inclusi nel libro: questa chiacchierata fra scrittori è il modo con cui noi della Feltrinelli di Catania abbiamo scelto di  iniziare la nostra stagione degli eventi 2017.

Un manuale sulla lettura, uno scrigno zeppo di consigli sulla scrittura, l’ingresso nel laboratorio creativo di tante scrittrici e tanti scrittori di fama nazionale e internazionale, un insieme di percorsi che introducono a libri, scrittori scomparsi e personaggi letterari. In questi e in tanti altri modi può essere definito Letteratitudine 3 – letture, scritture e metanarrazioni: il nuovo libro curato da Massimo Maugeri ed edito da Liberaria, che è legato alle attività culturali e letterarie del celebre blog Letteratitudine.

Letteratitudine 3, che esce a dieci anni dalla nascita del blog, è una raccolta di interventi, in larga parte inediti e in parte tratti dal blog stesso. In questo terzo volume, come sempre curato da Massimo Maugeri, sono contenuti gli scritti di alcuni dei più importanti autori della narrativa contemporanea, italiana e internazionale. Le loro penne animano le quattro sezioni in cui è diviso il libro.

In Lettura e scrittura: dieci domande a dieci scrittori, sono racchiuse interviste sul rapporto tra l’attività del leggere e dello scrivere, una vera e propria incursione nelle vite letterarie di ogni scrittore.

Autoracconti d’autore: scrittori raccontano i propri romanzi, costituisce invece un vero e proprio focus sul romanzo, la narrazione in prima persona dei meccanismi e delle finalità dietro la scrittura e la stesura di un libro. Lettere a personaggi letterari e autori scomparsi è un epistolario fantastico, il dialogo, sempre vivo, tra uno scrittore contemporaneo e il suo autore, o personaggio letterario, di riferimento. Chiude la raccolta un Omaggio a Vincenzo Consolo, figura imprescindibile della letteratura contemporanea.

Dettagli, qui di seguito… Leggi tutto…

CONVERSAZIONI FESTIVAL 2016

conversazioni festival 1Conversazioni Festival 2016, un ciclo di conversazioni ideato dal critico letterario Domenico Calcaterra e con il patrocinio e il sostegno organizzativo della onlus Fondazione Salvatore Mancuso (importante realtà locale impegnata nel sociale, con meritorie iniziative di sostegno alla comunità locale), che si articolano da maggio a settembre in sette incontri presso il locale circolo della Cultura Dante Alighieri in Piazza Vittorio Emanuele II, a Sant’Agata di Militello (Me):
conversazioni festival 2dopo Nino De Vita che ha parlato della sua Antologia e della sua trentennale esperienza di poeta, delle sue amicizie, e dell’essere stato l’ultimo testimone della grande conversazione nell’isola, si sono succeduti Crocifisso Dentello che ha presentato “Finché dura la colpa” (Gaffi, 2015), uno degli esordi più recensiti e discussi dello scorso anno; dopo è stata la volta di uno scrittore di lunghissimo corso come l’aostano Claudio Morandini con “Neve, cane, piede” (Exorma, 2016), scrittore da sempre attento non solo alla storia ma al dettato, alla preoccupazione della voce [prima foto a sinistra: Calcaterra con Morandini]. Domenica 10 luglio è arrivato a Sant’Agata Militello uno degli autori più importanti della narrativa degli ultimi anni come il goriziano di Cormons Emanule Tonon, fresco Premio Mondello per la narrativa con “Fervore” (Mondadori, 2016), trasfigurazione in romanzo, con la consueta verticalizzazione prosodica della lingua, dell’anno di prova del noviziato tra i frati minori francescani in un convento del centro Italia. [seconda foto a sinistra: Tonon con Calcaterra]. Leggi tutto…

LA DANZA DELLA MEDUSA di Guido Conterio

LA DANZA DELLA MEDUSA di Guido Conterio (Manni, 2016)

di Claudio Morandini

«De la musique avant toute chose» andrebbe detto quando si parla di un romanzo di Guido Conterio. Il dato stilistico, la cura del ritmo della frase e la scelta lessicale improntata a pluralità di registri e toni continuano a essere prioritari per l’autore di Aosta, che dedica a essi ogni attenzione, riuscendo a trasmettere al lettore il fascino e la necessità di questa ricerca. Così è anche per questo suo ultimo romanzo, “La danza della medusa”, pubblicato, come il precedente “Incanto e guarigione”, da Manni nella collana Pretesti.

