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SE MI TORNASSI QUESTA SERA ACCANTO di Carmen Pellegrino (recensione)

SE MI TORNASSI QUESTA SERA ACCANTO di Carmen Pellegrino (Giunti)

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[ascolta la puntata di “Letteratitudine in Fm” dove Carmen Pellegrino conversa con Massimo Maugeri su “Se mi tornassi questa sera accanto”]

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di Simona Lo Iacono

Un altro giorno senza Lulù, pensa Giosuè Pindari mentre firma l’ultima lettera e l’affida al fiume. Un altro giorno speso a scrutarne l’arrivo, a raccogliere le parole, a prendersi cura di Nora, svagata e divertita.
Ha fatto tutto come dev’essere quando si aspetta qualcuno, Giosuè.
Ha dato alla casa un aspetto più ridente, e accanto alle finestre che le conferivano un’aria stanca – quasi due occhi mesti e in giù – ha disegnato con le tegole uno sguardo fiducioso e senza malinconie.
Ha coltivato la terra con accondiscendenza, ignorando le pale eoliche che l’hanno invasa, saggiandone le zolle tenere o ruvide, preparandole all’arrivo di lei.
Ha fatto indossare a Nora un abito della festa, con amore le ha pettinato i capelli, ha raccolto i suoi mormorii, accontentandosi di sguardi trasognati e felici.
Ma Lulù non è ancora tornata.
Richiamare i figli dalla loro fuga è un’impresa che riesce solo a Dio. Solo Lui è capace di trasformare la paura in verità, la prepotenza in attesa, e padri ingombranti in uomini con le mani vuote.
Ma per Giosuè Pindari è molto più difficile, e così scrive, appallottola la carta e la chiude nella bottiglia. Con un gesto propiziatorio la affida al fiume, perché il fiume, come Dio, sa sempre dove andare.
E infatti va, il fiume. Supera sassi, sporgenze, gomiti. E’ sapiente, ha imparato a prendere la forma delle cose, ad adattarsi alla terra. Forse per questo Giosuè l’ha sempre chiamato “fiumeterra”, e forse per questo Lulù ha sempre visto nell’acqua un’appartenenza. Leggi tutto…

OMAGGIO A SERGIO ALTIERI

Risultati immagini per sergio altieriVoglio tributare un omaggio a Sergio Altieri, in arte Alan D. Altieri (che ci ha lasciati il 16 giugno), ripubblicando questo preziosissimo testo che mi aveva donato nell’aprile 2010 in occasione del dibattito online intitolato “La letteratura dei vampiri“.

Credo che – da parte mia – sia il miglior modo per ricordarlo, salutarlo e ringraziarlo.

Grazie sempre, caro Sergio.

(Massimo Maugeri)

 

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Il (nuovo) giorno del vampiro
di Alan D. Altieri

