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Archive for the ‘Brani ed estratti’ Category

MOTHER ERITREA di Daniel Wedi Korbaria (un estratto)

Pubblichiamo un estratto dell’introduzione di MOTHER ERITREA, romanzo di Daniel Wedi Korbaria (La Vela edizioni – Viareggio)

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Il libro sarà presentato presso la Pinatoca “Nunzio Sciavarrello” di Catania venerdì 4 ottobre 2019 alle h. 17.30.
Sabato 5 ottobre si svolgerà l’incontro/dibattito “L’Africa può risorgere” (le locandine in coda al post)

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Sullo sfondo di un paese in guerra, negli anni dell’infinita lotta di Liberazione del popolo eritreo, si compie il dramma di Selam, Mother Eritrea, una madre coraggio costretta a crescere da sola due figli mulatti facendo di tutto perché sopravvivano. La vicenda è ambientata nella città di Asmara, oppressa dal feroce controllo dei Torrserawit del Colonnello Menghistu Hailemariam armati di Kalashnikov. I fratellini crescono circondati da un gruppo di donne sole che usano i melodrammi indiani come panacea alla loro misera vita, combattendo quotidianamente contro uomini violenti. Per sfuggire a un destino che sembra già segnato, i due si rifugiano “nel recinto del Signore”, la Cattedrale cattolica di Asmara, diventando chierichetti. Il protagonista Yonas, un Tom Sawyer africano ma con la pancia vuota, è, assieme al suo fratellino, perennemente a caccia di cibo. Il protrarsi della situazione bellica li porterà nel cuore dell’Impero etiopico, fino al tanto atteso ritorno e un finale che svelerà la patologica immaginazione della voce narrante: la rivincita della vita sulla morte.

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“Mother Eritrea” di Daniel Wedi Korbaria (La Vela edizioni – Viareggio)

Dall’Introduzione
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ROSAMUND di Rebecca West (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo ROSAMUND di Rebecca West (Fazi editore – Traduzione di Francesca Frigerio)

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Avevamo girato l’angolo della strada nella quale abitavamo e proseguivamo tra le case scure, dando calci alle foglie di castagno che erano cadute a formare uno strato spesso durante il giorno. «Guarda come sembrano brillanti e fredde le stelle», disse Mary, «anche se è solo autunno. È strano, ma se dovessimo rientrare in casa mentre una di noi due è al pianoforte, la musica avrebbe qualcosa di triste come quella dei suonatori di strada. Qualsiasi cosa il compositore volesse dire, qualsiasi cosa noi proviamo mentre la eseguiamo, suonerebbe comunque triste. Pensi che il significato finale della musica sia la tristezza? Ma, certo, tu non conosci la risposta più di quanto la conosca io». La porta si chiuse con un rumore che risuonò forte nella casa addormentata. C’erano molte lettere sul tavolino dell’ingresso, ma a noi le lettere non piacevano. Nessuna delle persone che amavamo ci scriveva lettere se solo poteva farne a meno. Sapevamo che Kate aveva lasciato del latte in un bollitore elettrico insieme ad alcuni tramezzini e quindi decidemmo di fermarci un po’ in soggiorno, semplicemente per rendere meno cupo il momento di andare a dormire. Leggi tutto…

LO STRADONE di Francesco Pecoraro (un estratto)

Pubblichiamo le prime pagine del romanzo LO STRADONE di Francesco Pecoraro (Ponte alle Grazie), finalista all’edizione 2019 del Premio Campiello

1.

Hubble Leggi tutto…

IANCURA di Paolo Casuscelli

Pubblichiamo un racconto del volume “Iancura. Brevi racconti dall’isola di Salina” di Paolo Casuscelli (Mucchi editore)

§ 12. Violino

A Santa Marina vive un uomo che tutti chiamano Violino. Non ho mai saputo il perché del soprannome strano. So che è nero, è sporco, e raramente qualcuno lo avvicina. Vive da solo, vagando per le strade. Cammina, ogni tanto si ferma e punta il suo bastone contro il sole. «Violino, Violino», gli gridano i ragazzi, gli ridono addosso, ma restano alla larga. Bofonchia, bestemmia, ma poi torna a fregarsene. Continua a camminare, così abbandona tutti. Dorme per terra, sulla montagna, chi dice ai bordi della strada, chi dentro al riparo di una grotta, sopra un giaciglio di carboni accesi. È come i santi, dolore non ne sente: carboni per dormirci e cucinare. Coi soldi di una piccola pensione, ci compra il vino, oppure li regala. A volte li arrotola a una pietra e la lancia come un dono in mezzo al mare. Leggi tutto…

JALNA di Mazo de la Roche (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo JALNA di Mazo de la Roche (Fazi editore – Traduzione di Sabina Terziani)

Cent’anni di amori, odi e passioni sullo sfondo dei paesaggi sconfinati del Canada. Una grande saga familiare bestseller in tutto il mondo.

