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Archive for the ‘Incontri con gli autori’ Category

LE DONNE APRONO IL CIELO di Francesca Serra: incontro con l’autrice

LE DONNE APRONO IL CIELO. Sulle tracce di Ildegarda di Bingendi Francesca Serra (edizioni San Paolo)

Francesca Serra lavora in Rai dal 1999. Dopo la laurea in antropologia e in scienze della formazione collabora alle attività pastorali di Casa Santa Francesca Romana a Ponte Rotto, a Roma, in qualità di educatore alla formazione permanente. Ha seguito il corso triennale di medicina complementare presso l’A I C T O, Università Popolare di Anguillara Sabazia, finalizzata alla ricerca e alla didattica delle scienze mediche naturali. È consulente per quanto riguarda la medicina ildegardiana, nell’ambito delle pratiche di cura tradizionali, presso la Spezieria e Farmacia dell’Abbazia di San Paolo fuori le mura.

Di recente, per le edizioni San Paolo, Francesca Serra ha pubblicato il volume “Le donne aprono il cielo. Sulle tracce di Ildegarda di Bingen“. Come si legge nella scheda, si tratta di “un libro visionario, che incrocia nella medesima parabola la vita quotidiana dell’autrice con quella traiettoria celeste, composita e straordinaria, che fu l’esistenza di Ildegarda di Bingen, la monaca medievale che, con la sua libertà interiore, avrebbe cambiato per sempre lo sguardo di chi cerca, nel proprio cuore e nel creato, il senso possibile di un’esistenza vissuta come comunione tra fede, ricerca e visione”.

Abbiamo incontrato l’autrice per chiederle di raccontarci qualcosa su questo suo libro.

«Le donne ebree sanno che quando devono pregare per qualcuno malato, preparano il pane e lo tagliano perché così facendo aprono il cielo. Ecco», ha raccontato Francesca Serra a Letteratitudine, «credo che sia giunto per le donne di ogni credo e ceto, siano esse praticanti, laiche, o atee il tempo per tornare ad aprire il cielo.
La mia maestra di arte sopraffina, esperta nelle aperture dei cieli, è vissuta nel dodicesimo secolo, fino alla veneranda età di 78 anni quando la media della vita non superava i trenta. Ben le si addice il nome di Ildegarda, colei che vigila nella battaglia.
Mi sono imbattuta nella figura di Ildegarda di Bingen, mentre mi stavo occupando di culti femminili, di saperi terapeutici delle donne, e di medicina naturale.
In ogni casa in cui andassi trovavo un libro che la riguardava, un messaggio che di lei mi arrivava, attraverso incontri, articoli di giornale, persino in una bustina di tè rinvenuta sul sedile di un treno.
Ildegarda, mi parlava voleva farsi conoscere, voleva farsi vaso, contenitore e archetipo di tutto quello che avevo messo insieme negli anni trascorsi. Leggi tutto…

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LE STELLE CADRANNO TUTTE INSIEME di Iacopo Barison: incontro con l’autore

LE STELLE CADRANNO TUTTE INSIEME di Iacopo Barison (Fandango)

Iacopo Barison (Fossano, 1988); ha pubblicato un primo romanzo all’età di vent’anni, tratto dal suo blog. Suoi racconti e articoli sono apparsi su numerosi siti e riviste. A maggio 2014, per Tunué, è uscito il romanzo, Stalin + Bianca, nella collana di narrativa diretta da Vanni Santoni. Di recente, per i tipi di Fandango, è stato pubblicato il suo nuovo romanzo intitolato: Le stelle cadranno tutte insieme.

Abbiamo incontrato l’autore e gli abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa su questo nuovo libro….

«Quando ho iniziato a scrivere Le stelle cadranno tutte insieme», ci ha spiegato Iacopo Barison, «volevo raccontare nel modo più onesto possibile che cosa significa avere fra i 20 e i 30 anni oggi, in un mondo così diverso e schizofrenico rispetto a quello dei miei genitori.
È stato, per me, un tentativo di guardarmi indietro e fare un bilancio dell’ultima decade della mia vita, trasfigurandola con la lente della finzione. Specifico che non si tratta di un romanzo autobiografico. Attraverso la storia di tre ragazzi disposti a tutto pur di diventare famosi nel mondo del cinema, forse ho raccontato anche cosa significa diventare adulti, doversi prendere delle responsabilità e magari fallire. I protagonisti si sentono completamente privati di un futuro a lungo a termine, quindi finiscono per concentrarsi su quello a breve, esclusivamente su se stessi, sul minuto successivo delle loro vite. Non è un caso che il romanzo cominci con una domanda: “E poi?”»

