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Archive for the ‘Interviste’ Category

COME IN UN LABIRINTO DI SPECCHI di Silvana Mazzocchi (intervista)

“Come in un labirinto di specchi” di Silvana Mazzocchi (Iacobelli): intervista all’autrice

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di Massimo Maugeri

Silvana Mazzocchi, scrittrice e giornalista, storica firma de La Repubblica, è autrice di vari libri di successo tra i quali Nell’anno della Tigre: storia di Adriana Faranda (1994); Iddu, la cattura di Bernardo Provenzano (con Enrico Bellavia, 2006) e il romanzo L’amore crudele (con Patrizia Pistagnesi, 2008).

Per i tipi di Iacobelli è uscito un nuovo romanzo di Silvana Mazzocchi. Si intitola Come in un labirinto di specchi.

«Ho sessantacinque anni e ancora non so se sono una vigliacca o soltanto una donna responsabile. Non saprei dire che cosa sia la felicità, ma forse non conosco neanche la serenità. Ho chiuso tante porte nel corso della mia esistenza, ma chissà se l’ho fatto per egoismo, per superficialità o perché ho creduto ogni volta di muovermi nella direzione giusta.
Come tutti, avrei potuto fare scelte diverse e avere un’altra vita, ma non ho rimpianti, anzi. Eppure, nonostante la facciata tranquilla che mostro, è come se in me ci fossero due donne. Da sempre. So che solo cancellandone una, sarò realmente libera e, giorno dopo giorno, tiro avanti con le mie due anime. Da quasi mezzo secolo».

È questo il coinvolgente incipit del romanzo. La voce narrante di una donna che si guarda alle spalle, osserva la sua esistenza e riflette sull’oggi pensando al passato. Leggi tutto…

SETE di Amélie Nothomb (intervista)

“Sete” di Amélie Nothomb (Voland – traduzione di Isabella Mattazzi)

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di Eva Luna Mascolino

Amélie Nothomb è tornata lo scorso febbraio in libreria con un romanzo che farà parlare a lungo di sé. Sete, 128 pagine, è infatti una riscrittura in prima persona della vita di Gesù Cristo sulla terra, raccontata durante la sua ultima notte in cella prima della crocifissione. Attraverso una lunga analessi, la voce narrante ripercorre le tappe fondamentali della propria esperienza sulla terra, suggerendo a chi legge, secondo le parole stesse dell’autrice «un nuovo modo di pensare all’idea della sofferenza necessaria e del sacrificio».

In un’intervista esclusiva con la scrittrice belga (tradotta ancora una volta da Isabella Mattazzi per Voland), infatti, Nothomb chiarisce come il problema legato alla venuta del Messia «non risieda nella sua incarnazione, che è assolutamente positiva e le cui conseguenze sono buone per l’essere umano, quanto piuttosto nel suo supplizio». Non a caso, all’interno del romanzo grande spazio viene dato alla celebrazione del corpo, al rapporto gioioso con i cinque sensi di cui siamo dotati e a una sete del desiderio da ascoltare e assecondare con maggiore consapevolezza da parte del singolo individuo. Leggi tutto…

LA TRASPARENZA DEL CAMALEONTE di Anita Pulvirenti (intervista)

“La trasparenza del camaleonte” di Anita Pulvirenti (DeA Planeta)

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di Alessandro Russo

Buongiorno.
Ha fatto centro Anita Pulvirenti con il suo primo romanzo La trasparenza del camaleonte, DeA Planeta Ed. (pp224, €15). Sposata e madre di due figli, laureata e con in tasca un master in Economia e Gestione del settore culturale, da diversi anni Anita Pulvirenti promuove cultura attraverso il blog letterario Chili di libri. Lontana dai finti buonismi, ruvida ma trascinante è la storia che ci racconta; rigorosa, scorrevole e mai piatta è la sua penna. La protagonista de La trasparenza del camaleonte è Carminia, una donna speciale che porta grandi occhiali da sole e non sopporta chiacchiere e convenevoli. Carminia ha la sindrome di Asperger ma non lo sa; è piena di ossessioni ed è molto bella ma qualcuno dice che è brutta al punto che chi la bacia diventa addirittura di pietra. Il pomeriggio in cui incontro Anita Puilvirenti, all’interno d’uno stimolante salotto letterario catanese, mi colpiscono il suo garbo e la sua luminosità. Leggi tutto…

L’ISOLA DELLE MADRI di Maria Rosa Cutrufelli (intervista)

“L’isola delle madri” di Maria Rosa Cutrufelli (Mondadori)

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di Massimo Maugeri

Maria Rosa Cutrufelli ha curato antologie di racconti, scritto radiodrammi, collaborato a riviste e quotidiani nazionali. Ha fatto parte della redazione di “Noi donne”, fondato e diretto la rivista “Tuttestorie” e insegnato scrittura creativa alla Sapienza. Ha pubblicato diversi romanzi, libri di viaggio, per ragazzi e numerosi saggi. Fra i suoi libri (che hanno vinto diversi premi e sono stati tradotti in varie lingue) si ricordano: “La donna che visse per un sogno”, “Complice il dubbio”, “Il giudice delle donne”.

