Archivio

Archive for the ‘Brani ed estratti’ Category

CERCAMI di André Aciman (un estratto)

L’incipit di CERCAMI di André Aciman (Guanda – traduzione di Valeria Bastia)

 * * *

Perche´ quell’aria cupa?
La vidi salire alla stazione di Firenze. Aprı` la porta scorrevole di vetro, entro` nella carrozza e dopo essersi guardata intorno scaravento` lo zaino sul sedile vuoto accanto al mio. Si levo` il giubbotto di pelle, poso` il libro che stava leggendo, un tascabile in inglese, poi mise una scatola bianca quadrata nella cappelliera e si accascio` sulla poltrona di traverso rispetto a me, sbuffando in un moto forse di rabbia o agitazione. Mi fece pensare che avesse avuto un’accesa discussione pochi secondi prima di salire a bordo e stesse ancora rimuginando sulle parole taglienti che lei o l’altra
persona aveva pronunciato prima di troncare la telefonata.
Il suo cane, che cercava di tenere a cuccia tra le caviglie con il guinzaglio rosso avvolto intorno al polso, non sembrava meno irrequieto di lei. Leggi tutto…

NELL’ANTRO DELL’ALCHIMISTA di Angela Carter (un estratto)

“NELL’ANTRO DELL’ALCHIMISTA. Tutti i racconti. Vol. 1” di Angela Carter (Fazi editore – Introduzione di Salman Rushdie – traduzioni di Susanna Basso, Rossella Bernascone)

* * *

Penetrando nel cuore della foresta

 

Tutta la regione era come un vaso di fiori abbandonato, pieno fino all’orlo di creature verdi; e, protette su ogni lato dalle feroci barricate delle montagne, le belle propaggini della foresta si trovavano così all’interno da convincere gli abitanti che Oceano fosse il nome di uno straniero, e se mai avessero visto un remo l’avrebbero scambiato per un vaglio. Non costruivano strade né città; simili in tutto a Candido, specialmente nelle passate sfortune, si limitavano a coltivare i loro giardini.
Erano i discendenti di schiavi fuggiti, molti anni prima, dalle piantagioni di distanti pianure, che nel dolore e nelle privazioni avevano attraversato l’arido istmo del continente, sopportando infinità di deserto e tundra prima di arrampicarsi sulle colline scabre, per scalare infine le cime stesse e giungere alla regione che offriva la piena realizzazione di tutti i loro sogni di una terra promessa. I boschetti che cingevano le foreste di conifere nella valle centrale erano tutto il mondo che desideravano conoscere e nella loro quiete autosufficiente non si preoccupavano che della soddisfazione di semplici piaceri. Nessuno spirito esploratore era stato così curioso da risalire il grande fiume che irrigava i campi fino alla sua sorgente, o da penetrare nel cuore della foresta. Erano troppo contenti di ciò che offriva loro quel luogo inespugnabile per desiderare altro che le gioie dell’ozio. Leggi tutto…

TROPPO LONTANO PER ANDARCI E TORNARE di Stefano di Lauro (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo “Troppo lontano per andarci e tornare” di Stefano di Lauro (Exòrma) 

 * * *

Il terzo giorno smise di piovere dal pomeriggio, ma il terreno dell’accampamento era ridotto a un acquitrino. Si preannunciava un altro riposo forzato. Benché lo spettacolo fosse faticoso, andare in scena era sempre una festa; e l’inattività, di cui facevano bastevole esperienza durante la brutta stagione, non era vista di buon occhio. Non potendo fare altrimenti, si dedicarono alla manutenzione degli attrezzi, nei giorni precedenti avendo già provveduto a rammendare tutto il rammendabile.
Al tramonto, come previsto, non arrivò nessuno. Mardea si spinse oltre il campo, verso il villaggio, ed ebbe conferma che non c’era anima viva diretta al circo. Avrebbero cenato di nuovo sotto lo chapiteau, questa volta non per ripararsi dall’acqua, ma per non inzaccherarsi le scarpe più del dovuto. E con la patta dell’uscio posteriore ben scostata, per respirare la buccia della terra umida.
L’ozio fu interrotto dall’arrivo di una carrozza che sostò nel piazzale antistante all’ingresso. Lou corse ad affacciarsi dalla bocca della balena. Ancora si vedeva, ma i fanali della carrozza erano accesi. Dal finestrino si sporse un uomo dai modi cordiali. Leggi tutto…

SEBASTIANO ADDAMO. IL PENSIERO, IL SILENZIO, LA PAROLA di Maria Valeria Sanfilippo

“Sebastiano Addamo. Il pensiero, il silenzio, la parola” di Maria Valeria Sanfilippo (Aracne). Pubblichiamo uno stralcio dell’introduzione di Sarah Zappulla Muscarà

Il libro sarà presentato sabato 23 novembre, alle 17.30, alla Pinacoteca N. Sciavarrello (già chiesa S. Michele Minore, piazza Manganelli). Sarà presente l’autrice. Intervengono: Rosaria Sardo e Sergio Sciacca. Coordina Sarah Zappulla Muscarà. Letture a cura di Salvo Valentino e Pietro Cucuzza della Compagnia dei Giovani.