Di seguito, un estratto del romanzo…

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LE STELLE CADRANNO TUTTE INSIEME di Iacopo Barison (Fandango) Leggi tutto…

IL GRANDE LUCERNARIO di MariaGiovanna Luini: incontro con l’autrice

IL GRANDE LUCERNARIO. La lezione di Umberto Veronesi e la nuova via per la cura” di MariaGiovanna Luini (Mondadori, 2018)

MariaGiovanna Luini è scrittrice e medico. Senologa libero professionista con due specializzazioni e un master in senologia chirurgica all’Istituto europeo di oncologia (IEO). Al Centro Metis di Milano promuove l’integrazione tra la medicina convenzionale di eccellenza e alcune tecniche che la scienza sta studiando: Reiki ed Energie, meditazione e percorsi di autoconsapevolezza. Per sedici anni è stata l’assistente medico di Umberto Veronesi nella direzione scientifica di IEO. Ha pubblicato romanzi (il più recente La luce che brilla sui tetti) e saggi (molti dei quali insieme a Veronesi), ha collaborato a sceneggiature cinematografiche e prestato consulenza per Allacciate le cinture di Ferzan Ozpetek. Segnaliamo l’Autoracconto d’autore dedicato a “Il male dentro” (Cairo).

MariaGiovanna Luini è tornata in libreria con un nuovo volume intitolato: “Il grande lucernario. La lezione di Umberto Veronesi e la nuova via per la cura” (Mondadori).

Abbiamo invitato l’autrice a raccontarci qualcosa su questo suo nuovo libro…

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Risultati immagini per mariagiovanna luini mondadori«Quando mi si chiede di definire il Grande Lucernario inizio con un elenco di “non è”», spiega MariaGiovanna Luini a Letteratitudine. «Non è un’autobiografia, non è un libro su Umberto Veronesi, non è una riflessione sulla malattia. Avevo in mente di riflettere – lasciando aperte tutte le ipotesi – su ciò che noi siamo, su cosa significhino le parole “cura” e “guarigione”.
Negli anni ho spaziato: non ho abbandonato la medicina, ma mi sono trovata ad approfondire approcci che alcuni definiscono (erroneamente) “alternativi”. La medicina intuitiva e vibrazionale, le tecniche orientali di “tocco che cura” (Reiki, Pranic Healing) e diversi sciamanismi. Mi sono innamorata delle filosofie di cura dei Nativi Americani, africane e afroamericane (la religione Voodoo è un concentrato di preziosi segreti di Cura) e ho frequentato seminari e corsi dei più importanti (e sorprendenti) guaritori del mondo. Alcuni sono medici: persone che hanno visto oltre, hanno intuito che per arrivare là dove la scienza fatica a guardare sia necessario accendere l’amore, il cuore, l’istinto.
Ho compreso che l’essere umano non è un corpo da mantenere in corretto funzionamento e riparare se si guasta: è un insieme di energie, alcune più tangibili e altre più rarefatte ma ugualmente importanti. Corpo, psiche, inconscio, emozioni, sentimenti, aspettative, evoluzione interiore: esiste un equilibrio in cui ogni dettaglio conta. Ho voluto condividere ciò che finora ho compreso, e anche i dubbi. Nel libro ho dedicato il mio amore a esempi di medici importanti per la mia formazione e la mia sopravvivenza (sono stata paziente grave, lo racconto), a pazienti che mi hanno onorato della loro fiducia, a innumerevoli misteri positivi (i “miracoli”) che mi stanno suggerendo l’esistenza di un Guaritore Interiore. È un viaggio che oggi è andato ancora oltre: “Il Grande Lucernario” ne definisce i prodromi.»

