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Archive for the ‘Articoli e varie’ Category

Uno scrittore allo specchio: TRILUSSA

File:Trilussa 15.jpgUno scrittore allo specchio: TRILUSSA

di Simona Lo Iacono

Ma lo sapevate, signori miei, che lo specchio nun è cosa che sceglie la persona, che riflette e nun jela perdona, e che se je dai una sberla poi te l’ arrimanda?
E’ come ‘na soffiata de lavanda, che te libera il petto e la ragione, e che se guardi bene e senza grilli ‘n testa, t’istruisce e te da’ pure ‘na lezione.
Certo, c’è da capì che non è ‘na festa se te credi bello e poi te vedi brutto, se te senti onesto e quello te dice: truffatore, se fai ‘l pietoso e poi sei ‘l peggio malfattore.
Ma lo specchio è così, è un po’ poeta, je piace de dì pane al pane e vino al vino, je piace de fasse piccolo e bambino, e je piace de sputà…
ma no saliva, bensì la pura verità.
E sempre m’è piaciuto questo specchio che non tace e nun conosce ipocrisia, e me lo so’ messo nella tasca mia, e tutto ho detto, tranne la bugia.
Così, je l’ho cantate alli potenti, je l’ho detto che se uno s’accorge d’esse prigioniero, canta e urla come no’ sparviero, chè tanto, che c’ha da perde, forse i denti?
Un povero non perde mai, ha perso tutto, e tanto vale allora, sora mia, se proprio il mondo è farabutto, riempisse le tasche de poesia.
Per questo, in certe sere arrovesciate che, a Roma, la terra pare cielo e il cielo terra, me so’ messo in trincea come in guerra, ho mescolato quattro rime un po’ indecenti, e li ho fatti piagne, li potenti, e li ho fatti ride, li perdenti.
D’altra parte a questo serve la poesia. A dì sempre la verità vera, quella che se tace per diplomazia…
Ma cos’è poi ‘sta decenza che c’ impedisce – in fonno – d’esse uguali, e c’impone di parlare pe’ segnali, e ci fa lupi, arrubboni e soli?
Per me è stata sempre libbertà, ma libbertà con due “b” e con le ali, è stato trasformà li straccioni nei reali, e pochi spicci in un mucchio de tesori.
A modo mio, e con rispetto, ho fatto er rivoluzionario, ho dato onore a chi l’aveva perso, ho dato nome a chi non c’ha destino, ho messo gioia al core d’un bambino, e al prepotente c’ho cantato un nuovo sillabario. Leggi tutto…

LE OTTO MONTAGNE: le ragioni del successo (secondo l’autore)

Le otto montagneUlteriore approfondimento dedicato a LE OTTO MONTAGNE di Paolo Cognetti (Einaudi): romanzo vincitore dell’edizione 2017 del Premio Strega

Le ragioni del successo secondo l’autore

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di Massimo Maugeri

L’effetto Premio Strega lancia in vetta alla classifica “Le otto montagne” di Paolo Cognetti (Einaudi). E tuttavia il successo del romanzo (che, tra le altre cose, è un omaggio dichiarato a Primo Levi e a un suo racconto “Ferro” a cui l’autore si è ispirato) precede la vittoria del più celebre premio letterario italiano (senza dimenticare, peraltro, la vittoria del Premio Strega Giovani e del Premio Strega Off). Un successo che, già da tempo, ha ampiamente varcato i confini nazionali (poiché il romanzo è tradotto o è in fase di traduzione in oltre trenta paesi).