Jalna è il primo romanzo di una saga familiare amatissima che, a partire dagli anni Venti, conquistò generazioni di lettori, con undici milioni di copie vendute e centinaia di edizioni in tutto il mondo. All’epoca della sua prima uscita, la saga di Jalna, ambientata in Canada, era seconda solo a Via col vento fra i bestseller. Grazie a quest’opera, l’autrice, paragonabile a Thomas Hardy, ottenne fama internazionale e fu la prima donna a vincere il prestigioso Atlantic Monthly Prize.
I Whiteoak, numerosa famiglia di origini inglesi, risiedono a Jalna, grande tenuta nell’Ontario che deve il suo nome alla città indiana dove i due capostipiti, il capitano Philip Whiteoak e la moglie Adeline, si sono conosciuti. Molto tempo è trascorso da quel fatidico primo incontro. Oggi – siamo negli anni Venti – l’indomita Adeline, ormai nonna e vedova, tiene le fila di tutta la famiglia mentre aspetta con ansia di festeggiare il suo centesimo compleanno insieme a figli e nipoti: a partire dal piccolo Wakefield, scaltro come pochi, infallibile nell’escogitare trucchi per non studiare e sgraffignare fette di torta, fino al maggiore, Renny, il capofamiglia, grande seduttore che nasconde un animo sensibile. Leggi tutto…

SU MICHAEL JACKSON di Margo Jefferson (un estratto)

SU MICHAEL JACKSON di Margo Jefferson (66th and 2nd – traduzione di Sara Antonelli)

Dieci anni fa, il 25 giugno 2009, moriva Michael Jackson. Per ricordarlo pubblichiamo un estratto del volume di Margo Jefferson intitolato “Su Michael Jackson”, pubblicato da 66th and 2nd

Un artista geniale, un provocatore, un’icona, un enigma dei nostri tempi. Un talento capace fin da bambino di mescolare generi e stili, di reinventarsi sul palco e nella vita, accogliendo in sé l’essenza di altri personaggi, di miti e modelli immaginari: Diana Ross e Elvis Presley, Elizabeth Taylor e James Brown, Edgar Allan Poe e Peter Pan. Ma chi era davvero Michael Jackson? E cosa lega la sua ascesa spettacolare e la sua caduta rovinosa a coloro che lo hanno creato, amato o ferito? 66thand2nd propone per la prima volta in Italia questo studio affascinante di Margo Jefferson, che sonda fin nei suoi recessi più intimi l’anima tormentata del Re del Pop: dai Jackson Five alla Motown, da Thriller alle raccapriccianti trasformazioni fisiche, fino al processo per abusi sessuali e alle ultime, scioccanti rivelazioni.

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Estratto da “Su Michael Jackson” di Margo Jefferson (66th and 2nd – pagg. 23/28) Leggi tutto…

MARCO POLO di Gianluca Barbera (un estratto)

Pubblichiamo un estratto di MARCO POLO di Gianluca Barbera (Castelvecchi)

In libreria da oggi, 30 maggio 2019

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Un paio di giorni dopo aver lasciato Trebisonda…

Un paio di giorni dopo aver lasciato Trebisonda, ripresi a raccontare tra sguardi estasiati, ci trovammo ad attraversare i monti Calamita. Volevo a tutti i costi vedere l’Arca, se mai fosse esistita, a dispetto di una profezia che prometteva morte istantanea a chiunque vi avesse posato gli occhi sopra. All’epoca ero così giovane da non temere quel genere di storielle: mi sbagliavo.
«Perché hanno questo nome?» chiesi a Ibn, il capocarovaniere, alludendo ai monti che ci sovrastavano.
«Perché hanno il potere di attrarre i metalli».
Lo guardai sbalordito.
«Molti eserciti» aggiunse lui «sono stati sbaragliati. I monti catturano le armi e spogliano i soldati delle armature».
Lo fissai perplesso, senza dire nulla. Ogni terra ha le sue leggende. Scesa la sera montammo il bivacco. Raccolti attorno al fuoco ci accingevamo a consumare il pasto, quando si sentì un rumore. Erano due uomini in groppa a smunti cammelli. Venivano avanti tranquilli, come fossero di casa. Smontarono di sella e affidarono le bestie ai cammellieri. Ibn li salutò con un cenno della mano e li invitò a sedere accanto al fuoco, che crepitava in lingue rossastre.
Ci presentammo. Quando seppero che venivo da Venezia mi chiesero dove fossi diretto. Leggi tutto…