Ringraziamo MariaGiovanna Luini per la sua disponibilità e proponiamo, di seguito, un estratto del libro Leggi tutto…

IL PIANISTA DI YARMOUK di Aeham Ahmad: incontro con l’autore

IL PIANISTA DI YARMOUK di Aeham Ahmad (La nave di Teseo)

La storia vera, raccontata in prima persona, di un pianista che ha sfidato le bombe e i terroristi in nome della sua musica, un caso mondiale, una commovente testimonianza di resistenza e fede nell’arte.

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Aeham Ahmad, nato nel 1988 a Damasco, appartiene alla minoranza palestinese in Siria e ha vissuto nel campo rifugiati di Yarmouk con la sua famiglia. Ha iniziato a studiare il piano a 5 anni e ha continuato gli studi a Damasco e a Homs. Un giorno, nel pieno della terribile guerra siriana, ha cominciato a suonare il pianoforte in mezzo a una strada bombardata. Ha suonato per i suoi vicini, soprattutto per i bambini, per distrarli dalle atrocità della guerra. Quest’immagine offerta da Aeham ha fatto il giro del mondo diventando un simbolo della catastrofe in Siria, ma anche dell’inestinguibile volontà dell’uomo di opporsi in ogni modo alla distruzione.

Il 17 dicembre del 2012“, ha raccontato Aeham Ahmad, “tre bombe lanciate nel corso della guerra hanno ucciso 60-70 persone a Yarmouk. 300 persone sono state ferite e ben 340.000 hanno poi lasciato Yarmouk, anche se molte sono rimaste e tra questi membri della mia famiglia. Per poter dar da mangiare a queste persone, perché non morissero di fame, ho cominciato a cucinare falafel e poi ho cominciato a spingere per le strade il mio pianoforte. Suonavo e i bambini cantavano e la sensazione era di dover comunicare quelli che erano i sentimenti in questo momento di guerra. Infatti uno dei canti ricorrenti era “Yarmouk ci manchi”. Leggi tutto…

MARCA GIOIOSA di Roberto Plevano: incontro con l’autore

MARCA GIOIOSA di Roberto Plevano (Neri Pozza) – abbiamo incontrato l’autore per discutere del romanzo

Roberto Plevano, vicentino, classe 1960, si è avvicinato alla cultura medievale all’Università di Pavia e si è perfezionato al Pontifical Institute for Mediaeval Studies di Toronto (Canada). Insegna Storia e Filosofia nella scuola pubblica e collabora all’edizione critica delle opere di Giovanni Duns Scoto. È redattore del blog letterario La poesia e lo spirito.
Nel 2009 ha pubblicato il lungo racconto 100 miglia (0111 edizioni).
Con il romanzo Marca gioiosa (Neri Pozza editore, 2017) ha vinto il Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza.

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«Il romanzo “Marca gioiosa” nasce dall’interesse per la dimensione storica della letteratura di intrattenimento», ha raccontato Roberto Plevano a Letteratitudine. «Come si può raccontare una vicenda di tempi passati in un quadro descrittivo plausibile, che abbia rispetto delle nostre conoscenze e soprattutto delle attese della lettrice/lettore? Ho cercato di dare corpo all’idea di illustrare la complessità di un periodo, il XIII secolo, nel contesto, non solo geografico, della Marca veronese (nell’ambito letterario del tempo, chiamata ‘gioiosa’ per la vivace vita di corte), in un modo che possa dire qualcosa che riguarda anche l’oggi.

Le cronache di quel tempo ci consegnano uno spaventoso scenario di conflitti. Consideriamo che in quel periodo:

  • le crisi politiche in Italia presero la forma di rivalità tra fazioni contrapposte, papato e impero, guelfi e ghibellini; arti minori e maggiori, ecc.
  • i centri urbani si svilupparono nel particolarismo e diedero un assetto di lunga durata ai rapporti con il contado;
  • si assestò una classe dirigente aristocratica che si perpetuò fino all’unità d’Italia e oltre;
  • venne meno il grande progetto politico di un’unità sovrana imperiale sulla penisola;
  • nacque la nostra lingua letteraria, con stili e codici lontani dalla parlata comune, in parte ispirati alle esperienze letterarie d’oltralpe;
  • la chiesa di Roma, con i suoi ordini mendicanti, represse e annientò l’eterodossia religiosa.