In un futuro remoto, allo studioso Sugar Abbagnano viene affidato (da un rettore che è un ologramma proteiforme piuttosto simpatico) il compito di redigere lo studio definitivo su Giuseppe Rocci, insigne superesperto a noi contemporaneo e quasi dimenticato dai posteri, prodigiosamente rigenerato, in un certo momento epifanico della sua vita, dal tocco tutt’altro che urticante della medusa del titolo. Ad aiutare Abbagnano nella ricerca c’è una giovane e affascinante ricercatrice; attorno a loro, vive una collettività esente da mali e angosce e un po’ stolida, per la quale la morte di ciascuno è programmata fin dalla nascita. Leggi tutto…

MEMORIALI SUL CASO SCHUMANN di Filippo Tuena (un estratto)

Memoriali sul caso SchumannPubblichiamo un estratto di MEMORIALI SUL CASO SCHUMANN di Filippo Tuena (Il Saggiatore), preceduto da alcune considerazioni dell’autore in merito alla recensione del romanzo firmata da Claudio Morandini e pubblicata sul forum LETTERATURA E MUSICA di Letteratitudine

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di Filippo Tuena

La struttura del libro per me È il libro. È l’elemento fondante dal quale parto. Stabilita quella – in questo caso – 6 monologhi (in principio erano 5, quello di Ludwig l’ho aggiunto per ultimo) dove si alternavano diari, epistolari, memoriali, monologhi, scritture automatiche. Ho rinunciato quasi del tutto ai dialoghi (non riuscivo a renderli credibili) e alle descrizioni (salvo Endenich che è luogo misterioso ai più e dunque quelli che lo visitavano, certamente lo descrivevano) perché volevo che il lettore sapesse meno delle voci narranti. E che le voci narranti ignorassero il lettore.
Di qui anche la scelta di eliminare – salvo nella Postilla – il ruolo del narratore che ha sempre svolto un’importante funzione nei miei libri precedenti. Un unico narratore presupponeva una conoscenza completa delle vicende e io invece volevo che si mantenesse il più possibile il dato frammentario e incompleto. Per questo motivo non è stata chiamata a testimoniare Clara, che certamente avrebbe potuto fornire molte informazioni ma che nella realtà e anche in questa ‘fiction’ ha sempre mantenuto un riserbo rigidissimo.

Due parole anche sulla musica e sulle variazioni. Considero la forma delle variazioni la punta più alta della letteratura musicale ottocentesca e anche la più vicina alla narrativa. Che cos’è la narrazione se non la variazione di un evento preesistente che nelle mani del narratore assume una forma specifica e riconoscibile come originale di quel narratore? Stabilito questo assioma ne cade che la realtà così come possiamo trasmetterla non è che una variazione dell’evento occorso. Il tema mi affascina, ma qui si può solo accennare. Ne riparliamo.

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Da MEMORIALI SUL CASO SCHUMANN di Filippo Tuena (Il Saggiatore) – pag. 84-86 Leggi tutto…

A proposito di Zibaldoni

A proposito di Zibaldoni…

Zibaldoni e altre meraviglie
Riflessioni su una rivista letteraria online

di Claudio Morandini

Tra le riviste culturali diffuse sul web, Zibaldoni e altre meraviglie ha una storia e delle caratteristiche che ne fanno ancor oggi qualcosa di originale e di difficilmente collocabile. Fondata nel 2002 da Gianluca Virgilio e Enrico De Vivo, che la dirige tuttora, nel corso dei primi anni ha potuto contare su collaboratori come Gianni Celati, Antonio Prete, Rocco Brindisi, Franco Arminio, Paolo Morelli, Mattia Mantovani, Giorgio Messori, e ha partecipato in prima linea al dibattito talvolta acceso sugli spazi concessi alla letteratura e alla critica sul web. Negli anni, Zibaldoni ha continuato ad alimentare il dibattito culturale, da una posizione sempre un po’ defilata (ma non periferica), senza inseguire le mode del momento, anzi insistendo su temi che, per così dire, attraversano i secoli e su cui i classici antichi e moderni hanno detto cose che vale la pena riproporre, chiosare, come se fossero parole di oggi. Ho anzi l’impressione che in molti dei testi pubblicati su Zibaldoni si respiri un certo turbamento dinanzi al presente, o almeno una sospensione del giudizio, e che solo il ricorso allo sguardo lungo dei classici permetta di trovare degli strumenti con cui non perdersi nell’imbarazzante, tragicomico guazzabuglio dell’oggi.
Ai primi collaboratori si sono aggiunti nel frattempo scrittori-studiosi come Walter Nardon, Simona Carretta, Stefano Zangrando, Carlo Cenini, Barbara Fiore, Brunella Antomarini, Giacomo Verri, Francesca Andreini, Giuseppe Dino Baldi e altri: ognuno è titolare di una rubrica in cui esplora tematiche, divaga liberamente attorno a un centro d’attrazione, gioca inanellando variazioni sui temi sentiti da tutta la redazione. Leggi tutto…

