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Archive for the ‘Brani ed estratti’ Category

SENTIMI di Tea Ranno (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo SENTIMI di Tea Ranno (Frassinelli)

“Sentimi” sarà presentato venerdì 27 aprile 2018, alle h. 17, al Castello di Aci Castello (Ct). Sarà presente l’autrice che converserà con Massimo Maugeri. L’evento è organizzato dall’Associazione “Art design eventi”.

Di seguito, le prime pagine del romanzo.

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Era febbraio, pioveva da giorni. Sui vetri il fiato si rapprendeva per il freddo e la mattina il prato era tutto una brina. Ogni tanto qualche giornata di sole prendeva il sopravvento sul grigio e allora sembrava che un’improvvisa primavera venisse a fare la sua comparsa per rallegrarci con canti d’uccelli e profumi d’erbe.
Partii da Roma ch’era domenica. La sveglia puntata alle cinque, il caffè bollente nel thermos, la borsa coi libri e i quaderni già pronta dalla sera prima, così la piccola valigia.
Mi piace molto viaggiare in treno, arrivare in Sicilia con lentezza, godere del paesaggio che scorre oltre il finestrino, vedere il mare che orla quasi tutto il percorso – ora fermo come una lastra di piombo, ora mosso e spumeggiante –, i panni che sventolano appesi ai fili, la vita che s’indovina oltre le finestre. Mi piace leggere, poi chiudere gli occhi e proseguire la storia nella mente, come se fosse un film, magari cambiando personaggi o ambientazione.
Durante quel viaggio pensai molto alle donne di cui avrei dovuto parlare l’indomani a Siracusa. Viola, Vincenzina, Stèfana, Teresa: le diverse sfaccettature del femminile, il diverso modo di porgersi alla vita, comunque il coraggio, la necessità di affermarsi come esseri dotati di una volontà che non si lascia piegare dal male. Viola venne addirittura a sedermisi di fronte nei panni di una gran bella signora salita a Sapri; parlò del tempo e del freddo, così, per gentilezza, poi si avvolse in uno scialle e cominciò a leggere. Che buon profumo aveva. Ne sbirciai il viso, le gambe accavallate, le mani eleganti, la grossa perla all’anulare destro. La mia Viola avrebbe scelto gli zaffiri in tono coi suoi occhi; la signora però aveva gli occhi castani e quelle perle – pure alle orecchie – aggiungevano al suo aspetto un tocco luminoso. Avrei voluto chiederle di Paolo: aveva smesso di farla soffrire o ancora ne pervadeva i ricordi riportandola al tempo in cui l’amore per lui era stato un fuoco che divora e rende impossibile la pace? Avrei voluto pure chiederle di Lietta: era poi riuscita a pubblicarlo uno dei suoi racconti? Aveva avuto il coraggio di spedirlo a un editore, a un concorso letterario? Leggi tutto…

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IL SILENZIO DEL SABATO di Mariantonia Avati (un estratto)

IL SILENZIO DEL SABATO di Mariantonia Avati (La nave di Teseo)

Auguriamo a tutti i lettori di Letteratitudine di trascorrere serene festività pasquali offrendovi in lettura, per gentile concessione dell’editore, le prime pagine del romanzo di Mariantonia Avati dedicato alla figura di Maria a partire dai momenti legati alla crocifissione di Gesù

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Il silenzio del sabato ci conduce in un’esplorazione lirica e commovente dell’identità femminile e disegna lo straordinario ritratto laico di Maria nei momenti che la storia non ci ha raccontato, per donarci, oltre l’eccezionalità della sua esperienza, la cifra universale di cosa significa essere donna, madre.

Una madre compie un lungo viaggio per arrivare al giorno in cui suo figlio sarà ucciso. Sa da sempre – da quando il segreto della sua gravidanza le è stato svelato e ha scoperto che avrebbe dato alla luce un uomo destinato a mutare le sorti di tutti gli altri – che questo momento sarebbe giunto: seppur ineludibile, rimane il viaggio più duro, verso cui mai avrebbe voluto incamminarsi. Il figlio le chiede di stargli accanto e di dargli coraggio anche in quest’ultimo passo. Lui, che più di tutti gli altri può, chiede aiuto a lei per portare a compimento la missione del Padre. Così la donna, ai piedi della croce, accompagna il lungo addio dell’uomo; è con lui mentre viene portato nella tomba, è lì mentre viene chiusa: si ostina a ricordare tutto ciò che è avvenuto, mentre nel ricordo si mischiano le sensazioni del suo essere stata prima bambina, poi giovane e sposa, con in grembo la gioia più grande. Quaranta ore passano tra la morte e il momento in cui suo figlio risorgerà, quaranta ore in cui respiriamo accanto, dentro, le emozioni di una madre dalla forza inesauribile, che saprà credere fino in fondo e in questa fede trovare le ragioni della sua perdita e la guarigione dal suo dolore.