ovvero

Il fascino (indiscreto & eterno) dell’immortalita’ malefica

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sergio-altieriWhat the hell! Proprio quando ricominciavamo a sperare nella validità dei vecchi metodi. Ma sì, ya all know what I mean: anzitutto santo martello & saKro piKKetto. Più crocefissi assortiti, aglio a grappoli, acqua pura (really? we still got that?) a damigiane, specchi possibilmente non incrinati, etc etc etc. Insomma, tutta l’attrezzatura obbligata e obbligatoria del piccolo vampirista perfetto, tale da sbarazzarci di quegli invadenti salassatori.
Giusto?
Tutto sbagliato.
Guess what: della lista di cui sopra – e senza, almeno per ora, ricorrere agli strabilianti trucchetti post-techno degli ultimi tempi, tipo proiettili di luce & affini – non funziona più un accidenti di niente. Di certo non funziona più un accidenti di niente nel “nuovo giorno del vampiro”.
Difatti, chi non muore – e questi mai che tirino veramente cuoia – si rivede. Per cui una nuova, radiosa alba popolata da orde si sukkiasangue è sorta su questo nostro pianetucolo dolente in attesa del catartico, liberatorio 2012. E non è affatto detto che non siano proprio loro, i vampiri, a mettere la parola fine al nostro inquinato, sovrappopolato, tormentato destino di bipedi imperfetti ormai decisamente e miseramente slittati nell’(in)umano.
Discutibili facezie a parte – pressoché in ogni forma della comunicazione scritta e iconografica – l’intera mitologia vampirica sta vivendo una inedita (ennesima) eterna giovinezza.
Francamente, e passatemi la notazione personale, allo scrivente la cosa va alla grande. Leggendo da ragazzo l’immortale – in senso di capolavoro letterario – “Dracula” di Bram Stoker, nella fenomenale traduzione dell’ugualmente immortale Francesco Saba Sardi, mi schieravo tutto dalla parte del Principe delle Tenebre. Già eretico nell’adolescenza, quindi? Peggio: eretico, blasfemo, nonché politikamente scorrettissimo. E vi argomento anche perché:
– Dracula è solo, ma proprio solo, (R.M. Renfield non è nemmeno il suo garzone di bottega) in lotta per sopravvivere contro un intero universo: sopravvissuto suo malgrado a un passato di orrori, costretto a fare i conti con un amore disperato e impossibile, condannato a coesistere con la propria mostruosità endogena. Ditemi voi se non è questo IL vero eroe romantico di tutti i tempi, letteralmente…;
– gli avversari di Dracula sono l’orgia degli scornacchiati: abbiamo il moscio rimbecillito (Jonathan Harker), il mandriano da trivio (Quincey Morris), il demente tossico (Dr. Jack Seward), e, dulcis-in-fundo, il vittoriano scassapalle sessualmente frustrato (Abraham Van Helsing). Come on, guys, get a life… No, even better: get a death!;
– le ganze di Dracula sono il meglio sulla piazza: a partire dalle tre sexy vampirelle su nella nera fortezza dei Karpazi (okay, ladies, let’s rock!), per passare alla spumeggiante Lucy Westenra (ready to jugular, old boy!), chiudendo in bellezza con la delicata (ma non troppo) Mina Harker (just suck me dry, my Prince!).
Insomma, Dracula Forever.
A tutti gli effetti, il forever di cui sopra continua a funzionare. Ormai da quasi due secoli l’oscuro eppure tormentato, truculento eppure fascinoso, Conte Dracula – e pressoché tutte le sue incarnazioni/deviazioni/ rivisitazioni/approssimazioni successive – rimangono una dominante primaria dell’immaginario individuale e collettivo.
A parere dello scrivente, è il fascino inevitabile dell’immortalità. Leggi tutto…

LA NAVE DI TESEO acquisisce BALDINI & CASTOLDI

Dopo l’acquisizione di Oblomov (ne avevamo parlato qui) un nuovo “colpo” per La nave di Teseo diretta da Elisabetta Sgarbi: l’acquisizione di Baldini & Castoldi (storico marchio editoriale milanese). Leggi tutto…

CATERINA DELLA NOTTE di Sabina Minardi (recensione)

CATERINA DELLA NOTTE di Sabina Minardi (Piemme)

