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Archive for the ‘Poesia’ Category

IL FIORE INVERSO di Lello Voce e Frank Nemola

Lello Voce e Frank Nemola, Il fiore inversoIL FIORE INVERSO di Lello Voce e Frank Nemola (Squilibri edizioni) – Intervista a Lello Voce

di Massimo Maugeri

Poesia e musica tornano nella nuova opera firmata dalla coppia poetico-musicale Lello Voce e Frank Nemola. Il volume con Cd, vincitore del Premio Nazionale Elio Pagliarani, si intitola “Il fiore inverso” ed è pubblicato da squi[Libri] edizioni. Sono tanti gli artisti coinvolti in questo progetto:  Paolo Fresu (alla tromba), Dario Comuzzi (alla chitarra elettrica), Simone Zanchini (alla fisarmonica), Eva Sola (al violoncello), il rap di Kento, Luca Sanzò (alla viola), Adele Pardi (al violoncello)… senza dimenticare i ritratti frutto della matita di Claudio Calia.

Ne discuto qui di seguito con Lello Voce…

Caro Lello, partiamo proprio dal titolo: “Il fiore inverso”. Come accennavo in premessa è un titolo molto evocativo. Cosa puoi dirci in merito alla sua scelta?
Risultati immagini per lello voceIl titolo è una citazione dai primi versi di una celeberrima Canso del trovatore Raimbaut D’Aurenga, caposcuola del œ: «ar resplan la flors enversa», qui risplende il fiore inverso, ed il fiore inverso è la poesia, l’unico fiore a sbocciare con le radici rivolte verso il cielo. Il titolo, dunque, da una parte allude ai padri indiscussi della poesia con musica (spoken music, come si dice adesso) e cioè i trovatori provenzali, da cui sono nate tutte le tradizioni poetiche romanze, dall’altro è un’allusione alla capacità che ha la poesia di ‘ribaltare’ la percezione corrente della realtà attraverso l’opacità del linguaggio e le enormi potenziali di senso che in esso sono custodite e che attendono solo che il poeta le scopra. Quindi vuole sottolineare come la poesia sia stata, sostanzialmente resti e sempre più tornerà ad essere un’arte orale, che con la letteratura propriamente detta ha poco a che vedere, e che questa scelta di comporre poesia ‘temperata’ con musica non ha nulla di avanguardistico, anzi è profondamente, direi ‘radicalmente’, connessa con la tradizione. Ma rispettare, ammirare una tradizione non vuol dire farsene epigoni, piuttosto tradirla, rinnovandola, trasportarla in un altrove dove la sua voce ricominci a risuonare potente, ma con accenti e parole nuove. Questa nuova capacità di farsi voce, e voce viva, le dà nuova energia nel ribaltare il linguaggio, nel costringerlo a cederci nuove porzioni di senso, nel tenerlo allenato al presente. Non si possono sognare sogni nuovi con parole vecchie. La poesia sta là apposta.

Parlaci del tuo rapporto artistico con Frank Nemola. Quando vi siete incontrati la prima volta? E cos’è, più di ogni altra cosa, che vi lega artisticamente? Leggi tutto…

ULISSE SONO IO di Gabriella Rossitto

Ulisse sono ioPubblichiamo la Prefazione della silloge ULISSE SONO IO di Gabriella Rossitto (Akkuaria).