– Caro Paolo, a che cosa è dovuto secondo te il successo che ha riscontrato e sta ricontrando questo tuo romanzo (anche a livello internazionale)?
Paolo Cognetti vince il Premio Strega Giovani 2017Penso che ci sia qualcosa di universale in questo ritorno ai luoghi che abbiamo abbandonato con i boom economici, con la modernità, con quello che è successo un po’ in tutto il mondo occidentale dopo la seconda guerra mondiale. È una storia che ci accomuna: la grande attrazione delle città, la fuga dalle montagne, dalle campagne, dalle provincie, in cerca di un modello di vita che sembrava l’unico modello vincente e che poteva andare bene per tutti. Oggi viviamo in un’epoca di crisi e di ritorno verso i luoghi abbandonati. Credo sia universale il bisogno di adottare modelli di vita diversi, nuovi, di ricominciare da un’altra parte. E questa è la montagna del mio romanzo, una montagna che può essere capita e amata anche da chi non ci è mai stato.

– Un’altra possibile ragione del successo? Leggi tutto…

LE OTTO MONTAGNE di Paolo Cognetti (articolo/intervista)

LE OTTO MONTAGNE di Paolo Cognetti (Einaudi): un articolo/intervista sul romanzo vincitore dell’edizione 2017 del Premio Strega

di Massimo Maugeri

Le otto montagneHa appena vinto la settantunesima edizione del Premio Strega con il romanzo “Le otto montagne” (Einaudi), beneficiando di 208 voti. Si dichiara esultante, Paolo Cognetti. Quasi sopraffatto dalla gioia. «Sento tanto entusiasmo che arriva prima di tutto dai lettori», precisa «e che poi si è tradotto in questo riconoscimento bellissimo».
La sua gioia ha avuto modo di manifestarla pochi minuti prima, tracannando – come da tradizione – l’ambìto e stregato liquore dal bottiglione e prendendo in braccio – fuori da copione – Paola Gallo, la direttrice editoriale della Einaudi.
“Le otto montagne” è un romanzo che ha origini antiche per l’autore e affonda le radici nei suoi ricordi di ragazzo. «Sono nato e cresciuto a Milano, da genitori emigrati che erano giunti da altrove. E c’erano queste estati in montagna che per loro erano come un ritorno ai luoghi che avevano abbandonato per venire in città e per me una scoperta meravigliosa. Parliamo della montagna della Valle d’Aosta, sul finire degli anni Settanta. Una montagna che poi ho abbandonato nell’adolescenza e che ho quasi dimenticato, seppellito sotto altre esperienze. L’ho poi riscoperta dopo i trenta. E sono andato a viverci per buona parte dell’anno. Oggi vivo per metà in montagna, per metà in città. “Le otto montagne” è una storia che segue più o meno questi movimenti. Non è un’autobiografia, ma nasce in maniera molto chiara dalla mia vita e dal rapporto con questi luoghi».
Ed è la storia di un’amicizia maschile tra Pietro, che è un po’ l’alter ego dell’autore, e Bruno, un ragazzo delle Alpi. «Mi hanno sempre affascinato questi ragazzini degli alpeggi: sporchi, timidi, che vestivano con abiti da adulti e scappavano via quasi come animali selvatici appena ti avvicinavi. Avrei tanto voluto superare la loro timidezza e la mia e provare a diventare amico di uno di loro. Ho realizzato questo desiderio raccontandolo nel libro». Leggi tutto…

OMAGGIO A ENZO BETTIZA

ADDIO A ENZO BETTIZA, giornalista e scrittore italiano scomparso oggi (Spalato, 7 giugno 1927 – 28 luglio 2017)

Lo ricordiamo pubblicando la recensione apparsa sul quotidiano “La Repubblica” dedicata a “Esilio” (con cui Bettiza vinse il Premio Campiello nel 1996): memoria dell’infanzia e adolescenza nella natia Dalmazia dagli anni venti alla Seconda guerra mondiale