Il suo più recente romanzo, appena edito da Mondadori, si intitola “L’isola delle madri“. Una storia potente e incisiva incentrata su tematiche di grandissima attualità che vanno dalla catastrofe climatica in atto alla problematica correlata alle nuove nascite. Una storia resa ancora più affascinante e coinvolgente per via dell’utilizzo di un’ottica distopica che, paradossalmente, ci consente di inquadrare la nostra contemporaneità in maniera estremamente lucida e concreta.

Ne ho discusso con l’autrice…

– Cara Maria Rosa, complimenti per questo tuo nuovo romanzo (che, peraltro, è attualissimo sotto diversi punti di vista). Partiamo dall’inizio. Ci racconteresti qualcosa sulla sua genesi?
È vero, il romanzo per molti versi è decisamente attuale. Parla dell’inquinamento, di come gli uomini hanno avvelenato la terra e di come la terra si vendichi avvelenando, a sua volta, gli uomini. Parla di biotecnologie, di riproduzione assistita e degli sconvolgimenti che tutto ciò produce sui tradizionali assetti familiari. Eppure, malgrado questa indubbia attualità, il romanzo nasce da un ricordo antico. Dal ricordo di mio padre, che studiava gli effetti dell’inquinamento già negli anni Sessanta del secolo scorso (era uno scienziato). Non ho mai dimenticato le storie che mi raccontava: storie di pesci mutanti e stormi radioattivi, di erbicidi e veleni chimici profusi ovunque. Storie, in definitiva, di umana cecità. È da questi ricordi che nasce, dopo tanto tempo, il mio romanzo: un omaggio al lavoro di mio padre, che appunto per il suo lavoro ha perso la vita. Leggi tutto…

CIELO, LA MIA MUSICA! di Leonardo Lodato (intervista)

“Cielo, la mia musica!” di Leonardo Lodato (Domenico Sanfilippo Editore)

Venerdì 13 marzo presso la Sala Harpago (Via Vittorio Emanuele II, 67, Catania) si svolgerà la presentazione ufficiale del libro e l’apertura delle celebrazioni per il 75° anniversario del quotidiano La Sicilia.

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di Massimo Maugeri

Esiste una relazione tra Cielo e Musica? Sì, esiste. E ce lo dimostra il nuovo libro del giornalista – capo servizio Cultura e Spettacolo del quotidiano “La Sicilia” di Catania – Leonardo Lodato. Il volume, intitolato “Cielo, la mia musica!” (Domenico Sanfilippo Editore), contiene interviste a dodici musicisti siciliani (tutte inedite e strutturate in maniera originale e incisiva): da Bob Salmieri a Andrea Cantieri, da Caterina Anastasi (Babil On Suite) alla Compagnia D’Encelado Superbo, da Giuseppina Torre a Lello Analfino (Tinturia), da Marian Trapassi all’ex Denovo Mario Venuti, da Paolo Buonvino a i Pupi di Surfaro, da Roberta Finocchiaro a Rosalba Bentivoglio.
La prefazione del libro è firmata dal tastierista dei mitici Rockets, Fabrice Quagliotti.
Ho avuto il piacere di rivolgere a Leonardo Lodato (che passa, dunque, dal ruolo di intervistatore a quello di intervistato) qualche domanda sul libro. Una chiacchierata incentrata sulla musica pop (e non solo) siciliana, nazionale e internazionale…

– Caro Leonardo, partiamo dall’inizio: come nasce il tuo interesse per la musica? Leggi tutto…

GLI INTERESSI IN COMUNE di Vanni Santoni: intervista

“Gli interessi in comune” di Vanni Santoni (Laterza): intervista all’autore ed estratto del libro

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Vanni Santoni ci parla del suo Gli interessi in comune e ci racconta il suo esordio e gli inizi della sua carriera letteraria

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di Massimo Maugeri

Vanni Santoni (Montevarchi, 1978), dopo l’esordio con Personaggi precari ha pubblicato, tra gli altri, i romanzi In territorio nemico (minimum fax 2013, da coordinatore), Terra ignota e Terra ignota 2 – Le figlie del rito (Mondadori 2013 e 2014), L’impero del sogno (Mondadori 2017) e I fratelli Michelangelo (Mondadori 2019). Scrive sul “Corriere della Sera” e dirige la narrativa della casa editrice Tunué.