A seguire, alcune poesie selezionate dalla silloge

“Il più difficile è vedere di che si tratta” scrive Valéry (Monsieur Teste) e ciò si adatta perfettamente alla  scrittura di G. che non è di immediata decodificazione, sostanziata  com’è da un non detto sottostante la linearità dell’enunciato.
Tema esterno della silloge è il nostos di Ulisse, ricostruito attraverso le esperienze sofferte delle donne incontrate dall’eroe: fin dai primi versi però si avverte la prevalenza della sfera affettiva, oscillante tra desiderio e rimpianto, su quella narrativa.
Per G. scrivere è cercare la propria metafora, che si attua attraverso un sistema di personaggi,  che altro non sono che il traslato di se stessa.
I protagonisti del testo, persa la loro classicità (da qui la richiesta di perdono a Omero!), sono transitati nel vissuto quotidiano dell’autrice, che li ha trasformati nel suo doppio, in un continuo rincorrersi, in cui ognuno vuole affermare la propria unicità, ma poi si ritrova a non avere più consistenza, se non nella dimensione altra in cui l’autrice lo ha voluto ingabbiare.
Calipso, Circe, Penelope e lo stesso Ulisse, sospesi come in un crinale di evanescenza psicologico-esistenziale, sono diventati epifania della condizione moderna che vive straniata  tra realtà e desiderio di superamento della miserevole banalità in cui l’uomo è incastrato.
In un contesto storico e umano deludente, la scrittura diventa allora il punto di fuga eroica, l’unica  sehnsucht capace di offrire salvezza e prospettive di vita: Leggi tutto…

OMAGGIO A VALENTINO ZEICHEN

OMAGGIO A VALENTINO ZEICHEN: (Fiume, 1938 – Roma, 5 luglio 2016)

Oggi è scomparso il poeta Valentino Zeichen. Lo ricordiamo segnalando l’articolo di Valerio Magrelli uscito su la Repubblica e pubblicando due video con interventi del poeta

Valentino Zeichen – Poeta e scrittore italiano (Fiume 1938 – Roma 2016). Intellettuale tra i più originali del panorama contemporaneo, ha esordito con la raccolta poetica Area di rigore (1974), cui hanno fatto seguito tra le altre Pagine di gloria (1983) e Gibilterra (1991), che lo hanno consacrato come uno dei poeti di spicco della nuova Scuola romana. Muovendosi tra avanguardia e tradizione, Zeichen è autore di versi (raccolti nel 2004 nel volume Poesie 1963-2003) in cui fermentano eterogenei campi di forze, e in cui il testo si fa voce dissonante contro i vezzi e le ambizioni della modernità; la stessa tempra polemica anima i testi in prosa, dal romanzo Tana per tutti (1983) ai volumi Neomarziale (2006), Aforismi d’autunno (2010), Il testamento di Anita Garibaldi (2011), fino al più recente La sumera (2015), opera narrativa in cui Zeichen tratteggia con sguardo disincantato un universo umano dall’interiorità precaria e dalle molteplici nevrosi.
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VIVIAN LAMARQUE racconta MADRE D’INVERNO

VIVIAN LAMARQUE racconta il suo libro di poesie MADRE D’INVERNO (Mondadori)

Madre d’inverno. Perché così tanti anni di intervallo dalle ultime  poesie?

Vivian Lamarque

risponde Vivian Lamarque

Dicono tutti che erano vent’anni (da “Una quieta polvere”, 1996) che non pubblicavo nuove poesie. O perlomeno “nuove vere poesie” .
Con silenziosa offesa del gatto Ignazio (“Poesie per un gatto”, 2007) che si era illuso di non essere considerato un’operina minore, specie nella terza sezione, “Il giardino dell’aldilà”  ,  (“Ripeto la domanda / ci sarà   o non ci sarà /  questo aldilà?” “non escludo la possibilità…. /  si diventa tutti erba fiori” / “Fiori? Un fiore io? Mai!” / “E perché? essere un fiore / è un onore non lo sai?).
E con ancor maggiore, più giustificata  delusione da parte de “L’Albero”,  il lungo poemetto che concludeva, con altri numerosi inediti, l’Oscar del 2002.  (“Morti ma come vi hanno messi? / Divisi per millennio? per secolo? / per causa di decesso? per precocità? / o siete tutti in disordine come stracci / là?o siete polvere quieta come di mobili? / siete grigi? o d’argento? / siete una polvere bella? sì?”. Molto prosciugato l’ho inserito anche in “Madre d’inverno”. Leggi tutto…

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA 2016

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA 2016


21 marzo 2016 – In occasione della GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA 2016, pubblichiamo il testo del messaggio del Direttore Generale dellUNESCO, Irina Bokova (tradotto in italiano e nella versione originale in lingua inglese). Qui trovate l’elenco dei poeti celebrati dall’Unesco nel 2016.