PRENDI LA DELOREAN E SCAPPA

AA VV –Prendi la DeLorean e scappa

a cura di Andrea Malabaila – Las Vegas edizioni, 2015 – Collana i Jackpot

[Un libro imperdibile per chi ha amato la saga di Ritorno al futuro di Robert Zemeckis]

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Le Edizioni Las Vegas di Torino hanno presentato al Salone del Libro Prendi la DeLorean e scappa, un’antologia di diciotto racconti ispirati alla saga di Ritorno al futuro di Robert Zemeckis.
Curata da Andrea Malabaila, l’antologia contiene racconti firmati da (in ordine alfabetico) Davide Bacchilega, Marco Candida, Eva Clesis, Vito Ferro, Roberto Gagnor e Michela Cantarella, Enzo Gaiotto, Manuela Giacchetta, Elia Gonella, dallo stesso Andrea Malabaila, e poi da Christian Mascheroni, Gianluca Mercadante, Claudio Morandini, Gianluca Morozzi, Daniele Pasquini, Giorgio Pirazzini, Giuseppe Sofo, Daniele Vecchiotti, Paolo Zardi.

L’editore e scrittore torinese, che di Ritorno al futuro è stato ed è ancora uno spettatore appassionato, coltivava evidentemente da un bel pezzo quest’idea. Andrea, da vero fan, assicura di non annoiarsi mai a rivedere il film con Michael J. Fox; e, da scrittore, non smette di stupirsi di fronte ai perfetti meccanismi narrativi che governano in particolare i primi due film della trilogia, impeccabilmente ritmati, per niente invecchiati negli anni come invece è accaduto, ahimè, a tante altre pellicole di successo di quel decennio. Che la passione di Malabaila non sia solo sua è testimoniato dalla fortuna critica di cui gode la trilogia di Zemeckis sul web, o da eventi anche giganteschi che quest’anno si svolgeranno un po’ in tutto il mondo, come la serie di incontri, proiezioni e esposizioni di memorabilia ospitata dall’Ecomuseo del Freidano (Settimo Torinese, TO) che da luglio a novembre celebrerà con divertita solennità la ricorrenza. Ecco, appunto, la ricorrenza: il 2015 è l’anno perfetto per tributare un omaggio a Ritorno al futuro, dato che il 2015 nel 1985 era il futuro, e lo era nel modo bizzarro rivelato dal secondo capitolo della trilogia, con le macchine volanti, l’hoverboard, le scarpe autoallaccianti e quell’aria ancora profondamente impregnata di anni Ottanta. Si legge sulla bandella editoriale dell’antologia: “Un tempo il 2015 era il futuro (…) E oggi, che siamo davvero nel 2015, che cos’è rimasto di tutto ciò? Con quest’antologia di diciotto racconti vogliamo festeggiare il trentennale della saga di Zemeckis e portarvi ancora una volta avanti e indietro nel tempo.”
La raccolta di racconti è, nelle intenzioni dei curatori Andrea Malabaila e Carlotta Borasio, appunto “una specie di omaggio, di benvenuto a Marty e Doc (per la cronaca sbarcheranno qui il 21 ottobre)”, come si legge sul blog di Andrea. Leggi tutto…

Nascita di una rivista: Diacritica

Nascita di una rivista: Diacritica

Intervista a Maria Panetta

a cura di Claudio Morandini

Il bimestrale “Diacriticaè una nuova rivista letteraria online che, sotto la direzione di Domenico Renato Antonio Panetta, si occupa prevalentemente di filologia, critica letteraria e storia dell’editoria. Per conoscerne meglio gli obiettivi abbiamo rivolto qualche domanda a Maria Panetta, fondatrice della rivista assieme a Matteo Maria Quintiliani.