Tutte queste cose sono elementi delle nostre identità, lontani nel tempo ma originari, che ne siamo consapevoli o meno. Leggi tutto…

LA NOTTE DEL SANTO di Remo Bassini: incontro con l’autore

LA NOTTE DEL SANTO di Remo Bassini (Time Crime – Fanucci)

Remo Bassini, scrittore vercellese, è un vecchio amico di Letteratitudine sin dai tempi del suo romanzo “La donna che parlava con i morti” (Newton Compton, Roma, 2007), allorquando organizzammo questo interessante dibattito online (stiamo parlando all’incirca di una decina di anni fa). È dunque con grande piacere che torniamo a occuparci di Bassini in occasione dell’uscita del suo più recente romanzo initolato “La notte del Santo” pubblicato per il marchio Time Crime della Fanucci. Protagonista della storia è il commissario Dallavita che, in una fase complicata della propria esistenza, si trova a dover fare i conti con una serie di omicidi perpetrati ricorrendo alla decapitazione. La storia, che si gioca sul crinale sottile che – a volte – divide il male dal bene, è ambientata a Torino.
Abbiamo incontrato Remo Bassini chiedendogli di raccontarci qualcosa su questo suo nuovo libro…

«La notte del Santo”, allora: il santo è il patrono di Torino, San Giovanni Battista, e la vicenda ha il suo cuore pulsante proprio nella notte dei festeggiamenti del santo patrono», dice Bassini a Letteratitudine. «Ho creato un protagonista che per certi versi mi somiglia e per altri no, un attempato commissario, Pietro Dallavita. Mi somiglia perché è un uomo tormentato, perché di notte, invece di tornare a casa dalla moglie, vaga per Torino ascoltando canzoni di Tenco, di Paolo Conte, Ciampi, De Andrè. Non mi somiglia perché è un indeciso, e soprattutto perché convive con un amore segreto, vissuto anni prima ma che non riesce a cacciare dalla testa. Leggi tutto…

L’AMORE A VENT’ANNI di Giorgio Biferali: incontro con l’autore

L’AMORE A VENT’ANNI di Giorgio Biferali (Tunuè) – abbiamo incontrato l’autore per discutere del romanzo

Giorgio Biferali ha pubblicato i saggi A Roma con Nanni Moretti, (Bompiani 2015, con Paolo Di Paolo) e Italo Calvino. Lo scoiattolo della penna (La nuova frontiera 2017). L’amore a vent’anni, a cui dedichiamo questo spazio, è il suo primo romanzo.

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Giulio, il protagonista della storia, è un ragazzo di buona famiglia, ancora bambino, che vive nel mito romantico di Antoine Doinel di Truffaut e sperimenta una condizione di apparente serenità legata, soprattutto, a suo padre: un affascinante banchiere in pensione, artista mancato, che tutti considerano come “un grande”, ma che per Giulio rappresenta una figura fuori fuoco, un punto interrogativo, qualcuno di amato e ingombrante e inseguito con affanno, a dispetto di una madre con cui coltiva un rapporto di tenera elezione e protettività, alla luce di un morbo che sembra volerla portare via come un mostro dei fumetti.

Pagina dopo pagina parte dell’individualità segreta dell’uomo si mostra e ciò avviene per mezzo di Silvia (il riferimento a Leopardi non è casuale), la ragazza con cui Giulio viene colpito dal morso beffardo e incontrollato dell’amore, dalla voglia magnifica di dividersi con l’altro, ma anche dallo strappo feroce dall’infanzia, che nel libro torna con i modi dire, le immagini di Topolino, delle prime proiezioni di IT, degli zaini Invicta, dei videogiochi e dei cartoni animati.

A fare da sfondo a tutto ciò una Roma capricciosa, trafficata, umida, urlante e termometro emotivo di quanto accade ai personaggi del libro dove, come avrai intuito, l’amore del titolo è tripartito e, aggiungo, narrato con uno stile limpido, immediato, musicale e venato di poesia.

Ne abbiamo discusso qui di seguito con l’autore (a cui abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa di questo suo romanzo d’esordio).

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