Ne approfittiamo altresì per ricordare Alda Merini in occasione dell’85° anniversario della nascita. Segnaliamo il post intitolato ALDA MERINI. L’amore in un Dio lontano (dal volume di Erica Donzella – Prova d’autore, 2013)

Di seguito, troverete anche un video messaggio di Irina Bokova

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Ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Poesia nel primo giorno di primavera.  Istituita dall’UNESCO in quanto si riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato della promozione del dialogo interculturale, della comunicazione e della pace.

di Irina Bokova

Shakespeare, che è morto 400 anni fa, scrisse nel “Sogno di una notte di mezza estate” che: “l’occhio del poeta rotante nella sfera di una splendida concezione, vibra il suo sguardo dal cielo alla terra e dalla terra al cielo. E come l’immaginazione dà corpo e forma agli oggetti sconosciuti, la penna del poeta presta ad essi del pari veste nuova e assegna all’arioso nulla una dimora propria e un nome peculiare”.
Rendendo omaggio agli uomini e alle donne il cui unico strumento è la libertà di parola, di immaginazione e di azione, l’Unesco riconosce nella poesia il suo valore di simbolo della creatività dello spirito umano. Dando forma e parole a ciò che non ne ha – come la bellezza insondabile che ci circonda, l’immensa sofferenza e miseria del mondo – la poesia contribuisce all’espansione della nostra comune umanità, contribuendo ad aumentare la sua forza, la solidarietà e la consapevolezza di sé .
Le voci che portano la poesia aiutano a promuovere la diversità linguistica e la libertà di espressione. Partecipano allo sforzo globale volto all’educazione artistica e alla diffusione della cultura. La prima parola di una poesia a volte è sufficiente per ritrovare la fiducia di fronte alle avversità, per trovare il cammino della speranza di fronte alla barbarie. Nell’era dell’automazione e dell’immediatezza della vita moderna, la poesia offre spazi alla libertà e all’avventura inerenti la dignità umana. Dal coreano Arirang al messicano Pirekua, dai canti Hudhud del popolo Ifugao, all’
Alardah dell’Arabia Saudita, dal turkmeno Koroghlu e Kirghizistan Aitysh, ogni cultura ha la sua arte poetica che utilizza per trasmettere conoscenze, valori socio-culturali e memoria collettiva, che rafforzano il rispetto reciproco, la coesione sociale e la ricerca della pace.
Oggi, mi congratulo con i professionisti, gli attori, i narratori e tutte quelle voci anonime impegnate con e attraverso la poesia, che offrono
readings all’ombra o sotto i riflettori, nei giardini o nelle strade. Invito tutti gli Stati membri a sostenere questo sforzo poetico, che ha il potere di portarci insieme, indipendentemente dalle origini o credenze, da ciò che è al centro stesso dell’umanità.

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di Irina Bokova Leggi tutto…

UMBRIA POESIA 2016

NASCE UMBRIA POESIA

Il 18 febbraio, alle ore 11, la presentazione del progetto e il calendario degli incontri di Umbria Poesia con una conferenza stampa presso la libreria di Umbrò (Via S. Ercolano, 4 – Perugia)