Di seguito, le prime pagine del libro… Leggi tutto…

LUCKY di Alice Sebold (un estratto)

LUCKY di Alice Sebold (Edizioni E/O – Traduzione: Claudia Valeria Letizia) – nuova edizione

Per gentile concessione dell’editore pubblichiamo le prime pagine della nuova prefazione firmata dall’autrice

Questa edizione di Lucky è dedicata a tutti coloro che hanno subìto una qualunque forma di abuso sessuale.
Quando agiamo in gruppo siamo più forti che mai. (Alice Sebold)

«Sei fortunata» si sentì dire Alice dal poliziotto che raccolse la deposizione dopo lo stupro da lei subìto quando aveva 19 anni. «Una ragazza fu stuprata e smembrata in quel luogo tempo fa». Il senso di questa controversa fortuna è il tema sul quale l’autrice torna sistematicamente nel corso del suo libro che è a un tempo drammatica testimonianza, lucida e spregiudicata indagine sulla violenza e le sue conseguenze e sconcertante ritratto autobiografico, denso di candore e acutezza psicologica, anticonformista e ironico, pieno di dolore e legittima ribellione. Alice, condannata dalla violenza alla solitudine e alla discriminazione, costretta a vivere in un mondo che ha solo due colori, ciò che è sicuro e ciò che non lo è, “rovinata” agli occhi di familiari, amici e fidanzati, riuscirà con coraggio a superare prove durissime per vivere in un mondo dove orrore e amore convivono. Lucky è anche un resoconto illuminante sulla tortuosa e insolita genesi di un talento letterario tra i più innovativi della scena letteraria internazionale.

Di Alice Sebold le Edizioni E/O hanno pubblicato Lucky, Amabili resti, da cui è stato tratto l’omonimo film di Peter Jackson, Premio Oscar nel 2004 per Il Signore degli Anelli, e La quasi luna.

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LUCKY di Alice Sebold (Edizioni E/O – Traduzione: Claudia Valeria Letizia) – Dalla nuova prefazione del libro

di Alice Sebold Leggi tutto…

QUESTA SERA È GIÀ DOMANI di Lia Levi (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del nuovo romanzo di Lia Levi intitolato QUESTA SERA È GIÀ DOMANI di Lia Levi (Edizioni E/O) – per gentile concessione dell’editore

Lia Levi, di famiglia piemontese, vive a Roma, dove ha diretto per trent’anni il mensile ebraico Shalom. Per le Edizioni E/O ha pubblicato: Una bambina e basta (Premio Elsa Morante Opera Prima), Quasi un’estate, L’albergo della Magnolia (Premio Moravia), Tutti i giorni di tua vita, Il mondo è cominciato da un pezzo, L’amore mio non può, La sposa gentile (Premio Alghero Donna e Premio Via Po) La notte dell’oblio e Il braccialetto (Premio speciale della giuria Rapallo Carige, Premio Adei Wizo). Nel 2012 le è stato conferito il Premio Pardès per la Letteratura Ebraica.

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È appena uscito, sempre per i tipi di E/O, il nuovo libro di Lia Levi intitolato “Questa sera è già domani“. Un nuovo emozionante romanzo in cui l’autrice di Una bambina e basta torna ad affrontare con particolare tensione narrativa i temi ancora brucianti di un nostro tragico passato.

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Nel 1938 si riuniscono 32 Paesi per affrontare il problema degli ebrei in fuga da Germania e Austria. Molte belle parole ma in pratica nessuno li vuole. Una sorprendente analogia con il dramma dei rifugiati ai nostri giorni.

Nello stesso anno 1938 vengono promulgate in Italia le infami Leggi Razziali. Come e con quali spinte interiori il singolo uomo reagisce ai colpi nefasti della Storia? Ci sarà qualcuno disposto a ribellarsi di fronte ai tanti spietati sbarramenti?

Pubblichiamo di seguito le prime pagine per gentile concessione dell’editore Leggi tutto…

LO SCONOSCIUTO di Irène Némirovsky (un estratto)

https://www.dehoniane.it/books/9788810567784.jpgPubblichiamo un estratto del romanzo Lo sconosciuto (EDB) di Irène Némirovsky (traduzione di Giovanni Ibba)

Grazie a una fotografia, un soldato francese scopre che la sua vittima tedesca è in realtà il fratellastro. Il senso del racconto di guerra emerge cristallino: quando si uccide qualcuno al fronte, senza saperlo si uccide un fratello.