Enzo Bettiza è stato corrispondente prima da Vienna e poi da Mosca della “Stampa” dal 1957 alla fine del 1964 . Per dieci anni inviato e fondista del “Corriere della Sera”, e nel 1974 ha dato vita, con Indro Montanelli, al “Giornale”, di cui è stato condirettore vicario fino al 1983. Ha dedicato gran parte della sua attività narrativa e saggistica alla riflessione sul destino dell’Europa moderna. Ha pubblicato fra l’altro: “La campagna elettorale” (1953), “Il fantasma di Trieste” (1958), “Il diario di Mosca” (1970), “Il mistero di Lenin” (1982), “L’anno della tigre” (1987), “I fantasmi di Mosca” (1993), “Esilio” (1996, premio Campiello), “L’ombra rossa” (1998), “La cavalcata del secolo” (2000), “Il libro perduto” (2005), l’introduzione al Meridiano dedicato a Guido Piovene (1976), “Corone e maschere”, “Viaggio nell’ignoto”, “1956”, “La primavera di Praga”, “La distrazione” (2013).

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di Pietro Veronese (da “La Repubblica” del 14 febbraio 1996) Leggi tutto…

Categorie:Articoli e varie

PAOLO BORSELLINO

PAOLO BORSELLINO (Palermo, 19 gennaio 1940 – Palermo, 19 luglio 1992)

 

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VENTO TRAVERSO di Anna Pavone

VENTO TRAVERSO di Anna Pavone (edizioni Le Farfalle)

“Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia” Erasmo da Rotterdam

“Noi gente pazza ragioniamo con il cuore” Jim Morrison

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di Alessandro Russo

Catania centro, poco fa: stazione della metropolitana.
L’incrocio con un’affascinante giovinetta in attesa del treno mi accompagna delicatamente verso lo stato di grazia che ricercavo. Seduta sulla banchina e intenta a sfogliar un piccolo libro bianco, la ragazza ha riccioli chiari e un non so che di angelico. A dirla tutta non legge e basta, bensì divora avidamente le pagine. «Questo volumetto –attacca ella bottone- vola alto perché ci fa riscoprire il gusto della parola. È stato pubblicato in una collana rossa di narrativa dall’editore-poeta Angelo Scandurra per “Le farfalle edizioni” di Valverde. S’intitola “Vento traverso” e la sua autrice è Anna Pavone, una donna perennemente in viaggio tra Catania e Milano. Pur nondimeno il cuore di ”Vento traverso” cela un segreto: non è stato scritto da Anna Pavone o meglio non solo da lei. Grazie ad un acuto espediente, il racconto mette insieme dialoghi e discorsi d’altre genti ma sta in piedi in prima persona. È un’opera incantata e polifonica e l’hanno buttata giù gli spostati, i disadattati, insomma i matti, propriamente loro. È nata dall’ascolto giornaliero ed è stata elaborata durante anni di osservazione nelle sale d’attesa di ambulatori di salute mentale e nei centri diurni di psichiatria. Tra quei corridoi Anna ha trovato un’umanità eccezionale, ma il suo lavoro non riporta luoghi, nomi o diagnosi. “Vento traverso” non scivola sul pietismo e non inciampa sui luoghi comuni ma indaga in modo lieve il vertiginoso rapporto tra follia e letteratura». Leggi tutto…

MATTEO STRUKUL vince il PREMIO BANCARELLA 2017

Matteo Strukul con “I Medici ” vince il 65esimo Premio Bancarella

Ascolta la puntata di “Letteratitudine in Fm” dedicata alla saga de “I Medici” con Matteo Strukul in conversazione con Massimo Maugeri

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La premiazione è avvenuta ieri a Pontremoli, in Piazza della Repubblica, al termine di una votazione che ha visto il vincitore prevalere con 39 lunghezze di scarto sul secondo classificato.

Molto vicini invece tutti gli altri partecipanti. Se, infatti, Matteo Strukul ha trionfato con 109 voti, il secondo classificato, ” Il giardino dei fiori segreti ” scritto da Cristina Caboni ed edito da Garzanti, che ha ricevuto 70 preferenze, ha lottato scheda dopo scheda per staccare Alessandro Barbaglia e Valeria Benatti che hanno chiuso a 62 e Jung-myung Lee (59) e Lorenzo Marone (55).

Seguono: l’elenco completo dei libri finalisti e altre informazioni sulla serata della premiazione. Leggi tutto…