 * * *

Stralcio dalla prefazione di Sarah Zappulla Muscarà

Sorretto da salda cultura filosofica e letteraria, lucida, cartesiana razionalità, Sebastiano Addamo, d’impervia e contratta malinconia, ripercorre, con occhi invasi di smagato, irredimibile risentimento, il viaggio della conoscenza del reale e del simbolico.
Si dipana nei meandri della geografia dell’«oscuro» l’itinerario gnoseologico tracciato dall’autore secondo cui l’uomo è «origine e nulla» e la contemporaneità «il luogo per ogni anacronismo». In un’epoca lacerata dal nicciano grido «Dio è morto», compito dello scrittore non è «tranquillizzare» bensì «inquietare», scuotere dal torpore di metafisiche certezze, ma soprattutto, «contaminandosi con la laidezza quotidiana, fraternamente coinvolta nella rissa giornaliera degli uomini», rivelare «l’oscurità che è nell’uomo, nei suoi gesti, nel suo tessuto emozionale» e restituire infine «la vigile inquietitudine per una realtà altra». Leggi tutto…

L’ULTIMO SACERDOTE di Valeria Sara Papini (l’introduzione di Marco Malvaldi)

Pubblichiamo l’introduzione del romanzo “L’Ultimo Sacerdote” di Valeria Sara Papini (Homo Scrivens) firmata da Marco Malvaldi

Un thriller storico-familiare fra indagini e misteri legata alla vera storia di David Lazzaretti, il Messia dell’Amiata, e che segna l’esordio nell’editoria per la giovane avvocatessa pisana di origini abruzzesi Valeria Sara Papini

 * * *

“L’Ultimo Sacerdote” sarà presentato in anteprima nazionale venerdì 8 novembre alle 19 (Sala Rossa) al Pisa Book Festival. Assieme all’autrice, Valeria Sara Papini, saranno presenti lo scrittore Marco Malvaldi, l’editore Aldo Putignano (Homo Scrivens), l’onorevole Patrizia Paoletti Tangheroni (Presidente Fondazione Teatro Verdi di Pisa), la poetessa Entela Kasi (presidente Pen Albania).

* * *

L’introduzione di Marco Malvaldi

Sui monti vicino a Pisa, accanto a un paese meraviglioso che si chiama Palaia, c’è un curioso tempietto. È il cosiddetto tempio della Minerva medica, fatto costruire nell’Ottocento presumibilmente da una loggia massonica che colà si riuniva. Leggi tutto…

COMPANY PARADE di Margaret Storm Jameson (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo COMPANY PARADE di Margaret Storm Jameson (traduzione di Velia Februari – Fazi editore)

* * *

Quando si svegliava al mattino, erano due i momenti in cui si sentiva infelice. Il primo era quando pensava al piccolo Richard che, nell’istante in cui la porta della sua cameretta si apriva, alzava la testa, ma di lei non chiedeva mai. L’avrebbe cercata senza dire niente, e dalla sua espressione nessuno avrebbe capito che sentiva la mancanza della madre. Il secondo era quando, aprendo la porta per recuperare il vassoio della colazione, non trovava lettere ad attenderla. Dopodiché non le restava altro che correre alla finestra per decidere quale dei due cappotti indossare quel giorno. Se trovava una lettera di Penn, suo marito, la leggeva e la rileggeva mentre faceva colazione, delusa dalla laconicità e dalla penuria di informazioni, per poi cancellarla completamente dai suoi pensieri non appena scendeva in strada. Penn era di stanza nel Kent come ufficiale di terra dell’Air Force: la guerra per lui era stata un piacevole tour di magazzini, parchi e aeroporti militari in Inghilterra. Quando Hervey pensava a lui, lo faceva con impazienza e tenerezza, come si pensa a qualcuno che non dovrebbe piacerci, ma a cui non possiamo smettere di voler bene. Leggi tutto…

LA REGINA DEI CORNETTI SALATI di Tijana M. Djerković (un estratto)

Pubblichiamo un estratto dal racconto “La bellezza” contenuto nel libro “La regina dei cornetti salati” di Tijana M. Djerković (Besa – Livio Muci editore)

L’aveva deciso nel bel mezzo della notte. Si era svegliata di soprassalto, aveva acceso la luce sul comodino, dato un’occhiata all’orologio, erano le tre e venti, e si era detta: “Non permetterò che la mia bellezza muoia insieme a me”. Tanto, a lei non era rimasto ancora molto da vivere, la scadenza si avvicinava, e non per una malattia grave e incurabile. Semplicemente, si erano sedimentati molti anni di vita, aveva superato l’età media nazionale per le donne del suo paese, aveva accumulato tanti, troppi chili in eccesso e intere cataste di ricordi. Nel suo intimo pensava che sarebbe già stato il tempo di smetterla con la vita. Le era venuta a noia. Ne aveva abbastanza. I giorni ormai erano tutti uguali, vuoti, lunghi; non veniva a trovarla nessuno, a parte la donna che le rassettava la casa e faceva la spesa secondo un elenco da lei stilato il giorno prima, e si tratteneva non più di due ore al giorno. Questo servizio che lei, con la sua misera pensione da professoressa di liceo classico statale, considerava un gran lusso, glielo pagava la figlia, mandando i soldi dal Canada, direttamente alla signora. Leggi tutto…