Per Laterza ha pubblicato Muro di casse (2015) e La stanza profonda (2017). E sempre per Laterza è da poco in libreria Gli interessi in comune (originariamente pubblicato, nel 2008, da Feltrinelli): romanzo incentrato sul racconto della generazione dei nati negli ’80. Protagonisti alcuni  ragazzi che vivono in un pezzo di provincia toscana privo di stimoli e di intrattenimenti e che devono fare i conti con un vuoto interiore che, a volte, può essere anche devastante.

Ho avuto il piacere di rivolgere a Vanni qualche domanda su questa ri-pubblicazione…

 -Caro Vanni, come è nato originariamente Gli interessi in comune?
Gli interessi in comune è il mio primo romanzo uscito in libreria (nel maggio 2008 per Feltrinelli, NdR), ma non è né il mio esordio, né il primo romanzo che ho scritto.
Il mio esordio fu Personaggi precari, che uscì per la microscopica casa editrice RGB dopo la vittoria di un concorso “per il miglior testo tratto dal web” – erano diversi anni che raccoglievo quelle microprose, o epigrammi, sul mio blog, e il libro è una selezione di circa 500 sui circa 7000 scritti – e che oggi è pubblicato da Voland. Il primo romanzo che ho scritto si intitolava Vassilj e la morte, anche quello aveva vinto un concorso, due anni prima di Personaggi precari, e avrebbe dovuto essere pubblicato da una casa editrice di un certo peso, ma il concorso si rivelò truffaldino – per chi è curioso, ne racconto la storia qui – e i vincitori non vennero mai pubblicati (naturalmente le quote di iscrizioni dei partecipanti vennero invece trattenute). Leggi tutto…

IL FERROVIERE E IL GOLDEN GOL di Carlo D’Amicis (intervista)

“Il ferroviere e il golden gol” di Carlo D’Amicis (66th and 2nd): intervista all’autore

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di Massimo Maugeri

Carlo D’Amicis (Taranto, 1964) vive e lavora a Roma. Tra i suoi romanzi: Escluso il cane (2006, pubblicato anche in Francia presso Gallimard), La guerra dei cafoni (2008, selezione premio Strega), La battuta perfetta (2010), Quando eravamo prede (2014) e Il gioco (2018, finalista al premio Strega). Da La guerra dei cafoni è stato tratto il film omonimo di Davide Barletti e Lorenzo Conte. È tra gli autori dei programmi Quante storie (Rai3) e Fahrenheit (Radio3).

Di recente, per i tipi di 66th and 2nd, è tornata in libreria, con nuova veste editoriale, la sua opera prima: “Il ferroviere e il golden gol“; grande romanzo rappresentativo del rapporto tra calcio e letteratura italiana. D’altra parte il legame di Carlo D’Amicis con il mondo del calcio è testimoniato anche dalla sua militanza tra le fila della Nazionale italiana scrittori nel ruolo di centrocampista.

La storia de “Il ferroviere e il golden gol” è incentrata sulla vita di un trentenne ferroviere pugliese che si ritrova a smerciare mobili nell’ambito di televendite trasmesse da canali locali; fino a quando la sua ossessione per il mondo del calcio non lo spinge a girovagare tra i campetti di provincia con la convinzione di poter diventare un grande talent scout capace di relazionarsi persino con la Juventus.

Un romanzo impreziosito da numerose metafore calcistiche. A titolo di esempio ne cito due, tratte dalle prime pagine: (da pag. 32) “Quella gioventù se ne stava incollata al sudore di quei ragazzi come Gentile alla maglietta di Zico.“; (da pag. 36)”Ma, come Boninsegna nell’area di rigore, non si vive per vent’anni su una strada ferrata senza sviluppare facoltà extrasensoriali.” .

Un romanzo che non manca di offrire squarci fortemente connessi alla nostra contemporaneità, come il seguente (stralcio da pag. 17); “Avevo passato la vita a controllare i biglietti, e adesso non c’era più nessuno che convalidasse il mio: bastava arrampicarsi sulla pensilina della stazione per vederli tutti quanti in fila lungo la statale, i miei ex passeggeri; perfino gli studenti fuori corso andavano e venivano da Bari su Fiat Punto fiammeggianti, per non parlare degli operai dell’Ilva, i cui sonni proletari e siderurgici avevo vegliato per anni sui sedili sdruciti di seconda del 103 delle 5.40 (…).

Ho avuto modo di discutere con Carlo D’Amicis del suo “Il ferroviere e il golden gol” nell’ambito di questa intervista…

– Caro Carlo, questo romanzo è uscito originariamente nel 1998. Quali sono state le motivazioni che, all’epoca, ti hanno spinto a scriverlo? Leggi tutto…