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[estratto da pagina 27 a pagina 32]

Questa foto, la vedi? È quella che ho preso dal corpo del tedesco.
– Aspetta, caro, io non…
– Non ti ricorda niente?
François guardava la foto. Un uomo, ancora giovane, era fotografato sulpianerottolo di una casa di campagna. Una donna era vicino a lui, in piedi, una donna un po’ robusta, l’aria placida e buona, e dai capelli chiari. François esitò un istante, poi fece un sorriso forzato.
– Direi che l’uomo ti somiglia un po’,ma…
Il fratello maggiore scosse la testa.
– Non è a me che somiglia, fratellino.
Guarda bene, guarda ancora. Guarda di nuovo la sua mano sinistra. Si vede perfettamente.
Vedi la cicatrice? Quel segno profondo che dall’anulare scende fino alpolso? Deve… – continuò chiudendo gli occhi, come se stesse inseguendo un ricordo nella sua memoria – deve formare uno spesso cuscinetto, anche se la ferita era superficiale; aveva intaccato solo la carne. Però aveva lasciato una traccia indelebile. Tu sai, non è vero?, che nel settembre del ’14, lo stesso giorno in cui nostro padre fu ferito per la prima volta alla coscia e all’inguine, una scheggia di granata gli lacerò la mano e che, due anni più tardi, fu ferito una seconda volta alla testa, sopra l’arcata sopracciliare sinistra, proprio qui – disse mostrando il ritratto.
François lo esaminò a lungo senza dire niente. Leggi tutto…

IL GIARDINO DI ELIZABETH di Elizabeth von Arnim (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo IL GIARDINO DI ELIZABETH di Elizabeth von Arnim (Fazi editore – Traduzione di Sabina Terziani)

(Dalla scheda del libro) In fuga dall’opprimente vita di città, l’aristocratica Elizabeth si stabilisce nell’ex convento di proprietà del marito, un luogo isolato e carico di storia in Pomerania. A vivacizzare le giornate della signora ci sono le tre figlie – la bimba di aprile, la bimba di maggio e la bimba di giugno –, le amiche Irais e Minora, ospiti più o meno gradite con le quali intrattiene conversazioni brillanti e conflittuali, sempre in bilico fra solidarietà e rivalità femminile, e poi c’è lui, l’Uomo della collera, «colui che detiene il diritto di manifestarsi quando e come più gli piace». Ma soprattutto c’è il giardino, una vera e propria oasi di cui Elizabeth si innamora perdutamente. Estasiata dalla pace e dalla tranquillità del luogo, trascorre le ore da sola con un libro in mano, immersa nei colori, nei profumi e nei silenzi, cibandosi soltanto di insalata e tè consumati all’ombra dei lillà. Mentre le stagioni si susseguono, Elizabeth ritrova se stessa, i suoi spazi, i suoi ricordi e la sua libertà. Una storia che ha molto di autobiografico narrata da una donna più avanti del suo tempo: una donna di mondo coraggiosa e irriverente che parla a tutte le donne di oggi. Uscito per la prima volta nel 1898 in forma anonima, “Il giardino di Elizabeth”, primo romanzo di Elizabeth von Arnim, ebbe da subito un successo clamoroso. Presentato qui in una versione integrale fino a ora inedita in Italia, è un romanzo del passato che colpisce per la sua modernità.

 

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Un estratto del romanzo IL GIARDINO DI ELIZABETH di Elizabeth von Arnim (Fazi editore – Traduzione di Sabina Terziani) Leggi tutto…

ECLISSI di Ezio Sinigaglia (un estratto)

Ezio SinigagliaPubblichiamo un estratto del romanzo ECLISSI di Ezio Sinigaglia (Nutrimenti)

(Dalla scheda del libro) Eugenio Akron, architetto triestino, arriva su una sperduta isola nordica per assistere all’eclissi totale di Sole, attesa per il giorno dell’equinozio di primavera. È quello che considera il suo ultimo viaggio, un regalo di compleanno anticipato per i suoi settant’anni, un’estrema emozione strappata alla quotidianità. Ad accoglierlo è la natura ruvida di un popolo abituato a convivere con la scura solennità delle rocce e la vastità dell’oceano: una donna austera gli affitta una camera, un arcigno pescatore gli offre la sua barca per osservare l’eclissi dal mare.
Tuttavia, tra i forestieri accorsi per l’evento, Akron s’imbatte in un’eccentrica vedova americana, Mrs Clara Wilson, che gli impone, con garbata energia, la sua presenza. L’inattesa complicità che si instaura fra i due fa riaffiorare nella memoria dell’uomo un ricordo del passato, un nodo irrisolto che troverà soluzione soltanto fra le tenebre dell’eclissi.
A trent’anni dal suo esordio – Il Pantarèi, metaromanzo sul romanzo del Novecento, uscì per una piccola casa editrice dopo aver collezionato molti rifiuti ma anche l’elogio di lettori come Vittorio Sereni, Giovanna Bemporad e Giuliano Gramigna – Ezio Sinigaglia torna alla narrativa con un racconto potente e suggestivo, caratterizzato da una scrittura magnetica, ironica, di rara perfezione formale. 

 

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Da ECLISSI di Ezio Sinigaglia (Nutrimenti) – un brano del capitolo 7: tre-quattro pagine a partire dall’inizio Leggi tutto…