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di Simona Lo Iacono

È notte.
L’aria di Siena è pregna degli odori delle locande. I barbagli di qualche lume arrivano anche dallo Spedale. Ed è qui, sul piano ruvido di una cella, che una donna comincia a scrivere la propria storia.
Glielo ha comandato Caterina, Caterina la Santa, la preferita del Signore. Perciò oggi, 29 aprile 1380, Giovanna da Fontebranda obbedisce al comando e scrive.
Ha mani tremanti, Giovanna. E la carta pare non contenere lo sguazzo dell’inchiostro e le curve delle vocali. Ma soprattutto, lo spazio è sempre troppo angusto, per tutte le memorie  che la assalgono, la marcia all’indietro, il passo del tempo cadenzato sui ricordi.
E i ricordi, poi.
Quanti.
Qualche secolo dopo, a Londra, una donna – Catherine – rientra a casa, al numero 2 di Redcliffe Square. L’appartamento è grande, fin troppo grande per lei e suo padre. Ed è moderno, a differenza del Santa Maria alla Scala, dove  Caterina ha vissuto e pregato.
Lì, si alternano infatti mantellate silenziose e penitenti; balie dai seni gonfi di latte per i “gettatelli”; mendicanti in cerca di cibo; appestati da soccorrere per una morte dignitosa.
Qui, invece, le stanze sono moderne e segnate dal passaggio di Catherine: gli abiti lasciati in disordine per rimarcare gli spazi; le lenzuola attorcigliate sui bordi del letto; l’odore di doccia e bagno schiuma, che ancora esala nell’aria un sentore di spezie, di agrumi.
Eppure, nonostante la diversità di luoghi e di tempi, queste due donne – Catherine e Giovanna – si somigliano.
Non fisicamente, ché l’una – Giovanna – ha sempre vissuto inguainata dal mantello nero della Scala,  e non ha mai ceduto a civetterie o ad abiti mondani. E nemmeno interiormente, dato che Catherine ha girato il mondo e lavora come giornalista, mentre l’altra non è mai uscita dalle mura in cui è stata reclusa sin da bambina.
Piuttosto è uguale una mancanza. Leggi tutto…

TANGO DELL’ANIMA

TANGO DELL’ANIMA di Daniela Spalanca (Medinova)

di Alessandro Russo

Buongiorno.
Non sempre né spesso, insomma talvolta, l’autore d’un libro -poco prima di prender per mano il lettore- incomincia col guardarlo fisso negli occhi. Grazie al Cielo, è quello che accade allorquando si sfoglia “Tango dell’anima” della scrittrice agrigentina Daniela Spalanca (Medinova Ed, pg 94, €12), una lunga meditazione dallo stile pacato e mai aggressivo dedicata alla resilienza dell’essere umano. Come già Enzo Biagi, anche l’autrice di “Tango dell’anima” crede che il peccato più diffuso al mondo sia l’indifferenza; denota ella una prorompente sensibilità e pronuncia un grido di rancore contro il finto buonismo e le sue sfaccettature.
All’interno d’un fine quadro letterario, si snodano centoquarantanove riflessioni intervallate da dodici disegni di Mauro Fornasero, artista innovativo di Caltanissetta che all’essenza narrativa aggiunge un’atmosfera misteriosa. Docente di lettere e speaker televisiva, Daniela vanta numerose collaborazioni con riviste e siti web. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti letterari tra cui l’encomio speciale al Premio “Racalmare Leonardo Sciascia Edizione 2012” e il Premio nazionale “I libri dell’anno 2012”. Leggi tutto…

PREMIO CALVINO 2017: vince Emanuela Canepa

PREMIO ITALO CALVINO – 30a EDIZIONE: vince Emanuela Canepa

Emanuela Canepa, romana, 50 anni, bibliotecaria all’Università di Padova, è la vincitrice del 30° premio Calvino, dedicato a romanzi inediti di esordienti, con L’animale femmina.

Tre le menzioni speciali assegnate, a pari merito, dalla Giuria: Luca Mercadante, per Presunzione; Serena Patrignanelli,  per La fine dell’estate; Roberto Todisco, per Jimmy Lamericano.

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Il romanzo vincitore e le tre menzioni speciali sono stati proclamati martedì 30 maggio al Circolo dei lettori di Torino dalla Giuria formata, quest’anno, da: Rossana Campo, Franca Cavagnoli, Mario Desiati, Marco Missiroli e Mirella Serri.

L’animale femmina di Emanuela Canepa a cui i giurati, preso atto del buon livello medio dei testi, hanno deciso di assegnare all’unanimità il Premio è «un romanzo compiuto, maturo, di esemplare nitidezza nella struttura e incisivo nella lingua, che mette in campo uno spiazzante gioco di seduzione senza sesso e che, pur attento alla psicologia maschile, dà in particolare voce, con stringente analitica, alla forza carsica del femminile

Per quanto riguarda le tre menzioni speciali a Luca Mercadante, Serena Patrignanelli e Roberto Todisco, queste le motivazioni dei cinque giurati: Leggi tutto…

PREMIO CAMPIELLO 2017: i vincitori