Umbria Poesia nasce con l’idea di far luce sul valore della poesia come arte che sappia parlare ai contemporanei, per dar vita a uno spazio di dialogo, incontro, intrattenimento fra poeti, poesia e pubblico. Un’arte che dalla nicchia della diffusione tra specialisti possa farsi portavoce di una comunicazione più ampia, in modo da mettere a frutto la ricchezza del suo linguaggio, riscoprire il valore del letterario, realizzando un circuito di interazione viva che difenda il senso formativo e culturalmente fondante della letteratura. L’aspetto creativo, immaginifico, ma anche di pensiero che ha la letteratura sono spesso adombrati da sistemi mediatici che filtrano le opere in un setaccio di informazioni, per ridurle a una sorta di referto o catalogo. La complessità e la ricchezza, al contrario, si auspica possano risaltare in un incontro diretto, nella disponibilità di un faccia a faccia reale tra autore e lettore.
Con cadenza mensile, gli appuntamenti si svolgeranno nell’unione della poesia a un tema specifico, dall’attualità alla letteratura, presentando una scala di argomenti simbolici e fluidi. Tra i temi che abbiamo pensato di affrontare ci limitiamo a menzionare: poesia e frontiera, poesia e scienza, poesia e danza, poesia e social network. Ciò che ci proponiamo non è solo che gli autori leggano i loro testi, ma che possano anche dialogare con i loro modelli di riferimento nella cornice del tema della serata.
Ogni serata prevede la presenza di un autore già noto al vasto pubblico al quale saranno affiancate voci emergenti della più recente poesia italiana e straniera. Le letture dureranno circa un’ora, puntando sulla mescolanza generazionale, sull’interartistico e sull’interdisciplinare come elementi di forza. Ci auguriamo che a questo progetto possano aderire anche le scuole del territorio per dare l’opportunità ai giovani studenti di confrontarsi con la poesia contemporanea e con l’esperienza artistica degli ospiti.
L’iniziativa si realizza grazie alla generosità e al sostegno economico di Umbrò, al quale va la nostra più viva riconoscenza.

Maria Borio, Marco Paone, Carlo Pulsoni Leggi tutto…

LA PROVA DEL BIANCO di Anna Vasta (intervista all’autrice)

LA PROVA DEL BIANCO di Anna Vasta

di Massimo Maugeri

Sono tante le opere poetiche pubblicate da Anna Vasta: da La Curva del cielo a I Malnati; da Quaresimale a la Sposa del vento; da Di un fantasma e di mari a Cieli violati. L’uscita di questo nuovo libretto, intitolato “La prova del bianco” (pubblicato da Le Farfalle), ci dà l’occasione di discutere di poesia e di aforismi. Del resto, come scrive Paolo Manganaro nel risvolto di copertina, “la raccolta di questi pensieri e aforismi di Anna Vasta è il frutto, splendido, di una riflessione inesorabile sulla poesia e sulle tensioni dell’esistenza che solo la poesia può portare”.

-Cara Anna, come nasce questo tuo nuovo libro?
Spesso i libri nascono per caso, come gli amori, gl’incontri, i figli. Senza una necessità che li giustifichi. Ma una volta nati, la casualità diventa necessità, come di tutto ciò che accade.
I pensieri, le riflessioni, gli aforismi raccolti in questo libro, alcuni sono nati come appunti a margine alle mie poesie, altri, come spunti di narrazione, di osservazione del reale; tutti come frammenti di una medesima ricerca, quella poetica, che è ricerca di senso, itinerarium mentis in hominem.
Percorso di conoscenza, verso una meta. Meta che non costituisce un approdo fermo, sicuro, definitivo, ma una riva malferma, provvisoria, oltre la quale spingersi, in direzione di altri porti.
La poesia ha bisogno di pause, di stacchi, di ripensamenti. Soprattutto di nutrirsi di prosa, di ciò che le è estraneo, ma che le fornisce la linfa vitale a cui attingere. Questo libro nasce forse da un tale bisogno di prosa, di ragionamento, di ancoramento a una visione del mondo, dell’esistenza.

Il titolo colpisce. Cosa significa “La prova del bianco”?
Nel titolo di un libro, c’è il senso del libro.
È come una mappa che guida il lettore ad inoltrarsi nel testo; nel titolo c’è tutto il libro.
Io, lettore, non vorrei che mi fosse anticipato il senso del libro, nel senso del titolo. Anche perché, neppure l’autore saprebbe spiegarlo, senza in qualche modo intaccarne l’ambiguità di senso, la possibilità delle interpretazioni che il titolo racchiude.
Wisława Szymborska, citando Goethe, dice che il poeta sa cosa voleva scrivere, ma non sa cosa ha scritto.
Il senso di ciò che l’autore scrive, una volta affidato alla scrittura, non appartiene più allo scrittore, ma ai suoi lettori.

-A tuo avviso, che rapporto c’è – oggi – tra “poesia” e “riflessione” (sia dal punto di vista di chi la scrive, sia da quello di chi la legge)? Leggi tutto…