– Il primo numero di «Diacritica» mi pare animato insieme da rigore metodologico e da autentica passione. Mi pare anche di capire che sia qui una delle differenze, forse la più importante, sia rispetto alla babele di contributi di ispirazione letteraria sul web sia rispetto alla trattatistica di stampo puramente accademico. Sei d’accordo?
Mi fa molto piacere che si percepisca così nettamente quali sono i nostri principi ispiratori. «Diacritica» vuole, infatti, essere prima di tutto una rivista scientifica, e per questo si è dotata di un apposito Comitato di studiosi (tra cui Valeria Della Valle, Alessandro Gaudio, Matteo Lefèvre, Italo Pantani, Paolo Procaccioli, Giuseppe Traina), alcuni strutturati (ordinari, associati e ricercatori universitari) e altri che insegnano da anni a contratto presso vari atenei e hanno ottenuto l’Abilitazione Scientifica Nazionale del 2012. Il rigore metodologico di cui dovremmo essere garanti si sposa, però, come sottolinei, anche con le passioni di ognuno di noi: la letteratura e la lingua italiana, la filologia, la critica letteraria e la storia dell’editoria, la comparatistica e la traduttologia etc.
Del resto, è proprio per passione che è nata l’idea di fondare un periodico. Personalmente, erano anni che meditavo di lanciare un’iniziativa in campo editoriale: dopo una tesi di dottorato di ricerca in Italianistica su tutta l’attività di Croce editore e fondatore di collane editoriali (monografia uscita nell’Edizione Nazionale delle sue Opere), ho lavorato come ufficio editoriale e stampa presso le Edizioni di Storia e letteratura, e per qualche mese come redattrice esterna della romana Salerno; sono stata, inoltre, docente di “Giornalismo culturale” e dal 2008 insegno “Storia dell’editoria” per lo stesso Corso di laurea magistrale (“Editoria e scrittura”) presso il quale avevo conseguito una seconda Laurea in “Gestione dell’impresa editoriale”: puoi ben dedurre quanto il mondo degli editori mi abbia sempre affascinato! Leggi tutto…

FUORIASSE N. 13 (febbraio 2015)

È online il n. 13 del magazine indipendente di Torino FUORIASSE, prodotto da Cooperativa Letteraria

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 FUORIASSE N.13 (febbraio 2015) – Officina della Cultura  (sfoglia online qui)

Indice:
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LO SCRITTORE VERTICALE. Conversazione con Vincenzo Consolo – di Domenico Calcaterra (recensione)

Domenico Calcaterra con Vincenzo Consolo

Lo scrittore verticale. Conversazione con Vincenzo Consolo”, di Domenico Calcaterra – Medusa Edizioni, 2014

di Claudio Morandini

Che piacere è leggere il dialogo tra Consolo e Domenico Calcaterra, risalente al 2006, già uscito in appendice al saggio “Vincenzo Consolo: le parole, il tono, la cadenza” (Prova d’Autore, 2007) e oggi riproposto da Medusa Edizioni con il titolo “Lo scrittore verticale. Conversazione con Vincenzo Consolo” corredato da una nota introduttiva di Antonio Franchini. Notiamo subito una profonda sintonia di voci e di intenti: Consolo e Calcaterra usano lo stesso linguaggio, ragionano arrovellandosi allo stesso modo, si concedono financo gli stessi vezzi di stile. La loro idea stessa di dialogo è riconducibile a un atteggiamento che possiamo definire sicilitudine: che in letteratura si esprime attraverso un continuo impulso alla “perorazione” e alla “interrogazione”, ed è per sua natura ironica, intrisa di pessimismo, incline al ripiegamento interiore, a una larga, ancestrale sfiducia nella società. Questo perenne dubitare, questa “dolorosa saggezza” unita a una “disperata intelligenza” caratterizzano, nelle parole di Consolo, il timbro delle voci letterarie della Sicilia.
Il denso libretto manifesta davvero lo sforzo congiunto di “tessere memoria” (che è “racconto”, libertà, scelta individuale, in definitiva è “letteratura”): la conversazione tra i due è in effetti un assorto (quasi mai divagante) e appassionato viaggio spaziotemporale compiuto in coppia nei territori della letteratura, della memoria, nelle stratificazioni storiche e geografiche della lingua, anche nella tradizione letteraria italiana. Entrambi – maestro e allievo – condividono poi l’amarezza di fronte allo spazio sempre più esiguo lasciato alla letteratura e il disagio in un presente superficiale, carnevalesco, privo di figure intellettuali forti e critiche.
Quello di Calcaterra è insomma un vivace omaggio, rigoroso ma anche libero dall’impegno apologetico (in polemica con i fraintendimenti di certa critica) che anima il recente, corposo saggio su “Il secondo Calvino” (Mimesis, 2014): che è sempre dialogo ideale, certo, ma forzatamente a distanza, e con le opere più che con l’autore (non suoni come un limite, si tratta di una scelta in un certo senso necessaria). Leggi tutto…